Recensione “La Ballata di Buster Scruggs” (“The Ballad of Buster Scruggs”, 2018)

Sei episodi, sei capitoli, sei racconti di un epico libro western, storie di uomini, storie di frontiera americana. Non è un caso che la prima inquadratura del primo spezzone sia una panoramica sulla Monument Valley, mitico set dei western di John Ford, icona del cinema statunitense nonché simbolo del mito della frontiera. Probabilmente non è neanche un caso che gli episodi siano sei, come i proiettili di una Colt, colpi che esploderanno più volte lungo i capitoli del film.

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Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

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Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

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Recensione “How I Met Your Mother” (2005-2014)

TV LOOKOUT

Due mesi fa, quasi per sbaglio, mi sono messo a guardare la prima puntata di “How I Met Your Mother”, un po’ per curiosità, giusto per ammazzare il tempo una ventina di minuti prima di passare ad altro: è andata a finire che mi sono visto nove episodi uno dopo l’altro. Proprio io che non ho mai amato le sitcom, che sono uno dei pochi a non sapere a memoria le battute di “Friends”, che ha sempre trovato irritante “The Big Bang Theory” e che, da questo punto di vista, non era mai andato oltre “Happy Days”. Due mesi sono bastati a completare nove stagioni, 208 episodi, lasciandomi adesso un’incredibile sensazione di vuoto, tipico di quando si passa molto tempo in compagnia di un gruppo di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona. Da quell’episodio pilota non sono più riuscito a smettere, sorprendendomi di quanto questo show potesse essere divertente e appassionante.

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Capitolo 241

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Come al solito uno non si può distrarre un attimo e si ritrova con un altro capitolo pieno di film: 8 pellicole viste nelle ultime due settimane, complici i giorni di festa, il ponte del 25, quello del Primo Maggio e le ferie forzate. Mi sto lamentando? Giammai. Tre proiezioni stampa (prima di Cannes c’è sempre un bel pienone), due rewatch del passato, un paio di film su Netflix, una capatina al cinema e un bel po’ di episodi di serie tv, tanto per non farsi mancare niente. Via con la sigla, perché c’è molto di cui parlare.

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Twin Peaks 2017: Io sono l’FBI (Episodio 16)

Una settimana. Ancora una settimana, sette maledettissimi giorni e Twin Peaks finirà, presumibilmente, per sempre. Io non credo di essere pronto a questo. I botti di queste ultime puntate non fanno che confermare ciò che avevamo sempre sospettato: siamo testimoni di qualcosa di storico, di un capolavoro che verrà visto, rivisto, studiato, teorizzato e finalmente compreso. Anche questo episodio non è certamente avaro di sorprese, in un susseguirsi di scene madri che rendono la sedicesima puntata senza dubbio indimenticabile. Il motivo numero uno, neanche a dirlo, è il momento che tutti noi attendevamo da 25 anni. Stiamo per entrare in zona spoiler. La stiamo attraversando. Ultimo avviso. Ci siamo: Cooper è tornato! “Finalmente”, come afferma Mike. Vorrei parlare subito di questo ma cerchiamo di fare i bravi: atteniamoci alla cronologia, torneremo su Cooper tra qualche riga. Sigla.

Un sottofondo musicale inquietante e la soggettiva notturna di un’automobile sulla strada fa capire immediatamente che l’apertura della puntata è per Mr C. Lui e Richard arrivano al punto delle coordinate che Cooper malvagio aveva ottenuto da Ray, da Philip Jeffreys e da Diane. Mr C, che stupido non è, manda Richard nel punto esatto indicato dalle coordinate, dando un’ennesima conferma sulla sua paternità (“Sono più vecchio di te di 25 anni”, coincide tutto direi!). Il figlio di Audrey viene folgorato da una scarica elettrica, sotto gli occhi del suo malvagio padre: “Goodbye my son”. Jerry Horne, finalmente fuori dal bosco in cui si era perso, è testimone della scena. Anche Richard è dunque fuori dalla serie (ma direi che non ne sentiremo la mancanza).

Dalla notte di Twin Peaks saltiamo ai colori caldi del Nevada: eccoci a Las Vegas, fuori dalla casa di Dougie Jones. Cosa sarà successo dopo la scossa elettrica della scorsa puntata? Ancora non lo sappiamo perché fuori da casa sua ci sono Tim Roth e Jennifer Jason Leigh che aspettano il nostro Dougie per farlo fuori. In quel momento giungono sul luogo l’FBI e anche i fratelli Mitchum, mentre Roth e Leigh finiscono casualmente nel mezzo di una sparatoria causata da un parcheggio fatto male (se vivessero a Roma dovrebbero sparare a mezza città…). La coppia mandata da Mr C soccombe in una scena surreale in cui il vicino di Doug gli spara addosso una mitragliata pur di sostenere le sue ragioni a proposito del parcheggio. “Ma che cazzo di quartiere è?”, commenta Bradley Mitchum, non a torto. “La gente è molto stressata”, gli risponde il fratello.

Dougie, dopo la scossa, è finito in coma. La sua famiglia e il suo capo gli sono attorno, nella speranza di vederlo tornare tra loro. Poco dopo, mentre Janey-E e Sonny Jim sono fuori, Bushnell sente uno strano rumore nella stanza (il suono che sentivano Horne e Kimberly nel Great Northern?). Il capo di Dougie si allontana nel corridoio e la coscienza di Dale Cooper torna finalmente nel suo corpo: l’Agente Speciale Cooper apre gli occhi e capiamo subito che non si tratta più di Dougie. Mike, in una visione della Red Room, gli dà il bentornato: “Ti sei svegliato, era ora”. Cooper annuncia fiero, davanti a tutti noi: “Al cento per cento!”. Seguono urla di giubilo dagli spettatori di tutto il mondo. Prima di alzarsi dal letto Cooper chiede a Mike di “fabbricare” un altro doppione (allo scopo, come capiremo poco dopo, di ridare Dougie alla sua famiglia). Cooper è tornato! La sua proverbiale favella dà subito disposizioni a tutti e, quando Bushnell gli comunica che l’FBI lo sta cercando, Cooper, accompagnato dalla musica di Badalamenti, replica prontamente: “Io sono l’FBI!”. Vi giuro su Francesco Totti che ho detto “I am the FBI” in contemporanea con Cooper, l’enfasi della scena e il primo piano di Kyle MacLachlan non potevano che regalarci una frase di questo genere. Brividi forti per una frase già consegnata alla storia delle serie tv.

Giungiamo ora alla questione Diane. Era chiaro a tutti che c’era qualcosa che non andasse nella donna. Dopo aver ricevuto un inizialmente sibillino “:-) ALL” da Mr C (tramite SMS), Diane si reca in piano sequenza dai suoi ex-colleghi per raccontare la celebre notte in cui incontrò Cooper due decenni prima. Come avevo già teorizzato nel recap della settima puntata, Diane è stata violentata da Cooper malvagio. La donna poi, sconvolta, confessa di non essere se stessa e, mentre sfodera una pistola per sparare a Gordon Cole, Albert la fredda prontamente. Il messaggio con scritto “All” significava dunque che Diane li doveva uccidere tutti. Il corpo di Diane sparisce nel nulla e Tammy capisce che si trattava anche lei di un tulpa (stessa sorte capitata alla donna del primo caso “Rosa blu”, di cui ci aveva parlato Albert qualche puntata fa). Diane fa dunque la fine del primo Dougie: la ritroviamo nella Red Room, dove Mike gli comunica che è stata “fabbricata”. Le ultime parole dell’ex segretaria di Cooper sono: “Lo so, vaffanculo”. E anche lei svanisce, lasciando dietro di sé la solita palletta (oggi abbiamo scoperto che si tratta di un seme per realizzare questi celebri “doppioni”).

Nella scena successiva Cooper si congeda dalla moglie di Dougie e da suo figlio, dicendogli che l’uomo ritornerà molto presto da loro, per sempre (VOGLIAMO LO SPIN OFF! VOGLIAMO LO SPIN OFF!). Senza dubbio si tratta del momento strappalacrime della puntata: Naomi Watts capisce che Cooper non è Dougie, il figlioletto è distrutto dal dolore, ma Cooper li rassicura entrambi: “I will be back”. Janie-E saluta così la serie con un ultimo bacio e un amorevole “chiunque tu sia, grazie”. Cooper se ne va con i suoi nuovi amici, i fratelli Mitchum, i quali gli hanno preparato un jet privato per portarlo immediatamente a… Twin Peaks, ovvio! La macchina da presa si allontana lemme lemme da Janie-E e suo figlio: una carrellata all’indietro senza dubbio letale per chi ha la lacrima facile. Cooper è proprio come lo ricordavamo: educato, gentile, sempre con una parola carina per tutti. L’eroe di tutti, l’eroe che ci era mancato.

Le sorprese non sono ancora finite, ce ne saranno ancora tre negli ultimi sette minuti (!!!). La scena si sposta come di consueto al Roadhouse dove siamo tutti orgogliosi di presentare Edward Louis Severson: chi cazz’è, direte voi. Mentre voi ve lo chiedevate, io stavo già urlando di gioia: dall’ombra sbuca infatti una chitarra acustica e la voce inconfondibile di Eddie Vedder (annunciato al Roadhouse con il suo vero nome: se lo sapevate anche voi vengo là e vi stringo la mano, amici miei). La canzone eseguita dal frontman dei Pearl Jam si intitola “Out of Sand”, che Vedder ha scritto appositamente per la serie di David Lynch. Colpo di scena numero uno.

Subito dopo l’esibizione di Eddie Vedder Audrey entra (finalmente!) al Roadhouse con Charlie. I due si siedono al bancone, ma non fanno in tempo a fare un brindisi che il presentatore annuncia nientepopodimeno che la “Audrey’s Dance”. Audrey è spiazzata ma, nel momento in cui parte il suo celebre tema (che fa per la prima volta la sua comparsa in questa stagione della serie), comincia a ballare come ai vecchi tempi. “Ma questo non può essere reale!”, urlo io nel buio della mia stanza, per il piacere dei vicini. Colpo di scena numero due.

Il ballo è interrotto da una rissa improvvisa, Audrey corre verso Charlie (e verso di noi), urlando “Fammi uscire di qui!”. Stacco netto: Audrey, senza trucco, sotto una fredda luce a neon, con un vestito bianco che potrebbe essere un camice ospedaliero, si guarda allo specchio e ripete “What? What?”. Ragazzuoli e ragazzuole, anche se non è ancora sicuro al 100%, vi chiedo scusa e sfodero la mia coda di pavone: non posso fare a meno di vantarmi per aver azzeccato la teoria surreale che vi avevo proposto nel riassuntone dell’Episodio 13 (copio-incollo per i più pigri): “L’unica teoria che mi viene in mente è: tutto ciò non è reale. Forse Audrey è ancora in coma e tutto ciò sta avvenendo nel suo cervello. Ma forse sarebbe troppo anche per Lynch”. Sembrerebbe proprio che niente è mai troppo per David Lynch. Colpo di scena numero tre.

La puntata si chiude qui e con i titoli di coda sopraggiunge la consapevolezza che lunedì prossimo, a quest’ora, avremo già visto le ultime due puntate di Twin Peaks. Sarà una doppietta massacrante a livello emotivo ma presumo spettacolare a livello narrativo. Da martedì potremo fondare un gruppo di supporto per i malati di Twin Peaks che rimarranno orfani della serie. Chi viene con me?

Part 16

Twin Peaks 2017: Who Is The Dreamer? (Episodio 14)

Mentre quasi tutti sono in vacanza, Twin Peaks sfodera il jolly. Ve lo dico subito, senza perdere tempo: il 14 è l’episodio più bello dell’ultimo mese e mezzo. Una scena bomba dopo l’altra e, nel mezzo, una storia assurda a proposito di un guanto verde, ma ne parleremo più avanti. Non so cosa sia più spiazzante: la notizia che riguarda Diane, il sogno di Gordon Cole, la spedizione della polizia di Twin Peaks, il racconto del ragazzo londinese o Sarah Palmer nel bar. Un po’ tutto diciamo: sono tutti momenti che portano questa puntata a livelli veramente alti di spettacolo e coinvolgimento. Siete pronti? Cominciamo? Forza.

L’episodio parte subito alla grande: Cole telefona alla stazione di polizia di Twin Peaks per parlare con lo sceriffo Truman. Dall’altra parte del telefono non c’è Harry però, come si aspettava Gordon, bensì Frank, suo fratello, che informa il direttore dell’FBI a proposito del ritrovamento delle pagine perdute del diario segreto di Laura Palmer (apro una parentesi che forse avrebbe bisogno di un articolo a parte: potrebbero esserci dei diversi livelli temporali in base alle città in cui si svolge questa stagione? Insomma, ciò che succede a Twin Peaks potrebbe non accadere in contemporanea con ciò che vediamo in South Dakota o a Las Vegas? Il ritrovamento del diario era avvenuto parecchie puntate fa…). Cole viene dunque a sapere che, a quanto dice il diario di Laura, ci sono due Cooper. Nel frattempo Albert e Tammy parlano a proposito del primo caso “Rosa Blu” e Albert domanda alla sua collega cosa significhi questo termine: “Rosa blu è qualcosa che in natura non esiste, è un Tulpa”. Tulpa (grazie google) è un termine tibetano che definisce un’entità incorporea (in generale creata tramite la meditazione, ma non credo che i demoni di “Twin Peaks” abbiano a che fare con la meditazione…). Subito dopo Gordon raggiunge i due insieme a Diane, e nel successivo scambio di battute veniamo a sapere che (ATTENZIONE ATTENZIONE) Diane è la sorellastra di Janey-E, dunque la cognata di Dougie (!!!). L’ex segretaria di Cooper riferisce che, per quel che ne sa, la coppia vive a Las Vegas e Gordon mette subito in allerta la divisione locale dell’FBI per rintracciare Dougie e consorte (evvai!).

Subito dopo, una delle scene più importanti di questa puntata: il sogno di Gordon Cole. Il tema del sogno è sempre stato senza dubbio una delle chiavi per interpretare “Twin Peaks” (per non parlare di “Mulholland Drive”), ciò che accade in sogno ha sempre un senso, un collegamento con la realtà: i sogni di Cooper, se ricordate, contenevano moltissimi indizi per identificare l’assassino di Laura Palmer. Cole racconta così il suo sogno, in una bellissima scena in bianco e nero: a Parigi, Monica Bellucci (!!!) chiede di incontrarlo in un café (a Rue de Montparnasse, ne sono stato certo sin dalla prima inquadratura, e infatti ho trovato conferma in questo frame di Google street view: scusate la mancanza di modestia ma la mia memoria fotografica è imbattibile). Cole avverte la presenza di Cooper, ma non può vederlo in volto. Cole e Monica Bellucci prendono un caffé e la donna dice: “Siamo come colui che sogna, che sogna e che dentro al sogno ci vive”. E subito dopo: “Ma chi è che sta sognando?” (Who the fuck is the dreamer? Scusate l’aggiunta, ma è totalmente spontanea). Allora? Beh? Niente? Vabbè, in qualche modo, si parla senza dubbio di Cooper. Cooper sta vivendo in un sogno? Le esperienze di Dougie sono un sogno di Cooper? Sembra tutto così assurdo. Il racconto di Cole prosegue con il direttore che si gira e rivede se stesso da giovane, negli uffici dell’FBI di Philadelphia. Nella scena (che appartiene a “Fuoco cammina con me”) c’è Cooper che riferisce al suo superiore di essere preoccupato a proposito di un sogno, subito dopo riappare Phillip Jeffreys (che bello rivedere David Bowie) che indica Cooper affermando: “Chi diavolo credete che sia questo qui?” (riprendo la frase dal doppiaggio originale del film). Cole aveva dimenticato questo dettaglio che è riaffiorato in sogno, e pensa che sia qualcosa di molto importante. Anche Albert, presente quel giorno a Philadelphia, ricorda la scena. Per ora non possiamo saperne di più.

Twin Peaks, stazione di polizia. Finalmente quel pezzo di mxxxa di Chad viene arrestato dai suoi colleghi e superiori. Subito dopo Truman, Hawk e Andy seguono Bobby nel percorso indicato dal padre di quest’ultimo. Dopo alcuni minuti li troviamo nel luogo segnato dal Maggiore: qui c’è Naido (la donna senza occhi dell’Episodio 3), stesa nuda per terra, sfinita ma ancora viva. C’è un vortice e Andy sparisce all’improvviso: il poliziotto dal cuore d’oro finisce al cospetto del Gigante, in quella che possiamo definire la loggia bianca (il luogo, fotografato in bianco e nero, dove abbiamo sempre incontrato il Gigante in questa stagione). Il Gigante apre bocca solo per presentarsi: “Io sono il Pompiere” (sappiamo che in Twin Peaks il Fuoco rappresenta il Male e il pompiere è colui che per definizione spegne le fiamme…). Andy comincia un trip in cui vede svariate cose, nell’ordine: La Madre, la nascita di Bob, la pompa di benzina e il mini market con gli uomini neri, l’uomo del bosco che chiede di accendere, fili elettrici (il fuoco moderno, come ci aveva spiegato Hawk), Laura Palmer, Naido, i due Cooper sovrapposti, il telefono della centrale di polizia, se stesso e Lucy, Naido che stringe la mano di Andy, un palo della luce con il numero 6, che dai colori pastello che compaiono credo si trovi a Las Vegas…). Andy torna tra di noi, nessuno dei suoi colleghi ricorda cosa sia successo, Andy suggerisce di portare la donna senza occhi alla centrale, perché è in pericolo e bisogna metterla al sicuro. Una postilla: nei titoli di coda la Madre, o quella cosa che genera Bob e tutto il male, è chiamata “Experiment” (ed è interpretata da un bel pezzo di figliola, tale Erica Eynon).

Altra scena assurda in arrivo: James e un ragazzo dall’evidente accento britannico (scopriremo poco dopo che viene da Londra) fanno una piccola pausa dal lavoro. I due fanno parte della sicurezza presso il Great Northern Hotel (guardate lo stemma sulla spalla) e il ragazzo indossa un guanto verde alla mano destra, con il quale sta frantumando alcune noci. James è sorpreso dal fatto che Freddie, questo il nome del ragazzo, non possa togliersi il guanto, che è come una parte di lui. Ecco che Freddie gli racconta, sotto parecchia insistenza da parte di James, tutta la storia. La faccio breve: era a Londra, vede un vortice e il Pompiere gli dice di andare in un certo negozio a comprare un certo guanto e di infilarselo, in questo modo la sua mano destra avrà una forza incredibile. Poi il ragazzo doveva prendere un aereo per Twin Peaks, dove lì lo attendeva il suo destino. Ed è così che è arrivato a Twin Peaks, dove lavora con James come guardia (bel destino del cavolo!). Prima di passare alla clamorosa scena successiva, James fa un giro dentro la caldaia e il suo sguardo si sofferma su una porta chiusa…

Ora siamo in un bar, dove Sarah Palmer, la donna più inquietante di Twin Peaks, si siede a bere un drink. Qui viene importunata da un camionista che, molto volgarmente, la insulta e la provoca. Sarah Palmer si gira, si apre la faccia (??!!) e mostra al suo gentile interlocutore ciò che ha dentro, prima di staccargli un pezzo di collo con un morso. Mentre il camionista soccombe, la donna si ricompone e chiama aiuto. Ma che diavolo è successo??? Penso sia il momento di spararvi la mia teoria: nell’episodio 8 un insetto gigante, proveniente con tutta probabilità dall’Esperimento, si introduce nella bocca di una ragazza addormentata. Già ai tempi avevamo teorizzato che quella ragazza potesse essere Sarah Palmer, visto che l’età coincideva e che Sarah già dal vecchio Twin Peaks ha sempre avuto strane visioni di Bob, cavalli bianchi e simili. Ora, portando avanti questa teoria, possiamo affermare che l’insetto-mostro dentro di lei stia prendendo il sopravvento sul corpo della donna, rendendola ancora più inquietante di quello che è.

La puntata si conclude come sempre al Roadhouse con una ragazza seduta al tavolo con un’amica, ovvero la figlia di Tina, la donna alla quale aveva telefonato Charlie (il marito di Audrey) per avere notizie dello scomparso Billy. La ragazza racconta di essere stata l’ultima, insieme a sua madre, ad aver visto Billy (l’amante di Audrey). L’uomo era insanguinato e scappava. Tra l’altro la ragazza sospetta che ci fosse qualcosa tra lui e sua madre (motivo per cui Audrey, due puntate fa, parlava di Tina chiamandola “stronza”). Su questo fronte non ne sappiamo di più, ma potremmo escludere la teoria secondo la quale Audrey è ancora in coma e sta sognando tutto (tra l’altro Audrey nell’Episodio 12 aveva detto di aver sognato Billy con sangue al naso e alla bocca, come ha poi effettivamente raccontato la figlia di Tina: ancora i sogni…). La domanda ora sarebbe: chi è questo famigerato Billy, amante di Audrey e di Tina, da due giorni scomparso da Twin Peaks? Al 99% è il possessore del camion usato da Richard per uccidere il bambino nell’Episodio 7. In quella puntata Andy lo doveva interrogare ma il “contadino” (come è citato nei titoli di coda) sparì nel nulla.

Chiudo l’articolo con una teoria espressa da un amico sabato sera davanti ad una birra: nel terzo episodio Cooper veniva allontanato da Naido dall’uscita numero 15. L’agente era poi tornato nella realtà tramite l’uscita numero 3 (e Mike dirà a Dougie che era stato ingannato). Nell’episodio 3 dunque Cooper prende l’uscita numero 3 e finisce a Las Vegas nel corpo di Dougie Jones. Se avesse preso l’uscita 15 sarebbe dunque tornato ad essere Cooper come lo conosciamo? E se l’uscita 3 è collegata all’episodio 3, è possibile che l’uscita 15 possa significare che Cooper tornerà normale nell’episodio 15? Con Lynch non si sa mai, non ci resta che aspettare sette giorni e scoprire se questa teoria corrisponde alla realtà… Nel frattempo, attenzione a ciò che sognate.

Harry Goaz in a still from Twin Peaks. Photo: Suzanne Tenner/SHOWTIME

 

Twin Peaks 2017: Let’s Rock (Episodio 12)

In questa nuova puntata c’è tanta carne al fuoco, tante piccole scene che invece di dissipare qualche dubbio ci creano nuovi interrogativi. Lo spettatore più esigente sarà stanco di tutte queste lungaggini, ma l’impressione è che Lynch voglia tirare la storia per le lunghe, fino alla fine della stagione. A me sta bene così. Di certo la prima cosa che viene in mente nel veder scorrere i titoli di coda è: quant’è strano guardare un episodio di Twin Peaks senza Kyle MacLachlan (a parte una scena della durata di cinque secondi). Ormai siamo abituati a qualunque stranezza che riusciamo a godere di Twin Peaks con qualunque personaggio, in qualunque ambiente.

La puntata comincia con un bello spiegone di Albert a proposito dei casi “Rosa Blu”. Se avete visto recentemente “Fuoco cammina con me” (e avreste dovuto farlo, per capire qualcosa di questa stagione) sapete che con questo codice l’FBI si riferisce a quei casi in cui c’è di mezzo il sovrannaturale. Per questo è stato creato il reparto Blue Rose, con a capo Phillip Jeffreys (che era interpretato da David Bowie). Al servizio di Jeffreys furono impiegati soltanto tre agenti: Albert, Cooper e Chet Desmond (sparito nel nulla mentre indagava sul caso Teresa Banks nel parcheggio per camper di Carl, che abbiamo visto molte volte in questa stagione). Albert fa giustamente notare che è l’unico dei quattro membri della squadra a non essere sparito, motivo per cui l’FBI non ha fatto trapelare informazioni a proposito di questa task force. Finora, perché ad ascoltare tutta questa storia è Tammy, che viene invitata ad entrare nella squadra. La ragazza accetta con entusiasmo. Poco dopo entra in scena, da un tendone rosso che ci ricorda ben altri luoghi, la solita enigmatica Diane. Albert e Gordon le offrono un lavoro, oltre all’occasione di capire che cosa è successo al suo amico Cooper. La donna accetta usando un’espressione piuttosto simbolica: “Let’s Rock!” (termine usato dal Nano – The Man From Another Place – nella Loggia Nera durante il sogno di Cooper e soprattutto il messaggio lasciato su un camper subito dopo la sparizione di Chet Desmond in “Fuoco cammina con me”).

Passiamo a Twin Peaks: qualche secondo con Jerry Horne stralunato, tanto per non farcelo mancare, quindi la scena si sposta in un supermercato. Qui c’è Sarah Palmer che compra bottiglie di alcolici fino a ritrovarsi in preda ad una visione. Attacca i cassieri dicendo che devono stare attenti e affermando molte altre cose un po’ sibilline: “La tua stanza sembra diversa e degli uomini stanno arrivando. Possono succedere delle cose! A me sono successe delle cose…”. Gli uomini di cui parla la madre di Laura sono probabilmente gli uomini neri (i barboni, i woodsmen o come vogliamo chiamarli): erano stati creati dentro un minimarket e il fatto di trovarci in un supermercato potrebbe essere simbolico. Subito dopo qualche scambio di battute tra Carl e un suo inquilino, prima di trasferire la scena a Las Vegas, dove il figlio di Dougie lancia una palla da baseball verso il padre, colpendolo su una spalla.

Torniamo a Twin Peaks, che è meglio. Una casa inconfondibile domina l’inquadratura: è la casa dei Palmer. Hawk si reca a far visita a Sarah, per capirne di più sulla sua scenata al supermercato. I due parlano sulla soglia, la donna dice di star bene adesso, poi si sentono dei rumori dentro casa e Hawk si insospettisce e domanda se in casa c’è qualcuno. Sarah sembra stia nascondendo qualcosa, anche se afferma che si tratta di semplici rumori in cucina (sta mentendo, cazzarola!): “è una stramaledetta brutta faccenda, non è vero, Hawk?”. La signora Palmer sembra di nuovo in piena crisi, ma subito dopo si calma e congeda il vice-sceriffo. Che donna inquietante (e che attrice straordinaria).

Breve panoramica su Miriam in terapia intensiva (non devo ripetere ogni volta chi sono i personaggi, vero? Miriam era la testimone oculare dell’incidente in cui Richard ha investito il bambino, mandata all’ospedale dallo stesso Richard, il quale ha tentato di ucciderla un paio di puntate fa), quindi andiamo in South Dakota, dove Diane si messaggia con Mr C (il Cooper malvagio, come abbiamo spiegato qui): “Las Vegas?”, chiede lui, “Non l’hanno ancora chiesto”, replica lei. Las Vegas! Dougie! Quindi Mr C pensa che l’FBI sia già a conoscenza dell’esistenza di Dougie. Altro cambio di scena, torniamo a Twin Peaks: lo sceriffo Truman va da Ben Horne per riferirgli che suo nipote ha ucciso il bambino (quindi Miriam è riuscita a denunciarlo, evvai!). La prima cosa che vedo in questa scena è il portachiavi verde della stanza 315: presumo che Ben, dopo le cattive notizie, sposterà la conversazione su Cooper. E così è! Il direttore del Great Northern consegna allo sceriffo le chiavi, ricevute per posta qualche puntata fa, lasciando Truman molto sorpreso dai collegamenti che si stanno creando negli ultimi episodi. Poi Ben, una volta salutato lo sceriffo, parla a Beverly di suo nipote Richard, dicendo che è cresciuto senza un padre (ma tanto si è capito che ad ingravidare Audrey è stato Cooper cattivo, è inutile che date altri indizi).

South Dakota, again, Gordon Cole è intento a bere bordeaux con una gattina francese, quando Albert lo interrompe. Il serioso agente racconta dei messaggi tra Diane e il misterioso interlocutore, domandandosi insieme a Gordon cosa dovrebbero chiedere a Diane a proposito di Las Vegas. Lo scopriremo, nel frattempo Cole vorrebbe tornare a bere vino con la signorina di prima. Albert resta impassibile: “Albert, certe volte mi preoccupo tantissimo per te” (ma come facevano durante le riprese a non ridere questi due fenomeni? Sono stupendi). Nel frattempo Tim Roth, in compagnia di Jennifer Jason Leigh, fa fuori il direttore del carcere del South Dakota (l’ho capito leggendo il nome sui titoli di coda, se no chi se lo ricordava…).

Altra scena: Jacoby, nelle vesti di Beppe Grillo, lancia una delle sue invettive televisive contro la società. Nadine, come al solito, è estasiata. Subito dopo c’è un’entrata in scena totalmente inaspettata: Audrey Horne (!!!) è in piedi davanti ad un camino e sembra arrabbiata. La sua entrata in scena non è cool come quella di Diane ad inizio stagione, anzi, sembra che Audrey non sia mai andata via. Lynch continua a prenderci per i fondelli: ci ha fatto desiderare il ritorno di Audrey per dodici puntate e poi ce la propone così, all’improvviso, in una scena del tutto inaspettata. Dietro ad una grossa scrivania c’è un nano, che è suo marito (!!!). Lei è infuriata, perché vuole convincere Charlie (il marito) a venire con lei per cercare un certo Billy, che a quanto pare è il suo amante. L’uomo parla di un accordo che ha stipulato con Audrey: “Rinunceresti al nostro contratto? Rinnegheresti un contratto?” (non credo sia il contratto matrimoniale, anche se questo matrimonio deve far parte di un qualche strano accordo tra i due, ma magari mi sbaglio). Audrey fa un sacco di nomi (Billy, Paul, Tina) e noi ci chiediamo cosa stia succedendo: Lynch mette altra carne al fuoco quando mancano solo sei puntate? L’uomo alla fine fa una telefonata per scoprire cosa è successo a Billy, parla con questa Tina e dalla conversazione sembrano emergere notizie sensazionali. Audrey è sbalordita, vuole saperne di più e anche noi, ma purtroppo la scena si interrompe prima che possiamo capirci qualcosa. Si parla comunque di un camion di cui Billy e proprietario: forse si tratta del tizio spaventatissimo interrogato da Andy e poi sparito nel nulla? Quello a cui Richard aveva preso il camion con il quale aveva investito il bambino (cfr. Episodio 7)? Boh. Il punto è: noi siamo Audrey: sbuffiamo, vogliamo capirci qualcosa ma non possiamo. Lynch è Charlie: sa tutto e non ce lo dice.

Stacco su Diane. Al bar dell’albergo la donna digita le coordinate che aveva visto sulla foto del braccio di Ruth Davenport: indovinate un po’ che luogo indicano quelle coordinate? Ovviamente la nostra Twin Peaks. Proprio qui, come al solito, va a terminare la puntata: due ragazze bevono Heineken e parlano di una loro amica, del tizio con cui esce e di varie frivolezze, anche se il tutto è avvolto da uno strano alone: qualcosa sta per succedere. Per ora non ne sappiamo di più, speriamo vivamente di avere qualche risposta in più tra sette giorni, ma tanto sappiamo già che non l’avremo. Buonanotte.

Sherilyn Fenn in a still from Twin Peaks. Photo: Courtesy of SHOWTIME

Cooper, Doppelganger e Dougie: il punto della situazione su Twin Peaks

Mancano soltanto 7 episodi al termine di “Twin Peaks”. La serie culto di David Lynch sta per terminare, probabilmente per sempre. Sempre più persone, con il passare degli episodi, continuano a dire di non capirci nulla, si domandano perché esista Dougie e sembrano avere difficoltà ad accettare la presenza del Cooper malvagio. Ho pensato sia giunta l’ora di fare una bella ricapitolazione su questi personaggi, in particolare sul doppelganger di Cooper, che lo stesso Kyle Maclachlan ha deciso di chiamare Mr C (nome che adotterò anche io in questo articolo, anche perché scrivere ogni volta “Cooper malvagio” o “Doppelganger” è una faticaccia). Neanche a dirlo, tutto ciò che troverete dopo il faccione riflesso di Cooper, è SPOILER allo stato puro.

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Twin Peaks 2017: Laura è la sola (Episodio 10)

Abbiamo talmente tanta fame di Twin Peaks che vedere sprecata così una preziosissima ora ci ha fatto un po’ soffrire. Ora mancano soltanto 8 episodi alla fine e questo di certo non ha contribuito molto all’avanzamento della trama. A parte un messaggio abbastanza criptico della Signora Ceppo e un interessante confronto tra Cole, Albert e Tammy, il resto della puntata non è stato proprio indimenticabile (beh, a parte il fatto che Dougie meriterebbe uno spin-off a parte, la scena di sesso con Naomi Watts, di cui parleremo dopo, è esilarante).

L’episodio 10 si apre con Richard Horne che arriva da Miriam, testimone oculare dell’uccisione del bambino nella puntata 6. Richard scopre che la ragazza lo ha già denunciato alla polizia e che ha appena scritto una lettera allo sceriffo per dirgli che se le succederà qualcosa la colpa sarà di Richard. Questi si introduce nella sua abitazione e la uccide brutalmente, quindi telefona a Chad, il poliziotto corrotto, per fare in modo che intercetti la lettera accusatoria prime che arrivi sulla scrivania di Truman. Nel frattempo, Carl, il custode del parcheggio di roulotte di cui avevamo già parlato nell’Episodio 6 (e visto in “Fuoco cammina con me”), sta suonando alla chitarra “Red River Valley”, ma viene interrotto da una lite furibonda tra Steven Barnett e Becky, la figlia di Shelly. L’anziano custode sbuffa, dicendo che la presenza del ragazzo è un “fottuto incubo”. Così come la madre, anche Becky deve fare i conti con un marito violento e pressoché nullafacente.

La scena si sposta a Las Vegas dove uno dei fratelli Mitchum, i mafiosi che hanno il controllo del Casinò dove Dougie aveva sbancato, viene colpito da una delle tre donne che accompagnano sempre i due fratelli. Qualche decina di secondi è dedicata al tentativo della donna di catturare una mosca, cosa che mi ha fatto pensare molto alla puntata di Breaking Bad dedicata interamente alla presenza di una mosca nel laboratorio dove lavorano Walter e Jesse. A parte ciò, i due fratelli scoprono in tv della cattura del nano assassino che aveva cercato di uccidere Doug Jones. Jim Belushi e suo fratello scoprono così che il loro “Mr. Jackpot” si chiama effettivamente Doug Jones, come gli aveva detto l’ormai ex direttore del Casinò. Dougie intanto è dal dottore con sua moglie e sembra davvero in forma smagliante: fisico asciutto, pressione perfetta, cuore e polmoni a pieno regime. Appena tornati a casa, dopo un’inquadratura sulle scarpe rosse della donna, i due fanno l’amore: sarà una delle scene più esilaranti di tutta la stagione. Inutile dire che Janey-E si ritroverà più che soddisfatta dalla prestazione di Dougie.

Torniamo a Twin Peaks: il dottor Jacoby si è ormai trasformato in Beppe Grillo, vede complotti ovunque e sembra pienamente convincere Nadine, che per la prima volta in questa stagione apre bocca per commentare quanto sia meraviglioso (il discorso o l’uomo?). Non vedo come questa linea narrativa possa tornare utile ai fini della trama, ma sicuramente da qualche parte dovrà portare (e secondo me avrà a che fare con la celebre pala che Jacoby cerca di vendere ai suoi spettatori). Stesso discorso vale per Jerry Horne, sempre più perso nei boschi, ma che secondo me avrà un ruolo interessante in futuro: scommetto un euro che si trova nei pressi del luogo in cui si aprirà il varco per la Loggia Nera, il punto segnato sul foglietto lasciato da Briggs in cui dovranno dirigersi lo sceriffo, Bobby e Hawk. Intanto quell’infame di Chad riesce a rubare la lettera destinata allo sceriffo in cui Miriam denuncia Richard. Ma occhio a Lucy: potrebbe aver capito che Chad nasconde qualcosa. Speriamo di sì.

Eccoci dunque al momento “Kubrick” di questo episodio: Richard Horne si rivela ufficialmente come il figlio di Audrey, visto che per la prima volta si rivolge a Sylvia Horne chiamandola “nonna” (fino ad oggi sapevamo il suo cognome esclusivamente grazie ai titoli di coda). Il ragazzo fa irruzione in casa della nonna e dello zio Johnny, che è vivo, contrariamente a quanto si pensava dopo lo scorso episodio, ed è legato mani e piedi ad una sedia. Richard minaccia la donna e alza le mani su di lei, costringendola a rivelargli la combinazione della cassaforte. Johnny intanto assiste impotente alla scena, mentre suo nipote rapina la nonna (in sottofondo si può ascoltare un accenno di musica classica). La scena ricorda l’irruzione violenta di “Arancia Meccanica”, in cui Alex e i suoi drughi rapinano una coppia sulle note di “Singin’ in the rain”. L’ennesima cattiveria di Richard ci dà un’ulteriore conferma del fatto che Cooper malvagio possa aver ingravidato Audrey mentre era in coma (come abbiamo sospettato dopo l’episodio 7).

Ancora Las Vegas. Anche Tom Sizemore, ovvero Anthony, cioè il collega di Doug, è al soldo di Cooper malvagio: il suo compito è di riferire ai fratelli Mitchum che Dougie ha impedito il risarcimento assicurativo della vincita effettuata dallo stesso Dougie (!) al casinò. Insomma, dovrà riferire ai due fratelli criminali che Jones si sta accanendo personalmente sui loro affari. Ovviamente la reazione non potrà che essere una: Dougie deve morire (ancora!). Ad ogni modo, criminale o no, Jim Belushi è adorabile.

Il finale si fa decisamente più interessante. Gordon Cole e Tammy scoprono Albert e il medico legale (la donna che ha effettuato l’autopsia sul corpo del maggiore Briggs) a cena insieme. Più tardi, mentre Gordon Cole sta disegnando qualcosa di molto strano (una mano che cerca di afferrare una sorta di alce), qualcuno bussa alla porta: Gordon apre e ha la visione di Laura Palmer che urla terrorizzata. In realtà è Albert, che informa Gordon del messaggio ricevuto da Diane nella scorsa puntata. La donna ha risposto al messaggio di Cooper con un piuttosto evidente: “Hanno Hastings. Ha intenzione di portarli là”. Hastings è il preside della scuola di Buckhorn, in carcere per l’omicidio della bibliotecaria Ruth. “Là” è ovviamente la cosiddetta “Zona”, il luogo dove i due amanti si erano recati e in cui avevano incontrato Briggs e gli uomini che lo hanno ucciso. Insomma, Diane, dopo l’incontro con il Doppelganger, non è più la stessa e a quanto pare ha mantenuto una sinistra relazione con il Cooper capellone. Arriva anche Tammy con delle novità: ricordate l’attico di Manhattan con quella misteriosa scatola trasparente dalla quale era comparso il mostro che aveva ucciso i due ragazzi sul divano? Da una foto risulta che Cooper malvagio è implicato in questo progetto misterioso.

Mentre Ben Horne litiga con la moglie, negandole altri soldi dopo la rapina effettuata dal nipote, e invita (finalmente) a cena la sua assistente Beverly (Ashley Judd), c’è ancora tempo per un paio di chicche lynchiane: la signora Ceppo parla al telefono con Hawk e come al solito è piuttosto ermetica. L’anziana signora afferma che lo splendore dell’elettricità sta scomparendo e si domanda cosa ci sarà nell’oscurità che le sopravviverà: “Il cerchio ora è quasi completo. Ascolta e presta attenzione al sogno del tempo e dello spazio. Adesso tutto viene a galla, scorrendo come un fiume. Quello che è e quello che non è. Laura è la sola”. Laura Palmer è la sola? La sola a fare cosa? Ad impedire che il male prenda il sopravvento? Sembra di sì, visto che nell’episodio 8 la ragazza sembra esser stata creata per combattere il male (o quantomeno per avere un ruolo cruciale in questa missione).

Intanto al Roadhouse c’è il solito finale musicale, ma con un’interessante auto-citazione: Rebekah Del Rio, la cantante latina che si esibiva al Club Silencio in “Mulholland Drive”, canta una canzone scritta insieme allo stesso Lynch, “No Stars”. Il vestito della donna inoltre richiama il pavimento della Loggia Nera. Ah, avete riconosciuto il chitarrista? È Moby!

In conclusione, possiamo trarre alcune considerazioni: Cooper malvagio, forse su indicazione di Diane, si dovrà dirigere probabilmente verso la Loggia Nera, dove sappiamo che stanno arrivando i tre migliori agenti di polizia di Twin Peaks. Su Dougie incombe una nuova minaccia di morte e la sua (ri)scoperta del sesso mi fa pensare ancora di più al fatto che sarà Audrey a trovarlo, a saltargli addosso e svegliare definitivamente il nostro Cooper (non riesco a togliermi dalla testa la battuta che Audrey fece a Cooper nella seconda stagione: “Adesso ascoltami bene agente Cooper: uno di questi giorni, prima che tu te ne accorga, io diventerò grande, diventerò una donna. Dio ti salvi quel giorno!”). Ci giochiamo un altro euro?

TwinPeaks3x10