Recensione “Maniac” (2018)

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La nuova serie di Cary Fukunaga, già autore della strepitosa prima stagione di “True Detective”, è arrivata su Netflix accompagnata da enormi aspettative, non solo per i precedenti del suo creatore, ma anche per la presenza di una delle attrici più in voga del momento, Emma Stone, e per l’ottimo (e irriconoscibile) Jonah Hill. Inutile dire che non solo le aspettative sono state disattese, ma la serie stessa è davvero una delusione sotto quasi ogni punto di vista. Attori a parte, tra le poche note liete, lo show non decolla e, dopo un inizio promettente in cui viene svelata la magnifica ambientazione retrofuturistica, la serie prende corridoi sempre più ambiziosi, ingurgitando se stessa, finendo con il suicidarsi episodio dopo episodio.

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Capitolo 249

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Scusate la latitanza. Normalmente, anche nei periodi più intensi, non sto mai lontano dal blog per più di cinque o sei giorni: in questo caso dieci giorni sono troppi anche per me. Per farvi capire l’intensità di questo periodo basti dire che dal 2 settembre fino a ieri non ho visto nessun film, tra il viaggio a Londra e il lavoro di settembre che è sempre il triplo rispetto agli altri mesi. In questo capitolo allora cosa troverete? Ben poco, a dire la verità, giusto un commento a “Sulla mia pelle”, che sono riuscito finalmente a guardare soltanto ieri sera e il punto sulle serie tv che, tra spizzichi e bocconi, sto seguendo in questo periodo. Ah, il mio posto preferito di Londra sapete qual è stato? Un bar dentro un cinema, ovviamente (il Ritzy a Brixton, se vi dovesse capitare).

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