Capitolo 226

Le vacanze, ahimè, stanno per finire. Sento un coro di “era ora!” risuonarmi nelle orecchie, come il suono del mare all’interno di una conchiglia. Mi mancherà tutto questo da tempo da dedicare al cinema, che è sempre tempo ben speso. Si torna a Roma e agli affari di tutti i giorni. Il lato positivo è che tra poco riapriranno i cinema e ci saranno decine di nuovi film da vedere. Il lato negativo è che arriverò a fine agosto tipo Clint Eastwood quando Tuco gli fa attraversare il deserto ne “Il buono il brutto il cattivo”.

Ritorno al Futuro (1985): Ci sono alcuni film che potresti rivedere una volta al mese senza mai annoiarti. Ci sono film che quando passano in tv non puoi fare a meno di guardare ancora una volta. Ci sono film in cui mentre gli attori parlano, tu gli parli sopra, dicendo in perfetto sincronismo ogni singola battuta del film, a memoria. Ecco, Ritorno al Futuro è uno di quei film.

Giovani si diventa (2014): Noah Baumbach è senza dubbio uno dei miei registi preferiti dell’ultimo decennio. Questo film, girato tra il meraviglioso “Frances Ha” e il bellissimo “Mistress America”, è leggermente sottotono rispetto agli altri, ma resta comunque un ottimo prodotto, divertente ma anche pieno di spunti interessanti. Perché, come dico sempre, si smette di essere giovani quando si smette di fare ciò che si ama.

Le Iene (1992): Una delle cose belle dell’estate è la programmazione televisiva. Una pioggia di capolavori cinematografici, forse per contrastare l’aridità del clima. L’esordio di Quentin Tarantino è una lezione di cinema: come riuscire a mettere un gruppo di personaggi dentro a un capannone e girare un film impeccabile. Straordinario.

Scoop (2006): Avevo visto questo film al cinema, mi era piaciuto, ma da allora non l’avevo più rivisto. Dopo lo strepitoso successo di “Match Point”, Woody Allen ha proseguito il suo filone londinese arricchendolo con questo nuovo titolo (e completando poi la trilogia con il deboluccio “Sogni e delitti”). Alcune trovate sono, neanche a dirlo, geniali: non sarà uno dei film più memorabili di Woody, ma per una calda serata estiva basta e avanza.

Natural Born Killers (1994): A volte capita di trovare uno di quei film che hai sentito nominare mille volte, di cui conosci tutto il cast e la crew, ma che, per un motivo o per l’altro, non hai mai visto. Finalmente lo vedi e poi dici: ora sì che l’ho visto! Oliver Stone lo gira in maniera senza dubbio originale, per usare un eufemismo, ma è un film talmente schizofrenico, pazzo, assurdo e follemente violento che alla fine lascia abbastanza freddini. Interessante, ma il mio cinema è altro.

I giorni del cielo (1978): Il mio cinema è altro, dicevamo. Beh, il mio cinema somiglia molto a questo di Terrence Malick. Esteticamente è un film di una bellezza pura, perfetta: non c’è un momento in cui si possa dire “qui poteva essere migliore”, oppure “questa inquadratura non mi convince”. Non si può dire niente del genere. Oscar alla fotografia per Nestor Almendros (ne riparleremo, ne riparleremo…), da far brillare gli occhi. E se tutte queste impressioni le ho avute vedendolo sullo schermo di un pc con 35° nella stanza, chissà come doveva essere vederlo in un cinema ben climatizzato, su uno schermo grande. Film stupendo.

giornidelcielo

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Capitolo 210

Dopo circa due anni e mezzo torna la rubrica che ha dato origine a questo blog, che come qualcuno ricorderà era inizialmente uno spin-off cinematografico personale del portale Livecity, ormai non più attivo da tempo. Lo scopo di questa rubrica era di riassumere in poche parole i film visti nell’ultimo periodo, come si può raccontare ad un amico quando ci domanda: “Hai visto questo film? Com’è?”. Dopo 209 capitoli, che trovate riassunti cliccando sulla categoria UVDC Rubrica, Una Vita da Cinefilo torna per parlarvi in breve delle ultime visioni.

Al di là delle montagne (2015): Tra paesaggi assurdi (le pagode cinesi sullo sfondo delle miniere di carbone o di piccoli paesini con strade non asfaltate) e lampi di emozioni (i ravioli fatti a mano, filo conduttore delle tre parti del film insieme ad una canzone cinese degli anni 90), soffre di alcuni cali di ritmo, ma resta un film davvero molto intenso. Apre e chiude Go West dei Pet Shop Boys…

Belgica (2016): Sarebbe un film molto interessante se non fosse così tremendamente prevedibile dall’inizio alla fine. Due fratelli, molto diversi tra loro, aprono un disco bar che presto si trasforma in un locale alla moda. Secondo voi come andrà a finire? Dal regista di “Alabama Monroe”, una piccola delusione. Visto su Netflix.

Nice Guys (2016): Shane Black di strane coppie ne sa qualcosa. Il film sembra un’avventura alla Hap e Leonard (la coppia protagonista di una fortunata serie di romanzi firmati da Lansdale) nella scena noir losangelina degli anni 70. Funziona e diverte. Pollice in sù.

Dazed and Confused (1993): Il titolo italiano sarebbe “La vita è un sogno”, ma mi rifiuto di scriverlo come titolo principale. Si potrebbe definire l’American Graffiti degli anni 70: gran bella musica, tanti attori affermati agli esordi (Ben Affleck, Matthew McConaughey, Milla Jovovich…) e c’è davvero ben altro oltre le ragazzate. Linklater non sbaglia mai.

Back in time (2015): Come ogni documentario che si occupa di film di culto, è interessante all’inizio, quando intervista gli attori e creatori di Ritorno al Futuro, parlando di come è nato il progetto, come si è sviluppato e tutto il resto. Quando però la palla passa ai collezionisti, ai fan, ai possessori di DeLorean e nerdate del genere, il film collassa. Visto su Netflix.

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