Recensione “I Origins” (2014)

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Raramente mi sciolgo in lacrime davanti a un film. Certo, succede che ogni tanto abbia gli occhi lucidi, amo da morire quando ho la pelle d’oca, ma piangere è un evento più unico che raro. Il nuovo film di Mike Cahill, che già mi aveva emozionato con “Another Earth”, è riuscito nell’impresa di farmi passare l’ultima mezzora con i brividi fin sopra i capelli e i titoli di coda tra lacrime copiose. Un consiglio: per favore evitate di guardare il trailer e fidatevi sulla parola, se potete (incredibile come in due minuti e mezzo possano riuscire a rovinare e ad anticipare tutte le sorprese del film). Come nella pellicola precedente Cahill ci regala un altro bellissimo gioiello di fantascienza d’autore, dove a dominare la scena sono gli esseri umani e le loro emozioni (accompagnate dalle composizioni, particolarmente calzanti, dei Radiohead).

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Recensione “Another Earth” (2011)

Opera prima di Mike Cahill, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore di questo piccolo gioiello a metà strada tra il dramma e la fantascienza d’autore: non è un film facilmente inquadrabile in un genere, viste le delicate dinamiche raccontate al suo interno. Una protagonista memorabile, che si fa peso di tutto il suo cervello, di tutto il suo passato, di tutte le sue ambizioni sopite, nella ricerca di un’espiazione difficile da accettare, quasi impossibile da raggiungere, racchiusa nella speranza di un mondo altro, affacciatosi nel nostro cielo come una finestra aperta su una vita diversa.

Rhoda è stata ammessa all’università di astrofisica, come ha sempre desiderato. Una sera però, mentre sta tornando a casa da una festa, vede nel cielo un punto celeste, un nuovo mondo che si è avvicinato incredibilmente alla Terra. Questa distrazione le sarà fatale: la sua macchina provocherà un incidente in cui perderanno la vita un bambino e sua madre, mandando in coma il padre, un noto compositore. Dopo quattro anni di prigione Rhoda torna alla realtà, avvicina il compositore e diventa la sua donna delle pulizie, senza però confessare la sua vera identità. Nel frattempo l’altro mondo, denominato Terra 2, si scopre essere abitato da una realtà parallela in cui vivono le stesse persone della Terra. Per Rhoda, interessata ad un viaggio che la porterebbe sull’altro mondo, potrebbe essere l’occasione di conoscere l’altra se stessa e ritrovare così il bandolo della sua vita.

Due le trame fondamentali della pellicola: il rapporto tra Rhoda e il compositore vedovo, ormai abbandonato a se stesso, e la presenza di questo mondo parallelo, che incombe circondato da una miriade di domande (meravigliosa la scena con la diretta televisiva in cui si tenta il collegamento radio con Terra 2). Vincitore del premio della giuria al Sundance, fonte inesauribile di capolavori del cinema indipendente, “Another Earth” si propone come una realtà alternativa all’interno di un panorama cinematografico saturo di effetti speciali e tanta noia. E se davvero ci fosse qualcuno identico a noi, da qualche parte nello spazio?