Recensione “It – Capitolo 2” (2019)

Due anni dopo il successo del primo capitolo di “It” e ventisette anni dopo i fatti accaduti allora, Pennywise è tornato e sembra più arrabbiato che mai. I “perdenti” sono cresciuti, hanno dimenticato il passato e sono diventati tutti persone di successo (tranne Mike, l’unico ad essere rimasto nel Maine e a non aver dimenticato). La bellezza delle pagine di Stephen King, seppur con molte licenze, riprende vita nel lavoro di Muschietti, dove l’horror, come nel romanzo, è soltanto un pretesto per raccontare molto di più: la forza soverchiante della memoria, le paure dell’adolescenza prima e dell’età adulta poi, i traumi infantili e il modo in cui riescono ad incidere sulla psiche ma soprattutto la magia del crescere insieme, nonostante la brutalità del mondo, e del ritrovarsi ancora una volta, adulti senza essere davvero cresciuti, ancora spaventati dai traumi di un passato nascosto nei labirinti della mente e mai davvero dimenticato.

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Capitolo 247

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“Crostata di mirtilli”. Avete visto? Io sono tornato, le vacanze sono finite, la Roma ha vinto: tutto quanto ricomincia più o meno da dove l’avevamo lasciato. Senza cinema e senza troppa voglia di rimanere in casa, non è stato un agosto particolarmente cinefilo, è stato più un materasso rilassante in attesa dei botti di settembre. 6 film (di cui due visti negli ultimi due giorni: si vede che sono tornato a Roma!), tutte revisioni salvo un paio di prime volte. Bentornati cinefili, bentornate cinefile!

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Capitolo 229

Domani comincia il dodicesimo Festival del Cinema di Roma. Mi sembra doveroso abbandonare il mondo reale lasciandovi con un ultimo capitolo prima di monopolizzare i miei futuri scritti su ciò che accadrà all’Auditorium. A questo giro cinque film visti, di cui: due film visti in treno, tre horror, due film con Jack Nicholson, un bel po’ di biciclette, un triciclo. Al solo pensiero dei film che devo vedere nei prossimi giorni mi prende il panico, quindi per non pensare al futuro è molto meglio rifugiarsi nel passato. Nel recente passato, in questo caso. Sipario.

It (1990): In treno per la Puglia, come passare più tempo possibile davanti allo schermo? Ovviamente con un film e, in vista dell’imminente arrivo della versione cinematografica, perché non rivedersi ancora una volta la miniserie televisiva di quasi trent’anni fa? Tre ore che scorrono bene anche se lo scorrere del tempo l’ha reso quasi inguardabile: succede tutto troppo in fretta, gli attori sono scarsetti e i dialoghi quasi ridicoli. Per fortuna che c’è Tim Curry: terrificante, meraviglioso, indimenticabile.

It (2017): Un anno fa, dopo il fomento causato da “Stranger Things”, ho preso in mano le mille e passa pagine del libro, divorandomele in poche settimane. Ora finalmente è arrivato il film: nonostante il fatto di averlo visto in un cinema di Casamassima (?), circondato da ragazzini urlanti che non smettevano mai di chiacchierare e commentare ad alta voce ogni singola cazzo di cosa (alcuni avevano dieci anni, nonostante il divieto), devo dire che il film mi è davvero piaciuto (ma non Pennywise, lui non mi ha convinto troppo). Mai più un film horror di sabato pomeriggio con i ragazzini in sala. Mai più.

Paradiso Amaro (2011): Viaggio di ritorno in treno. No, non sono andato in Puglia solo per vedere “It”, se è questo che state pensando. Seconda volta con questo bel film di Alexander Payne: la prima volta fu in un cinema di Santiago del Cile, nel lontano gennaio 2012 (lo vidi in inglese con sottotitoli in spagnolo, che tempi!). Già questa cosa del Cile procura in me un meccanismo nostalgico per cui voglio molto bene a questo film, poi un mesetto fa mi sono imbattuto nel libro e l’ho trovato davvero ben scritto. Il film lo rispecchia fedelmente, aggiungendo qualche slancio di leggerezza e un eccellente George Clooney.

Shining (1980): Giovedì e sabato con “It”, lunedì con “Shining”. La mia settimana dedicata a Stephen King si è conclusa con la proiezione stampa del capolavoro di Kubrick, che da Halloween fino al 2 novembre tornerà al cinema. Ecco, se c’è un regista il cui lavoro andrebbe rivisto interamente al cinema, quello è proprio Kubrick. Del film che vi devo dire… E pure se ve lo dicessi, ma che ve lo dico a fare.

L’ultima Corvé (1973): In questo speciale “domino cinematografico” a cui mi sono dedicato, dopo i due film tratti da King, passiamo ora al secondo film con Jack Nicholson (qui candidato all’Oscar). L’ho visto e scoperto per un semplicissimo motivo: alla Festa del Cinema ci sarà il nuovo film di Richard Linklater che, a quanto pare, è il sequel di questo film di Hal Ashby del 1973. Come fanno questi due film ad essere collegati è qualcosa che saprò soltanto sabato prossimo… Ad ogni modo è un film molto bello, Jack Nicholson è scatenato e ci sarebbe tantissimo da dire sull’America, sul tema del viaggio, sulla giovinezza da scoprire e su molte altre cose. Bello davvero.

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Recensione “It” (2017)

Ma quanto lo abbiamo aspettato questo film? Noi che nel 1990 eravamo bambini, noi che non abbiamo dormito per colpa di Pennywise, noi che siamo stati costretti per tutta la vita a mantenere le distanze dai clown e dai palloncini rossi. E poi noi che, una volta cresciuti magari abbiamo deciso di affrontare il libro. Noi che lo abbiamo amato. Noi che avevamo bisogno di una vera trasposizione di “It” per il cinema. Quel giorno è arrivato: Pennywise è finalmente qui, nei cinema di tutto il Paese, pronto a rovinare i sonni di tanti ragazzini che oggi hanno l’età che avevamo noi ventisette anni fa…

Estate 1988. Nella cittadina di Derry molti bambini stanno sparendo nel nulla. Un gruppo di outsider, i cosiddetti “perdenti”, si mette sulle tracce dell’assassino, il mostruoso pagliaccio Pennywise, che si sveglia ogni 27 anni per nutrirsi delle paure (e della carne) dei bambini. Tra bulli pericolosi e genitori problematici, i sette ragazzi dovranno fronteggiare tutte le loro paure e, insieme, affrontare il mostro.

Allora? Com’è questo “It”? Riuscito, senza dubbio. Forse resterà deluso chi si aspettava un horror nel vero senso della parola, perché questo film è soprattutto un’avventura. L’avventura di un gruppo di ragazzini che amano stare insieme, che insieme affrontano le loro paure più grandi e, sempre insieme, crescono. Una storia di formazione puntellata da palloncini rossi e da qualche spavento. Andres Muschietti ha studiato bene il romanzo di Stephen King e sembra conoscere bene l’immaginario degli anni 80: questo film è un po’ figlio dell’effetto nostalgia scatenato lo scorso anno da “Stranger Things”, che a sua volta è figlio del romanzo di Stephen King. Dopo tanti decenni di astinenza, è bellissimo ritrovare questi film con un gruppo di ragazzini in bicicletta, pronti a vivere l’estate più lunga ed indimenticabile delle loro vite. Il clown in tutto ciò si erge ad antagonista perfetto, anche se imperfetto nel suo “non essere” Tim Curry (concedetemi questo momento di nostalgica evidenza). Pennywise, che nella storia è un mostro assassino, a livello simbolico può rappresentare la paura di diventare grandi, il bisogno di liberarsi da genitori violenti oppure opprimenti, di scrollarsi di dosso la malinconica solitudine adolescenziale, l’irrazionale terrore per il cambiamento che trova rifugio nell’amicizia, talvolta nell’amore. E così ci abbandoniamo anche noi, ultra-trentenni fin troppo cresciuti, seduti per un paio d’ore a rivivere quella magica età dove tutto sembrava enorme, spaventoso e, probabilmente, bellissimo.

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“It” sta tornando: ecco trailer e locandina

Pennywise, il clown che ha infestato i nostri incubi quasi trent’anni fa, sta tornando. Il mostro creato dalla penna di Stephen King, dopo il film tv del 1990, arriva finalmente sul grande schermo (in due parti) e sembra essere davvero spaventoso. Ieri è uscito il poster del film, oggi invece è il giorno del primo trailer ufficiale. Fino al 21 settembre, data dell’uscita italiana, dovremo fare tutti più attenzione ai palloncini rossi…

 

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Recensione “It” (1990)

Vedere la miniserie televisiva di Tommy Lee Wallace subito dopo aver letto le 1315 pagine del romanzo di Stephen King è un po’ come trovarsi davanti ad un immenso buffet e mangiare soltanto un pezzo di pane. Strano, ad ogni modo, come le percezioni e le emozioni provate davanti a un film possano cambiare con il passare degli anni. Ci sono pellicole che non invecchiano mai, altre che invece sentono pesantemente il passare del tempo: “It” è senza dubbio una di queste, alla quale va comunque il merito di essere apparso terrificante negli anni in cui è stato proposto sui nostri schermi televisivi, spedendo il meraviglioso Pennywise di Tim Curry dritto dritto nei nostri incubi peggiori (e soprattutto in un immaginario collettivo che dopo di lui non ha più avuto un grande personaggio horror al quale affidarsi). Un film tv a basso budget, ultra censurato a causa proprio della destinazione televisiva, capace però di diventare l’ultimo grande cult degli anni 80 (anche se è del 1990, il mood del racconto è senza dubbio figlio del decennio precedente, al quale appartiene anche il romanzo di Stephen King).

Nel 1960, nella città di Derry, nel Maine, una mostruosa creatura, che si palesa sotto le sembianze di un clown, terrorizza la città uccidendo bambini, tra cui il piccolo Georgie, fratello di Bill Denbrough. L’estate successiva Bill, accompagnato da altri sei amici (la banda dei Perdenti) riesce a sconfiggere il mostro, promettendo a loro stessi che se It un giorno dovesse tornare i sette si sarebbero ritrovati ancora per ucciderlo definitivamente. Nel 1990 Mike Hanlon, unico dei Perdenti ad aver continuato a vivere a Derry, ritrova una foto del piccolo Georgie vicino al luogo in cui è stata uccisa una bambina. Capisce che Pennywise è tornato: è il momento di richiamare i suoi vecchi amici per onorare la promessa che avevano fatto da piccoli.

Al netto di alcune sequenze meravigliose (le apparizioni di Pennywise rubano inevitabilmente la scena, in particolare nel momento in cui minaccia i Perdenti dall’interno di una vecchia fotografia), il film, o miniserie che dir si voglia, paga decisamente il debito con la sua scarsa qualità tecnica: scritto piuttosto male (succede tutto troppo velocemente), senza grandi intuizioni di regia, senza interpretazioni (né attori) memorabili (a parte il già citato Tim Curry). In questo caso il film annunciato per il 2017 desta molta curiosità, perché si tratterà della prima vera e propria trasposizione cinematografica del romanzo, già annunciata come due film decisamente splatter e spaventosi. In un’epoca in cui non c’è più nulla che può far davvero paura, riuscirà il mito di Pennywise ad imporsi nuovamente come tormentone horror? Nel frattempo, non possiamo far altro che ricordarlo così: “Sono l’incubo peggiore che abbiate avuto, sono il più spaventoso dei vostri incubi diventato realtà, conosco le vostre paure, vi ammazzerò ad uno ad uno”. Parola di It.

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