Recensione “Sotto il cielo delle Hawaii” (“Aloha”, 2015)

Cameron Crowe se non ci fosse lo dovrebbero inventare. Un regista atipico, un critico musicale mancato, un autore di grande sensibilità e dolcezza, capace di saltare dal mondo dei procuratori sportivi (“Jerry Maguire”) ad una rockband in cerca di successo (“Quasi Famosi”), per poi avventurarsi nel remake di una meraviglia di difficile definizione (“Vanilla Sky”)…