Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 2

Altro giro, altra corsa. Il secondo giorno di Festival paradossalmente è uno dei più tosti: non hai la freschezza e l’adrenalina della giornata d’apertura e non hai ancora preso ritmo e abitudine per affrontare 10 ore di seguito all’Auditorium. Quel che peggio, continui ad accumulare ore di sonno da dover recuperare, prima o poi, nella vita. Il bilancio di questo secondo giorno tuttavia è positivo: due film, la conferenza stampa di Ron Howard e l’incontro ravvicinato con Edward Norton.

Continua a leggere

Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 1

Il primo giorno di Festa del Cinema è sempre un po’ il giorno delle riscoperte. Riscopri una Roma mattutina che non sei abituato a conoscere, riscopri quanto ti faccia piacere circondarti di persone che dalla mattina alla sera parlano solo di cinema (perché qui non si può proprio parlare d’altro), riscopri quanto sia bello salutare persone che vedi una sola volta all’anno (ogni volta a ottobre sembra una rimpatriata di compagni di scuola), riscopri quanti siano scomode le poltroncine dell’Auditorium, quanto sia pesante la mancanza di sonno e soprattutto riscopri quanto si è disposti a rinunciare in nome di una passione splendida quanto invadente.

Continua a leggere

“Motherless Brooklyn” aprirà la Festa del Cinema di Roma 2019

Manca meno di un mese alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma e ogni giorno piovono importanti novità sul programma. La notizia di oggi riguarda il film d’apertura e una nuova masterclass: ad aprire la Festa il 17 ottobre sarà “Motherless Brooklyn”, di e con Edward Norton, che sarà anche protagonista di un incontro speciale il giorno successivo. L’attore e regista si aggiunge alla lista delle star che calcheranno il tappeto rosso dell’Auditorium durante l’evento: oltre a lui infatti sono stati già annunciati Bill Murray, Wes Anderson, Olivier Assayas, Ron Howard, Bret Easton Ellis, Kore-eda Hirokazu e Bertrand Tavernier, mentre altri nomi sono in attesa di essere annunciati.

Continua a leggere

Recensione “Moonrise Kingdom” (2012)

Wes Anderson è una di quelle persone che si han voglia di abbracciare appena finisci di vedere un loro film. Uno di quei registi che fa venir voglia di tornare bambini e allo stesso tempo ci mormora di non preoccuparci troppo dell’età. Il solito meraviglioso circo di tinte unite e buffe trovate, che almeno per una sera ci mette in pace con il mondo: una fuga d’amore, ma anche dall’indifferenza e il rigore degli adulti, talvolta troppo “adulti” per comprendere la semplicità dei sentimenti, la bellezza della libertà, l’avventura della vita.

1965. Su un’isola del New England vive la giovane Susy, incompresa dai genitori, proprio a pochi passi dal campeggio del coetaneo Sam, un piccolo orfano rimasto senza famiglia, abbandonato anche dai suoi nuovi tutori. I due si incontrano, si innamorano e decidono di scappare insieme per seguire un antico sentiero. Sulle loro tracce i genitori di Susy (Bill Murray e Frances McDormand), lo sceriffo del posto (Bruce Willis), il capo del gruppo scout di Sam (Edward Norton) e la temibile referente dei servizi sociali (Tilda Swinton): chi per un motivo, chi per un altro, vanno tutti alla ricerca dei fuggitivi, anche perché sulla zona sta per riversarsi una furiosa tempesta.

Anderson conferma il suo straordinario gusto per la semplicità delle immagini, la cura dei dettagli (come le tute dei Tenenbaum, quelle della banda di Steve Zissou o le valigie in viaggio per il Darjeeling, questa volta sono le divise degli scout l’elemento ricorrente della pellicola), oltre all’estro creativo e alla perfetta direzione dei suoi attori, grandi o piccoli che siano. A concludere il tutto, la solita finezza musicale (il film si apre con una fuga di Purcell, ed è proprio una fuga quella a cui assisteremo nella pellicola), dove è “Le temps de l’amour” di Françoise Hardy a suggellare il primo bacio tra i due meravigliosi ragazzini. Lontani echi truffautiani risuonano nella soffice ingenuità dei suoi protagonisti e di un regista che sa affidare all’ironia e alla buffa tenerezza del vivere il cuore pulsante del proprio cinema.

pubblicato su Livecity