Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

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Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

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Recensione “Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (“Star Wars Ep.VIII – The Last Jedi”, 2017)

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– NO SPOILER –
Di ritorno dalla proiezione stampa sono tante le sensazioni che si avvolgono, si attorcigliano, si arrampicano su di me. Su tutte le voglia di uscire sul balcone, nonostante la pioggia, e osservare le stelle, pensando a tutte le mirabolanti storie che si svolgono su quella galassia lontana lontana. Questa è la recensione a caldo e senza spoiler, nemmeno sulla trama, per permettere a chi non ha ancora visto il film di godere appieno della visione (successivamente affronteremo anche l’analisi a freddo, dove parleremo di tutto e di più, ma non è questo il momento).

I film di “Star Wars” riescono laddove gran parte del resto del cinema non può permettersi di arrivare: emozionarsi durante i primi due secondi di film è prerogativa di questa saga e del magico tema di John Williams, una sorta di macchina del tempo che riesce all’istante a farci sentire di nuovo bambini, cancellando dalla mente qualsiasi altra cosa non sia legata al film. Il giudizio? Eccolo che arriva: a me è piaciuto. Certo, a me basta vedere una spada laser e il Millennium Falcon per gridare al capolavoro, ma al di là di questo si tratta di un bel film. Senza dubbio deve fare i conti con il fatto di essere un sequel, dunque non può avere la freschezza e la trascinante potenza della novità, uno dei punti principali dell’episodio precedente, a suo modo però funziona, eccome se funziona.

“Il Primo Ordine colpisce ancora”, impensabile il contrario: neanche a dirlo, se “Il risveglio della Forza” aveva molti punti in comune con “Una nuova speranza”, “Gli ultimi Jedi” in alcuni momenti fa inevitabilmente pensare a “L’impero colpisce ancora”, anche se comunque è un film che vive di vita propria: Rey diventa sempre più consapevole della sua importanza, così come Kylo Ren, costretto a convivere con la sua coscienza e con tutti i segreti legati al suo passato. Rey e Ren sono lo jin e jang di questa nuova trilogia, entrambi giovani, entrambi potenti, una votata al bene, l’altro devoto al male: il confronto tra questi due personaggi è probabilmente una delle chiavi di lettura più interessanti di questo nuovo episodio di “Star Wars”. E se nel film precedente la Forza era stata poco più di un sussurro, un qualcosa di mitico e lontano, stavolta la religione Jedi non solo è sveglia, ma potente come non mai (ne sono un esempio la spiazzante scena iniziale che vede protagonista Leila e soprattutto il sorprendente finale). Tra le novità ci sono un paio di pianeti decisamente interessanti e alcuni personaggi nuovi, tra cui spiccano inevitabilmente le star Laura Dern e Benicio Del Toro (tra i due personaggi la prima ha senza dubbio la mia preferenza), ma la cosa più bella è sempre l’incontro con le vecchie conoscenze, ovviamente Luke, ma anche un’altra che non ci saremmo mai aspettati.

In conclusione, “Il Risveglio della Forza” è servito ad introdurci i nuovi personaggi, “Gli ultimi Jedi” vede quelli stessi protagonisti alle prese con le proprie responsabilità, con i propri conflitti (interiori ed esteriori) e con la loro crescita, sia come personaggi che come individui. Fino ad un finale da pelle d’oca, che ci lascia sui titoli di coda con tanta voglia di restare ancora bambini e, soprattutto, con grande speranza. L’attesa per il 2019 è già cominciata.

Vai all’approfondimento: Gli ultimi jedi siamo noi.

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Recensione “Star Wars Episodio VII – Il Risveglio della Forza” (“Star Wars Ep.VII – The Force Awakens”, 2015)

– NO SPOILER –
Nero. La scritta STAR WARS compare sullo schermo, musica di John Williams a tutto volume, e siamo di nuovo bambini. La Forza si è risvegliata. Non so descrivere il mio stato d’animo nelle ore precedenti alla proiezione. Non credo di essermi mai sentito così prima dell’inizio di un film, neanche quando è uscita al cinema la seconda trilogia (probabilmente anche perché ai tempi non c’erano social network ad alimentare il fomento, o l’hype, come si dice adesso): stavolta l’attesa è stata però decisamente premiata con un film che riporta gli appassionati di Guerre Stellari nelle atmosfere di quella trilogia che hanno amato, con cui sono cresciuti, che porta ancora alcuni di loro (non facciamo nomi…), a trent’anni suonati, a fingere di usare la Forza quando si aprono davanti a lui le porte della metropolitana… J.J. Abrams è nerd almeno quanto noi, sapeva di non poter fallire, motivo per cui dà ai fan di Star Wars esattamente ciò che volevano: li nutre con strizzatine d’occhio, battute, riferimenti ai vecchi film (“È un pezzo di ferraglia!”, oppure “Davvero questo è il Millennium Falcon? La nave che ha fatto la rotta di Kessel in 14 parsec?” “12 parsec!”, e così via). Al tempo stesso però, Abrams introduce nuovi personaggi, che somigliano moltissimo a quelli che abbiamo amato per tutta la vita: Rey (la quasi esordiente Daisy Ridley) è perfetta, di origine umile come Luke Skywalker, povera, ma caparbia e con un profondo senso di giustizia. Poe Cameron (Oscar Isaac) è un pilota eccezionale almeno quanto Han Solo, e possiede il sarcasmo e il carisma del personaggio interpretato da Harrison Ford. Il droide BB-8 poi è “monello” tanto quanto lo era R2D2 e così via… L’antagonista è anch’esso costruito su delle basi solide, la presenza di Kylo Ren non è assolutamente forzata e anzi appare pienamente giustificata. Tra tutti questi si inserisce il personaggio di Finn, una figura totalmente assente nei film precedenti, che in un certo senso facciamo inizialmente fatica ad accettare (proprio perché non sappiamo bene a “chi” ricondurlo), ma che con il passare dei minuti e delle battute si impara a conoscere e rispettare.

Insomma, senza entrare troppo nei particolari, questo attesissimo Episodio 7 è una sorta di “Una nuova speranza” per le nuove generazioni: tantissimi sono infatti i riferimenti narrativi che legano la storia a quella del film del 1977. La sensazione è che Abrams abbia voluto accattivarsi la simpatia dei fan inserendo molteplici riferimenti alla vecchia trilogia, ma al tempo stesso preparandoci ai prossimi due film, dove immaginiamo che i nuovi personaggi prenderanno ancora più peso all’interno della storia (soprattutto Rey, destinata ad entrare nel cuore di tutti i fan). Tanti i momenti che hanno fatto correre i brividi lungo le nostre braccia, dal riassunto iniziale (che è assolutamente perfetto, non poteva essere migliore) al ritorno di Han Solo e Chewbecca sul Millennium Falcon (che avevamo già visto nel secondo teaser), fino alla splendida scena finale, che ci lascia sui titoli di coda con la domanda: “Quando esce Episodio VIII??”.

Tante risposte, una storia che ci farà innamorare ancora di più di questa avventura cinematografica, e una nuova attesa che si protarrà fino al 2019. Poco male, c’è una nuova trilogia in ballo, e non vediamo l’ora di vederla, rivederla e parlarne ancora, per tutta la vita. La Forza s’è risvegliata, la nostra passione divampa.

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Trailer di “Star Wars 7 – Il Risveglio della Forza”: ecco cosa abbiamo scoperto

Ci siamo quasi, dal secondo teaser di aprile sono passati sei mesi, e adesso ne mancano soltanto due all’uscita in sala di “Star Wars Episodio VII – Il risveglio della Forza”. Dopo aver già analizzato, scena per scena, i due teaser precedenti (potete leggere gli articoli qui e qui), proviamo ora a guardare attentamente quello che ci mostra il trailer ufficiale, ultimo regalo prima dell’uscita del film. Si comincia con Rey, travestita più o meno come un Sabbipode, che si introduce nella carcassa di un’astronave abbandonata, probabilmente lo Star Destroyer che abbiamo visto insabbiato nel secondo teaser. Una voce femminile (il pirata Maz Kanata interpretato da Lupita Nyong’o?) le domanda, un po’ sfacciata: “Chi sei?”. Rey risponde “Nessuno”, confermando l’umiltà cementata in ogni eroe di Star Wars (pensate ad esempio al contadino Luke Skywalker). Rey e il nuovo droide BB-8 sono insieme nel deserto di Jakku, il nuovo pianeta sul quale si svolgerà una parte di questo nuovo film. Dunque BB-8 è il droide di Rey sin dall’inizio della storia? Vedremo.

Rey, mentre è impegnata in qualche lavoro manuale, vede una nave solcare il cielo: la scena fa pensare al desiderio di Luke di andare via da Tatooine per volare nello spazio, e il sorriso leggermente accennato di Rey fa pensare che anche lei desidera uscire da un mondo che le va stretto. Stacco. Immagine già vista nei teaser precedenti, con il pianeta ghiacciato e gli stormtrooper schierati di fronte ad una grande bandiera rossa. Chi è l’uomo in piedi davanti a loro? Subito dopo la scena stacca su Finn, che anche in questo trailer (come nel primo teaser, ma in un altro luogo) si toglie l’elmetto da soldato: “Mi hanno addestrato a un’unica cosa, ma non ho niente per cui combattere”, afferma, a confermare il proprio conflitto interiore tra senso del dovere e senso di giustizia? Quindi vediamo un caccia stellare cadere verso Jakku e subito dopo Finn, impolverato e stanco, osservare il panorama desertico. Quindi il caccia potrebbe essere lo stesso che attacca i soldati imperiali nel secondo teaser, Finn dovrebbe essere a bordo di esso, ma ipotizziamo che venga colpito e finisca quindi su Jakku (dove si toglie l’elmetto da soldato come nella prima scena del primo teaser). Qui incontrerà Rey nel secondo teaser (dove la ragazza gli porge la mano per tirarlo su e portarlo dalla parte dei “buoni”). Sono solo ipotesi, ma c’è un senso.

Nuovo stacco, una nuova formidabile nave guidata da Kylo Ren (quasi certamente la nuova Morte Nera che vediamo in alto a destra nel poster ufficiale del film) e una voce cupa e profonda, stile Darth Vader: “Niente ci fermerà, io finirò ciò che hai iniziato”. E lo stacco è proprio sul casco distrutto del fu Darth Vader. Significa che Kylo Ren finirà la Morte Nera? Oppure finirà ciò che ha iniziato il suo predecessore nel senso che ha intenzione di uccidere tutti gli Jedi? Staremo a vedere, forse entrambe le cose. Ora lo stacco è su un urlante Poe, il pilota di caccia che abbiamo visto nei trailer precedenti, torturato proprio da Kylo Ren: l’immagine sfuma su un’enorme distruzione: forse Kylo Ren sta provando la forza distruttiva della sua nuova Morte Nera sul pianeta di Poe? Sarebbe un riferimento all’esplosione di Alderaan davanti agli occhi di Leila in “Una nuova speranza”. Immancabile, arriva il momento del Millennium Falcon, come al solito inseguito da alcuni caccia imperiali.

Lo stacco successivo è su Rey e Finn, la ragazza afferma: “Girano storie su ciò che è successo”. Dunque, come sappiamo, è passato molto tempo dai tempi della trilogia originale, e alcune di quelle storie sono finite nel mito, nella leggenda, storie alle quali non tutti sanno se credere o no. La conferma arriva da uno dei protagonisti di quelle storie, Han Solo: “È vero, tutto vero: il Lato Oscuro, i Jedi… sono reali”. Nel mentre, si susseguono molte immagini in rapida successione: il Millennium Falcon fa un salto nell’iperspazio, un manipolo di infami guidato da Kylo Ren e la sua spada laser a croce. Quindi alcune scene di battaglia, con gli Stormtrooper che mettono a ferro e fuoco una sorta di foresta nei pressi di un lago, sulla cui riva si intravedono le rovine di un castello o qualcosa del genere. Stacco su Poe e Finn un attimo prima della battaglia: il primo sembra decisamente carico, mentre il secondo appare spaesato (normale per uno che è cresciuto come soldato del First Order, l’organizzazione militare che si è formata dopo la caduta dell’impero). Quindi Rey e Finn su Jakku corrono verso qualcosa che esplode improvvisamente, forse una nave sulla quale dovevano fuggire. Nello stacco successivo ci sono sempre Rey, Finn e BB-8 in compagnia di Han Solo: stanno entrando con cautela in un luogo decorato da moltissime bandiere (forse bottini di guerra del pirata Maz Kanata? Forse è lo stesso castello sul lago del quale abbiamo visto le rovine poco prima?). C’è uno strano robot rosso all’entrata, il posto non sembra promettere niente di buono. Poi c’è un frame familiare: la mano di Luke Skywalker che si posa su R2D2 (anche se Luke è assente dal poster del film). Quindi ancora scene di guerra, con una scorribanda dell’esercito del metallizzato Capitan Phasma. Poi, attenzione attenzione, c’è qualcosa che potrebbe essere assolutamente uno scoop: vediamo Rey in lacrime per la morte di qualcuno che è sdraiato davanti a lei. Questo qualcuno sembra indossare la cartuccera di Chewbecca: dunque, se così fosse, assisteremo alla morte di Chewbie? Cazzo. Andiamo avanti: ci sono Finn, Chewbecca (proprio lui!) e Han che abbassano le mani che avevano intrecciato dietro la testa. Qualcuno deve essere venuto a salvarli, e loro sembrano i primi ad essere sorpresi. Nel mentre sentiamo la voce di Leila che ci spiega che la Forza sta chiamando… Altro stacco: Poe sta guidando una navetta nel bel mezzo della battaglia, BB-8 è al suo fianco, il pianeta sembra essere quello ghiacciato dove era riunito l’esercito del First Order. Quindi molte altre scene in rapida successione: Rey infuriata spara come se non ci fosse un domani, un caccia colpisce un soldato, Kylo Ren usa la Forza (stessa immagine del secondo teaser), un’esplosione su quella che sembra essere una nave dei ribelli (o almeno così suggerisce la tecnologia anni 70 della sala comandi). Quindi Leila si abbandona affranta tra le braccia di Han (che sarà successo? Le cose si sono messe davvero così male?).

Arriviamo dunque ad una scena che lascia un po’ perplessi: Finn con una spada laser in mano, totalmente incerto contro Ren di spalle, che non indossa più il suo casco. Le domande sono molte: non essendo un Jedi, cosa ci fa Finn con una spada laser? Ren ha perso il suo casco oppure non lo utilizza più visto che la sua identità è stata rivelata? Come farà Finn a salvarsi da uno scontro con un avversario che con la spada sembra molto più a suo agio di lui? Lo scopriremo presto. Il trailer si chiude con la voce di Rey (così sembra) che dice “Lasciala entrare”, in risposta a quel “La Forza ti sta chiamando” affermato da Leila poco prima.

Il 16 dicembre tutto ciò avrà un senso, il 17 probibilmente lo andremo a rivedere per capirlo ancora meglio, e poi anche questo episodio di Guerre Stellari farà parte della Storia. Manca poco, andiamo a rinchiuderci tutti nel congelatore, sperando che fino al 16 non ci succeda niente. La Forza si sta per risvegliare…

Ecco perchè il secondo teaser di “Star Wars episodio VII – Il risveglio della Forza” ci è piaciuto ancora di più…

A dicembre, nell’articolo “Ecco perché il teaser di ‘Star Wars episodio VII – Il risveglio della Forza’ ci è piaciuto così tanto”, abbiamo analizzato scena per scena quelle briciole che ci sono state concesse per scoprire cosa ci aspetterà il 16 dicembre, all’uscita del film. Ieri è uscito un nuovo teaser, a distanza di quasi cinque mesi dal precedente: stavolta c’è molto di più, e l’attesa è, se mai fosse possibile, ancora più insopportabile. Allora, andiamo a vedere cosa ci ha rivelato questo secondo trailer, dall’astronave distrutta nella sabbia fino al ritorno “a casa” di Han Solo e Chewbecca.

Il trailer si apre su Jakku (J.J. Abrams ha rivelato il nome del pianeta desertico del primo teaser, che dunque non è Tatooine come pensavamo). Immaginiamo che a bordo del landspeeder che attraversa lo scenario ci sia Rey (il personaggio interpretato Daisy Ridley): in primo piano c’è un X-Wing distrutto mentre dietro di lei, affondato nella sabbia, c’è uno Star Destroyer, una delle navi da guerra appartenenti all’Impero. Insomma, deve esserci stata una battaglia niente male da queste parti…

Stacco. C’è l’elmo di Darth Vader distrutto, praticamente una reliquia, e la voce fuori campo di Luke Skywalker (proprio lui!) che sta dicendo a qualcuno (suo nipote?): “la Forza scorre nella mia famiglia, in mio padre, in me, in mia sorella, e quei poteri li hai anche tu”. Lo stacco successivo è la mano meccanica di Luke insieme a R2D2, davanti a un fuoco, su quello che presumibilmente dovrebbe essere ancora il pianeta Jakku. Lo stacco che segue è ancora più interessante: c’è una spada laser (spenta), un passaggio di consegne. Quasi certamente si tratta di Rey (mano a destra) che consegna la spada a Leila (come si può intuire dalla voce off di Luke, che dice che la Forza scorre anche in sua sorella). Dopo aver affermato che “quei poteri li hai anche tu”, il teaser stacca su un gruppo di X-Wing in un misterioso pianeta con un lago e una foresta, quindi vediamo Oscar Isaac (Poe Dameron il nome del personaggio) lanciare un grido di entusiasmo a bordo di una di queste navi. Indossa un elmo con lo stemma dell’alleanza ribelle, o forse si tratta del simbolo della Nuova Repubblica? Subito c’è un rapidissimo frame con Kylo Ren, l’antagonista, nel mezzo di una battaglia, armato della sua ormai celebre spada laser a croce. Ancora uno stacco rapido dove vediamo Rey e Finn (John Boyega) correre a gambe levate insieme al nuovo droide (che ricorda vagamente un pallone da calcio dell’Adidas!), mentre alle loro spalle c’è qualcosa in fiamme. Stacco e torniamo su Kylo Ren che usa la Forza, mentre dietro di lui ci sono dei soldati imperiali e altri individui non identificati (prigionieri?) che osservano la scena. Ancora un’immagine, stavolta un pianeta ghiacciato (Hoth?), un enorme stemma con un individuo scuro sotto di esso, e soldati imperiali pronti all’azione: l’Impero è tornato, e non sembra avere buone intenzioni. Primo piano (bellissimo) di Rey, affaticata ma determinata. Subito dopo, un po’ di sana confusione: due caccia imperiali in volo, quindi un hangar colpito da un’esplosione, Finn si toglie il suo elmo da Stormtrooper (ma se tutti i soldati sono cloni, che ci fa lui dentro quella divisa? Si sta camuffando o appartiene effettivamente all’Impero?). Quindi altri rapidi stacchi: un nuovo Star Destroyer con alcune piccole navette che si dirigono verso di esso, il nuovissimo Chrometrooper, con tanto di mantello: sembrerebbe essere un pezzo grosso dell’Impero. Sulla sinistra c’è un muro di roccia, potrebbe quindi trattarsi di una base su qualche pianeta (forse proprio Jakku). Subito dopo vediamo BB-8 (il droide di cui sopra) sbucare dall’angolo in un luogo che sembra essere il Millennium Falcon, ma con qualche riserva. Altro stacco: Ray e Finn fanno squadra, Finn esita ma poi accetta la mano di Ray, potrebbe dunque significare che all’inizio del film appartiene effettivamente all’Impero, e in seguito passa dalla parte dei “buoni”.

Andiamo avanti: il Falcon è inseguito dai caccia, cerca una fuga nella carcassa di una astronave distrutta, c’è quindi un pilota imperiale che sembra avere anche lui un’armatura metallizzata. E poi, eccola, la sorpresa che ci ha fatto sobbalzare tutti, l’immagine che ha già fatto il giro di tutti i social network: Han Solo e Chewbecca che ritornano nel Millennium Falcon (che dunque devono aver perso in qualche momento della storia, tra “Il ritorno dello Jedi” e questo film). Han indossa la solita camicia bianca e un giubotto quasi in stile “Indiana Jones”. “Siamo a casa” dice Han. E noi con loro.

Non so voi, ma io al 16 dicembre ho paura di non arrivarci…

Recensione “Guerre Stellari” (“Star Wars”, 1977)

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Il 1977 è una data importante per il cinema: nelle sale arriva “Guerre Stellari” e comincia l’era del postmoderno cinematografico. Non è facile parlare di un film che tutti hanno visto e sul quale si è detto già tutto, ma l’universo creato dalla mente di George Lucas è talmente vasto di sfumature, sfaccettature, personaggi e situazioni, da stimolare ulteriori riflessioni e analisi. Rivedere “Guerre Stellari”, ribattezzato “Episodio IV – A New Hope” in seguito alla nuova versione della saga, è come sfogliare un album di ricordi; la lotta tra il bene e il male, tra i buoni e i cattivi, una sorta di western fantascientifico dove Lucas ha cercato di proporre gli archetipi della letteratura classica generando uno dei più grandi successi della storia del cinema: Luke Skywalker è il cavaliere senza macchia, Obi-Wan Kenobi il saggio mentore, Han Solo l’eroe cinico ma buono, Leila è la principessa da salvare, Darth Vader l’antagonista (uno dei “cattivi” più riusciti di sempre).

Un particolare cattura immediatamente l’attenzione: fino all’arrivo di “Guerre Stellari” la fantascienza aveva abituato il pubblico ad una tecnologia impeccabile, dove l’uomo era asservito alla sua potenza e infallibilità (ad esempio l’astronave Enterprise della serie “Star Trek”) e dove una falla nel sistema rappresentava una pericolosa eccezione (come in “2001 Odissea nello Spazio”). Al contrario, il film di Lucas esalta una sorta di “poetica dell’usato”, una tecnologia tutt’altro che perfetta, un concetto rappresentato esemplarmente dal mezzo di trasporto di Han Solo, il Millennium Falcon. A prima vista Luke lo definisce “un pezzo di ferraglia”, e, sebbene il Millennium sia capace di viaggiare alla velocità della luce, ha un bisogno costante di riparazioni, di piccole sistemate (ogni volta che la navetta non è in volo c’è qualcuno intorno a lavorarci), metafora ideale di una tecnologia che non ha più un ruolo principale nell’universo dei suoi personaggi, come nella tradizione sci-fi, ma dove è l’uomo con i suoi sentimenti ad avere il ruolo preponderante. Lucas ci mostra che anche in “una galassia lontana lontana” e sicuramente più avanzata rispetto a noi, i mezzi di trasporto e la tecnologia hanno bisogno della manutenzione dell’uomo, così come le nostre automobili, i nostri motorini, che senza il cambio dell’olio o la pulizia della candela non fanno molta strada.

Addirittura l’antagonista (che col senno di poi si è rivelato il vero protagonista dell’intera saga) Darth Vader sottolinea questo concetto, asserendo come ogni tecnologia non vale l’uomo e ciò in cui egli crede (in questo caso la Forza, un’antica religione). Infatti, in seguito alle parole di un ufficiale intento ad esaltare la potenza e la perfezione della Morte Nera, una stazione spaziale in grado di ridurre in polvere un pianeta, Lord Vader replica seccamente: “Non essere troppo fiero di questo terrore tecnologico che hai costruito: l’abilità di distruggere un pianeta è insignificante in confronto alla potenza della Forza”. Sarà proprio la fede nella Forza a dare a Luke (che spegne il computer di bordo per affidarsi al suo istinto, altro esempio di fiducia nell’uomo piuttosto che nella tecnologia) la capacità di colpire la Morte Nera nel suo unico punto debole: una falla grande due metri che salverà i ribelli dalla distruzione, e permetterà al film di diventare la splendida trilogia amata dal grande pubblico.

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