Recensione “Yesterday” (2019)

Seppur diretto da Danny Boyle, “Yesterday” è un film di Richard Curtis a tutti gli effetti. Il problema con Curtis, in questo caso sceneggiatore, è che ti fa sempre innamorare delle sue protagoniste: la Keira Knightley di “Love Actually” è sempre da qualche parte nei miei sogni più romantici, Marianne di “I love Radio Rock”, presentata sulle note di Otis Redding, mi fa ancora battere il cuore, per non parlare di Rachel McAdams in “Questione di tempo”, che è la donna da amare per eccellenza. Vedete, i film di Richard Curtis, che abbia firmato la sceneggiatura o la regia, mi hanno aiutato a innamorarmi, su questo non c’è dubbio. Parafrasando Nick Hornby: vedevo un suo nuovo film, con una scena che mi scioglieva dentro, e prima che me ne accorgessi stavo già cercando qualcuna, e prima che me ne accorgessi, l’avevo già trovata. Il cinema di Richard Curtis ti fa perdere in una specie di trasognamento e a quel punto hai bisogno di qualcuna da sognare, e poi la trovi, e allora, beh, cominciano i guai.

Continua a leggere
Annunci

Recensione “La vita è facile ad occhi chiusi” (“Vivir es facil con los ojos cerrados”, 2013)

Dalla strofa iniziale di “Strawberry Fields Forever”, che Lennon scrisse durante il suo periodo in Almeria, e soprattutto da una storia realmente accaduta, David Trueba ha trovato l’ispirazione per questo pluripremiato road-movie ambientato nella Spagna franchista, in un periodo, gli anni 60, in cui la libertà non andava di moda. Qui gli adulti sembrano essere malinconici e pieni di rimpianti, mentre i giovani, sprovvisti di futuro, non hanno voce in capitolo sulle decisioni che riguardano la loro vita. Ma non per tutti è così.

Antonio, un professore di inglese che usa le canzoni dei Beatles come programma di studio per i suoi studenti, viene a sapere che John Lennon è in Almeria per girare un film da attore. All’idea di poter conoscere il suo idolo, Antonio intraprende un viaggio verso il sud, dove raccoglie lungo la strada una ragazza decisa a tornare nella sua città e un giovane appena scappato di casa. Tra i tre nascerà un’amicizia che segnerà le loro vite: come diceva lo stesso Lennon, “essere onesti può non farti avere molti amici, ma ti farà avere quelli giusti”.

Una storia di amicizia e, perché no, di ribellione: in una Spagna oppressa dalla dittatura, il viaggio di queste tre persone così diverse si trasforma in reazione ad una vita ordinaria, prestabilita, dove le battaglie personali dei tre sono semplicemente il soffio leggero di un vento nuovo, quello stesso vento che da lì a pochi anni avrebbe abbattutto il muro della dittatura. La storia in fondo l’hanno fatta eroi comuni, capaci di superare le aspettative degli altri e i propri limiti. In questo contesto la figura mitica di John Lennon si inserisce perfettamente: è un’icona, un simbolo di libertà, al tempo stesso un personaggio dal passato difficile, dal presente pieno di dubbi. I Beatles avevano da poco pubblicato “Help”, il grido di aiuto di qualcuno che, pur circondato da milioni di persone, si sente solo, privo di legami davvero importanti. Sarà proprio la magica atmosfera del sud della Spagna a rivelare il lato interiore di questo artista straordinario, che tra i campi di fragole dell’Andalusia trovò l’ispirazione per comporre l’eterna “Strawberry Fields Forever”. Un film al tempo stesso divertente e profondo, malinconico e pieno di speranza, musicato da Pat Metheny e realizzato con la sensibilità di chi ha compreso il senso reale di una canzone: quando ascolti qualcuno che ha avuto i tuoi stessi dubbi e i tuoi stessi problemi, bene, è proprio lì che capisci di non sentirti solo.