La notte degli Oscar in streaming con “Una vita da cinefilo”

Siete pronti a passare la notte a tifare per i vostri film preferiti? Preparato il caffè, la pizza, le patatine, la birra, quello che serve per affrontare le prossime ore? Bene, è il momento di preparare la tavola, le sedie, i piatti, i bicchieri, e soprattutto trovare un canale dove seguire la cerimonia degli Oscar in streaming. Se avete la tv quest’anno potete tranquillamente seguirli in chiaro sul canale 26 del digitale terrestre, grazie a Cielo. Se come il sottoscritto non siete in possesso di un televisore, potete comunque seguire lo streaming direttamente dal sito di Cielo a questo link: http://www.cielotv.it/streaming.html.

Se cercate invece uno streaming in inglese nudo e crudo, senza traduzioni simultanee e soprattutto senza collegamenti dallo studio in Italia, tenete d’occhio questo post perché lo aggiornerò durante la notte con i migliori link per lo streaming. Questo, per ora, sembra il migliore: http://goatd.net/73875/watch-live-from-the-oscars

Inoltre, potete contemporaneamente seguire la mia diretta su Twitter, dove commenterò, tra una battuta e un’altra, l’intera nottata di cinema, a partire dal red carpet fino all’ultima statuetta consegnata… Buona notte!

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Si avvicina la Notte degli Oscar: chi vincerà?

Mancano pochi giorni alla cerimonia di premiazione più seguita dell’anno: gli Accademy Awards. Chi vincerà l’Oscar, tra gli appassionati di cinema, è un argomento sul quale si discute già in autunno, si comincia a fare pronostici subito dopo le nomination, fino alla vigilia, dove le nostre previsioni (e il nostro tifo) verranno premiate o resteranno deluse. Andiamo a spulciare le categorie principali per vedere chi vincerà gli Oscar, chi potrebbe vincerlo e chi dovrebbe vincerlo.

Miglior Film
Chi vincerà: Corsa a due tra “Boyhood” e “Birdman”. Difficilissimo fare pronostici, ma puntiamo sul primo.
Chi vorremmo che vincesse: “Boyhood”.

Miglior Regia
Chi vincerà: Sembra Richard Linklater il favorito, ma il lavoro di Inarritu merita l’Oscar.
Chi vorremmo che vincesse: Il cuore dice Linklater.

Miglior Attore
Chi vincerà: Eddie Redmayne ha vinto tutto, vincerà anche l’Oscar.
Chi vorremmo che vincesse: Michael Keaton, meraviglioso in “Birdman”.
Chi potrebbe vincere: Speranze minime per Keaton, così come per Bradley Cooper, arrivato alla terza nomination consecutiva.

Miglior Attrice
Chi vincerà: Julianne Moore, splendida in “Still Alice”.
Chi vorremmo che vincesse: Scusate, ma sono innamorato di Marion Cotillard.
Chi potrebbe vincere: Reese Witherspoon regge “Wild” interamente sulle sue spalle. Strepitosa anche Rosemund Pike in “Gone Girl”.

Miglior Attore non protagonista
Chi vincerà: Non può non vincere J.K. Simmons per “Whiplash”.
Chi vorremmo che vincesse: Adoro Ethan Hawke, ma Simmons se lo merita e vincerà.
Chi potrebbe vincere: Edward Norton è l’unico che conserva una piccolissima speranza.

Miglior Attrice non protagonista
Chi vincerà: Patricia Arquette ha già la statuetta in mano.
Chi vorremmo che vincesse: Patricia Arquette, senza dubbio.
Chi potrebbe vincere: Diciamo Emma Stone, tanto per riempire la voce.

Miglior sceneggiatura originale
Chi vincerà: “The Grand Budapest Hotel” è il tipico film da statuetta per la sceneggiatura.
Chi vorremmo che vincesse: “Boyhood” perché lo abbiamo amato alla follia.
Chi potrebbe vincere: “Birdman” potrebbe rovinare la festa a Wes Anderson, ma è dura.

Miglior sceneggiatura non originale
Chi vincerà: “Whiplash” favoritissimo.
Chi vorremmo che vincesse: Per la follia e per la totale assenza dalle altre candidature direi “Vizio di forma”.
Chi potrebbe vincere: “The imitation game” ha qualche chance? Improbabile.

Miglior film straniero
Chi vincerà: Mi rifiuto di pensare che “Storie pazzesche” possa spuntarla contro “Ida” o “Leviathan”. Sfida aperta, ma l’argentino è clamorosamente favorito.
Chi vorremmo che vincesse: “Ida” è un capolavoro e se il mondo fosse giusto vincerebbe l’Oscar.

Quanto ci siamo avvicinati alla realtà? Secondo me parecchio, ad ogni modo per tutte le risposte bisognerà aspettare domenica notte. Preparate i caffè…

Recensione “La Grande Bellezza” (2013)

la-grande-bellezza

Trenini che non portano da nessuna parte e quell’imbarazzo del dover vivere, sedimentato sotto il chiacchiericcio e il bla bla bla: Paolo Sorrentino trova Oscar e consacrazione nella descrizione, a tratti eccessiva, a tratti barocca, ma senza dubbio affascinante, di una società decaduta, annoiata, delusa, che cerca di riempire il vuoto della quotidianità con un’eleganza goffa, anch’essa vacua, corrotta, abbrutita dall’illusione. Perchè la grande bellezza, seppur immersa tra le grandi bellezze di una città come Roma, non c’è, è sparita, finita, persa per sempre, per il semplice motivo che non si è più in grado di coglierla. Toni Servillo è lo splendido Jep Gambardella, finito ad affrontare con cinismo la vuota illusione che lo circonda, però al tempo stesso lucido nell’analizzare con profonda onestà quell’apparato umano che un tempo era stato il suo unico successo letterario.

Una lunga serie di grandi sequenze, ognuna apparentemente fine a se stessa, ma in realtà parte integrante di un racconto, di quello stesso apparato che il protagonista osserva impotente, forse annoiato, certamente deluso e disilluso. Roma dal canto suo si dimostra centro di gravità, città di apparenze e illusioni, un luogo che “fa perdere tempo”, ma anche un non-luogo, troppo bella per essere reale, troppo ammaliante e in fin dei conti effimera. La città, che ha un suo ruolo centrale nella pellicola, non è meno decadente della società che la popola, nonostante le apparenze la facciano sembrare felice, impeccabile, nobile e realizzata: così come i suoi personaggi, squallidi burattini che si agitano per il puro bisogno di apparire, ma che nascondono in realtà una morte interiore, ben più grave di quella reale.

Così chi è in grado di accettare questa giostra finisce al centro della carrozza, chi non ne può più decide di mollare (in tal senso sono splendidamente dipinti i personaggi di Carlo Verdone e del “pazzo” Andrea: ognuno lascerà la sceneggiata a modo suo). Tra giraffe che spariscono, trucchi di magia, artiste bambine, nobili a noleggio, sante miracolose, preti poco spirituali e fenicotteri di passaggio, è così che si compie la tragica e brutale messinscena della vita. Paolo Sorrentino coglie la poesia della decadenza schiaffeggiandoci con il suo circo e al tempo stesso accarezzandoci con le sue meravigliose immagini. Che ci piaccia o no, l’Italia è (anche) questa qua.

locandina La grande bellezza

“La Grande Bellezza” riporta l’Oscar in Italia

Anche questa notte degli Oscar è andata. Una delle più attese per quanto riguarda gli italiani: dopo sedici anni la statuetta torna nella nostra penisola. “La Grande Bellezza” è un film che può piacere e può non piacere, ma non si può che essere felici per questo storico riconoscimento. Che bello vedere Paolo Sorrentino che, Oscar in mano, ringrazia le sue fonti d’ispirazione (sbizzarrendosi dai Talking Heads a Fellini, da Martin Scorsese a Diego Armando Maradona). Alle sue spalle, meravigliosa interpretazione di un sorridente Toni Servillo nella parte dell’Oscar. Scherzi a parte è stata una nottata piacevole, con poche sorprese, anzi, quasi nessuna, ma che ricorderemo con la stessa nostalgia che provavamo fino a ieri per l’urlo di Sophia Loren che annunciava la vittoria di Roberto Benigni nel ’98.

Il miglior film alla fine, come da pronostico, è stato “12 anni schiavo” (che si è aggiudicato anche la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale e per la migliore attrice non protagonista, la grande Lupita Nyong’o). A dominare la serata è stato però “Gravity”, vincitore di sette Oscar (tutti premi tecnici, ovviamente, a parte la colonna sonora e il meritato riconoscimento alla straordinaria regia di Alfonso Cuaron): ci rende particolarmente felici l’Oscar al direttore della fotografia, Emmanuel Lubezki (il DoP di “The Tree of Life”, tanto per rendervi l’idea). A mani vuote, ma si sapeva, Leonardo Di Caprio: stavolta ha dovuto cedere il passo allo straordinario Matthew McConaughey di “Dallas Buyers Club” (per cui è stato premiato anche Jared Leto come attore non protagonista). La migliore attrice ovviamente è stata Cate Blanchett, mentre il premio per la migliore sceneggiatura è andato a “Her” di Spike Jonze (evviva!).

I momenti da ricordare non sono mancati: a parte il già citato Paolo Sorrentino, il suo inglese malandato e le sue strepitose fonti d’ispirazione, il momento più alto della serata è stato la selfie scattata da Bradley Cooper su idea della presentatrice Ellen DeGeneres, che in pochi minuti è diventato il tweet più celebre della storia di Twitter (oltre un milione di retweet!). Altri momenti meravigliosi sono stati, in ordine sparso: Bill Murray che rende omaggio a Harold Ramis; Brad Pitt che distribuisce piattini di carta per mangiare la pizza (in uno degli sketch più riusciti della serata); il rapper Pharrell che fa ballare Lupita Nyong’o, Amy Adams e anche Meryl Streep; l’abbraccio tra McConaughey e Di Caprio, dopo l’annuncio per il miglior attore. Alle 6 del mattino (italiane) tutti a letto: ci vorranno 12 anni di sonno per riprenderci…

Una settimana ai Premi Oscar: chi vincerà?

Meno di sette giorni alla cerimonia di premiazione più seguita dell’anno: gli Accademy Awards. Chi vincerà l’Oscar, tra gli appassionati di cinema, è un argomento sul quale si discute già in autunno, si comincia a fare pronostici subito dopo le nomination, fino alla vigilia, dove le nostre previsioni (e il nostro tifo) saranno premiate o resteranno deluse. Andiamo a spulciare le categorie principali per vedere chi vincerà gli Oscar, chi dovrebbe vincerlo e perché. Tutte le nomination le trovate qui.

Miglior Film
Chi vincerà: Corsa a due tra “12 Anni Schiavo” e “Gravity”. La spunterà il primo.
Chi vorremmo che vincesse: “Her” e “Nebraska” sono i migliori film in lizza.
Chi manca: Incredibile l’assenza di “A proposito di Davis”, snobbato da tutte le categorie.

Miglior Regia
Chi vincerà: Alfonso Cuaron se lo merita tutto, e vincerà.
Chi vorremmo che vincesse: Il cuore dice Alexander Payne. Sarà per il prossimo film
Chi manca: Anche qui i Coen ci sarebbero stati bene, ma è una cinquina comunque meritevole.

Miglior Attore
Chi vincerà: Sembra decisamente l’anno di Matthew McConaughey.
Chi vorremmo che vincesse: Leonardo Di Caprio lo merita da anni. Arriverà il suo momento.
Chi manca: Joaquin Phoenix e Oscar Isaac non avrebbero sfigurato in questa bella cinquina. Ma chi togliere?

Miglior Attrice
Chi vincerà: Cate Blanchett se lo merita, quasi certa la sua vittoria.
Chi vorremmo che vincesse: Cate Blanchett, troppo brava.
Chi manca: L’eccellente Emma Thompson di “Saving Mr. Banks”.

Miglior Attore non protagonista
Chi vincerà: Probabilmente Jared Leto farà il paio con il premio a McConaughey per “Dallas Buyers Club”.
Chi vorremmo che vincesse: Lo strepitoso Michael Fassbender di “12 Anni Schiavo”.
Chi manca: Daniel Bruhl meritava una candidatura per la sua splendida interpretazione in “Rush”.

Miglior Attrice non protagonista
Chi vincerà: Lupita Nyong’o è magnifica in “12 Anni Schiavo”.
Chi vorremmo che vincesse: June Squibb è troppo simpatica, il nostro tifo andrà (inutilmente) a lei.
Chi manca: Il Festival di Roma ha premiato la voce di Scarlett Johansson in “Her”. Magari si sarebbe potuto fare un pensierino anche su di lei.

Miglior sceneggiatura originale
Chi vincerà: “Her” di Spike Jonze non può perdere contro “American Hustle”.
Chi vorremmo che vincesse: “Nebraska” di Payne, sarebbe il terzo Oscar alla sceneggiatura per lui (ma se vince Jonze siamo contenti lo stesso).
Chi manca: Quando si parla di sceneggiatura è impensabile non trovare i fratelli Coen.

Miglior sceneggiatura non originale
Chi vincerà: Probabilmente “12 Anni Schiavo”, ma forse non lo merita. Chance nulle per “The Wolf of Wall Street”.
Chi vorremmo che vincesse: L’Oscar del cuore è già assegnato a “Before Midnight”, gli altri non ci interessano.
Chi manca: L’assenza de “La vita di Adele” è semplicemente scandalosa.

Miglior film straniero
Chi vincerà: Vincerà Sorrentino con “La grande bellezza”, ma è stato graziato dall’assenza di Kechiche a causa di uno stupido cavillo del regolamento.
Chi vorremmo che vincesse: “Il sospetto” è un film meraviglioso, ma comunque saremo contenti per il cinema italiano.
Chi manca: “La vita di Adele” non è qui a vincere un Oscar strameritato solo perché il film è uscito in Francia a ottobre e non a settembre, come vuole il regolamento dell’Accademy.

Per quanto riguarda il resto, per il miglior film d’animazione vincerà “Frozen”, ma vorremmo tanto vedere ancora una volta l’Oscar a Miyazaki, mentre per quanto riguarda il miglior documentario dovrebbe vincere meritatamente “The Act of Killing”. Ad ogni modo per tutte le risposte bisognerà aspettare domenica notte. Preparate i caffè.

Oscar 2014: tutte le nomination

Tra poco più di un’ora saranno annunciate le nomination per l’86° edizione dei Premi Oscar (la cui cerimonia è prevista per il 2 marzo). Segui la diretta streaming in diretta, utilizzando il player in fondo alla pagina. Al termine, troverete su questa pagina tutte le nomination agli Oscar, categoria per categoria.

Miglior Film
Gravity
12 Anni Schiavo
Captain Phillips
The Wolf of Wall Street
Nebraska
American Hustle
Her
Philomena
Dallas Buyers Club

Miglior Regia
Alfonso Cuaron (Gravity)
Steve McQueen (12 anni schiavo)
Alexander Payne (Nebraska)
David O. Russell (American Hustle)
Martin Scorsese (The Wolf of Wall Street)

Miglior Attore
Leonardo Di Caprio (The Wolf of Wall Street)
Chiwetel Ejiofer (12 anni schiavo)
Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)
Bruce Dern (Nebraska)
Christian Bale (American Hustle)

Miglior Attrice
Cate Blanchett (Blue Jasmine)
Sandra Bullock (Gravity)
Judy Dench (Philomena)
Amy Adams (American Hustle)
Meryl Streep (Osage County)

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Comincia la corsa agli Oscar 2014: previsioni e voci di corridoio

Mancano due mesi alle nomination ufficiali (verranno annunciate il 16 gennaio) e tre mesi e mezzo alla cerimonia degli Oscar (che si svolgerà il 2 marzo): manca ancora molto, ma la corsa alla statuetta è già cominciata. A darsi battaglia per il premio cinematografico più ambito avremo grandissimi film e straordinari attori: andiamo a vedere, per quanto riguarda le categorie principali, le possibili nomination.

Miglior film: Per il momento si parla di una lotta a due tra “Gravity” di Alfonso Cuaron e “12 years a slave” di Steve McQueen. I possibili outsider sono i due film con Tom Hanks (“Captain Phillips” e “Saving Mr. Banks”), e i due film importanti che devono ancora uscire negli Stati Uniti, ovvero “American Hustle” di David O. Russell e soprattutto “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese. Tra i dieci candidati rientrerà quasi sicuramente anche questo splendido quartetto: “Nebraska” di Alexander Payne, “Her” di Spike Jonze, “Inside Llewyn Davis” dei Coen, “Blue Jasmine” di Woody Allen. Poche chance di vedere il capolavoro di Kechiche “La vita di Adele” e il bellissimo film di Vallée “Dallas Buyers Club”.

Miglior regia: Anche qui sembra che la statuetta sia contesa da Alfonso Cuaron (“Gravity” e Steve McQueen (“12 years a slave”), con il primo leggermente favorito. Quasi certa la presenza in nomination di Paul Greengrass (“Captain Phillips”), gli altri due posti nella cinquina saranno occupati da due dei seguenti registi: David O. Russell (“American Hustle”), Martin Scorsese (“The Wolf of Wall Street”), Alexander Payne (“Nebraska”), i fratelli Coen (“Inside Llewyn Davis”) e Woody Allen (“Blue Jasmine”). Poche chance per Spike Jonze (“Her”) e John Lee Hancock (“Saving Mr. Banks”).

Miglior attore: Annata meravigliosa per le interpretazioni maschili. Ci sono almeno dieci attori che meriterebbero l’Oscar, e che in quasi qualunque altro anno si sarebbero trovati quantomeno in nomination. Molto probabile che siano nominati per la prima volta lo straordinario Chiwetel Ejiofer di “12 years a slave” e Matthew McConaughey (“Dallas Buyers Club”), fresco vincitore del Festival di Roma come miglior attore. Più che probabile anche la presenza di due veterani come Robert Redford (“All is lost”) e Tom Hanks (per “Captain Phillips”, ma potrebbe anche vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista in “Saving Mr. Banks”). E come non nominare il vincitore di Cannes Bruce Dern (“Nebraska”)? Questa la cinquina più probabile, con alcuni eccellenti outsider: potrebbero rientrare nei giochi Leonardo Di Caprio (“The Wolf of Wall Street”), Joaquin Phoenix (“Her”), Oscar Isaac (“Inside Llewyn Davis”) e Daniel Bruhl (“Rush”). Per quanto riguarda la categoria dei “non protagonisti”, gli unici certi della nomination sono come già detto Tom Hanks per “Saving Mr. Banks” e Michael Fassbender per “12 years a slave”. Probabile nomination anche per Jonah Hill (“The Wolf of Wall Street”), il quale però difficilmente potrà spuntarla per quanto riguarda la statuetta.

Miglior attrice: Un po’ più semplice la scelta per quanto riguarda le attrici. Praticamente certe della nomination sono la favorita Cate Blanchett (“Blue Jasmine”), Sandra Bullock (“Gravity”), Judi Dench (“Philomena”) e la solita Meryl Streep (“August: Osage County”). Il quinto posto in nomination se lo contenderanno Emma Thompson (“Saving Mr. Banks”) e la vincitrice di Cannes Berenice Bejo (“Il passato”). Poche chance per Amy Adams (“American Hustle”) e purtroppo anche per la straordinaria Adèle Exarchopoulos (“La vita di Adele”). Per quanto riguarda la miglior attrice non protagonista sicura nomination per Lupita Nyong’o (“12 years a slave”) e Oprah Winfrey (“Lee Daniel’s The Butler”). Probabile nomination (seconda consecutiva) per Jennifer Lawrence (“American Hustle”).

Miglior film straniero: Incredibile ma vero. Il capolavoro di Kechiche, “La vita di Adele”, trionfatore a Cannes, resterà fuori dai giochi per una stupida regola (il film straniero per entrare in gara deve uscire nel proprio Paese entro la fine di settembre, Adele è uscita in Francia soltanto a ottobre). Motivo per cui la scelta per il miglior film straniero si fa molto ardua. Probabile nomination per “Il passato” (Iran) di Asghar Farhadi, “Gloria” (Cile) di Sebastian Lelio e “Il sospetto” di Thomas Vinterberg. Ottime possibilità di entrare in cinquina anche per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Ma qui le sorprese non mancheranno.

Miglior sceneggiatura originale: Qui abbiamo già quattro nomi certi, di quattro autori abituati a competere in questa categoria: “Her”, “Blue Jasmine”, “Nebraska” e “Inside Llewyn Davis”. Il quinto nome potrebbe essere quello di “Saving Mr. Banks” o forse di “American Hustle”. Ah, in tutto ciò stavamo quasi dimenticando il bellissimo “Before Midnight”.

Miglior sceneggiatura non originale: Certo della presenza in nomination “12 years a slave”, seguito subito dopo da “The Wolf of Wall Street”. Altri nomi papabili per la cinquina: “Captain Phillips”, “August: Osage County” e “Philomena”. Sarebbe bello trovare in cinquina anche “La vita di Adele” (che può competere in tutte le categorie tranne in quella come miglior film straniero).

Miglior film d’animazione: Per quanto ci riguarda, il vincitore deve essere Hayao Miyazaki per “The Wind Rises”, comunque certo della nomination. Nella cinquina probabile la presenza di “Frozen”, “Monster University”, “Cattivissimo Me 2” e forse del bellissimo “Ernest e Celestine”.

Non resta che aspettare il 16 gennaio per verificare effettivamente le nomination e ovviamente il 2 marzo per conoscere i nomi dei vincitori.

Oscar 2013: poche le sorprese, è Argo il miglior film

Tra caffè e un’inedita nevicata romana, si è conclusa anche questa nottata degli Oscar, la 85° edizione, che non ha visto niente di particolarmente sorprendente o straordinario a tal punto da renderla memorabile. Lineare, ma ad ogni modo piacevole, con un elenco di vincitori e vinti che (purtroppo) non ha regalato particolari sorprese. Prima di passare ai premi partiamo da alcune considerazioni preliminari: il presentatore, Seth MacFarlane, non può essere lo stesso individuo che ha creato i Griffin, perché questo davvero non ha strappato mai neanche una risata. Il tappeto rosso, che come direbbe il grande Drugo Lebowski probabilmente dava un tono all’ambiente, ha visto Samuel L. Jackson dare il meglio di sé, visto che l’attore di “Django Unchained” si è praticamente presentato in vestaglia (lo so, era un vestito, ma la differenza era minima). Detto ciò, passiamo ai premi:

Film: “Argo” di Ben Affleck è il miglior film. La spunta su “Lincoln” e sul sorprendente “Vita di Pi”. “Re della terra selvaggia” a mio parere meritava di vincere qualunque cosa, ma come prevedibile è rimasto a mani vuote.

Regia: Ang Lee per “Vita di Pi” è forse l’unica grande sorpresa della serata. Certo, escludere Tarantino e Ben Affleck in questa categoria è stato un po’ un insulto, ad ogni modo l’Accademy ha premiato il regista taiwanese a scapito del favorito Steven Spielberg di “Lincoln”.

Attori e attrici: Daniel Day Lewis, strafavorito e imbattibile, vince come miglior attore. Sobrio, mai sopra le righe, come si vede che è un attore europeo e non americano! Jessica Chastain fallisce invece l’appuntamento con un Oscar che avrebbe meritato, lasciando strada alla Jennifer Lawrence de “Il lato positivo”. Tra i non protagonisti vittorie più o meno scontate per l’immenso Christoph Waltz di “Django Unchained”, che raccoglie la sua seconda statuetta nel giro di tre anni, e Anne Hathaway per la sua stupefacente performance di 18 minuti in “Les miserables”.

Sceneggiature: Il miglior adattamento è quello di “Argo” (tutto sommato meritato, anche se il nostro tifo era per “Re della terra selvaggia”), mentre per quanto riguarda la sceneggiatura originale vince Quentin Tarantino, quasi vent’anni dopo “Pulp Fiction”. Contenti per l’autore di “Django”, ma dispiaciuti per l’accoppiata Wes Anderson – Roman Coppola, che avrebbero meritato il premio per il favoloso “Moonrise kingdom”.

Film straniero: “Amour” si conferma il film più premiato dell’anno, dopo Cannes, Cesar, Golden Globe e altri 200 miliardi di premi. Probabilmente si conferma anche il film più sopravvalutato dell’anno, ma ad ogni modo Haneke non aveva avversari all’altezza del suo nome (a parte il grande cileno Pablo Larrain di “No”). Il regista austriaco meritava l’Oscar per tanti film meravigliosi della sua carriera, e forse non per questo, ma consideriamolo un omaggio alla sua filmografia.

Film e cortometraggio d’animazione: “Brave” la spunta su avversari forti come “Frankenweenie” di Tim Burton e “Ralph Spaccatutto”. Il premio per il miglior cortometraggio d’animazione va invece allo stupendo “Paperboy”, che vi consiglio di recuperare su youtube.

Altri premi: “Vita di Pi”, oltre per la regia, vince per la miglior fotografia, gli effetti speciali e la colonna sonora. L’altro Oscar di “Lincoln” arriva dalla scenografia, mentre quello restante per “Argo” è figlio del miglior montaggio. La miglior canzone è “Skyfall” di Adele (insieme al montaggio sonoro l’unico premio per 007), mentre “Les Miserables” si può vantare di avere anche il miglior trucco e il miglior missaggio sonoro. I migliori costumi, come si poteva prevedere, sono quelli di “Anna Karenina”. Infine: miglior documentario è “Searching for Sugar Man”, che sarà distribuito anche in Italia. Miglior corto documentario è “Inocente”, mentre il miglior cortometraggio è “Curfew”.

pubblicato su Livecity

Nomination Oscar 2013

Alle 14.30 Emma Stone e Seth MacFarlane hanno annunciato le nomination agli Accademy Awards. Ecco la lista di tutte le nomination per i premi Oscar che verranno consegnati il prossimo 24 febbraio.

Miglior Film

Lincoln
Re della Terra Selvaggia
Il Lato Positivo
Zero Dark Thirty
Amour
I Miserabili
Vita di Pi
Django Unchained
Argo

Miglior Regia

David O. Russell (Il Lato Positivo)
Ang Lee (Vita di Pi)
Steven Spielberg (Lincoln)
Michael Haneke (Amour)
Behn Zeitlin (Re della Terra Selvaggia)

Miglior Attore

Daniel Day Lewis (Lincoln)
Denzel Washington (Flight)
Hugh Jackman (I Miserabili)
Bradley Cooper (Il Lato Positivo)
Joaquin Phoenix (The Master)

Miglior Attore non protagonista

Christoph Waltz (Django Unchained)
Phillip Seymour Hoffman (The Master)
Robert De Niro (Il Lato Positivo)
Alan Arkin (Argo)
Tommy Lee Jones (Lincoln)

Miglior Attrice

Naomi Watts (The Impossible)
Jessica Chastain (Zero Dark Thirty)
Jennifer Lawrence (Il Lato Positivo)
Emmanuell Riva (Amour)
Quvenzhanè Wallis (Re della Terra Selvaggia)

Miglior Attrice non protagonista

Sally Field (Lincoln)
Anne Hathaway (I Miserabili)
Jacki Weaver (Il Lato Positivo)
Helen Hunt (The Sessions)
Amy Adams (The Master)

Miglior Sceneggiatura originale

Flight
Zero Dark Thirty
Django Unchained
Amour
Moonrise Kingdom

Miglior Sceneggiatura non originale

Re della Terra Selvaggia
Argo
Lincoln
Il Lato Positivo
Vita di Pi

Miglior Film straniero

No (Cile)
War Witch (Canada)
A Royal Affair (Danimarca)
Kon-Tiki (Norvegia)
Amour (Austria)

Miglior Film d’animazione

Frankenweenie
Pirati
Ralph Spaccatutto
ParaNorman
Brave

Miglior Fotografia

Anna Karenina
Django Unchained
Vita di Pi
Lincoln
Skyfall

Miglior Scenografia

Anna Karenina
Lo Hobbit
I Miserabili
Vita di Pi
Lincoln

Migliori Costumi

Anna Karenina
I Miserabili
Lincoln
Mirror Mirror
Biancaneve e il cacciatore

Miglior Trucco

Hitchcock
Lo Hobbit
I Miserabili

Miglior Montaggio

Argo
Vita di Pi
Lincoln
Il Lato Positivo
Zero Dark Thirty

Miglior Colonna sonora

Anna Karenina
Argo
Vita di Pi
Lincoln
Skyfall

Miglior Canzone

Before My Time (Chasing Ice)
Everybody Needs a Best Friend (Ted)
Pi’s Lullaby (Vita di Pi)
Skyfall (Skyfall)
Suddenly (I Miserabili)

Miglior Montaggio sonoro

Argo
Django Unchained
Vita di Pi
Skyfall
Zero Dark Thirty

Miglior Missaggio sonoro

Argo
I Miserabili
Vita di Pi
Lincoln
Skyfall

Miglori Effetti speciali

Lo Hobbit
Vita di Pi
The Avengers
Prometheus
Biancaneve e il Cacciatore

Miglior Documentario

5 Broken Cameras
The Gatekeepers
How to Survive a Plague
The Invisible War
Searching for Sugar Man

Miglior Documentario corto

Inocente
Kings Point
Mondays at Racine
Open Heart
Redemption

Miglior Cortometraggio

Asad
Buzkashi Boys
Curfew
Death of a Shadow
Henry

Miglior Cortometraggio animato

Adam and Dog
Fresh Guacamole
Head over Heels
Maggie Simpson in “The Longest Daycare”
Paperman

Oscar 2012: l’anno di “The Artist”

La ottantaquattresima edizione degli Accademy Awards si chiude all’insegna dell’Europa: è “The Artist” come da pronostico a dominare la scena, con i suoi cinque Oscar per miglior film, regia, attore protagonista, colonna sonora e costumi. Il film francese, il primo d’oltralpe a vincere l’Oscar, segna un ritorno trionfale della vecchia Europa sui canoni hollywoodiani che normalmente dominano le premiazioni cinematografiche statunitensi: basti pensare che, oltre ai cinque riconoscimenti per “The Artist”, l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale è finito nelle mani di Woody Allen per il bellissimo “Midnight in Paris” (ancora Francia!), mentre quello per la sceneggiatura non originale è stato assegnato ad uno degli autori statunitensi più europei, il grande Alexander Payne di “Paradiso Amaro” (già premio Oscar nel 2005 per la sceneggiatura di “Sideways”). E torna a casa con la statuetta anche Meryl Streep, che non a caso interpreta stavolta un personaggio europeo, l’inglese Margareth Thatcher, la “Iron Lady” che le ha permesso di vincere ancora una volta e di confermarsi la più grande di tutte. Alla lista dei grandi vincitori si aggiunge “Hugo Cabret” di Scorsese, che vede il trionfo italiano di Dante Ferretti per le scenografie, per un altro film che riporta il cinema al passato, e anche in questo caso in Francia. Europa a parte, è il capolavoro iraniano “Una separazione” a vincere l’Oscar per il miglior film straniero, altro meritato riconoscimento dopo l’Orso d’oro di Berlino e il Golden Globe.

E gli altri? Resta senza niente Terrence Malick, ma già lo sapevamo tutti: così come Kubrick il regista di “The Tree of Life”, il miglior cinema del 2011 (già vincitore al Festival di Cannes), rimarrà tutta la vita senza la statuetta dell’Accademy, ma va bene così: c’è chi ha detto che “gli Oscar devono rimanere Oscar, così come il Cinema deve rimanere Cinema”. Questo è il motivo per cui Malick, autore di uno dei film più belli e immensi degli ultimi decenni, è rimasto a mani vuote. La grande lotta quindi, già dalla vigilia, era tra “The Artist” e “Hugo Cabret”: il primo, nonostante l’aspetto romantico di un film muto nell’era del 3D, è sembrato un esercizio di stile poggiato sulle spalle di Jean Dujardin, che gigioneggia tutto il tempo con il suo sorrisone d’altri tempi. Lo stesso “Hugo Cabret” del maestro Martin Scorsese gode del contrasto da favola moderna tra il 3D e la riscoperta del cinema delle origini, e non a caso i momenti più emozionanti della pellicola sono costituiti dalle immagini dei film muti di Melies, Griffith e compagnia bella.

E poi, ovviamente, i dimenticati: dov’era “Drive”, capace di vincere la miglior regia a Cannes? Dov’era il suo memorabile Ryan Gosling? La sua splendida colonna sonora? Ma allora lasciamo le cose al posto loro: siamo ormai abituati a dare troppo peso ad una premiazione di facciata come gli Oscar, buona per passare una nottata a mangiare patatine con gli amici, ma che non fornirà mai un quadro completo sul meglio del cinema dell’anno appena trascorso. Prendiamoli per buoni tanto per divertimento, lasciamo il Cinema vero a chi se lo può permettere: i Festival. E allora aspettiamo ancora qualche mese, con l’arrivo di Cannes e di quel cinema di qualità che i membri dell’Accademy sembrano troppo spesso dimenticare. Rubiamo una frase da Twitter che riassume perfettamente questa edizione degli Oscar: “The Tree of Life è troppo immenso per voi”. Lunga vita a Terrence Malick.

pubblicato su Livecity