A proposito di “Blinded By The Light”, Springsteen e Noi

Il rapporto tra Springsteen e i suoi fan è quanto di più viscerale possa esistere nel mondo della musica (guardate ad esempio il bellissimo documentario “Springsteen and I”) e non è una sorpresa se il film “Blinded By The Light” utilizzi le sue canzoni per spingere un ragazzo inglese di famiglia pachistana, costretto a crescere in una città grigia in cui il futuro che è stato confezionato per lui gli sta strettissimo, fuori dai confini dei suoi desideri, sia geografici che sentimentali (e sorprende ancor meno che il film sia tratto da una storia vera). A me è capitata più o meno la stessa cosa e immagino, come a me, anche a centinaia di altri fan del Boss.

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Recensione “Insyriated” (2017)

insyriated

Come si può riuscire a mantenere un minimo di normalità, di controllo, mentre fuori dalle mura domestiche imperversa una guerra terribile? Come si fa a tenere salda la mente, a conservare la dignità, mentre fuori dalla porta ci sono cecchini e sciacalli pronti a distruggere in un momento tutto ciò che si ama e si possiede? La risposta ce la dà Philippe Van Leeuw, regista di “Insyriated”, interamente ambientato all’interno di un appartamento, in cui ogni ombra sembra un pericolo, ogni rumore è un allarme e dove la casa, claustrofobica e alienante, è una sorta di prigione.

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