Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 5

Quinto giorno di Festa del Cinema: solitamente il lunedì è necessariamente un giorno moscio, dopo i fasti del weekend, ma oggi di moscio non c’è stato niente, a partire dal traffico del Lungotevere al mattino, che mi ha bruscamente riportato alla realtà. La proiezione stampa di The Irishman era stamattina alle 9 e l’obiettivo del giorno era di arrivare all’Auditorium entro le 8.30 per riuscire ad accaparrarsi i posti migliori (anzi, i posti e basta, vista la quantità di persone che non sono riuscite ad entrare in sala, per cui è stato deciso di fare una proiezione bis al Teatro Studio alle 9.30).

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 3

Da che mondo è mondo il sabato di Festival è il giorno più ricco, ma non mi sarei mai aspettato che sarebbe stato così impegnativo. Il motivo è che questo è probabilmente il primo anno su 14 edizioni in cui riesco ad entrare a tutti gli incontri tra gli artisti con il pubblico (o almeno a tutti gli incontri a cui decido di presenziare, visto che sarebbe massacrante assistere a tutto il ricchissimo programma della Festa). E così il resoconto di oggi si chiude con due film visti, una conferenza stampa, due incontri con il pubblico e ben 15 immagini raccolte per il progetto Film People.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 1

Il primo giorno di Festa del Cinema è sempre un po’ il giorno delle riscoperte. Riscopri una Roma mattutina che non sei abituato a conoscere, riscopri quanto ti faccia piacere circondarti di persone che dalla mattina alla sera parlano solo di cinema (perché qui non si può proprio parlare d’altro), riscopri quanto sia bello salutare persone che vedi una sola volta all’anno (ogni volta a ottobre sembra una rimpatriata di compagni di scuola), riscopri quanti siano scomode le poltroncine dell’Auditorium, quanto sia pesante la mancanza di sonno e soprattutto riscopri quanto si è disposti a rinunciare in nome di una passione splendida quanto invadente.

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Oscar 2018 – La Diretta

oscar

Manca poco alla novantesima edizione degli Academy Awards, quei premi Oscar che ogni anno fanno discutere, avvolti da mille polemiche, in cui manca sempre qualcosa. Una cerimonia di cui diciamo sempre che non ce ne importa niente ma che alla fine, inevitabilmente, ci incolla allo schermo tutta la notte. Dopo una giornata intensa, per le elezioni ma anche per la tragica e sconvolgente scomparsa di Davide Astori, arriviamo qui sopra a parlare di cinema e di nient’altro, perché in fondo è questo che facciamo: raccogliamo le emozioni là dove i film ce le piazzano e ce le teniamo strette. Sono la nostra fuga dalla realtà, dal quotidiano, da ciò che non ci piace. Prima di chiudere il classico “monologo” di apertura, vi ricordo un paio di cosette. Innanzitutto sarà possibile seguire la notte degli Oscar e l’intera cerimonia su Sky e in chiaro su Tv8 (se come me non possedete un televisore, lo streaming ci salverà; dalle 23 circa tutta la diretta sarà trasmessa qui: http://tv8.it/streaming.html). Su questo post troverete tutti i miei commenti in tempo reale, ma se volete dire anche la vostra (cosa che gradirei molto), potete interagire commentando in diretta su Twitter o sulla pagina Facebook di Una Vita da Cinefilo. Non sono di certo Enrico Mentana, ma spero di contribuire a rendervi questa maratona notturna divertente e interessante. A dopo!

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Verso la Festa del Cinema di Roma 2017

Poco più di due settimane all’inizio della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (quest’anno dal 26 ottobre al 5 novembre), il che significa che mi restano circa poco più di due settimane di sonno. Ancora devo capire come sia possibile aspettare con tanta partecipazione un periodo in cui si dorme poco, si mangia male e si vive fuori dal mondo: deve essere quella cosa che chiamano passione. Dodici edizioni e non ne ho persa neanche una: dal 2006 ho passato dieci giorni all’anno a guardare film, a scrivere le mie sensazioni, ad incontrare attori, registi, addetti ai lavori. Per cosa? Per passione, niente di più, niente di meno.

So che non è questo pippone sentimentale ad interessarvi, quindi se siete usciti indenni dal primo paragrafo ora posso raccontarvi qualcosa del programma cinematografico. La selezione ufficiale sarà composta da 39 film, di cui parlerò tra poco perché prima devo dirvi quali sono le due cose che mi faranno fare i salti di gioia: 1) Dell’incontro con David Lynch si sapeva già da tempo, ma ancora non riesco ad abituarmi all’idea. Sono sicuro che sarà una di quelle serate che restano addosso per molto tempo (come fu quella con Al Pacino nel 2008, ancora ho i brividi). 2) Il nuovo film di Richard Linklater, che è uno dei miei registi preferiti. Non mi sarei mai aspettato di trovare “Last Flag Flying” nella selezione dei film e ormai sono un paio d’ore che cammino per casa a dieci centimetri da terra. Non so se Linklater sarà al Festival (ma magari!), oppure che ne so, Bryan Cranston, ma per ora mi accontento di vedere il film.

Selezione ufficiale dicevamo: i primi titoli a balzare agli occhi, Linklater a parte, sono “Logan Lucky”, di Steven Soderbergh, “The only living boy in New York” di Marc Webb, “Una questione privata” dei fratelli Taviani, “Borg McEnroe” di Janus Metz, “Detroit” di Kathryn Bigelow e “C’est la vie” dell’accoppiata Toledano-Nakache (registi del francese “Quasi amici”). Come sempre però, le cose migliori da vedere saranno quelle che al momento dell’uscita del programma non hai minimamente calcolato: ora voglio prendere in contropiede le sorprese e affermare già adesso, in tempi non sospetti, che potrebbero risultare parecchio interessanti “Mon garçon” di Christian Carion, ma soprattutto lo spagnolo “Abracadabra” di Pablo Berger (già regista del meraviglioso “Blancanieves”), sul quale sono disposto a puntare tutti i miei risparmi (anzi, facciamo giusto un paio d’euro). Mi intrigano inoltre il norvegese “Skyggenes Dal” e “Stronger”, che verrà presentato a Roma dal suo protagonista Jake Gyllenhaal. E poi, per tutti i giovani uomini come me cresciuti negli anni 80, c’è il film su Mazinga che, ne sono certo, sarà uno spasso. Mi sembra già abbastanza, ma ancora non ho spulciato per bene il programma delle altre sezioni, da “Tutti ne parlano”, “Eventi Speciali” (da segnalare un documentario su Spielberg) fino ad “Alice nella città” (che da sempre riserva grandissime chicche).

Per quanto riguarda gli incontri quello con David Lynch è il fiore all’occhiello di questa dodicesima edizione. Così importante da mettere in ombra Ian McKellen, Christoph Waltz, Vanessa Redgrave, Xavier Dolan, Jake Gyllenhaal, Chuck Palahniuk, Nanni Moretti e molti altri.

Ancora una decina di giorni di sonno e poi ricominceranno le levatacce più belle della mia vita. A voi che leggete, anche quest’anno toccherà sorbirvi dieci appuntamenti quotidiani con i miei diari da cinefilo. Auguri!

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