Oscar 2018: Pensieri e Considerazioni

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Sono in piedi già da un’oretta e ho avuto modo di elaborare alcuni pensieri: innanzitutto che il suffragio universale è sopravvalutato, ma questo è un altro discorso nel quale non vorrei entrare, se no mi prende l’ansia. Parliamo di Oscar dunque.

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Oscar 2018 – La Diretta

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Manca poco alla novantesima edizione degli Academy Awards, quei premi Oscar che ogni anno fanno discutere, avvolti da mille polemiche, in cui manca sempre qualcosa. Una cerimonia di cui diciamo sempre che non ce ne importa niente ma che alla fine, inevitabilmente, ci incolla allo schermo tutta la notte. Dopo una giornata intensa, per le elezioni ma anche per la tragica e sconvolgente scomparsa di Davide Astori, arriviamo qui sopra a parlare di cinema e di nient’altro, perché in fondo è questo che facciamo: raccogliamo le emozioni là dove i film ce le piazzano e ce le teniamo strette. Sono la nostra fuga dalla realtà, dal quotidiano, da ciò che non ci piace. Prima di chiudere il classico “monologo” di apertura, vi ricordo un paio di cosette. Innanzitutto sarà possibile seguire la notte degli Oscar e l’intera cerimonia su Sky e in chiaro su Tv8 (se come me non possedete un televisore, lo streaming ci salverà; dalle 23 circa tutta la diretta sarà trasmessa qui: http://tv8.it/streaming.html). Su questo post troverete tutti i miei commenti in tempo reale, ma se volete dire anche la vostra (cosa che gradirei molto), potete interagire commentando in diretta su Twitter o sulla pagina Facebook di Una Vita da Cinefilo. Non sono di certo Enrico Mentana, ma spero di contribuire a rendervi questa maratona notturna divertente e interessante. A dopo!

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Verso gli Oscar 2018: Chi Vincerà?

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Meno di una settimana alla Notte degli Oscar. Siete pronti per la maratona (doppia, contando anche quella elettorale)? Chi vincerà? Chi vorremmo che vincesse? Chi mancherà? Chi siamo? Da dove veniamo? Dove Andiamo? Carbonara o Gricia? Che fine ha fatto Carmen Sandiego? Chi ha incastrato Roger Rabbit? Ecco la risposta a tutte le vostre domande. La Novantesima edizione degli Academy Awards si avvicina a grandi falcate, vi state preparando? Io sono riuscito a vedere tutti i film candidati come Miglior Film e buona parte degli altri, quindi mai come quest’anno mi sento bello carico, pronto a sparare pronostici e rassegnato all’idea di fallirli miseramente…

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Oscar 2018: Le scene più belle dei candidati come Miglior Film

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Ho finalmente visto tutti e nove i film candidati come Miglior Film ai prossimi Academy Awards. Si tratta di nove film senza dubbio interessanti, alcuni bellissimi, altri un po’ meno, ma una cosa è certa: ognuno di essi è una conchiglia che racchiude una o più perle al suo interno. In ognuno di essi c’è (almeno) una scena che ci ha dato grandi emozioni, sensazioni che porteremo con noi fino alla cerimonia del 4 marzo, notte in cui si svolgerà la novantesima edizione degli Oscar. In seguito affronteremo l’annosa questione riguardante chi vincerà e chi spero che vinca (anche per quanto riguarda le altre categorie, stay tuned), nel frattempo andiamo a goderci una carrellata di scene selezionate e raccontate dal sottoscritto: una per ognuno dei nove film nominati come Best Picture. Ovviamente, per quanto riguarda i film che non avete ancora visto, è consigliabile saltare la lettura per evitare spoiler e rivelazioni importanti.

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Oscar 2017 – La diretta

23.49 – Appena tornato a casa dopo una gran serata di calcio. Datemi il tempo di un piatto di pasta e apriamo le danze. Sarà una lunga notte di cinema, birra e taralli.

0.12 – Per chi, come me, non avesse il televisore, la diretta della notte si può seguire in streaming sul sito di La8, ovvero qui: http://tv8.it/streaming.html

0.19 – Non c’è Natalie Portman ma c’è Diletta Leotta. Accontentamose.

0.25 – Vi ricordo che potete seguire la cerimonia con me anche su Twitter. Oppure F5 a manetta su questo post.

0.34 – Io mi schiero subito: tifo La La Land e Manchester By The Sea. Se questi due film vincono tutto andrò a dormire contento.

0.48 – Altro che La La Land o Moonlight. Il grande dubbio adesso è: birra o caffè?

1.04 – Tenete Andrew Garfield lontano dal Giappone per favore.

1.13 – Dev Patel sta tutto il film con un cappuccio in testa a spizzare Google Maps. E ha preso una nomination agli Oscar. Boh.

1.21 – Fermi tutti. Ci sta Marty McFly!
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1.24 – Non ho amato Moonlight ma Mahershala Ali è grandioso.

1.39 – Arrivata Emma Stone. Daje.
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1.55 – Domanda a Casey Affleck: “Perché i film girati nella zona di Boston piacciono così tanto?”. Ah, io pensavo fosse una cosa solo mia, adoro i film girati in Massachusetts. Quindi è una cosa comune. Curioso.

2.03 – Nicole Kidman sembra l’aliena di Mars Attacks.
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Inarritu in volo sugli Oscar: il miglior film è “Birdman”

Anche questa nottata è passata. Al risveglio ci resta negli occhi appesantiti dal sonno l’immagine sorridente di Alejandro Gonzalez Inarritu, dominatore assoluto della serata con quattro premi Oscar “pesanti”. Ci resta anche negli occhi Patricia Arquette e il suo discorso a favore delle donne (che ha scatenato l’entusiasmo di Meryl Streep), l’annuncio della meravigliosa Jessica Chastain per il secondo Oscar consecutivo al geniale direttore della fotografia Emmanuel Lubezki (“Chiiivooo”), la standing ovation per la performance di John Legend sulle note di “Glory” (miglior canzone, unico Oscar per “Selma”). Purtroppo al risveglio ci siamo ritrovati anche a fare i conti con la delusione per la netta disfatta di “Boyhood”. Ad ogni modo l’87a edizione degli Accademy Awards, a livello di show, non sarà tra le più memorabili: la conduzione di Neil Patrick Harris, nonostante una bellissima introduzione, è risultata decisamente piatta e sottotono. Non si è riso molto, quasi per niente anzi, inoltre il ritmo non è stato proprio esaltante (“Not my tempo!”, direbbe il Fletcher di J.K. Simmons in “Whiplash”). Certo, cogliere un momento storico come il selfie di un anno fa era probabilmente impensabile, ma certamente ci si poteva aspettare qualche gag in più. Parliamo dunque dei premi attraverso i film che li hanno ricevuti:

Birdman: Come già detto quattro Oscar per il film di Inarritu, tutti Oscar importanti (miglior film, miglior regia, migliore fotografia e miglior sceneggiatura originale). Secondo consecutivo per il genio di Emmanuel Lubezki dunque, ma anche il secondo consecutivo per un regista messicano (dopo la statuetta di un anno fa ad Alfonso Cuaron). Quello al quale tenevamo di più, ovvero il premio a Michael Keaton, è però sfumato a favore di Eddie Redmayne (“La teoria del tutto”).

Boyhood: Il capolavoro di Richard Linklater porta a casa solo una statuetta per la migliore attrice non protagonista (Patricia Arquette). Erano sei le nomination ricevute dal film, ma se quella per Ethan Hawke (e probabilmente anche quella per il montaggio) non aveva speranze di trasformarsi in Oscar, quelle per regia, sceneggiatura originale e miglior film erano nettamente alla sua portata. Hawke e Linklater dunque restano a mani vuote per il secondo anno consecutivo (un anno fa portarono a casa la nomination per la sceneggiatura di “Before Midnight”). Il regista potrà comunque consolarsi con l’Orso d’Argento vinto a Berlino e i vari Golden Globes.

The Grand Budapest Hotel: L’Accademy ha deciso di consacrare Wes Anderson. Più che il regista stesso, sono stati consacrati coloro che hanno contribuito a creare l’universo di Anderson, il suo mondo, coloro insomma che con il loro apporto hanno letteralmente dato forma alla creatività del regista. Quattro Oscar dunque: miglior trucco e acconciatura, migliori costumi (l’italiana Milena Canonero, al suo quarto Oscar), migliore scenografia e miglior colonna sonora (finalmente Alexandre Desplat, giunto all’ottava nomination, vince il suo primo Oscar).

Whiplash: La grande sorpresa di questa nottata, il vero e proprio outsider, capace di portarsi a casa ben tre statuette, tutte assolutamente meritate: miglior montaggio, miglior sonoro e miglior attore non protagonista a J.K. Simmons, straordinario.

Ida: Il premio per il miglior film straniero resta in Europa, ad aggiudicarselo è la stupenda pellicola polacca realizzata da Pawel Pawlikowski. Nonostante l’assenza ingiustificata del canadese “Mommy” e del turco “Winter Sleep” nella cinquina da Oscar (dove invece ha incredibilmente trovato spazio l’argentino “Storie pazzesche”), “Ida”, nominato anche per la miglior fotografia, ha meritato ampiamente la statuetta. Applausi.

Altri premi: I migliori attori protagonisti sono Eddie Redmayne (“La teoria del tutto”) e la strepitosa Julianne Moore di “Still Alice”: entrambi premi meritatissimi, nonostante sperassimo di veder salire sul palco il grande Michael Keaton di “Birdman” e la commovente Marion Cotillard di “Due giorni, una notte”. La sceneggiatura non originale regala a “The Imitation Game” il suo unico Oscar (che per noi avrebbe dovuto vincere “Whiplash” o addirittura Paul Thomas Anderson per “Vizio di forma”). Per il miglior film d’animazione “Big Hero 6”  la spunta su “Dragon Trainer 2”, mentre c’è un pizzico di gloria anche per “Interstellar”, “American Sniper” e “Selma”, vincitori rispettivamente di un Oscar per i migliori effetti speciali, il miglior montaggio sonoro e la migliore canzone.

La notte degli Oscar in streaming con “Una vita da cinefilo”

Siete pronti a passare la notte a tifare per i vostri film preferiti? Preparato il caffè, la pizza, le patatine, la birra, quello che serve per affrontare le prossime ore? Bene, è il momento di preparare la tavola, le sedie, i piatti, i bicchieri, e soprattutto trovare un canale dove seguire la cerimonia degli Oscar in streaming. Se avete la tv quest’anno potete tranquillamente seguirli in chiaro sul canale 26 del digitale terrestre, grazie a Cielo. Se come il sottoscritto non siete in possesso di un televisore, potete comunque seguire lo streaming direttamente dal sito di Cielo a questo link: http://www.cielotv.it/streaming.html.

Se cercate invece uno streaming in inglese nudo e crudo, senza traduzioni simultanee e soprattutto senza collegamenti dallo studio in Italia, tenete d’occhio questo post perché lo aggiornerò durante la notte con i migliori link per lo streaming. Questo, per ora, sembra il migliore: http://goatd.net/73875/watch-live-from-the-oscars

Inoltre, potete contemporaneamente seguire la mia diretta su Twitter, dove commenterò, tra una battuta e un’altra, l’intera nottata di cinema, a partire dal red carpet fino all’ultima statuetta consegnata… Buona notte!

Si avvicina la Notte degli Oscar: chi vincerà?

Mancano pochi giorni alla cerimonia di premiazione più seguita dell’anno: gli Accademy Awards. Chi vincerà l’Oscar, tra gli appassionati di cinema, è un argomento sul quale si discute già in autunno, si comincia a fare pronostici subito dopo le nomination, fino alla vigilia, dove le nostre previsioni (e il nostro tifo) verranno premiate o resteranno deluse. Andiamo a spulciare le categorie principali per vedere chi vincerà gli Oscar, chi potrebbe vincerlo e chi dovrebbe vincerlo.

Miglior Film
Chi vincerà: Corsa a due tra “Boyhood” e “Birdman”. Difficilissimo fare pronostici, ma puntiamo sul primo.
Chi vorremmo che vincesse: “Boyhood”.

Miglior Regia
Chi vincerà: Sembra Richard Linklater il favorito, ma il lavoro di Inarritu merita l’Oscar.
Chi vorremmo che vincesse: Il cuore dice Linklater.

Miglior Attore
Chi vincerà: Eddie Redmayne ha vinto tutto, vincerà anche l’Oscar.
Chi vorremmo che vincesse: Michael Keaton, meraviglioso in “Birdman”.
Chi potrebbe vincere: Speranze minime per Keaton, così come per Bradley Cooper, arrivato alla terza nomination consecutiva.

Miglior Attrice
Chi vincerà: Julianne Moore, splendida in “Still Alice”.
Chi vorremmo che vincesse: Scusate, ma sono innamorato di Marion Cotillard.
Chi potrebbe vincere: Reese Witherspoon regge “Wild” interamente sulle sue spalle. Strepitosa anche Rosemund Pike in “Gone Girl”.

Miglior Attore non protagonista
Chi vincerà: Non può non vincere J.K. Simmons per “Whiplash”.
Chi vorremmo che vincesse: Adoro Ethan Hawke, ma Simmons se lo merita e vincerà.
Chi potrebbe vincere: Edward Norton è l’unico che conserva una piccolissima speranza.

Miglior Attrice non protagonista
Chi vincerà: Patricia Arquette ha già la statuetta in mano.
Chi vorremmo che vincesse: Patricia Arquette, senza dubbio.
Chi potrebbe vincere: Diciamo Emma Stone, tanto per riempire la voce.

Miglior sceneggiatura originale
Chi vincerà: “The Grand Budapest Hotel” è il tipico film da statuetta per la sceneggiatura.
Chi vorremmo che vincesse: “Boyhood” perché lo abbiamo amato alla follia.
Chi potrebbe vincere: “Birdman” potrebbe rovinare la festa a Wes Anderson, ma è dura.

Miglior sceneggiatura non originale
Chi vincerà: “Whiplash” favoritissimo.
Chi vorremmo che vincesse: Per la follia e per la totale assenza dalle altre candidature direi “Vizio di forma”.
Chi potrebbe vincere: “The imitation game” ha qualche chance? Improbabile.

Miglior film straniero
Chi vincerà: Mi rifiuto di pensare che “Storie pazzesche” possa spuntarla contro “Ida” o “Leviathan”. Sfida aperta, ma l’argentino è clamorosamente favorito.
Chi vorremmo che vincesse: “Ida” è un capolavoro e se il mondo fosse giusto vincerebbe l’Oscar.

Quanto ci siamo avvicinati alla realtà? Secondo me parecchio, ad ogni modo per tutte le risposte bisognerà aspettare domenica notte. Preparate i caffè…

Recensione “La Grande Bellezza” (2013)

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Trenini che non portano da nessuna parte e quell’imbarazzo del dover vivere, sedimentato sotto il chiacchiericcio e il bla bla bla: Paolo Sorrentino trova Oscar e consacrazione nella descrizione, a tratti eccessiva, a tratti barocca, ma senza dubbio affascinante, di una società decaduta, annoiata, delusa, che cerca di riempire il vuoto della quotidianità con un’eleganza goffa, anch’essa vacua, corrotta, abbrutita dall’illusione. Perchè la grande bellezza, seppur immersa tra le grandi bellezze di una città come Roma, non c’è, è sparita, finita, persa per sempre, per il semplice motivo che non si è più in grado di coglierla. Toni Servillo è lo splendido Jep Gambardella, finito ad affrontare con cinismo la vuota illusione che lo circonda, però al tempo stesso lucido nell’analizzare con profonda onestà quell’apparato umano che un tempo era stato il suo unico successo letterario.

Una lunga serie di grandi sequenze, ognuna apparentemente fine a se stessa, ma in realtà parte integrante di un racconto, di quello stesso apparato che il protagonista osserva impotente, forse annoiato, certamente deluso e disilluso. Roma dal canto suo si dimostra centro di gravità, città di apparenze e illusioni, un luogo che “fa perdere tempo”, ma anche un non-luogo, troppo bella per essere reale, troppo ammaliante e in fin dei conti effimera. La città, che ha un suo ruolo centrale nella pellicola, non è meno decadente della società che la popola, nonostante le apparenze la facciano sembrare felice, impeccabile, nobile e realizzata: così come i suoi personaggi, squallidi burattini che si agitano per il puro bisogno di apparire, ma che nascondono in realtà una morte interiore, ben più grave di quella reale.

Così chi è in grado di accettare questa giostra finisce al centro della carrozza, chi non ne può più decide di mollare (in tal senso sono splendidamente dipinti i personaggi di Carlo Verdone e del “pazzo” Andrea: ognuno lascerà la sceneggiata a modo suo). Tra giraffe che spariscono, trucchi di magia, artiste bambine, nobili a noleggio, sante miracolose, preti poco spirituali e fenicotteri di passaggio, è così che si compie la tragica e brutale messinscena della vita. Paolo Sorrentino coglie la poesia della decadenza schiaffeggiandoci con il suo circo e al tempo stesso accarezzandoci con le sue meravigliose immagini. Che ci piaccia o no, l’Italia è (anche) questa qua.

locandina La grande bellezza