Verso la Festa del Cinema di Roma 2017

Poco più di due settimane all’inizio della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (quest’anno dal 26 ottobre al 5 novembre), il che significa che mi restano circa poco più di due settimane di sonno. Ancora devo capire come sia possibile aspettare con tanta partecipazione un periodo in cui si dorme poco, si mangia male e si vive fuori dal mondo: deve essere quella cosa che chiamano passione. Dodici edizioni e non ne ho persa neanche una: dal 2006 ho passato dieci giorni all’anno a guardare film, a scrivere le mie sensazioni, ad incontrare attori, registi, addetti ai lavori. Per cosa? Per passione, niente di più, niente di meno.

So che non è questo pippone sentimentale ad interessarvi, quindi se siete usciti indenni dal primo paragrafo ora posso raccontarvi qualcosa del programma cinematografico. La selezione ufficiale sarà composta da 39 film, di cui parlerò tra poco perché prima devo dirvi quali sono le due cose che mi faranno fare i salti di gioia: 1) Dell’incontro con David Lynch si sapeva già da tempo, ma ancora non riesco ad abituarmi all’idea. Sono sicuro che sarà una di quelle serate che restano addosso per molto tempo (come fu quella con Al Pacino nel 2008, ancora ho i brividi). 2) Il nuovo film di Richard Linklater, che è uno dei miei registi preferiti. Non mi sarei mai aspettato di trovare “Last Flag Flying” nella selezione dei film e ormai sono un paio d’ore che cammino per casa a dieci centimetri da terra. Non so se Linklater sarà al Festival (ma magari!), oppure che ne so, Bryan Cranston, ma per ora mi accontento di vedere il film.

Selezione ufficiale dicevamo: i primi titoli a balzare agli occhi, Linklater a parte, sono “Logan Lucky”, di Steven Soderbergh, “The only living boy in New York” di Marc Webb, “Una questione privata” dei fratelli Taviani, “Borg McEnroe” di Janus Metz, “Detroit” di Kathryn Bigelow e “C’est la vie” dell’accoppiata Toledano-Nakache (registi del francese “Quasi amici”). Come sempre però, le cose migliori da vedere saranno quelle che al momento dell’uscita del programma non hai minimamente calcolato: ora voglio prendere in contropiede le sorprese e affermare già adesso, in tempi non sospetti, che potrebbero risultare parecchio interessanti “Mon garçon” di Christian Carion, ma soprattutto lo spagnolo “Abracadabra” di Pablo Berger (già regista del meraviglioso “Blancanieves”), sul quale sono disposto a puntare tutti i miei risparmi (anzi, facciamo giusto un paio d’euro). Mi intrigano inoltre il norvegese “Skyggenes Dal” e “Stronger”, che verrà presentato a Roma dal suo protagonista Jake Gyllenhaal. E poi, per tutti i giovani uomini come me cresciuti negli anni 80, c’è il film su Mazinga che, ne sono certo, sarà uno spasso. Mi sembra già abbastanza, ma ancora non ho spulciato per bene il programma delle altre sezioni, da “Tutti ne parlano”, “Eventi Speciali” (da segnalare un documentario su Spielberg) fino ad “Alice nella città” (che da sempre riserva grandissime chicche).

Per quanto riguarda gli incontri quello con David Lynch è il fiore all’occhiello di questa dodicesima edizione. Così importante da mettere in ombra Ian McKellen, Christoph Waltz, Vanessa Redgrave, Xavier Dolan, Jake Gyllenhaal, Chuck Palahniuk, Nanni Moretti e molti altri.

Ancora una decina di giorni di sonno e poi ricominceranno le levatacce più belle della mia vita. A voi che leggete, anche quest’anno toccherà sorbirvi dieci appuntamenti quotidiani con i miei diari da cinefilo. Auguri!

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Festival di Roma 2014: La Festa di Muller

Presentata questa mattina la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, forse l’ultima dell’era Muller (il suo contratto, in scadenza a fine anno, è ancora da rinnovare). Un ritorno alle origini per la manifestazione che, nonostante mantenga nel nome la dicitura Festival, si ripropone come la Festa del Cinema di veltroniana memoria. La novità più interessante è senza dubbio l’abolizione di una giuria composta da addetti ai lavori: ad assegnare i premi quest’anno sarà il pubblico attraverso uno speciale sistema di voto telematico (tramite le postazioni site all’Auditorium o l’app per smartphone), grazie ad un codice presente su ogni biglietto. Quindi niente più premi ai migliori attori, alla sceneggiatura, alla regia e al contributo tecnico: il pubblico assegnerà soltanto il premio per il miglior film di ogni categoria. Andiamo a vedere nello specifico cosa succederà in questa nona edizione, che si svolgerà all’Auditorium dal 16 al 25 ottobre.

Cinema d’oggi: Il concorso del Festival prevede 16 film, più tre fuori concorso. Quest’anno mancano titoli del calibro di “Her” e “Dallas Buyers Club”, ma ci si può consolare con una serie di autori interessanti: ad esempio gli italiani Scimeca, Noce e Piva (rispettivamente con “Biagio”, “La foresta di ghiaccio” e “I milionari”), gli argentini Ortega  e Rosselli (“Lulu” e “Mauro”), il film cinese “Shier Gongmin” (remake del capolavoro “La parola ai giurati”) e l’unico statunitense in concorso, ovvero “Time out of mind” di Oren Moverman (con Richard Gere e Steve Buscemi).

Gala: Nella categoria gala una serie di film fuori da ogni concorso, la maggiorparte dei quali presentati in anteprima al Festival. I titoli più interessanti sono senza dubbio “Black and White” con Kevin Costner, “Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio, “Eden” della bravissima Mia Hansen-Love, “Gone Girl” di David Fincher (tra i film più attesi dell’intero Festival), “As the Gods will” dell’habitué Takashi Miike, il film d’animazione “Kahlil Gibran’s The Prophet”, “Still Alice” con Julianne Moore, “Trash” di Stephen Daldry (scritto da Richard Curtis) e “Tre tocchi” di Marco Risi.

Mondo Genere: La nuova sezione del Festival propone soltanto film di genere, come intuibile dal nome. I titoli più interessanti dei sette proposti sono senza dubbio “Nightcrawler” con Jake Gyllenhaal, “La prochaine fois je viserai le coeur” con Guillaume Canet, “Stonehearst Asylum” di Brad Anderson e l’attesissimo “Tusk” di Kevin Smith.

Prospettive Italia: Uno sguardo sul nuovo cinema italiano, tra film di finzione e documentari. Molta curiosità per il nuovo film di Roan Johnson, “Fino a qui tutto bene”.

Eventi: Arriva a Roma l’ultima grande interpretazione di Philip Seymour Hoffman, insieme a Willem Dafoe, Daniel Bruhl, Robin Wright e Rachel McAdams in “A most wanted man”. Sembra imperdibile anche l’ultima fatica del coreano Park Chan-Wook, “A rose reborn”.

Incontri: Punto forte di ogni edizione del Festival, anche quest’anno le Masterclass e gli incontri presentano un menu di tutto rispetto: Brad Anderson, Park Chan-Wook, Geraldine Chaplin, Kevin Costner, Takashi Miike, Clive Owen, Walter Salles, Wim Wenders e la consegna del Maverick Award all’indimenticabile Tomas Milian.

Retrospettive: Il focus di questa edizione è sul cinema gotico italiano, che presenta una selezione che farebbe venire l’acquolina in bocca a Quentin Tarantino e Eli Roth. Nel programma, inclusivo di un incontro con Joe Dante, troviamo una lunga scelta di film degli anni 60: da Antonio Margheriti a Riccardo Freda, da Giorgio Ferroni a Damiano Damiani, da Federico Fellini a Camillo Mastrocinque, fino ad una retrospettiva incentrata sul cinema di Mario Bava.

Alice nella Città: La categoria indipendente del Festival anche quest’anno presenta un programma decisamente interessante, con “Doraemon”, l’atteso “Guardiani della galassia” e il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet, “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”.

Tutto pronto per il Sundance Film Festival 2014

Poche ore all’inizio del Sundance Festival, punto di riferimento per il cinema indipendente americano e non solo. La kermesse, fondata da Robert Redford, ogni anno regala gioielli e piccoli grandi capolavori, basti pensare ad alcuni dei titoli visti a Park City negli anni passati: “Clerks”, “Memento”, “Il calamaro e la balena”, “Me and you and everyone we know”, “Frozen River”, “Man on wire”, “Winter’s bone”, “Animal Kingdom”, “Tyrannosaur”, “Another Earth”, “Re della Terra Selvaggia”, “Searching for Sugar Man”, per citarne alcuni. Da domani, fino al 26 gennaio, altro giro, altra corsa: sono oltre 120 i film presenti in cartellone, dalle anteprime mondiali ai documentari, ad una sezione apposita dedicata a film già visti in altri festival. Insomma, c’è un po’ di tutto. Andiamo a vedere quali sono i film più attesi, nella speranza di vederli prima o poi anche sugli schermi dei cinema italiani.

Boyhood (Richard Linklater): La trilogia dei “Before” ci ha emozionato per quasi vent’anni. Ma non è l’unico progetto di Linklater basato sul passare del tempo: le riprese di questo nuovo film sono cominciate nel 2002 e sono finite soltanto due anni fa. La storia è quella di una coppia divorziata (Ethan Hawke e Patricia Arquette) e l’impatto che hanno sul loro figlio, che nella storia (e nella realtà) cresce dall’infanzia fino all’adolescenza.

Frank (Lenny Abrahamson): Dopo la quasi certa nomination agli Oscar con “12 anni schiavo”, Michael Fassbender si mostra in una versione totalmente differente. Il film è la trasposizione in commedia della vera storia di Chris Sievey, un comico che decide di guidare una band musicale attraverso un alter ego (perennemente nascosto sotto una maschera di cartapesta). Uno dei titoli più interessanti in concorso al Festival.

Finding Fela (Alex Gibney): Documentario sulla figura di Fela Kuti, il musicista nigeriano che ha portato alla ribalta la musica Afrobeat. Ritmo, politica, amore, scenari suggestivi: la vita di Fela Kuti contiene abbastanza materiale per un documentario indimenticabile (non a caso a Hollywood è in lavorazione un biopic).

I Origins (Mike Cahill): Il film d’esordio di Cahill, “Another Earth”, era un vero e proprio gioiello cinematografico, vincitore del premio speciale della giuria proprio al Sundance (nel 2011). Cahill adesso ha scritto, diretto, prodotto e montato questo nuovo film a proposito di un biologo molecolare che insieme alla sua collega di laboratorio scopre qualcosa che potrebbe avere conseguenze drammatiche per la società.

Laggies (Lynn Shelton): Dalla regista di “Humpday” una nuova commedia stavolta incentrata su una sorta di sindrome di Peter Pan che colpisce la protagonista, interpretata da Keira Knightley, una ventottenne che vive ancora come un’adolescente.

Life Itself (Steve James): Uno dei film più attesi è il documentario dedicato alla vita di Roger Ebert, l’unico critico cinematografico ad aver vinto il premio Pulitzer. Già questo è un buon motivo per volerlo vedere. Aggiungeteci Martin Scorsese tra i produttori (e gli intervistati), e l’attesa si fa spasmodica. Per gli amanti del cinema e delle parole che si spendono sopra i film, è una pellicola imperdibile.

The trip to Italy (Michael Winterbottom): Tra i registi di punta di questa edizione del Sundance, Winterbottom propone un documentario (a grandi tratti mockumentary) che segue la coppia Steve Coogan e Rob Brydon in un viaggio on the road dalla Liguria fino a Capri.

Wish I was here (Zach Braff): Dopo l’apprezzatissimo “La mia vita a Garden State”, Zach Braff (lo ricorderete nei panni di JD in “Scrubs”) torna dietro la macchina da presa con una nuova commedia finanziata interamente attraverso una raccolta fondi attuata sul web.

Tutto quel che c’è da sapere sull’ottava edizione del Festival di Roma

Ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la seconda per Marco Muller, che dopo le tante polemiche legate alla scorsa edizione vuole accendere nuovamente gli entusiasmi della folla. Più Festa (quindi più divi) e meno Festival (due sale tagliate, meno anteprime mondiali), un passo indietro rispetto a quanto detto lo scorso anno dal direttore, ma un passo in avanti per venire incontro alla partecipazione del pubblico. I nomi di registi di un certo livello non mancano: Spike Jonze, Takashi Miike, Scott Cooper, Alex De La Iglesia, Eli Roth, Jonathan Demme, Tsui Hark, Juan Josè Campanella e molti altri. Andiamo subito a spulciare le varie sezioni del programma.

Concorso. Saranno ben diciotto (più forse un’altra a sorpresa, dal Kazakistan) le pellicole in lizza per il Marc’Aurelio d’oro. I titoli più interessanti sono quelli del già citato Spike Jonze (“Her”, con Joaquin Phoenix), “Out of the furnace” (di Scott Cooper, con Christian Bale e la colonna sonora di Eddie Vedder), “The mole song” (di Takashi Miike). Gli altri film in concorso sono “Another me” (di Isabelle Coixet, con Jonathan Rhys Meyers, Claire Forlani e Rhys Ifans), “I am not him” (del turco Tayfun Pirselimoglu), “Foreign bodies” (di Mirko Locatelli, con Filippo Timi), “Dallas buyers club” (di Jean-Marc Vallée, con Matthew McConaughey e Jared Leto), “Entre nos” (del brasiliano Paulo Morelli), “Gass” (dell’iraniano Kiarash Asadizadeh), “Blue sky bones” (del cinese Jian Cui), “Manto acuifero” (film messicano di Michael Rowe), “Quod erat demonstrandum” (del romeno Andrei Gruzsnickzki), “Seventh code” (del giapponese Kiyoshi Kurosawa), “Sorrow and joy” (del danese Nils Malmros), “Take five” (opera seconda di Guido Lombardi), “Tir” (di Alberto Fasulo), “La vita invisibile” (del portoghese Vitor Gonçalves) e “Volantin Cortao” (dei cileni Diego Ayala e Anibal Jofré).

Fuori concorso. Anche quest’anno saranno molte le pellicole fuori concorso. Ad aprire il Festival ci penserà, un po’ a sorpresa, Giovanni Veronesi con “L’ultima ruota del carro”, commedia con Elio Germano. Già annunciato da tempo anche il secondo film della saga di “Hunger Games”, con il premio Oscar Jennifer Lawrence. A sorpresa il film di Nicolas Bary tratto dal capolavoro di Daniel Pennac, “Il paradiso degli orchi”, e le ultime fatiche di Alex De La Iglesia (“Las brujas de zugarramurdi”) e Eli Roth (“The green inferno”). Da Toronto il primo film di Mark Turtletaub, “Gods behaving badly”, con Christopher Walken, John Turturro, Sharon Stone e Alicia Silverstone. Grande attesa anche per “Snowpiercer” di Joon-Ho Bong, con Chris Evans, Tilda Swinton, Ed Harris, Jamie Bell e John Hurt. Tra gli italiani il nuovo film di Davide Ferrario (“La luna su Torino”) e dei Manetti Bros (“Song’e Napule”). Carlo Carlei porterà al Festival “Romeo and Juliet”, mentre sarà omaggiato Aleksei Jurevic German con la prima mondiale di “È difficile essere un dio”. Tra gli eventi speciali fuori concorso è prevista la prima mondiale di un lavoro di otto minuti di Wes Anderson, “Cavalcanti”.

Altre sezioni. Già annunciato nei giorni scorsi il programma dell’unica sezione totalmente indipendente del Festival, Alice nella Città, che si presenta con dieci film in concorso e una serie di eventi e proiezioni speciali (il nome di richiamo è il film Disney “Planes”, ma scommettiamo sul nuovo lavoro di Juan Josè Campanella, “Metegol”). C’è curiosità anche per la trasposizione cinematografica di uno storico cartone animato, “Belle and Sebastien”, interpretato da attori in carne e ossa.  Per quanto riguarda CinemaXXI il grande nome è quello di Jonathan Demme, che terrà un incontro con il pubblico e presenterà in anteprima mondiale il suo nuovo film, “Fear of falling”. Il film di chiusura sarà il cinese “The white storm” di Benny Chan.

Giurie. Il presidente della giuria internazionale del Concorso sarà James Gray, regista di “Two Lovers”. A presiedere invece la giuria internazionale della sezione CinemaXXI ci sarà Larry Clark, vincitore della scorsa edizione del Festival con il discusso “Marfa Girl”. Gli altri elementi della giuria saranno annunciati in seguito.

Altro. Il premio alla carriera sarà consegnato ai familiari del grande regista russo Aleksej Jurevič German mentre il Maverick Director Award finirà nelle mani del regista di Hong Kong Tsui Hark (che sarà protagonista di una masterclass).  Altra notizia è la presenza di Wes Anderson, che incontrerà il pubblico e presenterà un suo cortometraggio. Da confermare invece l’incontro con Christian Bale e Casey Affleck.  Torna a disposizione del Festival la sala più bella dell’Auditorium, la Santa Cecilia, lo scorso anno occupata nello stesso periodo dal Festival del Jazz. Sono state invece tagliate le due le sale esterne sempre presenti nelle passate edizioni e quindi tutto il Festival si svolgerà all’interno dell’Auditorium (a parte le proiezioni di CinemaXXI, che si svolgeranno al MAXXI, e una serie di repliche al Cinema Barberini). Un taglio necessario per investire di più sui nomi da portare sul tappeto rosso? Staremo a vedere. Ad ogni modo scaldiamo i motori, tra meno di un mese (dall’8 al 17 novembre), tutti all’Auditorium per l’ottava edizione del Festival.