Recensione “La La Land” (2016)

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Finito il film, devastato da una serie di emozioni, non capisci se si tratta della musica, degli attori, della regia, delle luci di Los Angeles o che altro a provocarti questa strana sensazione alla bocca dello stomaco. Eppure c’è, non puoi farci niente, ti accompagna per strada verso la metropolitana, pensi di averla seminata al cambio di linea, ma salendo le scale di casa ti accorgi che c’è ancora, è là, ti stringe forte e ti fa ripensare che a quanto pare è quella smorfia sul viso di Emma Stone ad averti straziato. Vorresti andare a dormire – si è fatto un po’ tardi – ma c’è da scrivere la recensione, a caldo, con quella sensazione che ora si è diffusa tutta intorno a te. Ripensi al finale e ti viene di nuovo da piangere. Ma non solo al finale. “La La Land” conferma tutto ciò che di buono si è detto a proposito di questo film, tutti i premi, tutte le lacrime versate. Mannaggia al romanticismo.

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