Recensione “Galveston” (2018)

C’è sempre qualcosa che affascina nel racconto di persone in fuga, che siano giovani francesi di corsa verso il mare o due innamorati che scappano dalla loro cittadina di perdenti, la mitologia dietro a questo grande tema è ricca di esempi e suggestioni. Ad alimentare un soggetto così interessante a livello cinematografico contribuisce Melanie Laurent,…

Capitolo 283

Comincia Aprile, si gira un’altra pagina del calendario e tutte quelle grandi X rosse che avevo segnato nel mese di marzo ora sono una lunga pagina bianca, che speriamo di poter riempire con la fine di quest’isolamento casalingo. Tuttavia il cinema continua a salvare le mie serate, soprattutto in questo periodo in cui mi sento…

Recensione “Under The Silver Lake” (2018)

“It Follows”, film precedente di David Robert Mitchell, è senza dubbio uno dei migliori horror di questo decennio. Grazie a “Under the Silver Lake” il regista rincara la dose con un neo-noir che si nutre di Cinema, omaggiando a piene mani Hitchcock e Lynch, mescolandoli infine con gli stilemi paranoici della letteratura di Pynchon. I…

Recensione “Bittersweet Life” (“Dal kom han in-saeng”, 2005)

La Corea del Sud, nel nuovo millennio, si è imposta agli occhi dei cinefili di tutto il mondo per il suo modo di interpretare il cinema: immagini bellissime, grande competenza tecnica e ottima regia, senza dimenticare le storie che racconta, molto spesso avvincenti e ben costruite. “Bittersweet Life”, di Kim Jee-woon, non fa eccezione.

Recensione “Omicidio al Cairo” (“The Nile Hilton Incident”, 2017)

Il regista svedese di origine egiziana Tarik Saleh prende spunto da un omicidio realmente avvenuto nel 2008, in cui era implicato un pezzo grosso del Parlamento locale, portandolo nel 2011, nella calda atmosfera che in seguito sfocerà nell’ormai storica “primavera araba”, come l’hanno ribattezzata i media. Un thriller che sa di polvere e tabacco, esotico…

Recensione “Vizio di forma” (“Inherent Vice”, 2014)

Prendete un romanzo di Bukowski, “Pulp”, ad esempio. Prendete personaggi assurdi che sembrano usciti dalla testa dei fratelli Coen. Metteteci dentro la Los Angeles hippie de “Il grande Lebowski”, un intreccio noir ingarbugliato come ne “Il grande sonno” e condite il tutto con lo stile visivo di un magnifico Paul Thomas Anderson, che per la…

Recensione “Carlito’s Way” (1993)

“Qualcuno mi sta tirando verso il basso… Lo sento anche se non lo vedo. Però non ho paura, ci sono già passato. È uguale a quando mi hanno sparato sulla 104esima Strada… Non mi portate in ospedale, in quelle cazzo di corsie d’emergenza non c’è protezione, qualche bastardo ti viene a far fuori a mezzanotte…

Recensione “M il mostro di Dusseldorf” (“M”, 1931)

L’alfabeto dei serial killer cinematografici, a differenza di ogni normale convenzione, comincia dalla lettera M, una lettera che basta da sola ad evocare cinema, arte, espressionismo tedesco ed il fischio inquietante di un assassino di bambini. M, come il meraviglioso film di Fritz Lang del 1931, girato quattro anni dopo un altro capolavoro dello stesso…