Arriva “The Mandalorian”, tra classici western e guerre stellari

La nuova piattaforma streaming Disney+, che in Italia arriverà soltanto il 31 marzo del 2020, ha appena fatto il suo esordio negli Stati Uniti, con all’occhiello lo spin-off di Star Wars “The Mandalorian”, in cui racconterà in 8 episodi le gesta di un cacciatore di taglie proveniente dal pianeta Mandalore, la cui armatura, tipica del luogo, è stata resa celebre dal bounty killer Boba Fett nella trilogia originale (e in seguito da suo padre Jango Fett nel prequel).

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Recensione “Ralph Spaccatutto” (“Wreck-it Ralph”, 2012)

In una sala giochi c’è un vecchio gioco che sembra non invecchiare mai, quello di Felix Aggiustatutto, in cui il protagonista ripara i danni comminati ad un palazzo signorile dall’antagonista del videogame: Ralph Spaccatutto. Il buon Ralph, stanco di essere ogni giorno della sua vita il cattivo di turno, sogna anche lui una medaglia e la gloria quotidianamente conquistate da Felix. Già, perché i personaggi dei videogiochi vivono di vita propria in quest’ultima geniale opera della Disney: una sorta di “Notte al museo” in chiave videogames, dove Ken e Ryu di Street Fighter escono a bersi una birra nel bar di Tapper, e dove uno zombi, Mr. Bison, il dinosauro di SuperMario e i fantasmi di Pacman si riuniscono in una seduta di sostegno per antagonisti anonimi, dove cerca aiuto anche Ralph.

Da questo incipit uno dei film d’animazione più geniali degli ultimi tempi: se solo la pellicola si fosse mantenuta sullo stesso ritmo e le stesse idee della prima mezzora, ci troveremmo a parlare di un capolavoro. Ciò che rimane invece è comunque un ottimo film, divertente, appassionante, con un miscuglio di videogiochi che non può che riscuotere la simpatia del pubblico, soprattutto per coloro cresciuti negli anni 80, capaci di cogliere tutte le strizzatine d’occhio lanciate dalle continue citazioni di sottofondo (come ad esempio il celebre Sonic, il riccio protagonista di un fortunato videogame della Sega, che compare nel film per qualche secondo).

“Ralph Spaccatutto”, che in Italia uscirà al cinema il 20 dicembre, sarà il film di Natale della Disney, una scelta azzeccata visto che negli Stati Uniti è in testa alle classifiche del box office. L’idea di far viaggiare un personaggio dei videogiochi in mezzo agli schermi di una moderna sala giochi è senz’altro da applaudire, così come i personaggi di contorno (su tutti la soldatessa tutta d’un pezzo, figlia di un moderno gioco di guerra in pieno stile “Call of Duty”). Un film pieno di buone intenzioni, ironia, ottimi protagonisti. Bisogna solo “inserire il gettone” e farsi trascinare dalla gigantesca simpatia di Ralph, che ci lascia con un grande insegnamento: essere sempre se stessi in fin dei conti non è così male.

pubblicato su Livecity

Recensione “Bolt” (2008)

C’era una volta Lassie, il primo grande eroe a quattro zampe al quale seguirono sul piccolo schermo Rin Tin Tin e il commissario Rex, per citare i più celebri. La Disney non fallisce il colpo, puntando su un bellissimo cane dal pelo bianco che ribalta in un certo senso la tradizione canina di cinema e serie tv: laddove una volta si ammiravano cani-eroi senza esitazioni e senza paura, stavolta ci troviamo di fronte ad un cane eroico “per finta”, costretto dunque a misurarsi con una realtà dove l’eroismo non gli è regalato dall’industria televisiva, ma deve essere ricercato nel profondo del suo essere, e dove imparerà a capire che i valori dell’amicizia e l’amore per gli altri sono i superpoteri più belli che si possano desiderare.

Per Bolt, cane bellissimo quanto intelligente, ogni giorno è una vera avventura: inseguimenti, missili, bombe, elicotteri, rapimenti e misteri. Grazie ai suoi superpoteri riesce a proteggere la sua amata padroncina Penny dai tentacoli dell’organizzazione capeggiata dal malefico uomo dall’occhio verde. Per Bolt questa è la quotidianità, ovvero una serie televisiva hollywoodiana di grande successo, di cui lui è il protagonista indiscusso, a sua insaputa: Bolt infatti crede veramente di vivere le avventure che vengono messe in scena davanti al suo muso, pensando al suo superlatrato come al più grande dei suoi poteri. Al termine di una nuova puntata però Bolt viene per sbaglio imballato e spedito a New York, dove le cose non sono più le stesse: lo sguardo incendiario non brucia più niente, il superlatrato è puro e semplice abbaiare, i morsi della fame e ferite che sanguinano sono una novità assoluta per lui. Il suo unico pensiero è tornare a Hollywood da Penny, e dovrà servirsi di due compagni di viaggio del tutto improbabili per riuscirci: la cinica gatta Mittens e il fanatico criceto Rhino. Nel frattempo capirà la sua vera natura, e si approprierà della bellezza delle cose semplici della vita.

La Disney punta alla grande su questo nuovo eroe, impegnandosi anche nella distribuzione del film nelle sale attrezzate per la visione in 3D, dimostrando di credere più di chiunque altro nel futuro e nello sviluppo di questo nuovo formato, che vedrà Bolt in 3D proiettato in 31 sale italiane.
Il cinema d’animazione dimostra di non essere più (se mai lo è stato) un genere solo per i più piccoli, confermandosi di volta in volta al passo coi tempi: in questo caso una sottile critica al cinismo del mondo cinematografico e televisivo, impersonato dall’agente di Penny e dai produttori della serie, senza lasciare da parte una morale che si dovrebbe tenere sempre bene a mente: i veri superpoteri a disposizione di tutti sono l’amore e l’amicizia, e la felicità è nella bellezza delle piccole cose.

pubblicato su Superga CineMagazine