Recensione “Chernobyl” (2019)

Non è mai facile appiccicare etichette come “capolavoro” o “serie tv dell’anno”, affermazioni che stanno bene sui cartelloni pubblicitari, ma che non sempre possono essere condivise da tutti. Ebbene, sulla nuova serie della HBO (in Italia distribuita da Sky e NowTv), “Chernobyl”, credo che i dubbi siano davvero minimi. Non ho problemi ad affermare che ci troviamo davanti al capolavoro dell’anno, uno dei prodotti più curati, interessanti, coinvolgenti, umani e spaventosi che siano stati realizzati negli ultimi anni. La cosa più incredibile è che pur conoscendo la storia, perché ciò che accadde a Chernobyl lo sappiamo praticamente tutti da sempre, non riusciamo comunque a staccare il naso dallo schermo, catturati da questo caleidoscopio di personaggi, intrighi, segreti e bugie che dura per 5 episodi da oltre un’ora ciascuno.

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Capitolo 265

Appena rientrato da una settimana a Chicago e, come promesso, eccovi il capitolo sui film visti in aereo (e non solo) durante questa trasferta. Si è trattato di un viaggio molto cinefilo visto che la gran parte delle mie sortite fotografiche quotidiane si è basata sulle location cinematografiche di alcuni dei miei film del cuore: da “Gli intoccabili” a “Alta Fedeltà”, fino ai “Blues Brothers”. Appena sistemo le foto scrivo magari un bel pezzo sulla Chicago cinematografica che ho attraversato, riconosciuto e a tratti amato nei giorni scorsi. Ma ora è il momento di allacciare le cinture, spegnere i dispositivi elettronici e leggere dei film visti in aereo…

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Capitolo 264

Ci siamo lasciati per strada la primavera: è arrivata improvvisamente l’estate e finalmente possiamo sfoderare le nostre migliori magliette a maniche corte: era già da un po’ che quelle di Star Wars e quella di Game of Thrones prendevano polvere nel cassetto ed è dunque arrivato il momento di dire una cosa al Dio del Freddo: “Not today”. Capitolo ristrettissimo stavolta, giusto per lasciarvi un saluto prima della mia partenza per Chicago (per motivi di lavoro, ma questa è un’altra storia). Ci si rivede la prossima settimana, con un probabilissimo capitolo dedicato ai film che avrò visto durante il viaggio in aereo. A presto, amici cinefili e amiche cinefile!

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Recensione “Rocketman” (2019)

Soltanto due giorni fa Tyrion Lannister ci ricordava che c’è qualcosa che unisce davvero i popoli: non è l’oro e non sono i vessilli, ma una buona storia. Il mondo del cinema ha capito che quelle dei più grandi artisti della storia musicale mondiale sono storie non soltanto belle, ma che, insieme alla loro musica, possono davvero far innamorare gli spettatori.

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Recensione “Cobra Kai 2” (2019)

Lo scorso anno la prima stagione di “Cobra Kai”, la serie tratta dalla saga cinematografica di successo “Karate Kid”, fu una delle grandi sorprese dell’anno. Quest’anno, dopo aver visto la magnifica seconda stagione, non si può più parlare di sorpresa: “Cobra Kai” è una delle cose più belle che vedrete sul piccolo schermo, per la sua autoironia e il tono leggero, in una serie tenacemente legata al suo passato anni 80 ma fiera di abbracciare le nuove generazioni. Si potrebbe dire che è un prodotto teen, come dicono quelli bravi, ma come si può etichettare “Cobra Kai” in una maniera così riduttiva se poi anche noi che viaggiamo intorno ai 40 ci siamo innamorati di questa serie?

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Recensione “La Caduta dell’Impero Americano” (“La Chute de l’Empire Américain”, 2018)

Denys Arcand nel 1986 girava “Il Declino dell’Impero Americano”, seguito poi nel 2002 dal premio Oscar “Le Invasioni Barbariche”: il regista canadese chiude idealmente la sua trilogia con un nuovo film che di questi due si potrebbe definire il seguito spirituale. Arcand sembra essere maturato ancora di più, concentrandosi stavolta sul dio denaro, uno dei più grandi mali del nostro tempo.

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Recensione “I Fratelli Sisters” (“The Sisters Brothers”, 2018)

Nel buio di una notte senza luna la voce di Joaquin Phoenix sferza l’oscurità. Subito dopo la scena è squarciata dal bagliore aggressivo del fuoco degli spari. Bastano pochi secondi a Jacques Audiard per introdurci i protagonisti della storia, i due fratelli Sisters del titolo, uno violento e impulsivo, l’altro riflessivo e sognatore, ma entrambi piuttosto pericolosi. La miniera d’oro del cinema western trova linfa vitale in questa nuova pellicola, la prima in lingua inglese per Audiard, vincitore del Leone d’argento per la migliore regia alla Mostra di Venezia dello scorso anno.

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Capitolo 261

“Aprile dolce vedereunbottodifilm”, diceva il proverbio, se non sbaglio. Grazie ai Cinema Days, ovvero alla settimana di cinema a 3 euro, ho recuperato un po’ di cose, anche se i veri botti di fine stagione devono ancora arrivare. Ad ogni modo in questo nuovo capitolo abbiamo la bellezza di 8 film di cui parlare, 7 dei quali li ho visti per la prima volta. Buona visione.

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Recensione “Noi” (“Us”, 2019)

“Funny Games” di Haneke incontra “Fear and Desire” di Kubrick: l’invasione domestica e nella vita quotidiana arriva proprio in un periodo storico in cui il lato oscuro di ognuno di noi emerge con più facilità, basti pensare alla deriva destrorsa e mostruosa che lentamente è uscita dalle fogne di un’Italia dove l’odio nei confronti del prossimo è all’ordine del giorno. C’è chi sa tenere a bada il proprio io-ombra, la bestia che dorme dentro, c’è invece chi la lascia uscire dall’anima, provocando disastri: in questo caso gli Stati Uniti di Trump sono il terreno di gioco ideale per il nuovo film di Jordan Peele, sempre sottile nell’analizzare la società statunitense all’interno di un film che, apparentemente, parla di tutt’altro.

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