Twin Peaks 2017: Tutte le questioni irrisolte

Già da una settimana siamo orfani di “Twin Peaks”: la terza stagione della celebre serie televisiva realizzata da David Lynch ci ha accompagnato per tutta l’estate con i suoi misteri e le sue stramberie. Come ci si poteva immaginare, sono ancora molte le questioni rimaste irrisolte, le domande senza risposta. Proviamo ad affrontare questi argomenti: lunga ed impervia è la via che dal buio si snoda verso la luce.

Audrey
La questione Audrey è una delle più spinose della terza stagione di Twin Peaks. Uno dei personaggi più amati degli anni 90 è comparso in questo revival soltanto nelle ultime puntate, senza alcuna interazione con gli altri personaggi storici. Di lei sappiamo davvero poco: è stata in coma, è la madre di Richard Horne, è stata ingravidata da Cooper malvagio venticinque anni fa. Cosa significa ciò che è successo nell’Episodio 16? Audrey molto probabilmente è stata in coma per tutto questo tempo, le vicende legate a lei in questo Twin Peaks non erano altro che il tentativo del suo cervello di svegliarsi dal suo stato, cosa che a quanto pare succede proprio in seguito alla sua celebre Audrey’s Dance. Certo, niente di ufficiale, non c’è una vera e propria spiegazione, ma direi che questa sia la più accreditata.

La scatola di vetro
Molti si sono chiesti cosa fosse questa famigerata scatola di vetro, il glassbox, che vediamo soprattutto all’inizio di questa stagione. Si potrebbe pensare che Mr C l’abbia fatta costruire per “dirottare” il buon Cooper nel corpo di Dougie, ma l’ipotesi più sensata è che il doppio malvagio l’abbia realizzata soprattutto per monitorare gli spostamenti della Madre, cioè Judy. Lei è sempre stata l’obiettivo di Mr C: lo dice chiaramente a Darya nelle prime puntate ed è per unirsi a lei che cerca queste famigerate coordinate. Ciò che possiamo pensare è che quando Mr C raggiunge il luogo prestabilito, il passaggio avrebbe dovuto portarlo direttamente da Judy (ovvero a casa Palmer, visto che l’entità maligna ha trovato alloggio nel corpo di Sarah), l’intervento del Pompiere però fa “recapitare” Mr C nella stazione di polizia di Twin Peaks, con le conseguenze che abbiamo visto.

Judy
Questa non è proprio una domanda senza risposta, visto che a dirci chi è Judy ci ha pensato Gordon Cole nella penultima puntata. Judy è un’entità maligna, è la Madre di tutti i mali, è la reificazione (o personificazione, se preferite) del Male. Si forma a causa della bomba atomica e da lì genera una serie di altre entità malvagie, tra cui Bob e i Woodsmen. In questa stagione entra nel corpo di Sarah Palmer ed è impossibile pensare il contrario: vi sembra normale che qualcuno apra il suo volto per mostrare l’abisso e poi stacchi con un morso secco la gola ad un’altra persona? Ad avvalorare tutto questo è la contrapposizione con Laura Palmer: anche Laura nella prima puntata apre il suo volto, ma per mostrare una luce, mentre nella penultima puntata il suo ritratto viene colpito ripetutamente da Sarah che, con il suo potere, riesce a strapparla via dalla mano di Cooper.

La ragazza con l’insetto in bocca
Altra domanda rimasta senza risposta. Il finale dell’ormai celebre Episodio 8 è destinato a restare nell’immaginario collettivo di tutti gli amanti delle serie tv. Un insetto mostruoso, generato anch’esso dalla Madre, si introduce nella bocca di una ragazzina ipnotizzata dal messaggio radio del woodsman (“This is the water and this is the well…”). La mia teoria, sulla quale scommetterei un paio di euro, è che la ragazza sia Sarah Palmer da giovane. Siamo nel 1956, la ragazza dimostra di avere circa 15 anni e indovinate un po’ in che anno è nata l’attrice che interpreta Sarah? Esatto, nel 1941. Questo inoltre spiegherebbe come ha fatto Judy ad entrare nel corpo di Sarah da adulta: un suo “seme” è sempre stato dentro di lei, in attesa del momento adatto per prendere possesso del corpo ospitante. Certo, povera Laura: suo padre viene posseduto da BOB, sua madre da Judy. Ma che bella famiglia!

Ultima puntata
L’ultima puntata di Twin Peaks ha generato un’eco interminabile di “what the fuck!?”. Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Gordon Cole confida ad Albert che Cooper voleva cercare di stanare Judy prendendo “due piccioni con una fava”. I due piccioni da prendere sono rispettivamente: salvare Laura Palmer e appunto fermare (uccidere?) Judy. Nel momento in cui Mr C muore il volto di Cooper si sovrappone alla scena per il semplice motivo che, una volta in cui Coop salva Laura dalla morte, quella linea temporale con Mr C e tutto il resto non esisterà più, se non nei ricordi dello stesso Cooper. Penso sia il motivo per cui Cooper dirà che “viviamo in un sogno”: ormai tutto ciò che abbiamo visto finora non esisterà più, visto che Cooper salvando Laura ha modificato il futuro (“Il passato decide il futuro”). Quindi, dicevamo, il primo “piccione” è salvare Laura: fatto. Ora la vuole portare a casa, dunque a casa Palmer, dove la ragazza (“The one”, la sola, quindi l’unica che può fronteggiare il male?) dovrà vedersela con Sarah/Judy, permettendo a Cooper di prendere anche il secondo “piccione”. Le cose vanno però diversamente: i due vengono spediti in una dimensione parallela, dove tutto è diverso (Dale Cooper diventa Richard, Laura è Carrie, Diane è Linda, le automobili, le case e le vite delle persone sono cambiate). Lo stesso era successo a Phillip Jeffreys mentre dava la caccia a Judy: ha cambiato così tante linee temporali da perdersi e trasformarsi alla fine in una specie di teiera gigante (vabbè!).

L’urlo di Laura
L’ultimo frame della terza (e ultima?) stagione di Twin Peaks è riservato all’urlo di Laura Palmer che ci frantuma le orecchie. La ragazza viene portata a casa Palmer, che però nella realtà parallela appartiene alla Signora Tremond. Nel momento in cui Cooper le domanda “in che anno siamo?”, rendendosi conto che c’è qualcosa che non va, una voce che chiama Laura risveglia la ragazza, facendole ricordare l’orrore che ha subito nella linea temporale che ci ha accompagnato per venticinque anni. E qui veniamo alla questione successiva.

Who is the dreamer?
Chi è che sogna? Ricordate la frase sibillina pronunciata da Monica Bellucci a Gordon Cole? “Siamo come colui che sogna, che sogna e che dentro al sogno ci vive. Ma chi è che sogna?”. Bene, diciamolo, colei che sogna è Laura: secondo me è evidente dall’urlo finale che riporta la sua mente alla “realtà”. Non si tratta di un sogno vero e proprio ma di una realtà parallela in cui Judy ha spedito la ragazza per renderla innocua, assopita, lontana dai demoni di Twin Peaks (infatti Laura/Carrie è in Texas, dalla parte opposta rispetto allo stato di Washington). Si vede che Judy teme Laura Palmer, ha bisogno di vederla morta (BOB l’aveva uccisa) o lontana il più possibile. D’altronde Laura era stata “creata” dal Pompiere per contrastare la minaccia portata dal Male. Il suo urlo e l’aiuto di Cooper la fanno rinsavire: il Male è finalmente in pericolo e il Bene vincerà? E chi lo saprà mai. La cosa certa è che finché ci sarà Cooper al suo fianco, Laura potrà contare su un alleato fidato e coraggioso, in questa ormai eterna diatriba tra Bene e Male.

Al momento non mi vengono in mente altre questioni irrisolte, ma ce ne saranno moltissime altre sicuramente (se volete, aggiungete le vostre domande nei commenti). David Lynch recentemente ha detto che la migliore interpretazione è quella che ognuno vuole dare: ogni spettatore può vedere ciò che vuole nel finale e creare così la propria realtà parallela. Io ho detto la mia e seppur in principio fossi rimasto spiazzato da un finale così aperto e misterioso, ora che sono passati dieci giorni lo ritengo perfetto. Ad ogni modo tra poco più di un mese avremo David Lynch al Festival di Roma, vedremo se il regista parlerà ancora di questo misterioso finale e se annuncerà qualcosa di importante per il futuro… Non penso ci sia bisogno di una quarta stagione (per quanto, ahi ahi ahi, quanto mi piacerebbe), perché Twin Peaks, nella sua imperfezione e nel suo inestricabile mistero, è perfetto così com’è. Mi auguro soltanto una cosa: speriamo che Cooper non diventi una teiera gigante.

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Twin Peaks 2017: Laura è la sola (Episodio 10)

Abbiamo talmente tanta fame di Twin Peaks che vedere sprecata così una preziosissima ora ci ha fatto un po’ soffrire. Ora mancano soltanto 8 episodi alla fine e questo di certo non ha contribuito molto all’avanzamento della trama. A parte un messaggio abbastanza criptico della Signora Ceppo e un interessante confronto tra Cole, Albert e Tammy, il resto della puntata non è stato proprio indimenticabile (beh, a parte il fatto che Dougie meriterebbe uno spin-off a parte, la scena di sesso con Naomi Watts, di cui parleremo dopo, è esilarante).

L’episodio 10 si apre con Richard Horne che arriva da Miriam, testimone oculare dell’uccisione del bambino nella puntata 6. Richard scopre che la ragazza lo ha già denunciato alla polizia e che ha appena scritto una lettera allo sceriffo per dirgli che se le succederà qualcosa la colpa sarà di Richard. Questi si introduce nella sua abitazione e la uccide brutalmente, quindi telefona a Chad, il poliziotto corrotto, per fare in modo che intercetti la lettera accusatoria prime che arrivi sulla scrivania di Truman. Nel frattempo, Carl, il custode del parcheggio di roulotte di cui avevamo già parlato nell’Episodio 6 (e visto in “Fuoco cammina con me”), sta suonando alla chitarra “Red River Valley”, ma viene interrotto da una lite furibonda tra Steven Barnett e Becky, la figlia di Shelly. L’anziano custode sbuffa, dicendo che la presenza del ragazzo è un “fottuto incubo”. Così come la madre, anche Becky deve fare i conti con un marito violento e pressoché nullafacente.

La scena si sposta a Las Vegas dove uno dei fratelli Mitchum, i mafiosi che hanno il controllo del Casinò dove Dougie aveva sbancato, viene colpito da una delle tre donne che accompagnano sempre i due fratelli. Qualche decina di secondi è dedicata al tentativo della donna di catturare una mosca, cosa che mi ha fatto pensare molto alla puntata di Breaking Bad dedicata interamente alla presenza di una mosca nel laboratorio dove lavorano Walter e Jesse. A parte ciò, i due fratelli scoprono in tv della cattura del nano assassino che aveva cercato di uccidere Doug Jones. Jim Belushi e suo fratello scoprono così che il loro “Mr. Jackpot” si chiama effettivamente Doug Jones, come gli aveva detto l’ormai ex direttore del Casinò. Dougie intanto è dal dottore con sua moglie e sembra davvero in forma smagliante: fisico asciutto, pressione perfetta, cuore e polmoni a pieno regime. Appena tornati a casa, dopo un’inquadratura sulle scarpe rosse della donna, i due fanno l’amore: sarà una delle scene più esilaranti di tutta la stagione. Inutile dire che Janey-E si ritroverà più che soddisfatta dalla prestazione di Dougie.

Torniamo a Twin Peaks: il dottor Jacoby si è ormai trasformato in Beppe Grillo, vede complotti ovunque e sembra pienamente convincere Nadine, che per la prima volta in questa stagione apre bocca per commentare quanto sia meraviglioso (il discorso o l’uomo?). Non vedo come questa linea narrativa possa tornare utile ai fini della trama, ma sicuramente da qualche parte dovrà portare (e secondo me avrà a che fare con la celebre pala che Jacoby cerca di vendere ai suoi spettatori). Stesso discorso vale per Jerry Horne, sempre più perso nei boschi, ma che secondo me avrà un ruolo interessante in futuro: scommetto un euro che si trova nei pressi del luogo in cui si aprirà il varco per la Loggia Nera, il punto segnato sul foglietto lasciato da Briggs in cui dovranno dirigersi lo sceriffo, Bobby e Hawk. Intanto quell’infame di Chad riesce a rubare la lettera destinata allo sceriffo in cui Miriam denuncia Richard. Ma occhio a Lucy: potrebbe aver capito che Chad nasconde qualcosa. Speriamo di sì.

Eccoci dunque al momento “Kubrick” di questo episodio: Richard Horne si rivela ufficialmente come il figlio di Audrey, visto che per la prima volta si rivolge a Sylvia Horne chiamandola “nonna” (fino ad oggi sapevamo il suo cognome esclusivamente grazie ai titoli di coda). Il ragazzo fa irruzione in casa della nonna e dello zio Johnny, che è vivo, contrariamente a quanto si pensava dopo lo scorso episodio, ed è legato mani e piedi ad una sedia. Richard minaccia la donna e alza le mani su di lei, costringendola a rivelargli la combinazione della cassaforte. Johnny intanto assiste impotente alla scena, mentre suo nipote rapina la nonna (in sottofondo si può ascoltare un accenno di musica classica). La scena ricorda l’irruzione violenta di “Arancia Meccanica”, in cui Alex e i suoi drughi rapinano una coppia sulle note di “Singin’ in the rain”. L’ennesima cattiveria di Richard ci dà un’ulteriore conferma del fatto che Cooper malvagio possa aver ingravidato Audrey mentre era in coma (come abbiamo sospettato dopo l’episodio 7).

Ancora Las Vegas. Anche Tom Sizemore, ovvero Anthony, cioè il collega di Doug, è al soldo di Cooper malvagio: il suo compito è di riferire ai fratelli Mitchum che Dougie ha impedito il risarcimento assicurativo della vincita effettuata dallo stesso Dougie (!) al casinò. Insomma, dovrà riferire ai due fratelli criminali che Jones si sta accanendo personalmente sui loro affari. Ovviamente la reazione non potrà che essere una: Dougie deve morire (ancora!). Ad ogni modo, criminale o no, Jim Belushi è adorabile.

Il finale si fa decisamente più interessante. Gordon Cole e Tammy scoprono Albert e il medico legale (la donna che ha effettuato l’autopsia sul corpo del maggiore Briggs) a cena insieme. Più tardi, mentre Gordon Cole sta disegnando qualcosa di molto strano (una mano che cerca di afferrare una sorta di alce), qualcuno bussa alla porta: Gordon apre e ha la visione di Laura Palmer che urla terrorizzata. In realtà è Albert, che informa Gordon del messaggio ricevuto da Diane nella scorsa puntata. La donna ha risposto al messaggio di Cooper con un piuttosto evidente: “Hanno Hastings. Ha intenzione di portarli là”. Hastings è il preside della scuola di Buckhorn, in carcere per l’omicidio della bibliotecaria Ruth. “Là” è ovviamente la cosiddetta “Zona”, il luogo dove i due amanti si erano recati e in cui avevano incontrato Briggs e gli uomini che lo hanno ucciso. Insomma, Diane, dopo l’incontro con il Doppelganger, non è più la stessa e a quanto pare ha mantenuto una sinistra relazione con il Cooper capellone. Arriva anche Tammy con delle novità: ricordate l’attico di Manhattan con quella misteriosa scatola trasparente dalla quale era comparso il mostro che aveva ucciso i due ragazzi sul divano? Da una foto risulta che Cooper malvagio è implicato in questo progetto misterioso.

Mentre Ben Horne litiga con la moglie, negandole altri soldi dopo la rapina effettuata dal nipote, e invita (finalmente) a cena la sua assistente Beverly (Ashley Judd), c’è ancora tempo per un paio di chicche lynchiane: la signora Ceppo parla al telefono con Hawk e come al solito è piuttosto ermetica. L’anziana signora afferma che lo splendore dell’elettricità sta scomparendo e si domanda cosa ci sarà nell’oscurità che le sopravviverà: “Il cerchio ora è quasi completo. Ascolta e presta attenzione al sogno del tempo e dello spazio. Adesso tutto viene a galla, scorrendo come un fiume. Quello che è e quello che non è. Laura è la sola”. Laura Palmer è la sola? La sola a fare cosa? Ad impedire che il male prenda il sopravvento? Sembra di sì, visto che nell’episodio 8 la ragazza sembra esser stata creata per combattere il male (o quantomeno per avere un ruolo cruciale in questa missione).

Intanto al Roadhouse c’è il solito finale musicale, ma con un’interessante auto-citazione: Rebekah Del Rio, la cantante latina che si esibiva al Club Silencio in “Mulholland Drive”, canta una canzone scritta insieme allo stesso Lynch, “No Stars”. Il vestito della donna inoltre richiama il pavimento della Loggia Nera. Ah, avete riconosciuto il chitarrista? È Moby!

In conclusione, possiamo trarre alcune considerazioni: Cooper malvagio, forse su indicazione di Diane, si dovrà dirigere probabilmente verso la Loggia Nera, dove sappiamo che stanno arrivando i tre migliori agenti di polizia di Twin Peaks. Su Dougie incombe una nuova minaccia di morte e la sua (ri)scoperta del sesso mi fa pensare ancora di più al fatto che sarà Audrey a trovarlo, a saltargli addosso e svegliare definitivamente il nostro Cooper (non riesco a togliermi dalla testa la battuta che Audrey fece a Cooper nella seconda stagione: “Adesso ascoltami bene agente Cooper: uno di questi giorni, prima che tu te ne accorga, io diventerò grande, diventerò una donna. Dio ti salvi quel giorno!”). Ci giochiamo un altro euro?

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Twin Peaks 2017: Non morire (Episodio 6)

Neanche a dirlo, il sesto episodio del nuovo “Twin Peaks” pone ancora più interrogativi su tutto ciò che avevamo visto nelle cinque puntate precedenti. Le linee narrative stavolta sono due: Twin Peaks e Las Vegas (più un piccolo grande extra che vede protagonista Albert). Dunque, dopo la inquietante scena della telefonata dal carcere del South Dakota, niente Doppelganger in questo nuovo episodio. Partiamo subito dal momento più alto di questa sesta parte: Diane. Albert sotto il diluvio entra in un bar (insultando Gene Kelly e il suo “Cantando sotto la pioggia”) e saluta la celebre, attesissima Diane. La mia teoria dopo l’episodio 4 era dunque giusta: la donna che Albert doveva incontrare, l’unica che poteva riconoscere Cooper, era proprio Diane (e come avevo previsto è Laura Dern a interpretarla). La scena dura soltanto pochi secondi, ma è senza dubbio l’apice dell’episodio: “Ciao, Albert”.

A Las Vegas Cooper, nei panni di Doug, continua ad essere disorientato, per usare un eufemismo. Ancora una volta gli compare Mike dalla Loggia Nera per dirgli che deve assolutamente svegliarsi e, soprattutto, non morire (“Don’t die”!). Doug riesce, grazie alle solite visioni luminose, a finire il lavoro che gli era stato commissionato per non perdere il posto. I suoi sembrano scarabocchi senza senso, ma a quanto pare risultano essere decisivi e di fondamentale importanza per il suo capo. Al tempo stesso Janey-E (la moglie di Doug, ovvero Naomi Watts) incontra i creditori del marito aggredendoli verbalmente e saldando il debito di Doug dovuto a motivi di gioco d’azzardo (tra i creditori c’è addirittura Daniel Faraday di “Lost”!). Intanto un nano cattivissimo, evidentemente un sicario, riceve un plico contenente due fotografie: una di Doug e l’altra della donna che nell’episodio precedente voleva urgentemente che lo stesso Doug fosse ucciso. Il nano uccide la donna e le sue colleghe a colpi di cacciavite.

A Twin Peaks intanto cominciano a succedere cose strane: Richard Horne si ritrova coinvolto in un traffico di droga e, trattato a pesci in faccia (anche a causa di una strana moneta “magica”) da un certo Red, comincia a dare di matto, investendo a tutta velocità un bambino in mezzo alla strada. Ad assistere alla scena, oltre agli abitanti di Twin Peaks, c’è Carl, il gestore del parcheggio per roulotte di “Fuoco cammina con me”, che subito dopo l’impatto vede uno strano spirito uscire dal corpo del bambino e volatilizzarsi in cielo. Carl da piccolo è sparito nei boschi vicino Twin Peaks, quindi è presumibile che anche lui abbia il “dono” di vedere gli spiriti. Nell’ufficio di polizia intanto Hawk, grazie ad una moneta e al marchio raffigurante un nativo americano (il retaggio di cui parlava la Signora Ceppo nel primo episodio), trova l’indizio che stava cercando sulla porta del bagno, o più precisamente dentro la porta del bagno. Hawk estrae dal suo interno un biglietto, ma non ci è ancora dato sapere di cosa si tratti.

Ah, dimenticavo. All’inizio di questa stagione il gigante fa a Cooper i nomi di Richard e Linda, “due piccioni con una fava”. Richard potrebbe dunque essere Richard Horne e Linda invece viene nominata da Mickey, un ragazzone che si fa dare un passaggio da Carl in città perché deve andare all’ufficio postale per ritirare la posta di Linda (che ancora non sappiamo chi sia). Che collegamento ci sarà tra loro due? Perché Cooper potrebbe prendere due piccioni con una fava?

Diane a parte non è stata una puntata particolarmente esaltante, la matassa continua ad avvolgersi e al tempo stesso a dipanarsi. Aspettiamo fiduciosi il prossimo episodio, sperando che Cooper riesca “assolutamente” a svegliarsi, che Diane riesca a dirci di più sul Doppelganger e che Hawk ci riveli questo incredibile indizio avente a che fare con la sparizione del nostro amatissimo agente dell’FBI.

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Trailer di “Star Wars 8 – Gli ultimi Jedi”: analisi e previsioni

Ormai da qualche giorno è uscito il primo trailer del nuovo episodio di Star Wars, “Gli ultimi Jedi”, che uscirà a dicembre (due anni dopo il grande successo de “Il risveglio della Forza” e dodici mesi dopo l’ottimo “Rogue One”). L’Episodio VII ci aveva regalato due teaser e un trailer, che prontamente abbiamo vivisezionato e analizzato fino all’ultimo dettaglio in una serie di post (sbagliando qualcosa qua e là, ma anche indovinando molte cose). Proviamo a fare lo stesso gioco con questo nuovo trailer, meno spettacolare di quello del film precedente, ma comunque interessante.

Il trailer inizia in maniera analoga al primo teaser del film precedente: se lì c’era il deserto di Jakku e poi improvvisamente la comparsa di Finn, qui c’è la roccia dell’isola dove abbiamo incontrato Luke alla fine di Episodio VII e subito dopo Rey, affaticata, stanca. Senza alcuna ombra di dubbio la parte iniziale del trailer ci mostra l’addestramento a cui è sottoposta la protagonista sotto la direzione di Luke Skywalker, che non può non farci pensare agli esercizi a cui Yoda sottoponeva lo stesso Luke ne “L’impero colpisce ancora”. Mentre Luke dice a Rey “respira, pensa a respirare, ora… abbandonati”, le immagini prima ci mostrano l’isola di cui sopra, quindi si soffermano su Rey che comincia a conoscere le vie della Forza (delle pietruzze fluttuano grazie ai poteri mentali della ragazza). Schermo nero: Luke domanda “che cosa vedi?”, quindi l’immagine si sposta su Leila di spalle davanti ad una mappa stellare, mentre Rey risponde: “Luce…”. Stacco sull’elmo di Kylo Ren fumante e distrutto in terra (immagino in seguito ad uno degli attacchi di rabbia dello stesso Ren), e la voce off che dice “Oscurità…”. Altro stacco abbastanza interessante su un muro pieno di spuntoni (forse una grotta all’interno dell’isola di Luke?): ci sono alcuni volumi su una sorta di mini-libreria e una mano accarezza il simbolo dei Jedi all’interno di uno di essi (mentre la voce di Rey afferma: “L’equilibrio”). Luke replica, sempre fuori campo, “è tanto più grande” (frase un po’ sibillina), mentre intanto vediamo i due sull’isola con Rey impegnata ad esercitarsi con la spada laser. Qui la musica si fa più intensa e vediamo le prime scene di guerra: alcune navette (dei ribelli, visto che nell’immagine da dietro vediamo in lontananza i Walkers che una volta appartenevano all’impero) “grattano” la superficie di un pianeta lasciandosi alle spalle una lunga scia di polvere rossa e poi comincia un montaggio piuttosto rapido di immagini: Finn addormentato dentro una sorta di cabina medica (sarà probabilmente la riabilitazione in seguito allo scontro con Kylo Ren o altro); Poe insieme a BB8 in un momento concitato, tra scintille e l’esplosione di un hangar; il Falcon, immancabile, in volo; Rey di corsa con la spada laser aperta in mano, stacco poi su Kylo Ren e la sua arma, entrambi pieni di cattive intenzioni. “Conosco una sola verità…”, dice la voce di Luke in sottofondo, mentre un individuo di spalle (quasi sicuramente lo stesso Luke), insieme a R2D2, osserva un luogo dato alle fiamme (forse  il flashback del tempio Jedi che Skywalker aveva messo in piedi e poi distrutto da Kylo Ren?). Andiamo avanti: soldati del First Order guidati da Captain Phasma (allora è viva! Peccato, è un personaggio che non sopporto…) marciano all’interno di un luogo in fiamme (forse l’hangar esploso di cui parlavamo poco fa), quindi vediamo un momento di guerre stellari tra caccia dei buoni contro navi dei cattivi e poi quella frase, con Luke Skywalker in piedi all’uscita di un pertugio: “…il tempo della fine dei Jedi è giunto” (!!!).

Non sappiamo se ci saranno altri trailer (ma probabilmente nei prossimi mesi ne vedremo ancora un altro), ciò che sappiamo è che l’attesa è cominciata. Tante le domande che aspettano risposte (alcune le potete leggere qui), nel frattempo ce n’è una in particolare che mi ronza in testa: quanto manca a dicembre?

PS: Il poster, al contrario del trailer, è meraviglioso

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