Recensione “Dark” – Stagione 2 (2019)

Bentornati a Winden, anche se, come ormai abbiamo compreso, non è importante il dove, ma il quando. La serie tedesca, un cult istantaneo alla sua uscita nel dicembre del 2017, ritorna con una seconda stagione che invece di dissipare i dubbi, li amplifica, in un loop di intermittenze cerebrali che potrebbe quasi far invidia a David Lynch (ho detto quasi, non scaldatevi). Un consiglio: all’inizio di questa seconda stagione non è previsto alcun riassunto della prima, quindi fareste bene a rivedere la stagione precedente se volete minimamente sperare di comprendere qualcosa di questa nuova appena uscita (altrimenti visitate questo sito, creato appositamente da Netflix per aiutare a districarvi). Pronti a saltare nel tempo? Dopo l’immagine della macchina del tempo si entra in una pericolosissima zona Spoiler, quindi siete avvisati. La materia oscura ci sta per avvolgere…

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Twin Peaks 2017: Tutte le questioni irrisolte

Già da una settimana siamo orfani di “Twin Peaks”: la terza stagione della celebre serie televisiva realizzata da David Lynch ci ha accompagnato per tutta l’estate con i suoi misteri e le sue stramberie. Come ci si poteva immaginare, sono ancora molte le questioni rimaste irrisolte, le domande senza risposta. Proviamo ad affrontare questi argomenti: lunga ed impervia è la via che dal buio si snoda verso la luce.

Audrey
La questione Audrey è una delle più spinose della terza stagione di Twin Peaks. Uno dei personaggi più amati degli anni 90 è comparso in questo revival soltanto nelle ultime puntate, senza alcuna interazione con gli altri personaggi storici. Di lei sappiamo davvero poco: è stata in coma, è la madre di Richard Horne, è stata ingravidata da Cooper malvagio venticinque anni fa. Cosa significa ciò che è successo nell’Episodio 16? Audrey molto probabilmente è stata in coma per tutto questo tempo, le vicende legate a lei in questo Twin Peaks non erano altro che il tentativo del suo cervello di svegliarsi dal suo stato, cosa che a quanto pare succede proprio in seguito alla sua celebre Audrey’s Dance. Certo, niente di ufficiale, non c’è una vera e propria spiegazione, ma direi che questa sia la più accreditata.

La scatola di vetro
Molti si sono chiesti cosa fosse questa famigerata scatola di vetro, il glassbox, che vediamo soprattutto all’inizio di questa stagione. Si potrebbe pensare che Mr C l’abbia fatta costruire per “dirottare” il buon Cooper nel corpo di Dougie, ma l’ipotesi più sensata è che il doppio malvagio l’abbia realizzata soprattutto per monitorare gli spostamenti della Madre, cioè Judy. Lei è sempre stata l’obiettivo di Mr C: lo dice chiaramente a Darya nelle prime puntate ed è per unirsi a lei che cerca queste famigerate coordinate. Ciò che possiamo pensare è che quando Mr C raggiunge il luogo prestabilito, il passaggio avrebbe dovuto portarlo direttamente da Judy (ovvero a casa Palmer, visto che l’entità maligna ha trovato alloggio nel corpo di Sarah), l’intervento del Pompiere però fa “recapitare” Mr C nella stazione di polizia di Twin Peaks, con le conseguenze che abbiamo visto.

Judy
Questa non è proprio una domanda senza risposta, visto che a dirci chi è Judy ci ha pensato Gordon Cole nella penultima puntata. Judy è un’entità maligna, è la Madre di tutti i mali, è la reificazione (o personificazione, se preferite) del Male. Si forma a causa della bomba atomica e da lì genera una serie di altre entità malvagie, tra cui Bob e i Woodsmen. In questa stagione entra nel corpo di Sarah Palmer ed è impossibile pensare il contrario: vi sembra normale che qualcuno apra il suo volto per mostrare l’abisso e poi stacchi con un morso secco la gola ad un’altra persona? Ad avvalorare tutto questo è la contrapposizione con Laura Palmer: anche Laura nella prima puntata apre il suo volto, ma per mostrare una luce, mentre nella penultima puntata il suo ritratto viene colpito ripetutamente da Sarah che, con il suo potere, riesce a strapparla via dalla mano di Cooper.

La ragazza con l’insetto in bocca
Altra domanda rimasta senza risposta. Il finale dell’ormai celebre Episodio 8 è destinato a restare nell’immaginario collettivo di tutti gli amanti delle serie tv. Un insetto mostruoso, generato anch’esso dalla Madre, si introduce nella bocca di una ragazzina ipnotizzata dal messaggio radio del woodsman (“This is the water and this is the well…”). La mia teoria, sulla quale scommetterei un paio di euro, è che la ragazza sia Sarah Palmer da giovane. Siamo nel 1956, la ragazza dimostra di avere circa 15 anni e indovinate un po’ in che anno è nata l’attrice che interpreta Sarah? Esatto, nel 1941. Questo inoltre spiegherebbe come ha fatto Judy ad entrare nel corpo di Sarah da adulta: un suo “seme” è sempre stato dentro di lei, in attesa del momento adatto per prendere possesso del corpo ospitante. Certo, povera Laura: suo padre viene posseduto da BOB, sua madre da Judy. Ma che bella famiglia!

Ultima puntata
L’ultima puntata di Twin Peaks ha generato un’eco interminabile di “what the fuck!?”. Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Gordon Cole confida ad Albert che Cooper voleva cercare di stanare Judy prendendo “due piccioni con una fava”. I due piccioni da prendere sono rispettivamente: salvare Laura Palmer e appunto fermare (uccidere?) Judy. Nel momento in cui Mr C muore il volto di Cooper si sovrappone alla scena per il semplice motivo che, una volta in cui Coop salva Laura dalla morte, quella linea temporale con Mr C e tutto il resto non esisterà più, se non nei ricordi dello stesso Cooper. Penso sia il motivo per cui Cooper dirà che “viviamo in un sogno”: ormai tutto ciò che abbiamo visto finora non esisterà più, visto che Cooper salvando Laura ha modificato il futuro (“Il passato decide il futuro”). Quindi, dicevamo, il primo “piccione” è salvare Laura: fatto. Ora la vuole portare a casa, dunque a casa Palmer, dove la ragazza (“The one”, la sola, quindi l’unica che può fronteggiare il male?) dovrà vedersela con Sarah/Judy, permettendo a Cooper di prendere anche il secondo “piccione”. Le cose vanno però diversamente: i due vengono spediti in una dimensione parallela, dove tutto è diverso (Dale Cooper diventa Richard, Laura è Carrie, Diane è Linda, le automobili, le case e le vite delle persone sono cambiate). Lo stesso era successo a Phillip Jeffreys mentre dava la caccia a Judy: ha cambiato così tante linee temporali da perdersi e trasformarsi alla fine in una specie di teiera gigante (vabbè!).

L’urlo di Laura
L’ultimo frame della terza (e ultima?) stagione di Twin Peaks è riservato all’urlo di Laura Palmer che ci frantuma le orecchie. La ragazza viene portata a casa Palmer, che però nella realtà parallela appartiene alla Signora Tremond. Nel momento in cui Cooper le domanda “in che anno siamo?”, rendendosi conto che c’è qualcosa che non va, una voce che chiama Laura risveglia la ragazza, facendole ricordare l’orrore che ha subito nella linea temporale che ci ha accompagnato per venticinque anni. E qui veniamo alla questione successiva.

Who is the dreamer?
Chi è che sogna? Ricordate la frase sibillina pronunciata da Monica Bellucci a Gordon Cole? “Siamo come colui che sogna, che sogna e che dentro al sogno ci vive. Ma chi è che sogna?”. Bene, diciamolo, colei che sogna è Laura: secondo me è evidente dall’urlo finale che riporta la sua mente alla “realtà”. Non si tratta di un sogno vero e proprio ma di una realtà parallela in cui Judy ha spedito la ragazza per renderla innocua, assopita, lontana dai demoni di Twin Peaks (infatti Laura/Carrie è in Texas, dalla parte opposta rispetto allo stato di Washington). Si vede che Judy teme Laura Palmer, ha bisogno di vederla morta (BOB l’aveva uccisa) o lontana il più possibile. D’altronde Laura era stata “creata” dal Pompiere per contrastare la minaccia portata dal Male. Il suo urlo e l’aiuto di Cooper la fanno rinsavire: il Male è finalmente in pericolo e il Bene vincerà? E chi lo saprà mai. La cosa certa è che finché ci sarà Cooper al suo fianco, Laura potrà contare su un alleato fidato e coraggioso, in questa ormai eterna diatriba tra Bene e Male.

Al momento non mi vengono in mente altre questioni irrisolte, ma ce ne saranno moltissime altre sicuramente (se volete, aggiungete le vostre domande nei commenti). David Lynch recentemente ha detto che la migliore interpretazione è quella che ognuno vuole dare: ogni spettatore può vedere ciò che vuole nel finale e creare così la propria realtà parallela. Io ho detto la mia e seppur in principio fossi rimasto spiazzato da un finale così aperto e misterioso, ora che sono passati dieci giorni lo ritengo perfetto. Ad ogni modo tra poco più di un mese avremo David Lynch al Festival di Roma, vedremo se il regista parlerà ancora di questo misterioso finale e se annuncerà qualcosa di importante per il futuro… Non penso ci sia bisogno di una quarta stagione (per quanto, ahi ahi ahi, quanto mi piacerebbe), perché Twin Peaks, nella sua imperfezione e nel suo inestricabile mistero, è perfetto così com’è. Mi auguro soltanto una cosa: speriamo che Cooper non diventi una teiera gigante.

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Twin Peaks 2017: Andiamo a casa (Episodio 17-18)

Twin Peaks è finito. Forse. Diciamo che per ora è finito, forse per sempre, forse no, come il finale lascia intendere. Ne abbiamo ancora bisogno. C’è ancora tanto da dire, tantissimo da raccontare, dopo una doppietta finale che prima ci coccola nella sua perfezione per poi lasciarci basiti nel suo nuovo mistero, verso una scena finale che mette i brividi, brividi che poi ti accompagnano per tutta la notte. Se l’Episodio 17 è più o meno meraviglioso, l’Episodio 18 sembra più la prima puntata di una nuova stagione, con tutta la sequela di domande e situazioni per cui non abbiamo risposte (ma qualche teoria sì, come vedremo dopo). Sarà un articolo molto lungo, quindi facciamoci prendere per mano da Cooper ed entriamo in questo mondo assurdo e strabiliante. Vai con la sigla.

Part 17

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Twin Peaks 2017: Viale del Tramonto (Episodio 15)

I brividi. Ho appena finito di vedere il quartultimo (sigh) episodio di Twin Peaks e ho i brividi lungo la schiena. Il titolo di questo articolo potrà sembrare sibillino a molti di voi (o forse no), ve lo spiegherò più avanti: vi anticipo soltanto che si tratta di una delle trovate narrative più belle che mi siano mai capitate di vedere in una serie tv. Il cinema come salvezza. Usare uno dei classici più indimenticabili della settima arte come ritorno alla vita. Diamine, sto dicendo troppo, ne parliamo più avanti, promesso. No, aspettate, mi devo rivedere un attimo la scena, è troppo bella.

Ok, l’ho rivista. Mamma mia lo sguardo di Kyle MacLachlan quando Cecile DeMille dice quella frase…

Puntata da brividi, dicevo. I brividi, di felicità, arrivano già dopo pochi minuti. Nadine si dirige, pala in spalla, da Big Ed. Scopriamo che è stata lei ad impedire la felicità tra Ed e Norma, la sua gelosia ha sempre tenuto Ed lontano dal suo amore di sempre. Nadine “libera” così suo marito: il nostro corre al Double R di Norma per annunciare la notizia alla donna, la quale frena i suoi entusiasmi dicendogli “Scusa, ma c’è Walter” (il suo socio in affari con cui avevamo intravisto una certa tensione nelle puntate precedenti). Ed sembra affranto, si siede al bancone mentre Otis Redding ci strazia le viscere con uno dei suoi capolavori (“I’ve been loving you too long”). Norma dice a Walter di voler mollare il franchise, rinuncia così ad un sacco di soldi per mandare avanti il suo unico e solo Double R. “Motivi di famiglia”, afferma la donna. Poco dopo, intorno alle spalle di Ed si avvolgono le mani di Norma: proposta di matrimonio, bacio appassionato e finalmente, dopo 25 anni, tanti cuori in festa.

Lo stacco è forte: dal cielo di vaniglia riempito dalle note di Otis Redding si passa al buio, a suoni inquietanti e ad un’inquadratura dell’asfalto che sembra essere uscita fuori da “Strade Perdute”. Alla guida di una macchina c’è Mr C (Cooper malvagio) che sta raggiungendo una stazione di servizio fantasma, emersa dal nulla tra i boschi di Twin Peaks: il doppelganger si dirige nella celebre stanza sopra al “convenience store” di cui ci aveva parlato Philip Jeffreys in “Fuoco cammina con me”. Cooper vuole incontrare proprio Jeffreys e, accompagnato dagli uomini neri, lo incontra in un luogo piuttosto angusto, pieno di elettricità (che come sappiamo è l’evoluzione del Fuoco e rappresenta dunque il Male). Altro brivido: per un attimo ho sperato che potesse comparire David Bowie, in realtà l’ex agente dell’FBI gli parla attraverso una sorta di teiera gigante (a meno che non si sia trasformato in questa cosa, chi ci capisce!). La voce purtroppo non è di Bowie, quindi si vede che il cantante non ha avuto proprio modo di interpretare nuovamente il suo vecchio personaggio. Cooper vuole avere alcune informazioni, una di queste è scoprire l’identità di Judy, la misteriosa persona di cui Jeffreys non voleva parlare nell’ormai celebre incontro di Philadelphia in “Fuoco cammina con me”. “Tu hai già incontrato Judy”, risponde la teiera. Penso che non sia un caso che non viene mai usato il pronome “lui” o “lei”, il complemento oggetto è sempre Judy proprio per non far capire il sesso del personaggio di cui si parla. In quest’ottica è più che una congettura l’idea che Judy sia una sorta di nome in codice del maggiore Garland Briggs (anche perché in una delle ultime puntate della seconda stagione, interrogato da Windom Earle, il Maggiore dice di chiamarsi Judy Garland). Squilla improvvisamente un telefono e Mr C viene catapultato in una cabina telefonica fuori dalla stazione di servizio, dove la chiamata si interrompe immediatamente e dove troviamo Richard Horne che gli sta puntando una pistola contro. Richard dice di aver visto Cooper in giacca e cravatta in una foto appartenente a sua madre Audrey: sa che lui è un agente dell’FBI. Mr C non si scompone, disarma Richard in un battibaleno e invita il ragazzo a salire sul fuoristrada con lui: gli parlerà strada facendo (vedremo prossimamente se la teoria sarà provata: Richard è davvero il figlio di Mr C?).

Nei boschi di Twin Peaks, ma in pieno giorno, troviamo Steven (il marito di Becky, ovvero la figlia di Shelley e Bobby) e la sua amante, che dai titoli di coda scopriamo trattarsi di Gersten Hayward, nientepopodimeno che la sorellina di Donna! Esatto, la bambina che in una vecchia puntata cantava una canzone per Laura Palmer insieme a Leland. Quindi la sorella di Donna a quanto pare ha “fregato” il marito alla figlia di Shelley. Vabbè. Steven si vuole suicidare, lei cerca di impedirglielo, ma alla fine, complice anche la presenza di un ignaro passante accompagnato da un Boston Terrier, ci riesce. Non lo vediamo, ma è presumibile che Steven abbia salutato la serie. Meglio così. Il passante con il cagnolino segnala la cosa a Carl, il gestore del parcheggio per camper.

Al Roadhouse intanto vengono presentati gli ZZ Top e per un attimo mi sono fomentato pensando che dopo Ritorno al Futuro III la band texana avesse fatto una comparsata anche in Twin Peaks. Ascoltiamo “Sharp Dressed Man” ma loro però non ci sono. Al Roadhouse arriva James, accompagnato da Freddie “Guanto Verde”. James saluta Renee (la ragazza che si era emozionata ascoltando la sua performance due puntate fa), ma suo marito Chuck (Ah! Lui è dunque il Chuck di cui parlava Audrey, quello di cui non ci si può fidare!) lo aggredisce. Ovviamente avere un amico come Freddie aiuta: il ragazzo con il suo guanto verde tocca appena gli aggressori, mandandoli entrambi in terapia intensiva. James e Freddie vengono arrestati, finiscono nelle celle della stazione di polizia dove trovano Naido che continua ad emettere suoni incomprensibili.

Prima di andare oltre ne approfitto per scusarmi per tutte queste continue parentesi, ma ci sono delle cose che devo spiegare nella maniera più breve possibile. Continuiamo.

Las Vegas (ci stiamo arrivando, ci stiamo arrivando!). Nella sezione dell’FBI l’imbranato agente che doveva trovare Dougie porta nella stazione la famiglia sbagliata, scatenando le ire del suo furioso superiore. Intanto Todd, il mandante di tutti i tentativi di uccisione nei confronti di Dougie, viene freddato insieme al suo assistente. Il killer è Chantal, ovvero Jennifer Jason Leigh, che subito dopo aver ucciso i due (sicuramente per conto di Cooper) chiacchiera al telefono con Tim Roth a proposito di roba da mangiare. La conversazione seguente tra i due, hamburger alla mano, a proposito della mancanza di persone da torturare, fa pensare tanto ad una scena uscita fuori da un film di Quentin Tarantino (probabilmente omaggiato tramite i suoi due attori emblematici). Eccoci. Arriva la mia scena preferita di questo episodio. Dougie sta mangiando una fetta di torta servitagli dalla amorevolissima moglie. Mentre mangia riesce ad accendere il televisore, dove stanno trasmettendo “Viale del Tramonto” (capolavoro di Billy Wilder): in uno scambio di battute tra Gloria Swanson, William Holden e Cecile DeMille, quest’ultimo afferma: “Chiama Gordon Cole!” (dovete sapere che Gordon Cole è davvero un personaggio di “Viale del Tramonto”). Dougie, sempre più Cooper, sgrana gli occhi, blocca il film e si dirige lentamente verso una presa elettrica (simile a quella dalla quale era tornato nel mondo reale). Infila una forchetta in uno dei buchi provocando un black out, tra le urla di Naomi Watts: qualcosa mi dice che questa è stata l’ultima volta in cui abbiamo visto Dougie. Se è come penso, cioè che Dougie sta per ritornare ad essere Cooper grazie al nome di Gordon Cole sentito in un film, David Lynch è un fottuto genio. Utilizzare diegeticamente il Cinema come spinta definitiva verso il ritorno alla ragione, come resurrezione dello spirito, è una delle più belle dichiarazioni d’amore mai viste in una serie tv o, più in generale, su un qualunque audiovisivo. Ditemi che anche a voi questa cosa ha fomentato da morire, non fatemi sentire un povero pazzo.

La scena successiva è straziante: ci lascia uno dei personaggi più iconici e rappresentativi della serie. La Signora Ceppo telefona a Hawk per dirgli che sta morendo, ricordandogli le cose che si sono detti quando potevano parlare faccia a faccia. Come sapete Catherine Coulson, l’attrice che la interpreta, è morta poco dopo le riprese di questa stagione di Twin Peaks, e la cosa rende questa scena più toccante che mai. “La morte non è la fine, è un cambiamento”.  Hawk, e con lui Lynch, dà l’addio alla mitica Signora Ceppo. Ci mancherà.

Prima del finale al Roadhouse, dove sorvolerei sulla ragazza che urla, ritroviamo la diatriba assurda tra Audrey e suo marito Charlie. L’uomo, poveretto, ha tutta la pazienza di questo mondo, Audrey tuttavia lo aggredisce vomitandogli in faccia tutto il suo livore nei suoi confronti.

Mancano tre puntate alla fine di Twin Peaks: non ci posso pensare. Continua a succedere di tutto e davvero non abbiamo idea di come potrà finire la serie: è davvero molto difficile poter prevedere gli accadimenti ed è forse proprio questo il punto forte di quest’opera. Tuttavia, in qualche modo, Cooper sta tornando, e noi lo aspettiamo.

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Twin Peaks 2017: Who Is The Dreamer? (Episodio 14)

Mentre quasi tutti sono in vacanza, Twin Peaks sfodera il jolly. Ve lo dico subito, senza perdere tempo: il 14 è l’episodio più bello dell’ultimo mese e mezzo. Una scena bomba dopo l’altra e, nel mezzo, una storia assurda a proposito di un guanto verde, ma ne parleremo più avanti. Non so cosa sia più spiazzante: la notizia che riguarda Diane, il sogno di Gordon Cole, la spedizione della polizia di Twin Peaks, il racconto del ragazzo londinese o Sarah Palmer nel bar. Un po’ tutto diciamo: sono tutti momenti che portano questa puntata a livelli veramente alti di spettacolo e coinvolgimento. Siete pronti? Cominciamo? Forza.

L’episodio parte subito alla grande: Cole telefona alla stazione di polizia di Twin Peaks per parlare con lo sceriffo Truman. Dall’altra parte del telefono non c’è Harry però, come si aspettava Gordon, bensì Frank, suo fratello, che informa il direttore dell’FBI a proposito del ritrovamento delle pagine perdute del diario segreto di Laura Palmer (apro una parentesi che forse avrebbe bisogno di un articolo a parte: potrebbero esserci dei diversi livelli temporali in base alle città in cui si svolge questa stagione? Insomma, ciò che succede a Twin Peaks potrebbe non accadere in contemporanea con ciò che vediamo in South Dakota o a Las Vegas? Il ritrovamento del diario era avvenuto parecchie puntate fa…). Cole viene dunque a sapere che, a quanto dice il diario di Laura, ci sono due Cooper. Nel frattempo Albert e Tammy parlano a proposito del primo caso “Rosa Blu” e Albert domanda alla sua collega cosa significhi questo termine: “Rosa blu è qualcosa che in natura non esiste, è un Tulpa”. Tulpa (grazie google) è un termine tibetano che definisce un’entità incorporea (in generale creata tramite la meditazione, ma non credo che i demoni di “Twin Peaks” abbiano a che fare con la meditazione…). Subito dopo Gordon raggiunge i due insieme a Diane, e nel successivo scambio di battute veniamo a sapere che (ATTENZIONE ATTENZIONE) Diane è la sorellastra di Janey-E, dunque la cognata di Dougie (!!!). L’ex segretaria di Cooper riferisce che, per quel che ne sa, la coppia vive a Las Vegas e Gordon mette subito in allerta la divisione locale dell’FBI per rintracciare Dougie e consorte (evvai!).

Subito dopo, una delle scene più importanti di questa puntata: il sogno di Gordon Cole. Il tema del sogno è sempre stato senza dubbio una delle chiavi per interpretare “Twin Peaks” (per non parlare di “Mulholland Drive”), ciò che accade in sogno ha sempre un senso, un collegamento con la realtà: i sogni di Cooper, se ricordate, contenevano moltissimi indizi per identificare l’assassino di Laura Palmer. Cole racconta così il suo sogno, in una bellissima scena in bianco e nero: a Parigi, Monica Bellucci (!!!) chiede di incontrarlo in un café (a Rue de Montparnasse, ne sono stato certo sin dalla prima inquadratura, e infatti ho trovato conferma in questo frame di Google street view: scusate la mancanza di modestia ma la mia memoria fotografica è imbattibile). Cole avverte la presenza di Cooper, ma non può vederlo in volto. Cole e Monica Bellucci prendono un caffé e la donna dice: “Siamo come colui che sogna, che sogna e che dentro al sogno ci vive”. E subito dopo: “Ma chi è che sta sognando?” (Who the fuck is the dreamer? Scusate l’aggiunta, ma è totalmente spontanea). Allora? Beh? Niente? Vabbè, in qualche modo, si parla senza dubbio di Cooper. Cooper sta vivendo in un sogno? Le esperienze di Dougie sono un sogno di Cooper? Sembra tutto così assurdo. Il racconto di Cole prosegue con il direttore che si gira e rivede se stesso da giovane, negli uffici dell’FBI di Philadelphia. Nella scena (che appartiene a “Fuoco cammina con me”) c’è Cooper che riferisce al suo superiore di essere preoccupato a proposito di un sogno, subito dopo riappare Phillip Jeffreys (che bello rivedere David Bowie) che indica Cooper affermando: “Chi diavolo credete che sia questo qui?” (riprendo la frase dal doppiaggio originale del film). Cole aveva dimenticato questo dettaglio che è riaffiorato in sogno, e pensa che sia qualcosa di molto importante. Anche Albert, presente quel giorno a Philadelphia, ricorda la scena. Per ora non possiamo saperne di più.

Twin Peaks, stazione di polizia. Finalmente quel pezzo di mxxxa di Chad viene arrestato dai suoi colleghi e superiori. Subito dopo Truman, Hawk e Andy seguono Bobby nel percorso indicato dal padre di quest’ultimo. Dopo alcuni minuti li troviamo nel luogo segnato dal Maggiore: qui c’è Naido (la donna senza occhi dell’Episodio 3), stesa nuda per terra, sfinita ma ancora viva. C’è un vortice e Andy sparisce all’improvviso: il poliziotto dal cuore d’oro finisce al cospetto del Gigante, in quella che possiamo definire la loggia bianca (il luogo, fotografato in bianco e nero, dove abbiamo sempre incontrato il Gigante in questa stagione). Il Gigante apre bocca solo per presentarsi: “Io sono il Pompiere” (sappiamo che in Twin Peaks il Fuoco rappresenta il Male e il pompiere è colui che per definizione spegne le fiamme…). Andy comincia un trip in cui vede svariate cose, nell’ordine: La Madre, la nascita di Bob, la pompa di benzina e il mini market con gli uomini neri, l’uomo del bosco che chiede di accendere, fili elettrici (il fuoco moderno, come ci aveva spiegato Hawk), Laura Palmer, Naido, i due Cooper sovrapposti, il telefono della centrale di polizia, se stesso e Lucy, Naido che stringe la mano di Andy, un palo della luce con il numero 6, che dai colori pastello che compaiono credo si trovi a Las Vegas…). Andy torna tra di noi, nessuno dei suoi colleghi ricorda cosa sia successo, Andy suggerisce di portare la donna senza occhi alla centrale, perché è in pericolo e bisogna metterla al sicuro. Una postilla: nei titoli di coda la Madre, o quella cosa che genera Bob e tutto il male, è chiamata “Experiment” (ed è interpretata da un bel pezzo di figliola, tale Erica Eynon).

Altra scena assurda in arrivo: James e un ragazzo dall’evidente accento britannico (scopriremo poco dopo che viene da Londra) fanno una piccola pausa dal lavoro. I due fanno parte della sicurezza presso il Great Northern Hotel (guardate lo stemma sulla spalla) e il ragazzo indossa un guanto verde alla mano destra, con il quale sta frantumando alcune noci. James è sorpreso dal fatto che Freddie, questo il nome del ragazzo, non possa togliersi il guanto, che è come una parte di lui. Ecco che Freddie gli racconta, sotto parecchia insistenza da parte di James, tutta la storia. La faccio breve: era a Londra, vede un vortice e il Pompiere gli dice di andare in un certo negozio a comprare un certo guanto e di infilarselo, in questo modo la sua mano destra avrà una forza incredibile. Poi il ragazzo doveva prendere un aereo per Twin Peaks, dove lì lo attendeva il suo destino. Ed è così che è arrivato a Twin Peaks, dove lavora con James come guardia (bel destino del cavolo!). Prima di passare alla clamorosa scena successiva, James fa un giro dentro la caldaia e il suo sguardo si sofferma su una porta chiusa…

Ora siamo in un bar, dove Sarah Palmer, la donna più inquietante di Twin Peaks, si siede a bere un drink. Qui viene importunata da un camionista che, molto volgarmente, la insulta e la provoca. Sarah Palmer si gira, si apre la faccia (??!!) e mostra al suo gentile interlocutore ciò che ha dentro, prima di staccargli un pezzo di collo con un morso. Mentre il camionista soccombe, la donna si ricompone e chiama aiuto. Ma che diavolo è successo??? Penso sia il momento di spararvi la mia teoria: nell’episodio 8 un insetto gigante, proveniente con tutta probabilità dall’Esperimento, si introduce nella bocca di una ragazza addormentata. Già ai tempi avevamo teorizzato che quella ragazza potesse essere Sarah Palmer, visto che l’età coincideva e che Sarah già dal vecchio Twin Peaks ha sempre avuto strane visioni di Bob, cavalli bianchi e simili. Ora, portando avanti questa teoria, possiamo affermare che l’insetto-mostro dentro di lei stia prendendo il sopravvento sul corpo della donna, rendendola ancora più inquietante di quello che è.

La puntata si conclude come sempre al Roadhouse con una ragazza seduta al tavolo con un’amica, ovvero la figlia di Tina, la donna alla quale aveva telefonato Charlie (il marito di Audrey) per avere notizie dello scomparso Billy. La ragazza racconta di essere stata l’ultima, insieme a sua madre, ad aver visto Billy (l’amante di Audrey). L’uomo era insanguinato e scappava. Tra l’altro la ragazza sospetta che ci fosse qualcosa tra lui e sua madre (motivo per cui Audrey, due puntate fa, parlava di Tina chiamandola “stronza”). Su questo fronte non ne sappiamo di più, ma potremmo escludere la teoria secondo la quale Audrey è ancora in coma e sta sognando tutto (tra l’altro Audrey nell’Episodio 12 aveva detto di aver sognato Billy con sangue al naso e alla bocca, come ha poi effettivamente raccontato la figlia di Tina: ancora i sogni…). La domanda ora sarebbe: chi è questo famigerato Billy, amante di Audrey e di Tina, da due giorni scomparso da Twin Peaks? Al 99% è il possessore del camion usato da Richard per uccidere il bambino nell’Episodio 7. In quella puntata Andy lo doveva interrogare ma il “contadino” (come è citato nei titoli di coda) sparì nel nulla.

Chiudo l’articolo con una teoria espressa da un amico sabato sera davanti ad una birra: nel terzo episodio Cooper veniva allontanato da Naido dall’uscita numero 15. L’agente era poi tornato nella realtà tramite l’uscita numero 3 (e Mike dirà a Dougie che era stato ingannato). Nell’episodio 3 dunque Cooper prende l’uscita numero 3 e finisce a Las Vegas nel corpo di Dougie Jones. Se avesse preso l’uscita 15 sarebbe dunque tornato ad essere Cooper come lo conosciamo? E se l’uscita 3 è collegata all’episodio 3, è possibile che l’uscita 15 possa significare che Cooper tornerà normale nell’episodio 15? Con Lynch non si sa mai, non ci resta che aspettare sette giorni e scoprire se questa teoria corrisponde alla realtà… Nel frattempo, attenzione a ciò che sognate.

Harry Goaz in a still from Twin Peaks. Photo: Suzanne Tenner/SHOWTIME

 

Cooper, Doppelganger e Dougie: il punto della situazione su Twin Peaks

Mancano soltanto 7 episodi al termine di “Twin Peaks”. La serie culto di David Lynch sta per terminare, probabilmente per sempre. Sempre più persone, con il passare degli episodi, continuano a dire di non capirci nulla, si domandano perché esista Dougie e sembrano avere difficoltà ad accettare la presenza del Cooper malvagio. Ho pensato sia giunta l’ora di fare una bella ricapitolazione su questi personaggi, in particolare sul doppelganger di Cooper, che lo stesso Kyle Maclachlan ha deciso di chiamare Mr C (nome che adotterò anche io in questo articolo, anche perché scrivere ogni volta “Cooper malvagio” o “Doppelganger” è una faticaccia). Neanche a dirlo, tutto ciò che troverete dopo il faccione riflesso di Cooper, è SPOILER allo stato puro.

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