Recensione “Il Cliente” (“Forushande”, 2016)

Se c’è una cosa che amo davvero molto nei film di Asghar Farhadi sono i suoi personaggi: i protagonisti dei suoi film sono tutti talmente reali nella loro umanità che potrebbero essere tranquillamente delle persone che conosciamo. Questa è infatti la seconda cosa che amo davvero molto nei film di Asghar Farhadi: la capacità di…

Recensione “Taxi Teheran” (“Taxi”, 2015)

“I film vanno visti tutti, il resto è una questione di gusti”: così afferma Jafar Panahi nel suo ultimo lavoro, premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Una dichiarazione d’amore per il cinema, per il suo Paese, ma soprattutto per la libertà, per il racconto, per il piacere di poter mostrare il suo cinema,…

“Taxi Teheran” di Jafar Panahi: locandina e trailer

“Taxi Teheran” di Jafar Panahi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino e primo film della nuova distribuzione Cinema di Valerio De Paolis, uscirà il 27 agosto per la riapertura della nuova stagione cinematografica.  Con l’ultimo Festival di Berlino, Jafar Panahi ha rivelato al pubblico “Taxi Teheran”. Il primo film che il regista iraniano ha girato, da…

Recensione “Il passato” (“Le passé”, 2013)

Dopo aver vinto praticamente tutto con il precedente “Una separazione”, Asghar Farhadi torna a trattare il tema del rapporto di coppia inserendo i suoi protagonisti in una Parigi lontana da ogni cliché. Forse è vero che il passato è una storia che ci raccontiamo, fatto sta che il passato raccontato dal regista iraniano è un…

Recensione “The Hunter” (“Shekarchi”, 2010)

Un film duplice, ambiguo, spezzato, come il suo protagonista, come i suoi personaggi: l’ambivalenza della personalità umana, l’ambiguità dei nostri destini, che ci portano ad essere talvolta prede, talvolta cacciatori (come da titolo). Lo stesso regista Rafi Pitts è stato costretto a sdoppiarsi, finendo dall’altra parte della macchina da presa, e dando le sue sembianze…

Recensione “About Elly” (“Darbārehye Elly”, 2009)

Sembrerebbe un controsenso, ma il cinema iraniano, soffocato da un governo che addirittura arresta i registi scomodi (ne è la dimostrazione il caso di Jafar Panahi, che ha commosso Cannes), sembra avere molta più vitalità del cinema italiano, anch’esso soffocato dalle forbici del governo, ma al momento assopito su un livello di mediocrità dal quale…