Twin Peaks 2017: Viale del Tramonto (Episodio 15)

I brividi. Ho appena finito di vedere il quartultimo (sigh) episodio di Twin Peaks e ho i brividi lungo la schiena. Il titolo di questo articolo potrà sembrare sibillino a molti di voi (o forse no), ve lo spiegherò più avanti: vi anticipo soltanto che si tratta di una delle trovate narrative più belle che mi siano mai capitate di vedere in una serie tv. Il cinema come salvezza. Usare uno dei classici più indimenticabili della settima arte come ritorno alla vita. Diamine, sto dicendo troppo, ne parliamo più avanti, promesso. No, aspettate, mi devo rivedere un attimo la scena, è troppo bella.

Ok, l’ho rivista. Mamma mia lo sguardo di Kyle MacLachlan quando Cecile DeMille dice quella frase…

Puntata da brividi, dicevo. I brividi, di felicità, arrivano già dopo pochi minuti. Nadine si dirige, pala in spalla, da Big Ed. Scopriamo che è stata lei ad impedire la felicità tra Ed e Norma, la sua gelosia ha sempre tenuto Ed lontano dal suo amore di sempre. Nadine “libera” così suo marito: il nostro corre al Double R di Norma per annunciare la notizia alla donna, la quale frena i suoi entusiasmi dicendogli “Scusa, ma c’è Walter” (il suo socio in affari con cui avevamo intravisto una certa tensione nelle puntate precedenti). Ed sembra affranto, si siede al bancone mentre Otis Redding ci strazia le viscere con uno dei suoi capolavori (“I’ve been loving you too long”). Norma dice a Walter di voler mollare il franchise, rinuncia così ad un sacco di soldi per mandare avanti il suo unico e solo Double R. “Motivi di famiglia”, afferma la donna. Poco dopo, intorno alle spalle di Ed si avvolgono le mani di Norma: proposta di matrimonio, bacio appassionato e finalmente, dopo 25 anni, tanti cuori in festa.

Lo stacco è forte: dal cielo di vaniglia riempito dalle note di Otis Redding si passa al buio, a suoni inquietanti e ad un’inquadratura dell’asfalto che sembra essere uscita fuori da “Strade Perdute”. Alla guida di una macchina c’è Mr C (Cooper malvagio) che sta raggiungendo una stazione di servizio fantasma, emersa dal nulla tra i boschi di Twin Peaks: il doppelganger si dirige nella celebre stanza sopra al “convenience store” di cui ci aveva parlato Philip Jeffreys in “Fuoco cammina con me”. Cooper vuole incontrare proprio Jeffreys e, accompagnato dagli uomini neri, lo incontra in un luogo piuttosto angusto, pieno di elettricità (che come sappiamo è l’evoluzione del Fuoco e rappresenta dunque il Male). Altro brivido: per un attimo ho sperato che potesse comparire David Bowie, in realtà l’ex agente dell’FBI gli parla attraverso una sorta di teiera gigante (a meno che non si sia trasformato in questa cosa, chi ci capisce!). La voce purtroppo non è di Bowie, quindi si vede che il cantante non ha avuto proprio modo di interpretare nuovamente il suo vecchio personaggio. Cooper vuole avere alcune informazioni, una di queste è scoprire l’identità di Judy, la misteriosa persona di cui Jeffreys non voleva parlare nell’ormai celebre incontro di Philadelphia in “Fuoco cammina con me”. “Tu hai già incontrato Judy”, risponde la teiera. Penso che non sia un caso che non viene mai usato il pronome “lui” o “lei”, il complemento oggetto è sempre Judy proprio per non far capire il sesso del personaggio di cui si parla. In quest’ottica è più che una congettura l’idea che Judy sia una sorta di nome in codice del maggiore Garland Briggs (anche perché in una delle ultime puntate della seconda stagione, interrogato da Windom Earle, il Maggiore dice di chiamarsi Judy Garland). Squilla improvvisamente un telefono e Mr C viene catapultato in una cabina telefonica fuori dalla stazione di servizio, dove la chiamata si interrompe immediatamente e dove troviamo Richard Horne che gli sta puntando una pistola contro. Richard dice di aver visto Cooper in giacca e cravatta in una foto appartenente a sua madre Audrey: sa che lui è un agente dell’FBI. Mr C non si scompone, disarma Richard in un battibaleno e invita il ragazzo a salire sul fuoristrada con lui: gli parlerà strada facendo (vedremo prossimamente se la teoria sarà provata: Richard è davvero il figlio di Mr C?).

Nei boschi di Twin Peaks, ma in pieno giorno, troviamo Steven (il marito di Becky, ovvero la figlia di Shelley e Bobby) e la sua amante, che dai titoli di coda scopriamo trattarsi di Gersten Hayward, nientepopodimeno che la sorellina di Donna! Esatto, la bambina che in una vecchia puntata cantava una canzone per Laura Palmer insieme a Leland. Quindi la sorella di Donna a quanto pare ha “fregato” il marito alla figlia di Shelley. Vabbè. Steven si vuole suicidare, lei cerca di impedirglielo, ma alla fine, complice anche la presenza di un ignaro passante accompagnato da un Boston Terrier, ci riesce. Non lo vediamo, ma è presumibile che Steven abbia salutato la serie. Meglio così. Il passante con il cagnolino segnala la cosa a Carl, il gestore del parcheggio per camper.

Al Roadhouse intanto vengono presentati gli ZZ Top e per un attimo mi sono fomentato pensando che dopo Ritorno al Futuro III la band texana avesse fatto una comparsata anche in Twin Peaks. Ascoltiamo “Sharp Dressed Man” ma loro però non ci sono. Al Roadhouse arriva James, accompagnato da Freddie “Guanto Verde”. James saluta Renee (la ragazza che si era emozionata ascoltando la sua performance due puntate fa), ma suo marito Chuck (Ah! Lui è dunque il Chuck di cui parlava Audrey, quello di cui non ci si può fidare!) lo aggredisce. Ovviamente avere un amico come Freddie aiuta: il ragazzo con il suo guanto verde tocca appena gli aggressori, mandandoli entrambi in terapia intensiva. James e Freddie vengono arrestati, finiscono nelle celle della stazione di polizia dove trovano Naido che continua ad emettere suoni incomprensibili.

Prima di andare oltre ne approfitto per scusarmi per tutte queste continue parentesi, ma ci sono delle cose che devo spiegare nella maniera più breve possibile. Continuiamo.

Las Vegas (ci stiamo arrivando, ci stiamo arrivando!). Nella sezione dell’FBI l’imbranato agente che doveva trovare Dougie porta nella stazione la famiglia sbagliata, scatenando le ire del suo furioso superiore. Intanto Todd, il mandante di tutti i tentativi di uccisione nei confronti di Dougie, viene freddato insieme al suo assistente. Il killer è Chantal, ovvero Jennifer Jason Leigh, che subito dopo aver ucciso i due (sicuramente per conto di Cooper) chiacchiera al telefono con Tim Roth a proposito di roba da mangiare. La conversazione seguente tra i due, hamburger alla mano, a proposito della mancanza di persone da torturare, fa pensare tanto ad una scena uscita fuori da un film di Quentin Tarantino (probabilmente omaggiato tramite i suoi due attori emblematici). Eccoci. Arriva la mia scena preferita di questo episodio. Dougie sta mangiando una fetta di torta servitagli dalla amorevolissima moglie. Mentre mangia riesce ad accendere il televisore, dove stanno trasmettendo “Viale del Tramonto” (capolavoro di Billy Wilder): in uno scambio di battute tra Gloria Swanson, William Holden e Cecile DeMille, quest’ultimo afferma: “Chiama Gordon Cole!” (dovete sapere che Gordon Cole è davvero un personaggio di “Viale del Tramonto”). Dougie, sempre più Cooper, sgrana gli occhi, blocca il film e si dirige lentamente verso una presa elettrica (simile a quella dalla quale era tornato nel mondo reale). Infila una forchetta in uno dei buchi provocando un black out, tra le urla di Naomi Watts: qualcosa mi dice che questa è stata l’ultima volta in cui abbiamo visto Dougie. Se è come penso, cioè che Dougie sta per ritornare ad essere Cooper grazie al nome di Gordon Cole sentito in un film, David Lynch è un fottuto genio. Utilizzare diegeticamente il Cinema come spinta definitiva verso il ritorno alla ragione, come resurrezione dello spirito, è una delle più belle dichiarazioni d’amore mai viste in una serie tv o, più in generale, su un qualunque audiovisivo. Ditemi che anche a voi questa cosa ha fomentato da morire, non fatemi sentire un povero pazzo.

La scena successiva è straziante: ci lascia uno dei personaggi più iconici e rappresentativi della serie. La Signora Ceppo telefona a Hawk per dirgli che sta morendo, ricordandogli le cose che si sono detti quando potevano parlare faccia a faccia. Come sapete Catherine Coulson, l’attrice che la interpreta, è morta poco dopo le riprese di questa stagione di Twin Peaks, e la cosa rende questa scena più toccante che mai. “La morte non è la fine, è un cambiamento”.  Hawk, e con lui Lynch, dà l’addio alla mitica Signora Ceppo. Ci mancherà.

Prima del finale al Roadhouse, dove sorvolerei sulla ragazza che urla, ritroviamo la diatriba assurda tra Audrey e suo marito Charlie. L’uomo, poveretto, ha tutta la pazienza di questo mondo, Audrey tuttavia lo aggredisce vomitandogli in faccia tutto il suo livore nei suoi confronti.

Mancano tre puntate alla fine di Twin Peaks: non ci posso pensare. Continua a succedere di tutto e davvero non abbiamo idea di come potrà finire la serie: è davvero molto difficile poter prevedere gli accadimenti ed è forse proprio questo il punto forte di quest’opera. Tuttavia, in qualche modo, Cooper sta tornando, e noi lo aspettiamo.

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Twin Peaks 2017: Laura è la sola (Episodio 10)

Abbiamo talmente tanta fame di Twin Peaks che vedere sprecata così una preziosissima ora ci ha fatto un po’ soffrire. Ora mancano soltanto 8 episodi alla fine e questo di certo non ha contribuito molto all’avanzamento della trama. A parte un messaggio abbastanza criptico della Signora Ceppo e un interessante confronto tra Cole, Albert e Tammy, il resto della puntata non è stato proprio indimenticabile (beh, a parte il fatto che Dougie meriterebbe uno spin-off a parte, la scena di sesso con Naomi Watts, di cui parleremo dopo, è esilarante).

L’episodio 10 si apre con Richard Horne che arriva da Miriam, testimone oculare dell’uccisione del bambino nella puntata 6. Richard scopre che la ragazza lo ha già denunciato alla polizia e che ha appena scritto una lettera allo sceriffo per dirgli che se le succederà qualcosa la colpa sarà di Richard. Questi si introduce nella sua abitazione e la uccide brutalmente, quindi telefona a Chad, il poliziotto corrotto, per fare in modo che intercetti la lettera accusatoria prime che arrivi sulla scrivania di Truman. Nel frattempo, Carl, il custode del parcheggio di roulotte di cui avevamo già parlato nell’Episodio 6 (e visto in “Fuoco cammina con me”), sta suonando alla chitarra “Red River Valley”, ma viene interrotto da una lite furibonda tra Steven Barnett e Becky, la figlia di Shelly. L’anziano custode sbuffa, dicendo che la presenza del ragazzo è un “fottuto incubo”. Così come la madre, anche Becky deve fare i conti con un marito violento e pressoché nullafacente.

La scena si sposta a Las Vegas dove uno dei fratelli Mitchum, i mafiosi che hanno il controllo del Casinò dove Dougie aveva sbancato, viene colpito da una delle tre donne che accompagnano sempre i due fratelli. Qualche decina di secondi è dedicata al tentativo della donna di catturare una mosca, cosa che mi ha fatto pensare molto alla puntata di Breaking Bad dedicata interamente alla presenza di una mosca nel laboratorio dove lavorano Walter e Jesse. A parte ciò, i due fratelli scoprono in tv della cattura del nano assassino che aveva cercato di uccidere Doug Jones. Jim Belushi e suo fratello scoprono così che il loro “Mr. Jackpot” si chiama effettivamente Doug Jones, come gli aveva detto l’ormai ex direttore del Casinò. Dougie intanto è dal dottore con sua moglie e sembra davvero in forma smagliante: fisico asciutto, pressione perfetta, cuore e polmoni a pieno regime. Appena tornati a casa, dopo un’inquadratura sulle scarpe rosse della donna, i due fanno l’amore: sarà una delle scene più esilaranti di tutta la stagione. Inutile dire che Janey-E si ritroverà più che soddisfatta dalla prestazione di Dougie.

Torniamo a Twin Peaks: il dottor Jacoby si è ormai trasformato in Beppe Grillo, vede complotti ovunque e sembra pienamente convincere Nadine, che per la prima volta in questa stagione apre bocca per commentare quanto sia meraviglioso (il discorso o l’uomo?). Non vedo come questa linea narrativa possa tornare utile ai fini della trama, ma sicuramente da qualche parte dovrà portare (e secondo me avrà a che fare con la celebre pala che Jacoby cerca di vendere ai suoi spettatori). Stesso discorso vale per Jerry Horne, sempre più perso nei boschi, ma che secondo me avrà un ruolo interessante in futuro: scommetto un euro che si trova nei pressi del luogo in cui si aprirà il varco per la Loggia Nera, il punto segnato sul foglietto lasciato da Briggs in cui dovranno dirigersi lo sceriffo, Bobby e Hawk. Intanto quell’infame di Chad riesce a rubare la lettera destinata allo sceriffo in cui Miriam denuncia Richard. Ma occhio a Lucy: potrebbe aver capito che Chad nasconde qualcosa. Speriamo di sì.

Eccoci dunque al momento “Kubrick” di questo episodio: Richard Horne si rivela ufficialmente come il figlio di Audrey, visto che per la prima volta si rivolge a Sylvia Horne chiamandola “nonna” (fino ad oggi sapevamo il suo cognome esclusivamente grazie ai titoli di coda). Il ragazzo fa irruzione in casa della nonna e dello zio Johnny, che è vivo, contrariamente a quanto si pensava dopo lo scorso episodio, ed è legato mani e piedi ad una sedia. Richard minaccia la donna e alza le mani su di lei, costringendola a rivelargli la combinazione della cassaforte. Johnny intanto assiste impotente alla scena, mentre suo nipote rapina la nonna (in sottofondo si può ascoltare un accenno di musica classica). La scena ricorda l’irruzione violenta di “Arancia Meccanica”, in cui Alex e i suoi drughi rapinano una coppia sulle note di “Singin’ in the rain”. L’ennesima cattiveria di Richard ci dà un’ulteriore conferma del fatto che Cooper malvagio possa aver ingravidato Audrey mentre era in coma (come abbiamo sospettato dopo l’episodio 7).

Ancora Las Vegas. Anche Tom Sizemore, ovvero Anthony, cioè il collega di Doug, è al soldo di Cooper malvagio: il suo compito è di riferire ai fratelli Mitchum che Dougie ha impedito il risarcimento assicurativo della vincita effettuata dallo stesso Dougie (!) al casinò. Insomma, dovrà riferire ai due fratelli criminali che Jones si sta accanendo personalmente sui loro affari. Ovviamente la reazione non potrà che essere una: Dougie deve morire (ancora!). Ad ogni modo, criminale o no, Jim Belushi è adorabile.

Il finale si fa decisamente più interessante. Gordon Cole e Tammy scoprono Albert e il medico legale (la donna che ha effettuato l’autopsia sul corpo del maggiore Briggs) a cena insieme. Più tardi, mentre Gordon Cole sta disegnando qualcosa di molto strano (una mano che cerca di afferrare una sorta di alce), qualcuno bussa alla porta: Gordon apre e ha la visione di Laura Palmer che urla terrorizzata. In realtà è Albert, che informa Gordon del messaggio ricevuto da Diane nella scorsa puntata. La donna ha risposto al messaggio di Cooper con un piuttosto evidente: “Hanno Hastings. Ha intenzione di portarli là”. Hastings è il preside della scuola di Buckhorn, in carcere per l’omicidio della bibliotecaria Ruth. “Là” è ovviamente la cosiddetta “Zona”, il luogo dove i due amanti si erano recati e in cui avevano incontrato Briggs e gli uomini che lo hanno ucciso. Insomma, Diane, dopo l’incontro con il Doppelganger, non è più la stessa e a quanto pare ha mantenuto una sinistra relazione con il Cooper capellone. Arriva anche Tammy con delle novità: ricordate l’attico di Manhattan con quella misteriosa scatola trasparente dalla quale era comparso il mostro che aveva ucciso i due ragazzi sul divano? Da una foto risulta che Cooper malvagio è implicato in questo progetto misterioso.

Mentre Ben Horne litiga con la moglie, negandole altri soldi dopo la rapina effettuata dal nipote, e invita (finalmente) a cena la sua assistente Beverly (Ashley Judd), c’è ancora tempo per un paio di chicche lynchiane: la signora Ceppo parla al telefono con Hawk e come al solito è piuttosto ermetica. L’anziana signora afferma che lo splendore dell’elettricità sta scomparendo e si domanda cosa ci sarà nell’oscurità che le sopravviverà: “Il cerchio ora è quasi completo. Ascolta e presta attenzione al sogno del tempo e dello spazio. Adesso tutto viene a galla, scorrendo come un fiume. Quello che è e quello che non è. Laura è la sola”. Laura Palmer è la sola? La sola a fare cosa? Ad impedire che il male prenda il sopravvento? Sembra di sì, visto che nell’episodio 8 la ragazza sembra esser stata creata per combattere il male (o quantomeno per avere un ruolo cruciale in questa missione).

Intanto al Roadhouse c’è il solito finale musicale, ma con un’interessante auto-citazione: Rebekah Del Rio, la cantante latina che si esibiva al Club Silencio in “Mulholland Drive”, canta una canzone scritta insieme allo stesso Lynch, “No Stars”. Il vestito della donna inoltre richiama il pavimento della Loggia Nera. Ah, avete riconosciuto il chitarrista? È Moby!

In conclusione, possiamo trarre alcune considerazioni: Cooper malvagio, forse su indicazione di Diane, si dovrà dirigere probabilmente verso la Loggia Nera, dove sappiamo che stanno arrivando i tre migliori agenti di polizia di Twin Peaks. Su Dougie incombe una nuova minaccia di morte e la sua (ri)scoperta del sesso mi fa pensare ancora di più al fatto che sarà Audrey a trovarlo, a saltargli addosso e svegliare definitivamente il nostro Cooper (non riesco a togliermi dalla testa la battuta che Audrey fece a Cooper nella seconda stagione: “Adesso ascoltami bene agente Cooper: uno di questi giorni, prima che tu te ne accorga, io diventerò grande, diventerò una donna. Dio ti salvi quel giorno!”). Ci giochiamo un altro euro?

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