In arrivo la XII° Edizione della Top 20 di UVDC

Dicembre, si sa, è tempo di bilanci e di classifiche. Ormai è dal lontano 2008 che vi propongo la classifica annuale dei miei 20 film preferiti usciti nelle sale italiane durante l’anno solare. Quest’anno siamo arrivati alla dodicesima edizione, che mi piace rappresentare ogni anno con un manifesto di presentazione, neanche fosse un festival di cinema o una cerimonia di premiazione (gli UVDC Awards!). Seguendo l’alternanza attore/attrice, quest’anno tocca a una donna: ho scelto Katherine Hepburn, che ne pensate?

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Capitolo 274

Giorni di pioggia e di tempesta, acqua alta, alberi abbattuti, strade allagate e l’assolo di November Rain che, seppur bellissimo, ci ha francamente scassato: adesso vorremo un po’ di sole. Unico lato positivo è che ho potuto chiudermi in casa senza troppi sensi di colpa per vedere caterve di film. Come sempre accade prima di un viaggio vi propongo un nuovo capitolo per mettere un punto, o una virgola, sulla situazione. Oggi pomeriggio volo in Giordania per una tre giorni lavorativa e, se da un lato sono felicissimo per l’opportunità, dall’altro mi mangio le mani al pensiero che non potrò visitare Petra, dove si trova il Graal di Indiana Jones e dove è stata girata la scena finale de “L’ultima crociata”. E il pensiero è: chissà che film troverò in aereo o in albergo? Mi terrò questo quesito fino al prossimo capitolo…

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50 Volte Film People

“Film People”, il progetto fotografico dedicato ai film della nostra vita, raggiunge (e supera) quota 50: in poche settimane sono infatti già 51 le persone che hanno scelto di farsi ritrarre insieme al titolo del loro film preferito, raccontando la loro scelta e, in qualche modo, rivelando qualcosa di loro stessi. Le novità a proposito non mancano: a maggio infatti una selezione del progetto sarà esposta in una mostra fotografica presso il Teatro Palladium di Roma, durante il Roma Tre Film Festival, ma di questo ne parleremo meglio dopo le feste.

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“Film People”: svelate le prime 15 immagini del progetto fotografico

Come avevamo già annunciato la settimana scorsa, è partito il progetto fotografico “Film People”, che unisce le persone ritratte al titolo del loro film preferito. Una Vita da Cinefilo è media partner del progetto e vi terrà aggiornati sulle novità principali riguardante la serie del fotografo romano Alessio Trerotoli. Ecco le prime 15 immagini e vi ricordo che se vivete a Roma e volete partecipare, potete iscrivervi qui: Film People.

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Cosa vedere su RaiPlay

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Non tutti sanno che sul sito di mamma Rai c’è un grandissimo archivio di film da vedere online in streaming gratuito: il servizio si chiama RaiPlay e ce n’è davvero per tutti i gusti, soprattutto cinema italiano (da Sophia Loren a Paolo Villaggio), ma anche ottimo cinema internazionale (da Richard Linklater a Ron Howard). Per aiutarvi a districarvi nell’enorme mare di titoli, segnalerò in questo articolo alcuni film piuttosto rilevanti divisi per categoria. Poi però almeno uno guardatevelo, non fatemi scrivere tutto sto popò di guida per niente (la guida è aggiornata al 22 agosto 2018, se quindi la leggerete nel 2025 e troverete cose diverse non prendetevela con me).

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Top 20 – I migliori film del 2017

E anche il 2017 è volato via… Un altro anno pieno di cinema, di immagini, di piccole e grandi emozioni. Siamo stati comodamente seduti sulla poltroncina del cinema, tuttavia, seppur immobili, abbiamo cantato, ballato e pianto nella città delle stelle, abbiamo sentito il freddo gelido del Massachusetts, riscoperto le vie della Forza, comunicato con intelligenze superiori e provato davvero ogni genere di emozione. Come da tradizione, ecco la classifica dei miei migliori film dell’anno, stilata in base alle pellicole uscite nelle sale italiane nel 2017: è sempre bene ripetere che si tratta di una classifica che riflette i gusti personali del sottoscritto e non pretende di ergersi come verità assoluta per ciò che riguarda il cinema di quest’anno solare. Si tratta di una classifica di emozioni, piuttosto che di film, da queste parti siamo fatti così. Premesso ciò, voi che titoli avreste inserito?

1. La La Land (Damien Chazelle)
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2. Manchester By The Sea (Kenneth Lonergan)
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3. Detroit (Kathryn Bigelow)
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4. Silence (Martin Scorsese)
Silence

5. Your Name (Kimi no na wa, Makoto Shinkai)
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6. Orecchie (Alessandro Aronadio)
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7. Personal Shopper (Olivier Assayas)
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8. Star Wars – Gli Ultimi Jedi (Star Wars – The Last Jedi, Rian Johnson)
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9. Arrival (Denis Villeneuve)
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10. La vendetta di un uomo tranquillo (Tarde para la ira, Raul Arevalo)
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11. Il Cliente (Forushande, Asghar Farhadi)
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12. Loveless (Nelyubov, Andrej Zvjangicev)
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13. Ritratto di famiglia con tempesta (Umi Yori Mo Mada Fukaku, Kore’eda Hirokazu)
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14. Song to Song (Terrence Malick)
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15. Victoria (Sebastian Schipper)
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16. Jackie (Pablo Larrain)
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17. It (Andres Muschietti)
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18. Blade Runner 2049 (Denis Villeneuve)
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19. Vi presento Toni Erdmann (Toni Erdmann)
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20. Madre! (Mother!, Darren Aronofsky)
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Menzione Speciale: Coco

Miglior Serie Tv del 2017: Twin Peaks

Recensione “Café Society” (2016)

Era dai tempi di “Midnight in Paris” che non si vedeva un film di Woody Allen così bello e soprattutto così ispirato. Forse è perché il regista newyorchese è tornato a parlare di ciò che conosce meglio: l’amore amaro. In questo suo quarantasettesimo (!) film ritroviamo molti dei segni caratterizzanti che hanno reso la filmografia di Allen unica nel suo genere, tra battute fulminanti, l’amore per New York e per la musica jazz, oltre ad una coppia di personaggi caratterizzati da quella malinconica anedonia che aveva reso indimenticabili pellicole come “Io e Annie” oppure “Manhattan”. Un film di ampia portata, ricco di personaggi, capace di svolte improvvise e decisi cambi di registro, seppur mantenendo un sottofondo pieno di ironia talvolta drammatica (“Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi ci azzecchi”). Woody Allen divide la sua storia tra Los Angeles e New York negli anni 30, giocando con i cliché (la noiosa e artefatta vita di Hollywood, la criminalità che muove i fili nella Grande Mela), con le solite meravigliose frecciate a sfondo religioso e con una storia d’amore fatta di sguardi persi e sogni lontani.

Negli anni 30 il giovane Bobby, insoddisfatto della sua vita a New York, lascia la gioielleria del padre per trasferirsi a Hollywood, dove suo zio Phil è uno dei personaggi più influenti dello showbiz. Qui conosce la segretaria di suo zio, Vonnie, di cui si innamora. Ma il suo piano di sposarla e portarla a vivere a New York fallisce, motivo per cui il ragazzo deciderà di tornare nella sua città da solo per dirigere insieme al fratello gangster un locale che ben presto diventerà il ritrovo più frequentato dall’alta società newyorchese. Ma il passato, presto o tardi, ritorna.

Woody Allen evoca, attraverso l’età d’oro dei caffè e dei club alla moda dell’America post-proibizionismo, una storia d’amore romantica, tenera ma al tempo stesso amara e malinconica, in cui tutta la felicità del mondo ogni tanto si perde in una piccola pozza di memoria che lentamente sfocia nel soffuso ricordo di un passato mai dimenticato. Un film bellissimo.

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Andiamo al cinema: le uscite di Maggio 2013

Il nostro maggio farà a meno del vostro coraggio? Speriamo di no per voi, perché i cinema sono pronti a riempirsi di grandi film. C’è il Festival di Cannes in arrivo, e con esso i botti di una primavera intensa, ricca di cinema di alto livello. Come ogni mese eccoci qua allo scopo di consigliarvi le migliori uscite cinematografiche del mese, perché con i prezzi che hanno raggiunto le sale al giorno d’oggi, sbagliare film è decisamente qualcosa da evitare.

02.05.13
Il cecchino: Visto lo scorso autunno al Festival di Roma, il nuovo film di Michele Placido è un onestissimo poliziesco (il polar tanto amato dai francesi) ambientato a Parigi, con Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz, Luca Argentero e Violante Placido. Non sarà un capolavoro ma se volete passare un paio d’ore di buon cinema non troppo impegnato, è il film giusto da vedere.

Muffa: Film turco che ha riscosso parecchi consensi lo scorso anno a Venezia. È la storia di un ferroviere che non ha più notizie di suo figlio da ormai 18 anni, quando fu arrestato a causa delle sue idee politiche. Ogni mese manda una lettera al Ministero degli Interni e alla Questura per ribadire la sua speranza di ritrovare il figlio perduto. Un giorno, riceve finalmente una risposta… Interessante.

09.05.13
La Casa: Atteso remake del capolavoro cult di Sam Raimi del 1981. È un film pericoloso, perché costretto a fare i conti con la storia del cinema horror, ma ad ogni modo va visto proprio per soddisfare questa curiosità: sarà all’altezza del precedente? Ovviamente no (senza Raimi né Bruce Campbell non c’è partita), ma potrebbe rivelarsi comunque un horror di buon livello. Per gli amanti del genere.

No: Ultima fatica del cileno Pablo Larrain, candidato agli Oscar come miglior film straniero. La vera storia sul referendum che si è svolto in Cile nel 1988, allo scopo di confermare o allontanare il dittatore Augusto Pinochet, strafavorito alla vigilia (anche grazie alle pressioni da lui esercitate sul popolo). Ad un giovane pubblicitario viene affidata la campagna per il NO, con pochi mezzi a disposizione e sotto il controllo del governo il giovane Saavedra concepirà un’idea ambiziosa: la libertà è allegria. Con Gael Garcia Bernal protagonista, potrebbe essere uno dei film del mese.

Post Tenebras Lux: Tanti applausi lo scorso anno a Cannes per questo film messicano, diretto da Carlos Reygadas. Juan e la sua famiglia si trasferiscono dalla città in campagna, ritrovandosi catapultati in un mondo totalmente differente, con altri tempi, altre abitudini. Un’altra vita, spiazzante, contrastante, che porterà Juan a porsi delle domande…

16.05.13
Il grande Gatsby: Dal celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, l’atteso film che aprirà il prossimo Festival di Cannes. Diretto da Baz Luhrmann e interpretato da Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire, la storia di Nick Carraway, un uomo del Midwest, che trasferitosi a Long Island resta affascinato dallo stile di vita del suo vicino di casa, il signor Gatsby. Diventerà testimone di tutto ciò che accadrà…

23.05.13
La grande bellezza: Il nuovo film di Paolo Sorrentino, in competizione al Festival di Cannes. Toni Servillo è un celebre giornalista che si muove tra cultura e mondanità in una Roma calda, inafferrabile, affascinante. Altro film candidato ad essere il migliore del mese, e il nome del regista ormai è una garanzia. Da vedere.

Capitolo 199

Soltanto un capitolo ci separa dal traguardo dei 200. Lo avreste creduto? Io probabilmente no. Ma non è ancora il momento delle (auto)celebrazioni, soprattutto con tutti questi film di cui dobbiamo parlare. È strano pensarci, ma di tutte le direzioni che prendono le nostre vite, di tutti i cambiamenti che si susseguono anno dopo anno, il cinema resta una grande costante, e non è poco. Ci dovremmo pensare più spesso, ogni volta che ci lamentiamo: nessuno è davvero povero quando può avere il cinema.

Noi non siamo come James Bond (2012): Grazioso documentario italiano che racconta la storia di un’amicizia con ironia e originalità. Spunti di riflessione e quella giusta dose di nostalgia che lentamente si diffonde in tutte le scene. Fa bene vedere questi film, perché sono realizzati con passione, con amore, e poi un film con due amici che vogliono incontrare Sean Connery per domandare a James Bond il segreto dell’immortalità è un film che andrebbe visto sulla fiducia. Bello.

Oblivion (2013): Film di fantascienza che tutto sommato non è altro che un blob di tanti altri film del genere, ma che in fin dei conti risulta piacevole da vedere. Mentre lo guardavo mi sono venuti in mente “Moon”, “Guerre Stellari”, “Armageddon”, “Fahrenheit 451”, “Il pianeta delle Scimmie” e forse anche un pizzico di “Solaris”, giusto per citarne qualcuno. Ma Tom Cruise ci mette sempre la presenza, e alla fine mi sono anche divertito. Certo, mai una volta che capiti a me di vedere Olga Kurylenko che mi cade dal cielo…

Ed Wood (1994): Trovato in tv in una notte buia e tempestosa, un altro dei gioielli firmati da Tim Burton. Vedere l’entusiasmo e la passione con la quale Ed Wood si dedicava a fare (male) ciò che amava, è un bellissimo insegnamento per tutti. Della serie “fa’ ciò che ami, e vaffanculo tutto il resto”. Due annotazioni: il doppiatore di Martin Landau (cioè Michele Kalamera, lo stesso di Clint Eastwood in “Gran Torino”, per esempio) è un genio, come apre bocca io rido. L’altra riguarda la scena del bar, dove Orson Welles e Ed Wood, ovvero il migliore e il peggiore, sono afflitti dallo stesso problema: i produttori che vogliono mettere bocca su ogni decisione riguardante i film da girare. È magia.

Scatti rubati (2010): Mi ha sorpreso molto trovare questo film in tv, doppiato in italiano e con un titolo italiano. “L’homme qui voulait vivre sa vie” è passato un po’ in sordina dal Festival di Roma del 2010, dove lo avevo piuttosto apprezzato, ed ero certo non fosse mai stato distribuito in Italia. E poi invece me lo trovo così, di notte, su RaiMovie. Buon film con Romain Duris, meritava forse un pochino di fortuna in più.

Nella casa (2012): L’ultimo film di François Ozon, molto atteso a dire la verità, forse troppo. I primi trenta o quaranta minuti sono da manuale: ero letteralmente appiccicato alla poltroncina del cinema, rapito, volevo assolutamente sapere cosa sarebbe successo dopo. Il problema è che dopo, verso la fine, il film si perde un po’, e lentamente sembra soffrire di mancanza di idee, quasi come il giovane protagonista. Buon film, ma poteva essere decisamente migliore, peccato.

Spring breakers (2012): Appena visto il trailer avevo già capito che questo film non mi sarebbe piaciuto. Ero prevenuto, lo ammetto, e non me ne vergogno. Ma al Kino del Pigneto, in compagnia di buoni amici, non dico mai di no, ed è così che sono finito a guardare questo film irritante, figlio di una generazione pop, di quella faccia degli Stati Uniti che mai riuscirò a digerire. In mezzo a cotanto fastidio, riconosco la potenza di un paio di sequenze: la lettera (angosciante, a pensarci!) che la protagonista scrive alla nonna (era alla nonna? Non ricordo) e una canzone di Britney Spears (sic!) interpretata al ralenti dalle protagoniste e dall’ottimo James Franco, di fronte ad un tramonto che sembrava renderli eterni.

Il profeta (2009): Capolavoro, non mi vengono in mente altre parole. Jacques Audiard racconta con maestria un prison-movie che racchiude in sé la perfezione. Ascesa al potere di un piccolo arabo, silenzioso ma vispo. Non abbiamo bisogno di un profeta per dire che questo film sarà ricordato nei decenni come una delle migliori pellicole francesi degli anni 2000.

A hero never dies (1998): Johnnie To l’ho conosciuto grazie a “Vendicami”, un film del 2009 che ho amato. Lo scorso novembre l’ho ritrovato al Festival di Roma con il buon “Drug war”. Quando ho trovato questo film del 1998 in tv, ho capito subito che avrei dovuto vederlo, perché lo avrei amato. Così è stato. To ha un meraviglioso gusto per l’estetica, per le immagini: le sue scene d’azione sono dei balli di sangue e di piacere per gli occhi. In questo caso è imperdibile l’incontro al bar tra i due protagonisti, prima del gran finale. Bellissimo, un gioiello del cinema di Hong Kong. Da recuperare.

The exorcism of Emily Rose (2005): Lo avevo visto al cinema e mi era moderatamente piaciuto. Lo hanno rifatto in tv, e non essendoci di meglio, me lo sono rivisto. Buon film, mi sono sempre piaciuti i cosiddetti legal movie (i film che raccontano un processo), e la componente horror (i flashback sulla vicenda di Emily Rose) non è affatto male. Devo dire che pensavo facesse abbastanza paura, poi però all’intervallo hanno fatto il Tg4 con i faccioni di Alfano e Berlusconi…