Recensione “L’età d’oro” (2016)

Se c’è una parola che può descrivere bene l’ultima fatica di Emanuela Piovano, quella parola è: malinconia. Il film, incorniciato dalla splendida bellezza di Monopoli e del suo porto, si rivolge ad un passato magico per alcuni, problematico per altri. La regista vuole omaggiare così Annabella Miscuglio, regista indipendente che la Piovano ha conosciuto, assistito…