Recensione “Mektoub, My Love: Canto Uno” (2017)

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2 ore e 54 minuti che volano in un soffio, come un’estate carica di desiderio. Un’estate che vola via tra gli sguardi dei suoi personaggi, sui sapori dei pasti che consumano, sulle note assordanti delle musiche che ballano. Abdellatif Kechiche, dopo il meraviglioso “La vita di Adele”, si conferma ancora una volta un maestro puro che attraverso il suo cinema riesce ad immergerci profondamente nei pensieri dei personaggi: l’utilizzo costante della camera a mano, uno dei marchi di fabbrica del regista, ci trasporta tra i vicoli di Sète (paesino del sud della Francia in cui si svolge la storia) e abbiamo quasi l’impressione di sentire sulla nostra pelle la canicola estiva, gli odori della campagna o il mormorio rinfrescante del mare.

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Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

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Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

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Capitolo 241

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Come al solito uno non si può distrarre un attimo e si ritrova con un altro capitolo pieno di film: 8 pellicole viste nelle ultime due settimane, complici i giorni di festa, il ponte del 25, quello del Primo Maggio e le ferie forzate. Mi sto lamentando? Giammai. Tre proiezioni stampa (prima di Cannes c’è sempre un bel pienone), due rewatch del passato, un paio di film su Netflix, una capatina al cinema e un bel po’ di episodi di serie tv, tanto per non farsi mancare niente. Via con la sigla, perché c’è molto di cui parlare.

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Recensione “La Casa di Carta” (“La Casa de Papel”, 2017)

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Prendete “Inside Man” di Spike Lee. Poi aggiungeteci qualche suggestione da “Le Iene”, colpi di genio presi da “Breaking Bad” e quanto basta di tutto il repertorio cinematografico e televisivo sul tema “rapina”. Alex Pina, ideatore della serie, non si è inventato praticamente nulla: eppure “La casa di carta” si è rivelata l’indiscussa rivelazione di questa prima parte dell’anno, grazie all’uso intelligente di quei riferimenti che la serie si diverte, di tanto in tanto, a scimmiottare (“Non siamo in un film di Tarantino”, urla uno dei personaggi, proprio a sottolineare questo aspetto).

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Capitolo 239

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La vita di un cinefilo è strana: nello scorso capitolo per mettere insieme cinque film ci sono volute un paio di settimane. Adesso invece, complici le vacanze di Pasqua, dopo già una settimana mi ritrovo con sette film di cui parlare, quattro dei quali appartengono ai mirabolanti anni 80 (sarà la febbre “Ready Player One”, sarà un po’ di nostalgia). Tra l’altro la prossima settimana ci sono i cinemadays, quattro giorni di cinema a 3 euro (da lunedì 9 a giovedì 12). Prevedo scorpacciate.

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Recensione “Bittersweet Life” (“Dal kom han in-saeng”, 2005)

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La Corea del Sud, nel nuovo millennio, si è imposta agli occhi dei cinefili di tutto il mondo per il suo modo di interpretare il cinema: immagini bellissime, grande competenza tecnica e ottima regia, senza dimenticare le storie che racconta, molto spesso avvincenti e ben costruite. “Bittersweet Life”, di Kim Jee-woon, non fa eccezione.

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Capitolo 238

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Marzo come sempre è stato un mese pazzo, un po’ avaro di film, forse a causa di un rilassamento fisiologico dopo la scorpacciata ansiogena di cose da recuperare prima degli Oscar. Solo cinque film in questo capitolo, qualche aggiornamento sulle serie tv e poco altro. Ne approfitto per annunciarvi una novità che avevo avuto modo di dirvi soltanto sulla pagina Facebook: qui in alto, sotto l’immagine principale, ho aggiunto la sezione Cosa vedere al cinema, che aggiorno più o meno ogni giovedì con i miei commenti ai film presenti in sala (solo quelli che ho visto, ovviamente), visto che in molti mi dicevano che avevano difficoltà a trovare consigli sui film da vedere al cinema, viste le tante recensioni in homepage. Come vedete, basta chiedere: Mister Wolf vi risolve il problema (tipo quello della guida a Netflix, di cui vi ho parlato qui). Bene, messe in chiaro le novità, passiamo ai film di questo capitolo…

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Capitolo 237

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E alla fine arrivò marzo, con la notte degli Oscar, le elezioni e i primi giorni caldi dopo una gelida coda invernale. Sugli Oscar abbiamo detto di tutto e di più, quindi non aggiungerò mezza parola, mentre qualcosa da dire ce l’ho a proposito delle ultime visioni di questo periodo, tra Netflix, dvd, film rivisti e cose più o meno nuove. In questo capitolo ho pure aggiunto la voce “serie tv”, ancora poi dite che parlo solo di film…

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“Dear Basketball”, il corto di Kobe Bryant vincitore dell’Oscar

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Una delle grandi sorprese della Notte degli Oscar appena trascorsa è stata senza dubbio vedere con la statuetta in mano Kobe Bryant, leggenda dei Lakers e del basket mondiale. Il cortometraggio “Dear Basketball”, da lui scritto e interpretato, si è infatti portato a casa l’Oscar come miglior cortometraggio d’animazione. Animato da Glen Keane e musicato da John Williams (!), il corto è una bellissima lettera d’amore scritta da Bryant nei confronti di uno degli sport più amati al mondo. Cinque minuti pieni di poesia, passione e amore puro. Buona visione.

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