Recensione “Un giorno all’improvviso” (2018)

Poche cose mi danno soddisfazione come quando mi trovo davanti ad un esordio cinematografico così ben realizzato, ispirato, girato benissimo e con degli interpreti straordinari. Ancor più bello è quando l’esordio in questione è quello di un regista italiano, in questo caso Ciro D’Emilio, classe 1986, che regala una boccata d’aria fresca ad una cinematografia spesso troppo concentrata nel raccontare le vite dei piani alti della borghesia romana o al contrario quelle di disperati costretti alla criminalità. Il regista è bravo ad allontanarsi dagli scivoloni dei cliché, scegliendo di raccontare una storia d’amore tra madre e figlio, di passione, di vite sì difficili ma al tempo stesso piene di sorrisi.

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Recensione “Cobra Kai” (2018)

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Barney Stinson in “How I Met Your Mother” ha sostenuto per tanti anni l’idea che Johnny Lawrence fosse in realtà il vero personaggio positivo di “Karate Kid”, film di culto del 1984 in cui il biondo studente del Cobra Kai veniva sconfitto durante la finale del torneo cittadino di Karate dal protagonista Daniel LaRusso (io spero vivamente che queste righe introduttive siano inutili, perché se non conoscete il colpo della gru allora vuol dire che avete davvero avuto una brutta infanzia). Era proprio dai tempi della celebre sitcom che Ralph Macchio e William Zabka non apparivano sullo schermo: tutto ciò fino ad oggi, perché i due Karate Kids sono cresciuti e sono tornati in una delle serie rivelazione dell’anno, “Cobra Kai”, in cui Johnny Lawrence, antagonista per eccellenza nel film di John G. Avildsen, è invece il protagonista della serie, un antieroe in cerca di riscatto, come poteva essere il wrestler di Mickey Rourke o il Rocky Balboa di Stallone.

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Trailer di “Star Wars 8 – Gli ultimi Jedi”: analisi e previsioni

Ormai da qualche giorno è uscito il primo trailer del nuovo episodio di Star Wars, “Gli ultimi Jedi”, che uscirà a dicembre (due anni dopo il grande successo de “Il risveglio della Forza” e dodici mesi dopo l’ottimo “Rogue One”). L’Episodio VII ci aveva regalato due teaser e un trailer, che prontamente abbiamo vivisezionato e analizzato fino all’ultimo dettaglio in una serie di post (sbagliando qualcosa qua e là, ma anche indovinando molte cose). Proviamo a fare lo stesso gioco con questo nuovo trailer, meno spettacolare di quello del film precedente, ma comunque interessante.

Il trailer inizia in maniera analoga al primo teaser del film precedente: se lì c’era il deserto di Jakku e poi improvvisamente la comparsa di Finn, qui c’è la roccia dell’isola dove abbiamo incontrato Luke alla fine di Episodio VII e subito dopo Rey, affaticata, stanca. Senza alcuna ombra di dubbio la parte iniziale del trailer ci mostra l’addestramento a cui è sottoposta la protagonista sotto la direzione di Luke Skywalker, che non può non farci pensare agli esercizi a cui Yoda sottoponeva lo stesso Luke ne “L’impero colpisce ancora”. Mentre Luke dice a Rey “respira, pensa a respirare, ora… abbandonati”, le immagini prima ci mostrano l’isola di cui sopra, quindi si soffermano su Rey che comincia a conoscere le vie della Forza (delle pietruzze fluttuano grazie ai poteri mentali della ragazza). Schermo nero: Luke domanda “che cosa vedi?”, quindi l’immagine si sposta su Leila di spalle davanti ad una mappa stellare, mentre Rey risponde: “Luce…”. Stacco sull’elmo di Kylo Ren fumante e distrutto in terra (immagino in seguito ad uno degli attacchi di rabbia dello stesso Ren), e la voce off che dice “Oscurità…”. Altro stacco abbastanza interessante su un muro pieno di spuntoni (forse una grotta all’interno dell’isola di Luke?): ci sono alcuni volumi su una sorta di mini-libreria e una mano accarezza il simbolo dei Jedi all’interno di uno di essi (mentre la voce di Rey afferma: “L’equilibrio”). Luke replica, sempre fuori campo, “è tanto più grande” (frase un po’ sibillina), mentre intanto vediamo i due sull’isola con Rey impegnata ad esercitarsi con la spada laser. Qui la musica si fa più intensa e vediamo le prime scene di guerra: alcune navette (dei ribelli, visto che nell’immagine da dietro vediamo in lontananza i Walkers che una volta appartenevano all’impero) “grattano” la superficie di un pianeta lasciandosi alle spalle una lunga scia di polvere rossa e poi comincia un montaggio piuttosto rapido di immagini: Finn addormentato dentro una sorta di cabina medica (sarà probabilmente la riabilitazione in seguito allo scontro con Kylo Ren o altro); Poe insieme a BB8 in un momento concitato, tra scintille e l’esplosione di un hangar; il Falcon, immancabile, in volo; Rey di corsa con la spada laser aperta in mano, stacco poi su Kylo Ren e la sua arma, entrambi pieni di cattive intenzioni. “Conosco una sola verità…”, dice la voce di Luke in sottofondo, mentre un individuo di spalle (quasi sicuramente lo stesso Luke), insieme a R2D2, osserva un luogo dato alle fiamme (forse  il flashback del tempio Jedi che Skywalker aveva messo in piedi e poi distrutto da Kylo Ren?). Andiamo avanti: soldati del First Order guidati da Captain Phasma (allora è viva! Peccato, è un personaggio che non sopporto…) marciano all’interno di un luogo in fiamme (forse l’hangar esploso di cui parlavamo poco fa), quindi vediamo un momento di guerre stellari tra caccia dei buoni contro navi dei cattivi e poi quella frase, con Luke Skywalker in piedi all’uscita di un pertugio: “…il tempo della fine dei Jedi è giunto” (!!!).

Non sappiamo se ci saranno altri trailer (ma probabilmente nei prossimi mesi ne vedremo ancora un altro), ciò che sappiamo è che l’attesa è cominciata. Tante le domande che aspettano risposte (alcune le potete leggere qui), nel frattempo ce n’è una in particolare che mi ronza in testa: quanto manca a dicembre?

PS: Il poster, al contrario del trailer, è meraviglioso

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Recensione “Il nome del figlio” (2014)

Tratto da una commedia teatrale francese, poi divenuta film in patria nel 2012, la divertente cena tra amici viene proposta ora anche in Italia, sotto la direzione di Francesca Archibugi, che torna dietro la macchina da presa 7 anni dopo il bellissimo “Questione di Cuore”. Quello italiano è sì un remake vero e proprio, ma al tempo stesso riesce ad adattare il tema portante della piece ai costumi culturali e sociali del nostro Paese. Per tutto il film inoltre si avverte una sorta di nostalgia soffusa per quel magico tempo dell’adolescenza al quale i protagonisti restano aggrappati per sfuggire al quotidiano che, se non grigio, è ovviamente meno spensierato di una volta: eloquente in tal senso la scena in cui gli amici di un tempo cantano e ballano sulle note di “Telefonami tra vent’anni” di Lucio Dalla, come a voler aprire per un momento una parentesi di felicità sulla loro giovinezza, per tenere a bada gli orrori e i rancori del presente. Il cinema italiano ama sempre ricordare i “giorni felici”, ed è qui l’innovazione della pellicola della Archibugi rispetto ai suoi referenti transalpini.

Paolo, ricco ed egocentrico agente immobiliare, viene invitato con sua moglie Simona a casa della sorella di lui, Betta, e di suo cognato Sandro. Con loro c’è anche Claudio, eccentrico musicista, da sempre ago della bilancia tra i precari equilibri degli altri due uomini, migliori amici da sempre, in un costante rapporto di amore/odio. Sembrerebbe una bella serata tra vecchi amici, ma nel momento in cui Paolo annuncia il nome del figlio che sta per avere, la cena si trasforma in una lunga notte di discussioni, confessioni e scomode verità.