Recensione “Mariage à Mendoza” (2012)

Nel 2009 il regista Edouard Deluc realizza il divertentissimo cortometraggio “Donde està Kim Basinger?”, in cui due fratelli francesi si ritrovano in Argentina per il matrimonio del cugino. Il successo di questo cortometraggio (vincitore di vari festival in giro per il mondo) apre a Deluc le porte del cinema: “Mariage à Mendoza” è il suo…

Recensione “La gabbia dorata” (“La jaula de oro”, 2013)

Il primo lungometraggio di Diego Quemada-Diez è un’odissea amara e indimenticabile, in cui il mito della frontiera e del sogno americano rivivono in chiave latinoamericana. Il regista iberico si è avvicinato al cinema nel 1995, come assistente di Ken Loach, che gli ha senza dubbio insegnato la lezione principale del suo modo di fare cinema:…

Recensione “Nebraska” (2013)

Alexander Payne è uno dei registi più amati della Nuova Hollywood: ironico e malinconico, divertente anche nell’amarezza, autore di piccoli grandi capolavori come “A proposito di Schmidt”, “Sideways” e “Paradiso amaro”. Dopo due premi Oscar per la sceneggiatura e tanti chilometri percorsi assieme ai suoi personaggi, il regista di origine greca ci porta questa volta…

Recensione “Bomber” (2009)

È proprio il caso di dirlo: meglio tardi che mai. Dopo quattro anni arriva nelle sale italiane la bellissima commedia di Paul Cotter, un road movie indipendente, girato con appena 25mila euro, soltanto con tre attori e sette persone dello staff (regista compreso). Il cinema indipendente sempre più spesso riesce ormai a regalare quelle emozioni…

Recensione “My Brothers” (2010)

La sezione Alice nella Città del Festival di Roma è una sorta di Giffoni ridotto: un tempo li chiamavano film per ragazzi, ma di fronte ad alcune perle dire che sono film per un pubblico così ridotto è davvero un peccato. Film per ragazzi, sì, ma anche per i più grandi: piccoli grandi gioielli di…

Recensione “Mammuth” (2010)

Sull’onda del sorprendente successo ottenuto con il grottesco “Louise-Michel”, l’accoppiata Delépine-De Kervern torna alla carica sulle spalle di un mastodontico Gerard Depardieu, che regala anima e corpo ad un pensionato che riscopre il senso della vita sulla strada del suo passato. Il tutto è girato in pellicola 8mm, scelta anacronistica ma originale, decisiva nel conferire…

Recensione “Simon Konianski” (2009)

Wes Anderson incontra Little Miss Sunshine, con un pizzico di irriverenza yiddish in stile Coen: da questo mix irresistibile esce fuori il gioiello belga di Micha Wald, presentato tra gli applausi della scorsa edizione del Festival di Roma (programmato in quello splendido spicchio di qualità che è la sezione Extra di Mario Sesti). Il regista…