Capitolo 179

Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà, diceva una vecchia canzone: dopo qualche settimana ritorna la vita da cinefilo dunque, interrotta dall’esperienza da giurato alla settima edizione del Sardinia Film Festival e da qualche concerto che, come di consueto d’estate, ruba la scena e il tempo per il cinema. Ad ogni modo abbiamo un po’ di arretrati di cui parlare, ben quattro film in sala, un progetto nato su Internet e un gran bel Scorsese d’annata. Non ci possiamo lamentare.

Paura (2012): Guardo sempre i film dei Manetti con la meraviglia di un bambino, come quando da piccolo ti dovevi alzare di nascosto di notte per andare a vedere un film horror in televisione, mentre i tuoi genitori dormivano. Ecco, un film dei Manetti è sempre così pieno di entusiasmo e voglia di fare cinema a modo loro, che mi rende felice di vederlo. Anche stavolta mi sono divertito, nonostante non sia un amante del 3D, che normalmente evito a priori. Ci sta tutto!

Bed Time (2012): Il film del mese. Jaume Balaguerò (regista dello straordinario “Rec”) conferma la Spagna come una delle patrie del thriller. Il sadico portinaio di uno stabile di Barcellona vive dell’infelicità altrui: Clara, piena di vita e col sorriso perennemente stampato sul volto, diventa la vittima predestinata per una vita da inferno. Un film eccellente, pieno di ritmo, intuizioni e con un finale che spacca. Da vedere.

Alice non abita più qui (1974): Uno dei primi Scorsese, uno di quei film che non sembra girato da Martin Scorsese, ma davanti al quale si resta appiccicati come in qualsiasi altro film del regista newyorkese. Dopo la morte del marito una donna, insieme al figlio, decide di tornare nella città dove è cresciuta per cercare lavoro nei bar come cantante. Un road-movie al femminile, bello, bellissimo.

Life in a day (2011): Affascinante progetto realizzato da Ridley Scott e Kevin McDonald. Il regista di “Blade Runner”, qui produttore, ha chiesto agli utenti di Youtube di inviare spaccati delle loro vite girati esattamente il 24 luglio 2010. 4500 ore di girato da quasi 200 Paesi diversi: ne esce fuori un’ora e mezza di splendido documentario, dove si intrecciano vite, desideri, amori e paure. Un giorno qualunque su questo immenso pianeta. Bellissimo (su Youtube è possibile vedere il film per intero, con i sottotitoli in italiano, approfittatene!). La scena che mi è rimasta più impressa? La spiegazione della parola “Mamihlapinatapai”.

Qualche nuvola (2012): Un fresco cinema di un pomeriggio di mezza estate. Non sarà il film più originale del mondo, ma è di certo molto piacevole, con attori azzeccati e un ritmo leggero, che permette al film di scivolare giù come un bicchiere di tè freddo alle tre del pomeriggio. Splendido cameo di Elio Germano. Periferia romana tra amicizie, amori, tradimenti e altre cosette così. Molto carino.

Take shelter (2011): Un tranquillo padre di famiglia comincia improvvisamente a fare degli incubi spaventosi. Paranoia o premonizioni? Nel dubbio il buon Michael Shannon (il matto di “Revolutionary Road”) si comincia a costruire un rifugio antitornado, mettendo a repentaglio il futuro del suo lavoro, dei suoi rapporti famigliari e la sua reputazione all’interno della comunità. Inquietante viaggio nella psiche umana, tra accenni di schizofrenia e la potenza di un gran bel finale, silenzioso, capace di comunicare tutta la sua forza con le immagini. Bellissimo.

pubblicato su Livecity

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Recensione “Bed time” (“Mientras duermes”, 2012)

In Spagna di certo sanno come far girare il pallone, lo dimostra il Barcellona e la nazionale di calcio iberica, ma al tempo stesso sanno anche come girare un thriller. La conferma arriva da uno dei registi più interessanti di questa “nueva ola” del cinema spagnolo, Jaume Balaguerò, che già con “Rec” aveva conquistato il pubblico e che con questo nuovo film si appresta a bissare il successo.

In uno stabile di Barcellona il portinaio Cesar osserva costantemente la vita degli inquilini. Cesar è un uomo disturbato, che si nutre del dolore e dell’infelicità altrui per il proprio piacere personale: la bella Clara, sempre con il sorriso sul volto e piena di vita, diventa presto la sua ossessione. L’operato invisibile del portinaio oltrepasserà ogni limite, con lo scopo di rendere la vita di Clara un inferno.

Un thriller originale, diverso dagli altri, in cui gli eventi sembrano appartenere alla quotidianità, ma che invece sono guidati dalla mano invisibile di un personaggio memorabile, ben scritto e ottimamente interpretato da Luis Tosar (già apprezzato in “Cella 211” nel ruolo di Malamadre): una pellicola che mina le certezze di tutti i giorni in un luogo, la nostra casa, dove normalmente abbassiamo la guardia, dove ci sentiamo protetti e al sicuro, e che invece è il campo da gioco ideale per il sadico Cesar. Uno dei film migliori dell’estate.

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