Cosa vedremo nel 2019: da Tarantino a Scorsese

Buon anno a tutti e a tutte. Il 2018 è stato archiviato per ben benino, con una Top 20 mai come quest’anno piena di esclusioni dolorose ed eccellenti, segno che si è trattato di un’annata molto intensa. Come sarà questo 2019 cinematografico? Cosa vedremo? Beh, ovviamente è l’anno che ci porterà in sala a vedere il nuovo episodio di “Star Wars” (anche se dovremo aspettare praticamente 11 mesi…), ma soprattutto tantissimi film che ancora non conosciamo e ai quali tra un anno ripenseremo con il cuore gonfio di emozioni. Andiamo a dare uno sguardo ai titoli più interessanti in uscita nel 2019: qual è il vostro film più atteso?

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Cosa resta da vedere nel 2018: dal remake di “Suspiria” a “Il Primo Uomo” di Chazelle

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Gentili amici cinefili e amiche cinefile, sto per andare in vacanza per un’altra settimana e di certo non potevo lasciarvi senza un ultimo aggiornamento del blog. Manca poco ormai all’inizio di una nuova ed entusiasmante stagione cinematografica, che come al solito prenderà ufficialmente il via con il Festival di Venezia. Da qui a fine dicembre saranno davvero tante le pellicole da vedere, motivo per cui vi lascio andare in ferie con un bel listone di cose che troverete in sala nei prossimi mesi. La vita del cinefilo, in fondo, è una vita fatta di attese e illusioni, aspettando il prossimo film. Ah, è sempre bene ricordare che se cercate robaccia tipo “Venom” o porcherie simili, state sulla pagina sbagliata.

A presto allora, tornerò prima che riusciate a dire “crostata di mirtilli”.
Beh, non così presto…

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Cosa vedremo nel 2018: da “Lady Bird” a Steven Spielberg

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Il 2017 è ormai agli sgoccioli e manca davvero poco prima di poter archiviare l’annata: la mia tradizionale Top20 annuale è praticamente pronta (devo recuperare un paio di cosette prima di poterla pubblicare ufficialmente), devo sopravvivere al Natale e soprattutto ai 90 minuti di Juventus-Roma. Poi potrò definitivamente proiettarmi verso il nuovo anno, ai nuovi film che vedremo, alle nuove emozioni che proveremo. Andiamo allora a dare un’occhiata ai titoli più attesi del 2018. Ovviamente sono i più attesi da me, non c’è neanche bisogno di dirlo, quindi se cercate porcate con i supereroi e missioni impossibili avete proprio sbagliato sito.

Tutti i soldi del mondo: Si è parlato tanto di questo film, soprattutto per la clamorosa sostituzione di Kevin Spacey, rimpiazzato da Christopher Plummer. Si tratta pur sempre di Ridley Scott, motivo per cui sarà probabilmente questo il primo film da vedere del 2018.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Tra i film più belli del 2018 e probabilmente la cosa più bella che vedrete a gennaio. L’ho già visto e lo rivedrò volentieri, è bellissimo. Dal regista di “In Bruges”.

Ella & John: Il primo film americano di Paolo Virzì fa pensare molto ad una pellicola di Alexander Payne. Protagonisti attempati, una grande voglia di vivere e poi la strada, il viaggio, l’avventura. Dal trailer sembra il classico film per me. Mi aspetto grandi cose.

The Shape of Water: Il nuovo film di Guillermo Del Toro ha vinto Venezia, un biglietto da visita niente male e senza dubbio un ottimo motivo per andare al cinema.

L’ora più buia: Winston Chuchill è un personaggio che merita un approfondimento cinematografico e a quanto pare Gary Oldman, nei suoi panni, è davvero straordinario. Motivo in più per guardarlo.

Chiamami col tuo nome: Il nuovo film di Luca Guadagnino negli Stati Uniti sta facendo sfracelli, sembra essere uno dei film più belli dell’anno. Mi incuriosisce, anche se nei confronti del regista non ho mai grandi aspettative.

Downsizing: Un regista per il quale invece ho sempre enormi aspettative, che non vengono mai disattese, è Alexander Payne, presenza fissa nella mia personale Top 5 di registi ancora in attività. Ovviamente lo andrò a vedere anche stavolta.

The Post: Steven Spielberg, Tom Hanks, Meryl Streep. Scusate se è poco.

Isle of Dogs: Ma quanto c’è mancato Wes Anderson? Nel 2018 tornerà con un nuovo film in stop motion, che dal trailer si preannuncia S T U P E N D O. Attesa spasmodica.

Logan Lucky: Il film di Soderbergh, già visto alla Festa del Cinema di Roma, è un bello spasso e merita senza dubbio un salto al cinema. Cast incredibile e un ottimo livello di intrattenimento.

Don’t Worry: Non so se arriverà in Italia nel 2018, ma è un film di Gus Van Sant e da queste parti un film di Gus Van Sant significa “andare al cinema immediatamente”.

Han Solo – A Star Wars Story: Vabbè ma di che stiamo parlando? Per un drogato di Star Wars uno spin off su Han Solo diretto da Ron Howard è un appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario (a proposito, esce il 23 maggio).

Io sono tempesta: Daniele Luchetti è un regista che amo molto, tra l’altro sono stato suo studente ed ho avuto modo di constatare quanto sia splendido come persona. I suoi film non mi hanno mai deluso, motivo per cui questa sua ultima fatica meriterà senz’altro una capatina al cinema.

La profezia dell’armadillo: Se tutto va bene dovrebbe uscire nel 2018 il film tratto dal primo libro di Zerocalcare. La trasposizione un po’ mi preoccupa, ma la curiosità è tanta.

I Tonya: Uno dei film più belli del 2018 (sicuramente sarà sulla mia Top 20 del prossimo anno). Margot Robbie è bravissima e il film è girato divinamente. Da non perdere perché è davvero molto bello. Segnatevelo.

Loro: Figuratevi se mi perdo il nuovo film di Paolo Sorrentino. Altra grande attesa, è un regista che mi piace moltissimo.

Ore 15.17 – Attacco al treno: Clint Eastwood da qualche anno a questa parte sta perdendo parecchi colpi, ma il suo nuovo film, interpretato dagli stessi ragazzi che hanno vissuto la storia vera di questo attentato, desta parecchia curiosità.

Vita e morte di John F. Donovan: Xavier Dolan e Jessica Chastain sono due nomi di grande richiamo per il sottoscritto: il più grande talento registico emerso nell’ultimo decennio con una delle migliori attrici della sua generazione. Impensabile perdermelo.

A Ghost Story: Ancora non c’è una data di uscita, quindi non è detto che lo potrete vedere ma vi auguro davvero di sì, con tutto il cuore, perché per quanto mi riguarda è uno dei film più belli che ho visto quest’anno (non essendo uscito in sala però non potrà rientrare nella mia classifica). Con Casey Affleck in lenzuolo bianco e Rooney Mara. Stupendo.

Last Flag Flying: Anche in questo caso non c’è ancora una distribuzione italiana, ma non posso pensare che un film di Richard Linklater non esca al cinema da noi, quindi penso proprio che presto avremo qualche buona notizia. Neanche a dirlo, il film è meraviglioso e Bryan Cranston meriterebbe almeno una nomination agli Oscar (cosa che non avverrà visto che finora è stato snobbato da tutte le premiazioni). Imperdibile.

Soldado: Il seguito di “Sicario” uscirà a giugno negli Stati Uniti. Se tutto va bene riusciremo a vederlo anche noi il prossimo anno. Alla regia Stefano Sollima. Grande curiosità, io un euro ce lo punto.

Ready Player One: Film di fantascienza distopica diretto (ancora!) da Steven Spielberg. Anche questo uscirà negli States nel 2018, speriamo di non dover aspettare troppo per vederlo anche qui da noi.

Lady Bird: Dulcis in fundo, il mio film più atteso del 2018. Sto impazzendo all’idea che non potrò vederlo prima di aprile (a meno di non riuscire a trovare un dvd americano su Amazon…). Il film d’esordio di Greta Gerwig, che qui sul blog è praticamente di casa, sta riscuotendo un successo senza precedenti negli Stati Uniti e ha tutti gli elementi per diventare uno dei miei film preferiti del decennio. Sono pronto a scommettere che finirà sul podio della mia prossima Top 20…

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Capitolo 207

Ottobre sta scivolando via, con le sue meravigliose giornate di sole, il compleanno del sottoscritto e la Roma che non smette di regalare emozioni. Ciò che resta sono i film, unici, quasi tutti bellissimi, che siamo riusciti a vedere durante questo mese così intenso. E ricordate (messaggio pubblicitario!) che potete sempre continuare a seguirmi sulla nuova pagina Facebook di Una vita da cinefilo.

Anni felici (2013): Adoro il cinema di Daniele Luchetti, il suo modo di raccontare non è mai ruffiano, ma sincero, mai pesante, sempre ironico. Ho amato tutti i suoi film e mi è piaciuto tantissimo anche questo, probabilmente il suo lavoro più personale, in cui il regista ci trascina con grazia e nostalgia negli anni 70 e nella sua infanzia, con una coppia di attori perfetti e ricordi di belle emozioni. “Indubbiamente erano anni felici, peccato che nessuno di noi se ne fosse accorto.

Las acacias (2011): Film argentino costruito sul viaggio on the road di un camionista e di una ragazza madre. I due condividono la strada e il silenzio. L’arte di giocare sul filo del non detto. Piaciuto.

Basilicata Coast to Coast (2010): Film d’esordio di Rocco Papaleo, un’armata Brancaleone in marcia per la campagna lucana, tra amore e musica. Mi avevano tutti parlato bene di questo film, ed effettivamente è molto carino, nonostante sia un po’ strampalato. Ma in un film con Max Gazzè possiamo perdonare anche questo. Bellino.

Questione di tempo (2013): Io a Richard Curtis gli voglio proprio bene. Il regista di “Love Actually” e “I love Radio Rock” torna a farci innamorare dei suoi personaggi, come al solito immersi in un mondo in cui chiunque ha un briciolo di romanticismo in fondo all’anima vorrebbe vivere, almeno per qualche giorno. Bill Nighy come al solito sugli scudi, e ottima la colonna sonora (c’è addirittura Jimmy Fontana con Il Mondo!).

Momenti di gloria (1981): Beh, era il primo film ad aver vinto l’Oscar dopo la mia nascita e io ancora non l’avevo visto. La cosa migliore è la colonna sonora di Vangelis, perché il film è di una banalità sconcertante. Palloso, senza ritmo, non riesce a trasmettere i tormenti dei personaggi. Grande delusione.

La vita di Adele (2013): Il film dell’anno, né più, né meno. Se andate a vederlo e non vi piace, credo davvero che il cinema non faccia per voi. Anzi, credo che la VITA non faccia per voi. Capolavoro.

Una piccola impresa meridionale (2013): Il nuovo film di Rocco Papaleo è sì piacevole, onesto, ma forse un po’ troppo arruffato e in un certo senso meno fresco del carinissimo “Basilicata Coast to Coast”. La simpatia dei personaggi aiuta a conquistare una sufficienza pienissima. Si può guardare, ma magari di pomeriggio, quando i cinema costano di meno…

Before midnight (2013): Se non l’avete ancora fatto guardatevi “Before Sunrise” e “Before Sunset”, dopodiché godetevi quest’altro gioiello firmato da Richard Linklater, Ethan Hawke e Julie Delpy. La naturale evoluzione di una storia d’amore ordinaria, nata però in maniera straordinaria. Dietro Jesse e Celine c’è tanto delle nostre vite, di quegli alti che abbiamo vissuto (o che avremmo voluto vivere), di quei bassi che non siamo mai riusciti ad evitare. Probabilmente è proprio questo che rende la loro storia così credibile, e così emozionante.  Se poi non vi piace allora vi meritate Checco Zalone.

Oh boy, un caffè a Berlino (2012): ilm d’esordio di Jan Ole Gerster che sembra uscito dalla testa di Jim Jarmusch, ambientato in una magnifica Berlino in bianco e nero che profuma di Nouvelle Vague. Malinconico, a tratti assurdo, ma bellissimo. Se avessi soldi, tempo, talento, capacità e tutto ciò che serve per girare un film, penso che girerei qualcosa di molto simile a questo film. Da vedere.

Andiamo al cinema: i film in uscita nei prossimi mesi

Meno di tre mesi e anche il 2013 sarà un ricordo. Ancora tre mesi prima di chiudere definitivamente anche quest’anno la classifica dei migliori film visti in sala. L’estate è ormai passata e con essa anche il caldo e la necessità di stare all’aria aperta. È tempo dunque di tornare dentro i cinema, magari mentre fuori piove o fa freddo. Ecco una selezione dei film più interessanti che ci aspettano quest’autunno. Mi raccomando, andate al cinema: potrebbero essere le due ore migliori della vostra giornata.

Gloria (10 ottobre): Film cileno diretto da Sebastian Leilo. Orso d’argento a Berlino, la storia di una donna di quasi 60 anni, la Gloria del titolo, divorziata e alla ricerca continua di qualcuno con cui condividere la vita.

The Family (17 ottobre): Il nuovo film di Luc Besson, con Robert De Niro, Michelle Pfeiffer e Tommy Lee Jones. Una famiglia di mafiosi è costretta a trasferirsi dagli Stati Uniti in un piccolo paesino della Normandia, all’interno del programma  protezione testimoni. Qui cominceranno una nuova vita, senza però abbandonare le loro vecchie abitudini…

Giovani Ribelli (17 ottobre): Presentato a Venezia all’interno delle Giornate degli Autori, il film di John Krokidas è la storia di Ginsberg, Kerouac e Burroughs quando erano ancora adolescenti. Con Daniel Radcliffe.

Jobs (17 ottobre): Neanche ha fatto in tempo a morire e subito gli hanno fatto il film. Biopic su Steve Jobs, diretto da Joshua Michael Stern.

Una piccola impresa meridionale (17 ottobre): Il nuovo film di Rocco Papaleo dopo il successo di “Basilicata Coast to Coast”. Un ex prete viene esiliato dalla madre in un vecchio faro dismesso per evitare che in paese si venga a sapere che si è spretato. Qui viene raggiunto dal cognato cornuto e giorno dopo giorno da una serie di personaggi in cerca di redenzione.

Don Jon (24 ottobre): Esordio da regista per Joseph Gordon-Levitt, con lui stesso protagonista insieme a Scarlett Johansson. Storia di un ragazzo amato dalle donne ma ossessionato dal porno.

Il Quinto Potere (24 ottobre): Diretto da Bill Condon, la storia di Julian Assange e del fenomeno WikiLeaks. Con Daniel Bruhl, già in sala nei panni di Niki Lauda nel bellissimo “Rush”.

Old Boy (24 ottobre): Il nuovo film di Spike Lee è il remake del capolavoro omonimo di Park Chan-Wook. Josh Brolin è il protagonista in cerca di vendetta, dopo esser rimasto inspiegabilmente rinchiuso per vent’anni.

La vita di Adele (24 ottobre): Il film di Kechiche trionfatore al Festival di Cannes. La quindicenne Adele sogna di trovare l’amore della sua vita e quando incontra il bel Thomas sembra realizzarlo. Ma nei suoi desideri comparirà una misteriosa ragazza dai capelli blu, che le sconvolgerà la vita.

Before Midnight (31 ottobre): Terzo capitolo della meravigliosa trilogia di Linklater, con Julie Del e Ethan Hawk. Se avete visto “Before Sunrise” e “Before Sunset” sapete di che stiamo parlando.

Miss Violence (31 ottobre): Il film greco che ha emozionato Venezia. Il giorno del suo undicesimo compleanno una ragazza si butta dal balcone e muore con un sorriso stampato in volto. Polizia e servizi sociali indagano, la famiglia cerca di dimenticare e tornare alla vita. Ma in realtà cosa nasconde questo gesto?

Giovane e bella (7 novembre): Il nuovo film di François Ozon con la splendida Marine Vacht. Lo abbiamo visto a Cannes e ci è piaciuto, anche se Ozon ha il “difetto” di realizzare sempre bei film, ma mai un capolavoro. I desideri sessuali di una giovane ragazza parigina che comincia a fare la escort un po’ per gioco, un po’ per noia.

La gabbia dorata (7 novembre): Lo abbiamo visto e lo abbiamo amato. Esordio del regista spagnolo Diego Quemada-Diez, la storia di tre ragazzi in fuga attraverso il Messico per cercare di raggiungere gli Stati Uniti e una vita migliore. Un’odissea amara e indimenticabile.

Questione di tempo (7 novembre): Dal regista di “Love Actually” e “I Love Radio Rock”, una nuova commedia romantica in cui il protagonista scopre di poter viaggiare indietro nel tempo e poter cambiare così il corso della sua vita. Bill Nighy nella parte del padre vale come sempre il prezzo del biglietto.

The Counselor (14 novembre): Il nuovo film di Ridley Scott con un cast di tutto rispetto: Brad Pitt, Michael Fassbender, Cameron Diaz, Penelope Cruz e Javier Bardem. La storia di un avvocato che cerca di entrare nel giro della droga e nel mondo del crimine.

Il paradiso degli orchi (14 novembre): Dal romanzo che aperto la meravigliosa saga di Belleville firmata da Daniel Pennac, finalmente il film, dopo anni di progetti rifiutati dallo stesso scrittore. La storia di Benjamin Malaussene, di professione capro espiatorio in un grande magazzino. Quando esplodono degli ordigni all’interno del centro, sarà il primo ad essere sospettato. Regia di Nicolas Bary.

The Third Person (14 novembre): Nuovo film del Premio Oscar Paul Haggis. Tre coppie in tre differenti città del mondo. Un modo per raccontare le relazioni sentimentali al giorno d’oggi.

Venere in pelliccia (14 novembre): Ultima fatica di Roman Polanski, dove la messa in scena di uno spettacolo teatrale rischia di saltare poiché il regista non riesce a trovare l’attrice giusta per il ruolo della protagonista.

2 Giorni a New York (5 dicembre): Seguito del simpatico “2 giorni a Parigi” diretto anch’esso da Julie Delpy. Una coppia, lui newyorkese, lei parigina, riceve a sorpresa la visita della famiglia di lei, mettendo a dura prova l’armonia tra i due.

Blue Jasmine (5 dicembre): Il nuovo film di Woody Allen, vi serve sapere altro?

Lo Hobbit: la desolazione di Smaug (13 dicembre): Il primo capitolo ci aveva deluso parecchio. Continua l’avventura di Bilbo Baggins, diretta dal solito Peter Jackson.

The Wolf of Wall Street (12 dicembre): La storia del broker Leonardo Di Caprio, alle prese con l’era degli yuppies nell’ultimo film di Martin Scorsese.

The Zero Theorem (19 dicembre): Ultimo lavoro di Terry Gilliam, che dopo i Monty Python torna ad affrontare la ricerca del senso della vita. Stavolta toccherà al genio dell’informatica Matt Damon cercare una risposta. Con Christoph Waltz.

Grace di Monaco (19 dicembre): Nicole Kidman è la principessa Grace Kelly di Monaco, nel film di Olivier Dahan. Con Tim Roth.

Capitolo 205

Eccoci ancora qui, per il sesto anno della mia rubrica preferita. Pensavate di esservi liberati della mia vita da cinefilo, giunta come vedete al Capitolo 205, mentre invece scrivo ancora queste righe confuse sui film visti nelle ultime (due o più) settimane. Sono tante le novità di questo sesto anno, a partire dall’approdo del blog su Facebook, dove oltre a veder pubblicati i link agli articoli e alle recensioni, trovate anche un simpaticissimo album dedicato alle più belle frasi dei film. Sì, ho finito di farmi pubblicità, passiamo dunque ai film, che tra una stagione e l’altra si sono accumulati (e infatti sono ben dieci).

L’Arbitro (2013): Film d’esordio di Paolo Zucca, una sorpresona! Divertente, grottesco, ma anche epico, solenne. Fotografia meravigliosa, un sopraffino gusto per le immagini. La rivalità tra due squadre di terza categoria sarda e le ambizioni di Stefano Accorsi, arbitro internazionale che punta alla finale di Champions. Fossi in voi andrei a vederlo di corsa, che vi piaccia o no il calcio.

Elysium (2013): “District 9” era talmente interessante che ho pensato di dar fiducia a Neil Blomkamp nonostante il film mi sembrasse una bella cazzata. Dovrei dar retta al mio istinto, alle mie sensazioni, e smetterla di avere sempre fiducia nel genere umano. Si salvano alcune cose, ma in linea di massima un film piuttosto inutile.

Mood Indigo (2013): Michel Gondry si ama o si odia. Da queste parti non nascondiamo di fare il tifo per lui, anche quando si spinge un po’ oltre, mettendo in scena nientepopodimenoche un romanzo cult di Boris Vian. Schizofrenico nella scelta delle emozioni (gioioso nella prima parte, malinconico nella seconda), geniale nelle trovate, lascia un po’ l’amaro in bocca, ma questo fa parte del gioco. Secondo me è da vedere, anche se ho preferito nettamente di più “L’arte del sogno”.

Stand by me (1986): Classicone degli anni 80 tratto da un racconto di Stephen King. Uno di quei film storici che ogni volta ne sento parlare e penso: “ah diamine non l’ho ancora visto!”. Beh, adesso non lo dirò mai più. Quattro ragazzini problematici e un po’ sfigatelli vanno alla ricerca di un cadavere. Sarà l’avventura più bella delle loro vite. Aah, gli anni 80, il cinema per ragazzi di quel decennio non tornerà mai più. Bellissimo.

E giustizia per tutti (1979): Uno dei film meno celebri di Al Pacino e, secondo me, tra i più interessanti. Un avvocato con un forte senso di giustizia è costretto a difendere il suo peggior nemico: un giudice perverso, malvagio, assolutamente stronzo. Situazioni che sbalzano dal comico spinto al drammatico totale, ma tutte perfettamente funzionali ai fini della storia. Personaggi splendidi. Da recuperare.

Berlinguer ti voglio bene (1977): Altro classico italiano che non avevo ancora visto. A tratti pesante, un po’ troppo volgarotto (ma io sono l’ultimo che può lamentarsi di una cosa del genere), ha però alcuni spunti assolutamente geniali. Benigni sugli scudi, soprattutto nello strepitoso monologo dopo aver saputo della morte (in realtà non vera) della madre. Andava visto.

Rush (2013): Sorpresa. Grande film, non molla un momento, tiene sempre con il fiato sospeso nonostante si conoscesse già la storia (o almeno in parte). Ron Howard conferma di dare il meglio di sé con i film tratti da storie realmente accadute (vedi “Apollo 13”, “A beautiful mind”, “Cinderella man”, “Frost / Nixon”) e con quest’ultima fatica punta direttamente ai premi Oscar. Posso azzardare? Ne vincerà quattro, non so quali però.

Il futuro (2013): Film italo-cileno con Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis. Ok, non recitano mai insieme nella stessa scena, ma ad ogni modo è un film con il replicante Roy di “Blade Runner” insieme a Nicolas Vaporidis, e la cosa mi ha fatto un po’ sorridere. Locandina brutta, sceneggiatura media, un’attrice protagonista bravissima (Manuela Martelli, e pensare che qualche anno fa studiavamo all’università gomito a gomito…!). Bisognerebbe dare fiducia a questi film, ma non ci spenderei 7 euro… Magari 5 euro di pomeriggio, dai.

Bling Ring (2013): Nuovo film della Coppola, non va oltre la sufficienza. Interessante la storia (vera) di fondo, Emma Watson è diventata bravissima, ma il film è un po’ ripetitivo e a tratti didascalico. Una sola cosa: già “Spring Breakers” parlava di ragazzine ottuse ossessionate da glamour, soldi e la facciata vuota della società americana, ora “Bling Ring”. Non è che si sta aprendo un nuovo filone cinematografico? No, vi prego, risparmiatecelo. Cioè, non per essere volgari, ma non ce ne può proprio fregare di meno.

Aujourd’hui (2012): Film franco-senegalese di Alain Gomis. Un giovane torna in patria dopo aver studiato all’estero e sa che sarà il suo ultimo giorno di vita. Attraverso l’incontro con le persone del suo passato e soprattutto con i luoghi del suo cammino il protagonista riscopre il valore di ciò che sta per lasciare. Film davvero molto bello, anche se (diamine!) mi sono addormentato. Non so come farete a trovarlo, ma è da vedere!

Recensione “Bling Ring” (2013)

Dopo il Leone d’Oro per “Somewhere” Sofia Coppola era attesa alla conferma di quanto di buono si è detto finora a proposito del suo cinema. Minimalista è il termine più usato per definire lo stile della regista statunitense, un cinema spesso fatto di sensazioni, di percezioni, giocato sul filo del non detto. Qui le carte in tavola sono mescolate: “Bling Ring” è a tratti didascalico (in particolar modo in alcune delle affermazioni fuori campo del giovane Mark) e quel che peggio ripetitivo. Il tema della “banda del Bling Ring”, come è stato ribattezzato dai media ai tempi in cui la vera banda scorazzava tra le ville di attori e attrici di Hollywood, è senza dubbio un argomento di discussione interessante, e in qualche modo torna in mente il tanto chiacchierato “Spring Breakers” di Harmony Korine, anche se il film di Sofia Coppola è senza dubbio più valido.

In una Los Angeles senza freni un gruppo di adolescenti, ossessionati dalla celebrità e dal glamour, passa le nottate intrufolandosi nelle abitazioni delle celebrità hollywoodiane al fine di rubare vestiti, accessori, soldi e gioielli e sentirsi in qualche modo parte dello showbiz. La banda del Bling Ring è composta da quattro ragazze e da un solo ragazzo, tutti di buona famiglia, disposti a tutto per entrare a far parte di un mondo che la società americana ha trasformato nel nuovo “american dream”.

Los Angeles con le sue luci abbaglianti e la luminosità delle sue notti si conferma ancora una volta la città ideale per girare in digitale, convincendo anche Sofia Coppola a sperimentare le nuove tecnologie. Tuttavia il film sembra essere fin troppo ripetitivo, il destino dei personaggi non ci sta particolarmente a cuore, e tutto ciò fa apparire “Bling Ring” un film freddo nonostante il suo dinamismo, l’ottimo montaggio e il sempre valido lavoro di regia (molto bello in tal senso il pianosequenza di una delle rapine, con l’inquadratura fissa dall’alto di una collina). Una nota a parte per Emma Watson, sempre più brava e disinvolta, finalmente libera da ogni legame con la saga di Harry Potter che l’ha portata alla ribalta (e bravissima nell’evitare la cosiddetta “sindrome di Mark Hamill”). “Bling Ring” ad ogni modo ci lascia con una pesante preoccupazione: dopo “Spring Breakers” si sta forse aprendo un filone cinematografico incentrato sulle ragazzine americane attratte da lusso, glamour e soldi? Per favore, vi prego, risparmiatecelo.

Capitolo 199

Soltanto un capitolo ci separa dal traguardo dei 200. Lo avreste creduto? Io probabilmente no. Ma non è ancora il momento delle (auto)celebrazioni, soprattutto con tutti questi film di cui dobbiamo parlare. È strano pensarci, ma di tutte le direzioni che prendono le nostre vite, di tutti i cambiamenti che si susseguono anno dopo anno, il cinema resta una grande costante, e non è poco. Ci dovremmo pensare più spesso, ogni volta che ci lamentiamo: nessuno è davvero povero quando può avere il cinema.

Noi non siamo come James Bond (2012): Grazioso documentario italiano che racconta la storia di un’amicizia con ironia e originalità. Spunti di riflessione e quella giusta dose di nostalgia che lentamente si diffonde in tutte le scene. Fa bene vedere questi film, perché sono realizzati con passione, con amore, e poi un film con due amici che vogliono incontrare Sean Connery per domandare a James Bond il segreto dell’immortalità è un film che andrebbe visto sulla fiducia. Bello.

Oblivion (2013): Film di fantascienza che tutto sommato non è altro che un blob di tanti altri film del genere, ma che in fin dei conti risulta piacevole da vedere. Mentre lo guardavo mi sono venuti in mente “Moon”, “Guerre Stellari”, “Armageddon”, “Fahrenheit 451”, “Il pianeta delle Scimmie” e forse anche un pizzico di “Solaris”, giusto per citarne qualcuno. Ma Tom Cruise ci mette sempre la presenza, e alla fine mi sono anche divertito. Certo, mai una volta che capiti a me di vedere Olga Kurylenko che mi cade dal cielo…

Ed Wood (1994): Trovato in tv in una notte buia e tempestosa, un altro dei gioielli firmati da Tim Burton. Vedere l’entusiasmo e la passione con la quale Ed Wood si dedicava a fare (male) ciò che amava, è un bellissimo insegnamento per tutti. Della serie “fa’ ciò che ami, e vaffanculo tutto il resto”. Due annotazioni: il doppiatore di Martin Landau (cioè Michele Kalamera, lo stesso di Clint Eastwood in “Gran Torino”, per esempio) è un genio, come apre bocca io rido. L’altra riguarda la scena del bar, dove Orson Welles e Ed Wood, ovvero il migliore e il peggiore, sono afflitti dallo stesso problema: i produttori che vogliono mettere bocca su ogni decisione riguardante i film da girare. È magia.

Scatti rubati (2010): Mi ha sorpreso molto trovare questo film in tv, doppiato in italiano e con un titolo italiano. “L’homme qui voulait vivre sa vie” è passato un po’ in sordina dal Festival di Roma del 2010, dove lo avevo piuttosto apprezzato, ed ero certo non fosse mai stato distribuito in Italia. E poi invece me lo trovo così, di notte, su RaiMovie. Buon film con Romain Duris, meritava forse un pochino di fortuna in più.

Nella casa (2012): L’ultimo film di François Ozon, molto atteso a dire la verità, forse troppo. I primi trenta o quaranta minuti sono da manuale: ero letteralmente appiccicato alla poltroncina del cinema, rapito, volevo assolutamente sapere cosa sarebbe successo dopo. Il problema è che dopo, verso la fine, il film si perde un po’, e lentamente sembra soffrire di mancanza di idee, quasi come il giovane protagonista. Buon film, ma poteva essere decisamente migliore, peccato.

Spring breakers (2012): Appena visto il trailer avevo già capito che questo film non mi sarebbe piaciuto. Ero prevenuto, lo ammetto, e non me ne vergogno. Ma al Kino del Pigneto, in compagnia di buoni amici, non dico mai di no, ed è così che sono finito a guardare questo film irritante, figlio di una generazione pop, di quella faccia degli Stati Uniti che mai riuscirò a digerire. In mezzo a cotanto fastidio, riconosco la potenza di un paio di sequenze: la lettera (angosciante, a pensarci!) che la protagonista scrive alla nonna (era alla nonna? Non ricordo) e una canzone di Britney Spears (sic!) interpretata al ralenti dalle protagoniste e dall’ottimo James Franco, di fronte ad un tramonto che sembrava renderli eterni.

Il profeta (2009): Capolavoro, non mi vengono in mente altre parole. Jacques Audiard racconta con maestria un prison-movie che racchiude in sé la perfezione. Ascesa al potere di un piccolo arabo, silenzioso ma vispo. Non abbiamo bisogno di un profeta per dire che questo film sarà ricordato nei decenni come una delle migliori pellicole francesi degli anni 2000.

A hero never dies (1998): Johnnie To l’ho conosciuto grazie a “Vendicami”, un film del 2009 che ho amato. Lo scorso novembre l’ho ritrovato al Festival di Roma con il buon “Drug war”. Quando ho trovato questo film del 1998 in tv, ho capito subito che avrei dovuto vederlo, perché lo avrei amato. Così è stato. To ha un meraviglioso gusto per l’estetica, per le immagini: le sue scene d’azione sono dei balli di sangue e di piacere per gli occhi. In questo caso è imperdibile l’incontro al bar tra i due protagonisti, prima del gran finale. Bellissimo, un gioiello del cinema di Hong Kong. Da recuperare.

The exorcism of Emily Rose (2005): Lo avevo visto al cinema e mi era moderatamente piaciuto. Lo hanno rifatto in tv, e non essendoci di meglio, me lo sono rivisto. Buon film, mi sono sempre piaciuti i cosiddetti legal movie (i film che raccontano un processo), e la componente horror (i flashback sulla vicenda di Emily Rose) non è affatto male. Devo dire che pensavo facesse abbastanza paura, poi però all’intervallo hanno fatto il Tg4 con i faccioni di Alfano e Berlusconi…

Andiamo al cinema: le uscite di Dicembre 2012

Tra una cosa e l’altra, è arrivato il grande freddo, e con lui l’ultimo mese di questo splendido 2012. Si sa, quando piove e la temperatura si abbassa, la soluzione migliore è chiudersi dentro a un cinema e godersi qualche storia. Quale però? Come scegliere cosa vedere, soprattutto in un mese come questo, pieno di filmacci e di commedie natalizie? Eccoci qua, come di consueto, per consigliarvi come spendere al meglio i vostri soldi, perché come tutti sappiamo c’è la crisi, e di questi tempi sbagliare film può essere un duro colpo. Buona chiusura di anno.

06.12.12
Moonrise Kingdom: Lo abbiamo già visto due volte e possiamo garantire. Wes Anderson vale sempre il prezzo del biglietto, con questa strepitosa fuga d’amore e la buffa tenerezza dei suoi personaggi. Una presa a bene, come si dice dalle mie parti. E poi Bill Murray, Edward Norton e Bruce Willis, un gruppo di scout, un’ambientazione curiosa e originale. Forse il film del mese.

Ruby Sparks: Chi non ha amato “Little Miss Sunshine”? Da quanto tempo aspettavamo un altro film degli stessi registi? Da tanto. Questo è la risposta a tutte le nostre attese: un giovane scrittore raggiunge il successo e perde improvvisamente la sua creatività. Per cercare di stimolare la mente comincia ad immaginare la donna dei suoi sogni, le scrive addirittura delle lettere, e d’un tratto la ragazza si materializza, mandando nel panico il protagonista. Sicuramente uno dei film da vedere questo mese.

13.12.12
Lo Hobbit: Se avete amato la trilogia de “Il signore degli anelli”, non penso che riuscirete a perdervi questo prequel, firmato ancora una volta da Peter Jackson. Talmente mainstream che non penso ci sia molto altro da dire: noi lo vedremo.

La parte degli angeli: Ken Loach è uno dei nostri registi preferiti, uno dei pochi per il quale ci concediamo il grande onore di acquistare dvd a scatola chiusa, senza neanche aver visto il film in questione. Quindi figuratevi se non vi consiglio di andare al cinema per il suo ultimo lavoro. Uno degli ultimi grandi botti di fine anno, da vedere.

20.12.12
Love is all you need: Susanne Bier, regista danese premio Oscar, torna in sala con una commedia romantica e intelligente, il film giusto per distrarsi un minimo durante le impegnative e faticosissime feste natalizie.

To the wonder: Dopo il capolavoro “The tree of life”, ritorna Terrence Malick. Ora, magari sotto le feste avrete voglia di vedere qualcosa di meno impegnativo, ma anche solo le immagini di Malick sono sempre un buon motivo per andare al cinema, in qualunque periodo dell’anno, in qualunque momento della vita.

Ralph spaccatutto: Film d’animazione della Disney Pixar, già amato e applaudito al Festival di Roma, a proposito del quale abbiamo già parlato a lungo su queste pagine. Un film d’animazione dal sapore vintage, in cui i personaggi dei videogames di una sala giochi di notte prendono vita, e ci mostrano il loro mondo. Divertente e bellissimo. Da vedere, pieno di succose citazioni, soprattutto per chi è cresciuto negli anni 80.

La regola del silenzio: In questo dicembre di commedie, film leggeri e pellicole d’animazione, non può mancare un bel thriller e il ritorno di un regista d’autore come Robert Redford. La vita di un avvocato viene sconvolta quando un giovane reporter svela la sua vera identità (negli anni 70 era un attivista, tuttora ricercato per omicidio). Il protagonista deve così darsi alla fuga e ritrovare il suo passato.

Vita di Pi: Il nuovo film di Ang Lee. Un ragazzo indiano di nome Pi, figlio di un guardiano dello zoo, dopo un naufragio si trova alla deriva nell’Oceano Pacifico, in compagnia di una iena, una zebra, un orango e una tigre. Film d’avventura, non una priorità di dicembre, ma se la storia vi attira, perché no?

Moonrise-Kingdom-protagonisti

pubblicato su Livecity