Recensione “Love Me!” (“Liebe Mich”, 2014)

liebeme

Come ben sapete da queste parti il cinema indipendente, ed il genere mumblecore in particolare, gode di una stima pressoché inossidabile. Sarà colpa di Richard Linklater, di Woody Allen o forse di Truffaut, ma ogni volta che vedo un film di questo genere, girato fuori dagli studios, con magari un ragazzo o una ragazza alla ricerca di un posto nel mondo, beh, io vado fuori di testa. Ne sono attratto come una calamita e, quel che peggio, ogni volta innesca in me la stessa sensazione: prendere la videocamera, qualche giovane attore e andare in strada a girare un film. Il tedesco “Love Me”, debutto cinematografico di Philipp Eichholtz, pur non appartenendo al “Berlin Mumblecore Movement”, porta comunque in sé tantissimi elementi di questo genere nato negli States, fonte di ispirazione per molte correnti simili in Europa.

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