Capitolo 285

Continua la fase cineclub d’autore (stavolta alternata ad un paio di film più recenti, giusto per spezzare il fiato). Devo dire che trovo una certa soddisfazione nel cercare ogni giorno il titolo da vedere, scovarlo nella filmografia di qualche attore o su qualche lista su internet, leggere due righe di trama per capire di cosa…

Recensione “Ida” (2013)

I frequentatori del Festival di Roma ricorderanno il regista Pawel Pawlikowski per l’intrigante “La femme du Cinquième”, con Ethan Hawke e Kristin Scott Thomas, presentato all’Auditorium nel 2011. Stavolta il regista polacco mette da parte il thriller psicologico per incentrarsi su un meraviglioso dramma in cui si incontrano due donne molto diverse tra loro, ma…

Recensione “Dark Horse” (“Voksne Mennesker”, 2005)

Presentato al Festival di Cannes (sezione Un Certain Regard) nel 2005, il secondo film di Dagur Kari è un racconto ironico e dolcemente naif realizzato interamente in bianco e nero (a parte un brevissimo bagliore a colori). Un po’ surreale, tenero, costantemente in bilico sull’altalena del romanticismo e della malinconia, senza dimenticare l’ingrediente fondamentale della…

Recensione “Nebraska” (2013)

Alexander Payne è uno dei registi più amati della Nuova Hollywood: ironico e malinconico, divertente anche nell’amarezza, autore di piccoli grandi capolavori come “A proposito di Schmidt”, “Sideways” e “Paradiso amaro”. Dopo due premi Oscar per la sceneggiatura e tanti chilometri percorsi assieme ai suoi personaggi, il regista di origine greca ci porta questa volta…

Recensione “Kill me please” (2010)

Il film si apre con il campo lungo su una villa antica, quasi soffocata dalla neve e recintata da un bosco all’apparenza eterno e infinito. Il bianco e nero e il contrasto tra la neve e il legno degli alberi ci fa immediatamente pensare ad un fotogramma uscito da un film di Bergman, ma siamo…

Recensione “M il mostro di Dusseldorf” (“M”, 1931)

L’alfabeto dei serial killer cinematografici, a differenza di ogni normale convenzione, comincia dalla lettera M, una lettera che basta da sola ad evocare cinema, arte, espressionismo tedesco ed il fischio inquietante di un assassino di bambini. M, come il meraviglioso film di Fritz Lang del 1931, girato quattro anni dopo un altro capolavoro dello stesso…