Omaggio a Bernardo Bertolucci

“Questo è qualcosa che sogno: vivere i film, arrivare al punto in cui si può vivere per i film, in cui si può pensare cinematograficamente, mangiare cinematograficamente, dormire cinematograficamente, come un poeta, un pittore, vive, mangia, dorme dipingendo”

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Omaggio a Jerry Lewis

“La gente mi domanda come vorrei essere ricordato. Io non voglio essere ricordato, ciò che voglio è sentire cose grandiose su di me adesso, fatemele sentire! Dalla bara non puoi sentire gli elogi!”

“Ho avuto un enorme successo facendo l’idiota totale”

“Sono stato pagato per fare ciò per cui la maggior parte dei ragazzini viene punita”

“La commedia è un uomo nei guai. Senza di questo, non c’è umorismo”

“Fai film, gira film, fai circolare film. Fa’ qualcosa. Realizza film. Gira qualunque cosa”

“Non darmi un contratto. Posso assumere lo stesso avvocato che l’ha stilato per romperlo. Ma se mi stringi la mano, vale per sempre”

“In questo Paese ho avuto il più grande rispetto nei confronti del mio lavoro dagli americani. I critici non hanno cervello”

JerryLewis

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Omaggio a Jeanne Moreau

Uno dei più grandi amori della mia adolescenza è da oggi sul grande schermo del Cinema Paradiso: indimenticabili i suoi sorrisi in “Jules e Jim”, le sue lacrime sotto la pioggia in “Ascensore per il patibolo”, la vendicatrice che ispirò Tarantino in “La sposa in nero” e tanti altri. La sua leggerezza campeggia qui in alto, sull’immagine di questo blog, da tanti anni, con il sorriso beffardo della Catherine di Truffaut.
Eleganza in qualunque gesto, Bellezza in qualunque espressione.
Grazie per tutte le emozioni Madame Moreau.

“La gente si preoccupa di invecchiare, ma si è più giovani se non ci si preoccupa tanto della vecchiaia”

“Essere liberi significa scegliere, chi è schiavo è perché lo vuole essere”

“Non mi piace andare dove sono già stata. La vita è composta da una miriade di territori da scoprire, non voglio perder tempo con ciò che già conosco”

“Sebbene per alcuni il cinema significhi qualcosa di superficiale e alla moda, il cinema è altro: io penso che sia lo specchio del mondo”

“Essere un’attrice significa sintonizzarsi sulle fantasie di un uomo. Quale donna non ha mai sognato ciò?”

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Omaggio a Martin Landau

“Tutti possono camminare e parlare. Il lavoro dell’attore è creare la magia”

“I comici veramente bravi, come Chaplin, possono farti ridere e un secondo dopo possono farti piangere”

“Dio è un lusso che non posso permettermi”

“Io provo a non ripetere mai un personaggio. Cerco sempre di trovare qualcosa di nuovo, fresco e interessante che possa ispirarmi”

“Se non credi in te stesso non puoi credere negli altri. Devi fare una scelta e vedere dove ti conduce”

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Omaggio a George A. Romero

“Io sono come i miei zombi, non resterò morto!”

“Ho sempre pensato che l’orrore reale sia intorno a noi, i mostri più spaventosi sono i nostri vicini”

“Gli zombi non mi stancano mai, sono i produttori a stancarmi”

“Sei davvero libero se lavori con un budget molto basso o molto alto”

“Quando non ci sarà più spazio all’inferno i morti cammineranno sulla Terra”

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Omaggio a Paolo Villaggio

Chi è nato negli anni 70 e nei primi anni 80 oggi non può non sentirsi privato di un pezzo di infanzia: ci lascia Paolo Villaggio, portatore sano di risate e indimenticabile maschera cinematografica italiana. Alzi la mano chi non si è mai trovato, tra i banchi di scuola, a citare qualche battuta del ragioniere più amato dagli italiani: tutti abbiamo detto una volta “Com’è umano lei”, oppure ci siamo lanciati con entusiasmo al grido di “Alla bersagliera!”. Le sue gag, che riguardino un campeggio circondato da tedeschi, una gara di ciclismo, un cineforum aziendale o una partita a biliardo, sono ormai il cuore dei nostri ricordi d’infanzia, di adolescenti e ora di adulti. Perché guardare Fantozzi in vestaglia di flanella davanti alla tv per la partita dell’Italia, con una familiare di Peroni gelata, il frittatone di cipolla e l’immancabile rutto libero, ci ha fatto sentire un po’ tutti come lui, ci ha fatto sentire un po’ più italiani. Capro espiatorio decenni prima di Benjamin Malaussene, precursore indiscusso del “Mai una gioia”, Paolo Villaggio, tra una risata e l’altra, ha accompagnato gli anni più belli delle nostre vite ed è per questo che oggi sono in tanti a ricordarlo con un sorriso.

fantozzi