Capitolo 207

Ottobre sta scivolando via, con le sue meravigliose giornate di sole, il compleanno del sottoscritto e la Roma che non smette di regalare emozioni. Ciò che resta sono i film, unici, quasi tutti bellissimi, che siamo riusciti a vedere durante questo mese così intenso. E ricordate (messaggio pubblicitario!) che potete sempre continuare a seguirmi sulla…

Recensione “Nebraska” (2013)

Alexander Payne è uno dei registi più amati della Nuova Hollywood: ironico e malinconico, divertente anche nell’amarezza, autore di piccoli grandi capolavori come “A proposito di Schmidt”, “Sideways” e “Paradiso amaro”. Dopo due premi Oscar per la sceneggiatura e tanti chilometri percorsi assieme ai suoi personaggi, il regista di origine greca ci porta questa volta…

Recensione “Holy Motors” (2012)

Osannato al Festival di Cannes dello scorso anno, arriva finalmente in Italia il nuovo film di Leos Carax: un’opera magnifica e pazzesca, destinata ad essere studiata, compresa, ricordata ed inevitabilmente imitata. Spiazzante dalla prima all’ultima inquadratura, Carax, così come il suo protagonista, insegue la bellezza: dell’immagine uno, del gesto l’altro, facendo leva ognuno sulla propria…

Recensione “La quinta stagione” (“La cinquième saison”, 2012)

Peter Brosens e Jessica Woodworth, dopo aver indagato a livello quasi antropologico Mongolia e Perù, tornano nella loro patria, il Belgio, per chiudere questa sorta di trilogia fantastica che ha visto coinvolti tre differenti angoli della Terra. La tela sulla quale hanno girato il film, “dipinto” dalle meravigliose atmosfere fotografate da Hans Bruch Jr, richiama…

Recensione “American Pop” (1981)

Quando la storia della musica cammina di pari passo con la storia di una famiglia, di generazione in generazione, creando una sorta di realtà alternativa in cui la cultura musicale degli Stati Uniti è segnata dal talento e dalla genialità artistica di quattro uomini, tutti in qualche modo diversi da loro, uniti però dall’amore per…

Recensione “M il mostro di Dusseldorf” (“M”, 1931)

L’alfabeto dei serial killer cinematografici, a differenza di ogni normale convenzione, comincia dalla lettera M, una lettera che basta da sola ad evocare cinema, arte, espressionismo tedesco ed il fischio inquietante di un assassino di bambini. M, come il meraviglioso film di Fritz Lang del 1931, girato quattro anni dopo un altro capolavoro dello stesso…