Recensione “Blinded By The Light” (2019)

C’è un curioso rapporto tra il cinema e Bruce Springsteen. Il Boss, uno dei cantautori più amati al mondo, aveva partecipato ad un divertente cameo nel film cult “Alta Fedeltà” di Stephen Frears. Prima di allora Sean Penn, nel suo debutto alla regia, aveva basato il suo “Lupo Solitario” interamente sulla canzone “Highway Patrolman” del Boss. In seguito le sue canzoni hanno ispirato splendidi documentari (“Springsteen and I”) o ancora altri film (“Thunder Road”, meravigliosa pellicola indipendente purtroppo inedita in Italia).

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“Blinded By The Light”: il trailer del film ispirato dalle canzoni di Springsteen

C’è un curioso rapporto tra il cinema e Bruce Springsteen. Il Boss, uno dei cantautori più amati al mondo, aveva partecipato ad un divertente cameo nel film cult “Alta Fedeltà” di Stephen Frears. Prima di allora Sean Penn, nel suo debutto alla regia, aveva basato il suo “Lupo Solitario” interamente sulla canzone “Highway Patrolman” del Boss. In seguito le sue canzoni hanno ispirato splendidi documentari (“Springsteen and I”) o ancora altri film (“Thunder Road”, meravigliosa pellicola ancora inedita in Italia, anche se qualcosa si sta muovendo).

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Recensione “Springsteen on Broadway” (2018)

Qualcuno più bravo di me una volta ha scritto: “La poetica di Springsteen è lì, nell’esplorazione della distanza fra il luogo sognato e quello vissuto. Il suo coraggio è di intravedere, nell’inferno terrestre, una possibilità di luce. Ogni volta che contempla la fine, ci propone una ripartenza”. Non potrebbero esserci parole migliori per definire “Springsteen on Broadway”.

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Un nuovo blog: Yellow Ledbetter

Ho aperto ancora un blog, lo so, non se ne può più. Il problema è che non ne posso fare a meno. Scrivere di cinema non mi bastava, e così ho cominciato a scrivere di viaggi. Scrivere anche di viaggi non era abbastanza, perché c’era ancora qualcosa che per me è importante tanto quanto viaggiare e vedere film, se non di più, e sentivo il bisogno di raccontarla a modo mio: la musica.

In particolare qui si parla di canzoni, dei testi e delle parole, delle sensazioni e delle emozioni, del curioso rapporto che si forma tra me e una canzone, il legame con la vita quotidiana e l’importanza che hanno all’interno di essa. C’è sempre una canzone che nel bel mezzo di una giornata grigia ci risolleva il morale, riportandoci il sorriso, così come c’è sempre una canzone triste nel cuore di ogni persona romantica, una di quelle che si ascoltano in treno, vicino al finestrino, mentre fuori piove. Ci sono quelle canzoni da cantare a squarciagola in macchina, con i vetri abbassati e il vento nei capelli, altre che passano per caso in una radio, in un momento particolare, e ti restano dentro per sempre. Beh, più o meno, è di questo che si parla. Se avrete voglia di seguirmi anche da quest’altra parte, sarà un piacere farvi ascoltare (e soprattutto leggere), un po’ di bella musica.

Yellow Ledbetter dunque, un omaggio ai Pearl Jam, un nome che all’apparenza non significa niente, ma che invece significa tanto. Un nome che in fondo suona bene per un blog, e poi la canzone è stupenda.

http://yellowbetter.wordpress.com/