Capitolo 275

Di ritorno dal viaggio, dove incredibilmente non ho visto film, e senza grandi impegni con serie tv particolarmente invadenti mi sono dedicato nuovamente alla mia attività preferita: guardare film. La buona notizia è che ho avuto tempo e voglia di tornare al cinema ed è sempre una cosa stupenda. La cattiva notizia invece… non c’è. Spoiler: un titolo di questa lista sarà presente anche nella classifica dei migliori del 2019. Avete già capito quale.

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Recensione "Storia di un matrimonio" ("Marriage Story", 2019)

Immaginatevi la scena. Sono al Nuovo Sacher di sabato pomeriggio e c’è Nanni Moretti seduto proprio davanti a me. Sui titoli di coda ho quei brividi tipici di chi sta per cedere alla commozione e vedo davanti a me Moretti che cerca di asciugare le lacrime con le dita. Fuori dalla sala c’è una Roma autunnale, che profuma della pioggia dei giorni scorsi e vibra in attesa del movimento del sabato sera. Mi incammino verso casa con quel bisogno di silenzio che mi avvolge ogni volta in cui quel che ho visto mi ha riempito così tanto da non riuscire ad aprir bocca, per il timore che le emozioni possano scivolare via. Questo è l’effetto che fa l’ultimo film di Noah Baumbach, che raggiunge la consacrazione definitiva con quel che si può considerare il suo film più maturo.

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