Recensione “Bande à Part” (1964)

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Era il 2010 quando una giovane versione di me stesso vagava per Parigi di notte in quella breve parentesi di pochi mesi in cui la mia vita apparteneva a quella città. In un cineclub vicino alla Sorbona, la Filmotheque du Quartier Latin, proiettavano “Bande à part”, film del 1964 di Jean Luc Godard, reso celebre dalla corsa al Louvre omaggiata dai sognatori di Bertolucci. Un’ora e mezza più tardi mi ritrovai a danzare sui marciapiedi parigini, colto da un’improvviso soffio di leggerezza: era stato il film a darmi quelle sensazioni. Tutto questo preambolo per annunciare una splendida notizia: “Bande à part”, finora inedito nelle sale italiane, arriva finalmente al cinema in versione restaurata grazie a Movies Inspired. Il 12 febbraio sarà l’occasione per conoscere Odile, Frantz e Arthur, per ballare insieme a loro, per correre tra le sale del Louvre e battere finalmente il record di quell’americano di San Francisco.

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Recensione “Shining” (“The Shining”, 1980)

1980: la paura. Stanley Kubrick per la prima volta affronta il genere horror prendendo spunto dal romanzo omonimo di Stephen King, stravolgendolo secondo la propria sensibilità e il proprio stile, dando così vita ad un capolavoro di terrore e di angoscia. Fino ad allora in molti film horror la famiglia ha rappresentato il punto di unione tra le cosiddette vittime della storia, il punto di forza sul quale far leva per vedere la luce: “Shining” al contrario mostra il male come elemento interno alla famiglia, e quel che peggio, provenire dal suo patriarca, Jack, il vero sostentamento di un nucleo familiare in difficoltà. Qui nasce la paura: dal disgregamento del nucleo familiare, un terrore graduale, sempre più dirompente, che ha trasformato Jack Torrance in un’icona cinematografica del male. Stephen King ha creato l’Overlook Hotel, il lavoro di custode invernale per uno scrittore fallito (Jack, appunto), i fantasmi di un passato di sangue che ritorna e lo shining, un potere paranormale che mette in allarme il piccolo Danny dalla follia omicida del padre. Kubrick ha fatto il resto (scatenando le ire dello stesso King): ha preso una famiglia e l’ha resa qualcosa di spaventoso, ha preso un corridoio e l’ha fatto diventare un topos del genere horror, ha preso un giardino e l’ha trasformato in un labirinto. Infine, ha preso un soggetto e l’ha reso un capolavoro.

Jack Torrance trova lavoro come custode invernale presso un albergo isolato tra le montagne rocciose, occupazione ideale per scrivere il suo libro nel totale silenzio. Si trasferisce così all’Overlook Hotel in compagnia della moglie Wendy e del piccolo Danny. Il silenzio dell’albergo e dei fantasmi del passato libera la pazzia di Jack: la febbre da chiuso sgretola l’amore per la famiglia, lasciando emergere la furia omicida del padre. La piccola famiglia, braccata dallo spaventoso ghigno di Jack, rende Wendy una madre forte e Danny un moderno Pollicino, dove le briciole di pane sono sostituite da impronte sulla neve.

Il cinema americano trova così un nuovo tipo di famiglia, mette da parte il modello sorridente alla Frank Capra, e ne scopre invece i lati più oscuri, dove il padre non è più colui che difende, il baluardo dietro al quale rifugiarsi dalle intemperie, ma la minaccia più pericolosa, il lupo cattivo di una favola terrificante. La società americana, minacciata dall’accetta di Jack Torrance, comincia a capire che il sogno americano si sta lentamente trasformando in un incubo. “Shining” torna finalmente su grande schermo il 31 ottobre e l’1 e 2 novembre, preceduto dal cortometraggio “Work and Play”, distribuito al cinema da Nexo Digital. Un film che, anche se visto mille volte, vale sempre la pena rivedere in sala.

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Recensione “Rush” (2013)

RUSH

Ron Howard spinge forte sull’acceleratore dell’emozione e si pone dei limiti solo per superarli: il suo ultimo film parte in quarta e non cede mai terreno, il suo incedere incalzante, i suoi personaggi rasentano il mito. È così che si costruisce un grande film, con passione e dedizione, due parole che si associano bene alle personalità dei protagonisti: James Hunt, istintivo e sanguigno, e Niki Lauda, sistematico e geniale. Due talenti differenti tra loro, a tratti nemici, che con il passare del tempo hanno reso sempre più forte la loro rivalità, e con essa anche la potenza della loro stima. Interpretati da due meravigliosi e sorprendenti attori come Chris Hemsworth (“Thor”) e Daniel Bruhl (“Goodbye Lenin”), i due piloti si fronteggiarono continuamente in appassionanti testa a testa, sfidando se stessi, l’altro, e soprattutto la morte, come cavalieri medievali dell’epoca moderna.

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Capitolo 203

“Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà”. Parliamo della pioggia, ormai grande costante di questo mese estivo, che tanto estivo poi non sembra. Monsoni romani a parte, è un mese di buon cinema, bei concerti, l’apertura delle prime arene estive (già chiuse per il maltempo) e cosette di questo tipo. Inutile perdersi in chiacchiere, tanto vale buttarci subito sui soliti commentini ai film visti ultimamente. Enjoy!

Passioni e desideri (2012): Fernando Mereilles torna al cinema. Il regista del capolavoro “City of God” si dimostra ancora una volta un autore versatile, che ama raccontare storie di vario genere. Stavolta si tratta di un film corale, dal cast internazionale, con location sparse tra Europa e Stati Uniti, e m’è piaciuto. “Lui è ricco, non ha bisogno di leggere. I libri sono per i sognatori poveri”. Meirelles sa fare cinema.

Terapia e pallottole (1999): Unica commedia in cui Robert De Niro ha un senso e riesce anche a far ridere, e neanche poco. Un classico, la coppia con Billy Crystal funziona in maniera impeccabile e il film fa quello che ogni commedia dovrebbe fare: tanto ridere. Da ripescare, perché sono sicuro che non ve lo vedete da anni.

To the wonder (2012): Malick è un essere superiore, e su questo non ci piove. Stavolta non è un capolavoro, ci può stare, ma è comunque un film molto poetico, che ispira, che non lascia indifferenti. Certamente non ha avuto l’impatto devastante di The Tree of Life, ma quelle immagini non le gira nessuno. E quella luce poi… Non sarà un capolavoro, ma me lo rivedrei adesso.

World War Z (2013): Meno brutto di quanto potessi pensare. Ha ritmo, lo sguardo contrito di Brad Pitt e in fin dei conti fa il suo dovere. E poi c’è Favino che come si muove fa rumore e attira gli infetti (sta cosa mi ha fatto troppo ridere). Certo, è pieno di buchi e di cose assurde, ma alcune trovate sono decisamente interessanti, oltre ad una scena d’apertura veramente girata bene. Per una serata poco impegnativa ci può stare tranquillamente, l’importante è essere consapevoli di cosa si sta guardando.

Stoker (2012): Park Chan Wook è un regista che amo in maniera particolare. Vibravo nell’attesa di questo suo primo film occidentale, e le aspettative erano piuttosto alte. Ripagate fino in fondo. La storia, dal vago sentore hitchcockiano, cattura sin dalla prima scena, ma se c’è una cosa che mi ha fatto veramente godere è la messa in scena. Ogni inquadratura, ogni frame, la composizione dell’immagine, la fotografia: per uno come me che lavora con le foto un film di questo tipo non può che essere una goduria per gli occhi. Bellissimo.

Salvo (2013): Premiato a Cannes, il film di Fabio Grassadonia parte con una lentezza allucinante, salvo (scusate, non ho resistito) riprendersi nella seconda parte, con una storia che tiene, che cattura, che funziona decisamente. Piaciuto, ma non mi è entrato nel cuore. A suo modo però è un film storico per me, ma non starò qui a spiegarvi il motivo…

Slevin patto criminale (2006): Sono anni che sento parlare di questo film, e grazie al passaggio televisivo sono riuscito a colmare questa piccola lacuna. Il classico gangster-movie un po’ caciarone e ironico, sullo stile di Guy Ritchie e Quentin Tarantino. Un cast pazzesco per un film decisamente piacevole, ormai un cult per la celebre “mossa Kansas City”. Perfetto per una serata estiva con pizza e amici.

Searching for Sugar Man (2012): Ci sono alcuni film che sembrano girati appositamente per essere amati da me. Questo è uno di questi! Il documentario è uno dei miei generi cinematografici preferiti, i cantautori chitarra acustica e testi di denuncia sociale mi fanno impazzire, la bella musica e storie di rinascita non mi lasciano mai indifferente. Mettete insieme tutto ciò e avrete un film stupendo, con una colonna sonora pazzesca. Enorme, imperdibile!

Andiamo al cinema: le uscite di Maggio 2013

Il nostro maggio farà a meno del vostro coraggio? Speriamo di no per voi, perché i cinema sono pronti a riempirsi di grandi film. C’è il Festival di Cannes in arrivo, e con esso i botti di una primavera intensa, ricca di cinema di alto livello. Come ogni mese eccoci qua allo scopo di consigliarvi le migliori uscite cinematografiche del mese, perché con i prezzi che hanno raggiunto le sale al giorno d’oggi, sbagliare film è decisamente qualcosa da evitare.

02.05.13
Il cecchino: Visto lo scorso autunno al Festival di Roma, il nuovo film di Michele Placido è un onestissimo poliziesco (il polar tanto amato dai francesi) ambientato a Parigi, con Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz, Luca Argentero e Violante Placido. Non sarà un capolavoro ma se volete passare un paio d’ore di buon cinema non troppo impegnato, è il film giusto da vedere.

Muffa: Film turco che ha riscosso parecchi consensi lo scorso anno a Venezia. È la storia di un ferroviere che non ha più notizie di suo figlio da ormai 18 anni, quando fu arrestato a causa delle sue idee politiche. Ogni mese manda una lettera al Ministero degli Interni e alla Questura per ribadire la sua speranza di ritrovare il figlio perduto. Un giorno, riceve finalmente una risposta… Interessante.

09.05.13
La Casa: Atteso remake del capolavoro cult di Sam Raimi del 1981. È un film pericoloso, perché costretto a fare i conti con la storia del cinema horror, ma ad ogni modo va visto proprio per soddisfare questa curiosità: sarà all’altezza del precedente? Ovviamente no (senza Raimi né Bruce Campbell non c’è partita), ma potrebbe rivelarsi comunque un horror di buon livello. Per gli amanti del genere.

No: Ultima fatica del cileno Pablo Larrain, candidato agli Oscar come miglior film straniero. La vera storia sul referendum che si è svolto in Cile nel 1988, allo scopo di confermare o allontanare il dittatore Augusto Pinochet, strafavorito alla vigilia (anche grazie alle pressioni da lui esercitate sul popolo). Ad un giovane pubblicitario viene affidata la campagna per il NO, con pochi mezzi a disposizione e sotto il controllo del governo il giovane Saavedra concepirà un’idea ambiziosa: la libertà è allegria. Con Gael Garcia Bernal protagonista, potrebbe essere uno dei film del mese.

Post Tenebras Lux: Tanti applausi lo scorso anno a Cannes per questo film messicano, diretto da Carlos Reygadas. Juan e la sua famiglia si trasferiscono dalla città in campagna, ritrovandosi catapultati in un mondo totalmente differente, con altri tempi, altre abitudini. Un’altra vita, spiazzante, contrastante, che porterà Juan a porsi delle domande…

16.05.13
Il grande Gatsby: Dal celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, l’atteso film che aprirà il prossimo Festival di Cannes. Diretto da Baz Luhrmann e interpretato da Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire, la storia di Nick Carraway, un uomo del Midwest, che trasferitosi a Long Island resta affascinato dallo stile di vita del suo vicino di casa, il signor Gatsby. Diventerà testimone di tutto ciò che accadrà…

23.05.13
La grande bellezza: Il nuovo film di Paolo Sorrentino, in competizione al Festival di Cannes. Toni Servillo è un celebre giornalista che si muove tra cultura e mondanità in una Roma calda, inafferrabile, affascinante. Altro film candidato ad essere il migliore del mese, e il nome del regista ormai è una garanzia. Da vedere.

Andiamo al cinema: le uscite di Aprile 2013

Pasquetta, pesci d’aprile, ed ecco che comincia così uno dei mesi più belli dell’anno. Comincia con una primavera che ancora non è pronta ad esplodere, ma che siamo sicuri ci darà grandi soddisfazioni con il passare dei giorni. Sarà un mese bello pieno di cinema, quindi ecco come di consueto la nostra lista con i migliori film in uscita questo mese (ve lo dico: se cercate roba come “Iron Man 3” cascate proprio male)

04.04.13
Come un tuono: Bellissimo film di Derek Cianfrance, già noto per il recente “Blue Valentine”. Ryan Gosling e Bradley Cooper nello stesso film, splendido soprattutto nella prima parte. Ad ogni modo uno dei migliori film di questo mese (e poi c’è una scena in cui Gosling canta “Dancing in the dark” di Springsteen, vale da sola il biglietto).

Hitchcock: Non è un capolavoro, ma è un film che inevitabilmente incuriosisce. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi alle prese con la realizzazione di uno dei più celebri film di sempre, “Psyco”. Anthony Hopkins veste i panni del regista. Va visto, anche solo per curiosità.

Jimmy Bobo – Bullet to the head: Normalmente su questa pagina non trovate film d’azione, ma qui si tratta di Stallone che lavora per il grande Walter Hill, uno che ha diretto un capolavoro come “I guerrieri della notte”, tanto per dirne una. Il film in questione lo abbiamo visto al Festival di Roma, è sì un film d’azione, ma è anche divertente, intrattiene il giusto, non si prende troppo sul serio. Piaciuto.

11.04.13
Noi non siamo come James Bond: Documentario italiano in cui due amici che combattono contro un tumore, partono insieme per ripercorrere i luoghi della loro vita, in un road movie che li porterà alla ricerca di Sean Connery, per loro l’unico e vero James Bond, al quale vogliono chiedere il segreto dell’immortalità. Intimo e pieno di amore per la vita, speriamo in una distribuzione decente.

Il volto di un’altra: Spassoso e strampalato film di Pappi Corsicato, kitsch e al tempo stesso assurdo, ma più che piacevole. Metafora grottesca sulla società basata sull’apparenza e non sui valori. Se non avete la puzza sotto il naso vi farà divertire.

18.04.13
Bomber: Film inglese indipendente, che non abbiamo ancora visto ma che potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. L’ottantenne Alistair, ex pilota della RAF, torna nella sua originaria Germania per chiedere scusa alla popolazione del villaggio tedesco da lui bombardato durante la guerra. Con lui lo sbandato figlio Ross, trentenne che ancora non sa che fare nella vita. Si tratta di una commedia on the road che ha tutte le carte in regola per rivelarsi grande (parola di Alexander Payne, che lo ha definito un film “pazzo e meraviglioso”).

Chavez – L’ultimo comandante: Documentario di Oliver Stone dedicato a Hugo Chavez, storico presidente del Venezuela, morto il mese scorso. Il film è stato presentato a Venezia nel 2009, è ovviamente privo del capitolo più recente (la morte, appunto), ma è un documento importante per conoscere gli aspetti di un uomo che ha dedicato la vita al suo Paese.

Treno di notte per Lisbona: Film drammatico con Jeremy Irons. Un professore svizzero salva la vita di una ragazza portoghese. Nella sua giacca da lui trovata sul ponte, trova un libro che lo scuoterà profondamente. Decide così di partire per il Portogallo per rintracciare la ragazza e l’autore del libro, scoprendo un Paese vittima della dittatura, e scoprendo infine se stesso. Potrebbe essere interessante.

25.04.13
Kiki consegne a domicilio: Film del 1987 di Hayao Miyazaki, che grazie alla Lucky Red torna a splendere al cinema, come tutte le pellicole del maestro dell’animazione giapponese. Ogni film di Miyazaki è un film da vedere e rivedere mille volte.

Andiamo al cinema: le uscite di Marzo 2013

E finalmente arrivò marzo, ci avviciniamo alla primavera e ci godiamo questi ultimi spiccioli d’inverno, mentre il cinema continua a macinare, incurante del tempo, del clima, del caldo o del freddo. Come ogni mese eccoci qua a proporvi il meglio da vedere in sala, perché è pure vero che siamo senza governo, senza Papa, senza capo della polizia, ma almeno abbiamo sempre il cinema, e non è poco.

07.03.13
Il grande e potente Oz: Film curioso. La giovinezza del Mago di Oz, la sua vita prima di diventare il suddetto, dopo una fantastica trasvolata in mongolfiera che lo porterà a scoprire il mondo di Oz. Regia di Sam Raimi, con James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams e addirittura Zach Braff.

Il Lato Positivo: Una delle sorprese degli Oscar, almeno a livello di nomination (ben otto!). Potrebbe essere uno dei film del mese, forte di una grande sceneggiatura e delle interpretazioni di Bradley Cooper, il redivivo Robert De Niro e la vincitrice dell’Oscar Jennifer Lawrence.

14.03.13
Il figlio dell’altra: Potrebbe essere una delle sorprese del mese. Film francese di Lorraine Levy, in cui il protagonista, un ragazzo israeliano, durante le visite mediche per il servizio di leva scopre di non essere il figlio biologico dei suoi genitori, visto che appena nato è stato scambiato per sbaglio con Yacine, palestinese. La rivelazione crea scompiglio e riflessioni all’interno delle due famiglie.

La scelta di Barbara: Forse il miglior film tedesco dell’anno scorso, finalmente arriva anche nelle nostre sale. Ambientato nella Germania Est nel 1978, è la storia di una donna in fuga dalla repubblica democratica tedesca. Da vedere.

21.03.13
Gli amanti passeggeri: Il nuovo film di Pedro Almodovar, con Penelope Cruz, Antonio Banderas e Paz Vega. Durante il viaggio in aereo tra Madrid e Città del Messico i passeggeri vivono un momento di panico in seguito ad un’inaspettata situazione di pericolo. Il regista spagnolo torna alla commedia, se vi piace Almodovar non potrete perderlo.

Mea Maxima Culpa: Interessantissimo documentario statunitense su uno dei più scioccanti casi di pedofilia che hanno coinvolto la chiesa cattolica. L’indagine su padre Murphy, accusato su oltre 200 abusi su minori, che arriva fino a coinvolgere la Curia Romana e Benedetto XVI. Da brividi.

Headhunters: Thriller norvegese basato su un contrabbandiere di opere d’arte. Il tentativo di furto di un quadro pregiato si trasforma in qualcosa di diverso, che cambierà completamente la vita del protagonista. Potrebbe rivelarsi una sorpresa.

28.03.13
Su Re: Interessantissimo film sardo, che racconta la passione di Cristo in un luogo diverso da quello storico, la Sardegna, così come nelle opere dei pittori rinascimentali gli episodi del Vangelo sono ambientati nel loro tempo e con i loro costumi.