Annunciato “Ghostbusters 3”, ecco il trailer!

Giornata da ricordare per i fan degli anni 80. Nel pomeriggio è stato annunciato, tramite il teaser che vedete in fondo all’articolo, un nuovo sequel per i “Ghostbusters”: stavolta non parliamo del reboot al femminile di pochi anni fa, si tratta proprio di un sequel per il capolavoro originale del 1984 firmato Ivan Reitman.

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Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 5

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Normalmente non ci si aspetta mai molto da un lunedì, ancora meno dai lunedì dei Festival di Cinema, giorno in cui solitamente si abbassano i toni e i livelli dopo un weekend di fuochi d’artificio (almeno nelle intenzioni). E invece Roma cosa ti combina? Ti piazza Martin Scorsese, uno dei più grandi registi viventi, in un tardo pomeriggio di un lunedì autunnale, dove i primi vagiti di freddo si affacciavano a rovinare quell’espressione tanto cara a noi romani: le ottobrate di cui andiamo fieri. Quel che è successo effettivamente oggi è stato addirittura meglio di un film, sembrava più l’incipit di un racconto di Ballard o la trama di un classico di Sam Peckinpah. Un pomeriggio di risse sfiorate, parole forti, scene di paura e delirio nel foyer della Sala Sinopoli. Ma andiamo con ordine.

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Recensione “Bande à Part” (1964)

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Era il 2010 quando una giovane versione di me stesso vagava per Parigi di notte in quella breve parentesi di pochi mesi in cui la mia vita apparteneva a quella città. In un cineclub vicino alla Sorbona, la Filmotheque du Quartier Latin, proiettavano “Bande à part”, film del 1964 di Jean Luc Godard, reso celebre dalla corsa al Louvre omaggiata dai sognatori di Bertolucci. Un’ora e mezza più tardi mi ritrovai a danzare sui marciapiedi parigini, colto da un’improvviso soffio di leggerezza: era stato il film a darmi quelle sensazioni. Tutto questo preambolo per annunciare una splendida notizia: “Bande à part”, finora inedito nelle sale italiane, arriva finalmente al cinema in versione restaurata grazie a Movies Inspired. Il 12 febbraio sarà l’occasione per conoscere Odile, Frantz e Arthur, per ballare insieme a loro, per correre tra le sale del Louvre e battere finalmente il record di quell’americano di San Francisco.

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Primo Poster per “The Irishman” di Scorsese

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Martin Scorsese, Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel. Da quando il film ha cominciato la sua produzione, abbiamo ripetuto questa lista di nomi come una preghiera, come una litania che ci avrebbe accompagnato nei mesi successivi con una voglia di cinema provata raramente in precedenza. Un gangster movie di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci e Harvey Keitel. Praticamente il sogno di qualunque cinefilo appassionato di “bravi ragazzi”. Continua a leggere

Recensione “Song to Song” (2017)

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Se amate il cinema di narrazione, questo film probabilmente non fa per voi. Ma se amate il cinema, come potete pensare di perdervelo? Parliamo di un film di Terrence Malick, quindi di un film di non proprio facile visione: bisogna avere pazienza, lasciarsi andare al flusso di immagini, al boomerang emotivo che trascina come onde di un mare in tempesta, finendo poi per infrangersi sugli occhi di chi guarda. La pazienza è la virtù dei forti: scena dopo scena, immagine dopo immagine, il flusso ci cattura, ci raggiunge e, come sempre, ci ricorda uno dei motivi fondamentali per cui bisogna amare la vita: il cinema.

Raccontare la trama non è proprio semplice in un film di Malick: Ryan Gosling è un musicista in cerca di successo, trova l’amore di Rooney Mara e l’appoggio incondizionato del suo mefistofelico produttore, Michael Fassbender. Tra i tre si instaura un pericoloso triangolo che porterà ognuno di loro a prendere decisioni molto diverse. In tutto ciò resterà coinvolta anche una cameriera bellissima (Natalie Portman, la cui visione è un altro motivo per cui bisogna amare la vita). Sullo sfondo di questi intrecci amorosi c’è la scena musicale di Austin, con la sua folle adrenalina e i suoi miti (da Patti Smith a Iggy Pop, passando per i Red Hot Chili Peppers).

I quattro protagonisti del film lottano con i propri demoni e la propria esistenza per reinventarsi e al tempo stesso rimanere fedeli a se stessi. Come la fenice che si rigenera, citata in una scena del film, questi individui devono toccare il fondo per riuscire così a ritrovarsi: resta da vedere chi ci riuscirà e chi no. Sono tutti fuggitivi che cercano una scappatoia dalle vite precedenti: non a caso la canzone che rimane più impressa è la “Runaway” del trailer (prima nella versione originale di Del Shannon e poi in quella più lenta cantata da Ryan Gosling). In tutto ciò la musica non è mai invadente (strano a dirsi, per un film girato nel mezzo di alcuni tra i più importanti festival texani), anzi accompagna le scene, i colori, i tramonti e le ombre dipinte sul suolo dal solito Chivo Lubezki senza essere mai motore delle emozioni, ma dando quasi la sensazione di essere provocata dai pensieri dei personaggi. Una storia sull’amore e sul tradimento, sulla paura e sul desiderio, sulle emozioni più profonde dell’essere umano: Terrence Malick, che si ami o si odi, non lascia mai indifferenti.

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Trailer di “Star Wars 8 – Gli ultimi Jedi”: analisi e previsioni

Ormai da qualche giorno è uscito il primo trailer del nuovo episodio di Star Wars, “Gli ultimi Jedi”, che uscirà a dicembre (due anni dopo il grande successo de “Il risveglio della Forza” e dodici mesi dopo l’ottimo “Rogue One”). L’Episodio VII ci aveva regalato due teaser e un trailer, che prontamente abbiamo vivisezionato e analizzato fino all’ultimo dettaglio in una serie di post (sbagliando qualcosa qua e là, ma anche indovinando molte cose). Proviamo a fare lo stesso gioco con questo nuovo trailer, meno spettacolare di quello del film precedente, ma comunque interessante.

Il trailer inizia in maniera analoga al primo teaser del film precedente: se lì c’era il deserto di Jakku e poi improvvisamente la comparsa di Finn, qui c’è la roccia dell’isola dove abbiamo incontrato Luke alla fine di Episodio VII e subito dopo Rey, affaticata, stanca. Senza alcuna ombra di dubbio la parte iniziale del trailer ci mostra l’addestramento a cui è sottoposta la protagonista sotto la direzione di Luke Skywalker, che non può non farci pensare agli esercizi a cui Yoda sottoponeva lo stesso Luke ne “L’impero colpisce ancora”. Mentre Luke dice a Rey “respira, pensa a respirare, ora… abbandonati”, le immagini prima ci mostrano l’isola di cui sopra, quindi si soffermano su Rey che comincia a conoscere le vie della Forza (delle pietruzze fluttuano grazie ai poteri mentali della ragazza). Schermo nero: Luke domanda “che cosa vedi?”, quindi l’immagine si sposta su Leila di spalle davanti ad una mappa stellare, mentre Rey risponde: “Luce…”. Stacco sull’elmo di Kylo Ren fumante e distrutto in terra (immagino in seguito ad uno degli attacchi di rabbia dello stesso Ren), e la voce off che dice “Oscurità…”. Altro stacco abbastanza interessante su un muro pieno di spuntoni (forse una grotta all’interno dell’isola di Luke?): ci sono alcuni volumi su una sorta di mini-libreria e una mano accarezza il simbolo dei Jedi all’interno di uno di essi (mentre la voce di Rey afferma: “L’equilibrio”). Luke replica, sempre fuori campo, “è tanto più grande” (frase un po’ sibillina), mentre intanto vediamo i due sull’isola con Rey impegnata ad esercitarsi con la spada laser. Qui la musica si fa più intensa e vediamo le prime scene di guerra: alcune navette (dei ribelli, visto che nell’immagine da dietro vediamo in lontananza i Walkers che una volta appartenevano all’impero) “grattano” la superficie di un pianeta lasciandosi alle spalle una lunga scia di polvere rossa e poi comincia un montaggio piuttosto rapido di immagini: Finn addormentato dentro una sorta di cabina medica (sarà probabilmente la riabilitazione in seguito allo scontro con Kylo Ren o altro); Poe insieme a BB8 in un momento concitato, tra scintille e l’esplosione di un hangar; il Falcon, immancabile, in volo; Rey di corsa con la spada laser aperta in mano, stacco poi su Kylo Ren e la sua arma, entrambi pieni di cattive intenzioni. “Conosco una sola verità…”, dice la voce di Luke in sottofondo, mentre un individuo di spalle (quasi sicuramente lo stesso Luke), insieme a R2D2, osserva un luogo dato alle fiamme (forse  il flashback del tempio Jedi che Skywalker aveva messo in piedi e poi distrutto da Kylo Ren?). Andiamo avanti: soldati del First Order guidati da Captain Phasma (allora è viva! Peccato, è un personaggio che non sopporto…) marciano all’interno di un luogo in fiamme (forse l’hangar esploso di cui parlavamo poco fa), quindi vediamo un momento di guerre stellari tra caccia dei buoni contro navi dei cattivi e poi quella frase, con Luke Skywalker in piedi all’uscita di un pertugio: “…il tempo della fine dei Jedi è giunto” (!!!).

Non sappiamo se ci saranno altri trailer (ma probabilmente nei prossimi mesi ne vedremo ancora un altro), ciò che sappiamo è che l’attesa è cominciata. Tante le domande che aspettano risposte (alcune le potete leggere qui), nel frattempo ce n’è una in particolare che mi ronza in testa: quanto manca a dicembre?

PS: Il poster, al contrario del trailer, è meraviglioso

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“It” sta tornando: ecco trailer e locandina

Pennywise, il clown che ha infestato i nostri incubi quasi trent’anni fa, sta tornando. Il mostro creato dalla penna di Stephen King, dopo il film tv del 1990, arriva finalmente sul grande schermo (in due parti) e sembra essere davvero spaventoso. Ieri è uscito il poster del film, oggi invece è il giorno del primo trailer ufficiale. Fino al 21 settembre, data dell’uscita italiana, dovremo fare tutti più attenzione ai palloncini rossi…

 

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Primo trailer per “Loving Vincent”

Il primo trailer di “Loving Vincent” è probabilmente la cosa più bella che vedrete oggi. Si tratta del primo film interamente dipinto, fotogramma per fotogramma, della storia del cinema: dodici dipinti ad olio al secondo, realizzati da oltre cento pittori addestrati a dipingere nello stile inconfondibile di Vincent Van Gogh. Il film, che racconterà la vita e la morte del celebre pittore olandese, sarà diretto dal polacco Dorota Kobiela e da Hugh Welchman. Le prime immagini del trailer sembrano assolutamente meravigliose.

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Trailer di “Star Wars 7 – Il Risveglio della Forza”: ecco cosa abbiamo scoperto

Ci siamo quasi, dal secondo teaser di aprile sono passati sei mesi, e adesso ne mancano soltanto due all’uscita in sala di “Star Wars Episodio VII – Il risveglio della Forza”. Dopo aver già analizzato, scena per scena, i due teaser precedenti (potete leggere gli articoli qui e qui), proviamo ora a guardare attentamente quello che ci mostra il trailer ufficiale, ultimo regalo prima dell’uscita del film. Si comincia con Rey, travestita più o meno come un Sabbipode, che si introduce nella carcassa di un’astronave abbandonata, probabilmente lo Star Destroyer che abbiamo visto insabbiato nel secondo teaser. Una voce femminile (il pirata Maz Kanata interpretato da Lupita Nyong’o?) le domanda, un po’ sfacciata: “Chi sei?”. Rey risponde “Nessuno”, confermando l’umiltà cementata in ogni eroe di Star Wars (pensate ad esempio al contadino Luke Skywalker). Rey e il nuovo droide BB-8 sono insieme nel deserto di Jakku, il nuovo pianeta sul quale si svolgerà una parte di questo nuovo film. Dunque BB-8 è il droide di Rey sin dall’inizio della storia? Vedremo.

Rey, mentre è impegnata in qualche lavoro manuale, vede una nave solcare il cielo: la scena fa pensare al desiderio di Luke di andare via da Tatooine per volare nello spazio, e il sorriso leggermente accennato di Rey fa pensare che anche lei desidera uscire da un mondo che le va stretto. Stacco. Immagine già vista nei teaser precedenti, con il pianeta ghiacciato e gli stormtrooper schierati di fronte ad una grande bandiera rossa. Chi è l’uomo in piedi davanti a loro? Subito dopo la scena stacca su Finn, che anche in questo trailer (come nel primo teaser, ma in un altro luogo) si toglie l’elmetto da soldato: “Mi hanno addestrato a un’unica cosa, ma non ho niente per cui combattere”, afferma, a confermare il proprio conflitto interiore tra senso del dovere e senso di giustizia? Quindi vediamo un caccia stellare cadere verso Jakku e subito dopo Finn, impolverato e stanco, osservare il panorama desertico. Quindi il caccia potrebbe essere lo stesso che attacca i soldati imperiali nel secondo teaser, Finn dovrebbe essere a bordo di esso, ma ipotizziamo che venga colpito e finisca quindi su Jakku (dove si toglie l’elmetto da soldato come nella prima scena del primo teaser). Qui incontrerà Rey nel secondo teaser (dove la ragazza gli porge la mano per tirarlo su e portarlo dalla parte dei “buoni”). Sono solo ipotesi, ma c’è un senso.

Nuovo stacco, una nuova formidabile nave guidata da Kylo Ren (quasi certamente la nuova Morte Nera che vediamo in alto a destra nel poster ufficiale del film) e una voce cupa e profonda, stile Darth Vader: “Niente ci fermerà, io finirò ciò che hai iniziato”. E lo stacco è proprio sul casco distrutto del fu Darth Vader. Significa che Kylo Ren finirà la Morte Nera? Oppure finirà ciò che ha iniziato il suo predecessore nel senso che ha intenzione di uccidere tutti gli Jedi? Staremo a vedere, forse entrambe le cose. Ora lo stacco è su un urlante Poe, il pilota di caccia che abbiamo visto nei trailer precedenti, torturato proprio da Kylo Ren: l’immagine sfuma su un’enorme distruzione: forse Kylo Ren sta provando la forza distruttiva della sua nuova Morte Nera sul pianeta di Poe? Sarebbe un riferimento all’esplosione di Alderaan davanti agli occhi di Leila in “Una nuova speranza”. Immancabile, arriva il momento del Millennium Falcon, come al solito inseguito da alcuni caccia imperiali.

Lo stacco successivo è su Rey e Finn, la ragazza afferma: “Girano storie su ciò che è successo”. Dunque, come sappiamo, è passato molto tempo dai tempi della trilogia originale, e alcune di quelle storie sono finite nel mito, nella leggenda, storie alle quali non tutti sanno se credere o no. La conferma arriva da uno dei protagonisti di quelle storie, Han Solo: “È vero, tutto vero: il Lato Oscuro, i Jedi… sono reali”. Nel mentre, si susseguono molte immagini in rapida successione: il Millennium Falcon fa un salto nell’iperspazio, un manipolo di infami guidato da Kylo Ren e la sua spada laser a croce. Quindi alcune scene di battaglia, con gli Stormtrooper che mettono a ferro e fuoco una sorta di foresta nei pressi di un lago, sulla cui riva si intravedono le rovine di un castello o qualcosa del genere. Stacco su Poe e Finn un attimo prima della battaglia: il primo sembra decisamente carico, mentre il secondo appare spaesato (normale per uno che è cresciuto come soldato del First Order, l’organizzazione militare che si è formata dopo la caduta dell’impero). Quindi Rey e Finn su Jakku corrono verso qualcosa che esplode improvvisamente, forse una nave sulla quale dovevano fuggire. Nello stacco successivo ci sono sempre Rey, Finn e BB-8 in compagnia di Han Solo: stanno entrando con cautela in un luogo decorato da moltissime bandiere (forse bottini di guerra del pirata Maz Kanata? Forse è lo stesso castello sul lago del quale abbiamo visto le rovine poco prima?). C’è uno strano robot rosso all’entrata, il posto non sembra promettere niente di buono. Poi c’è un frame familiare: la mano di Luke Skywalker che si posa su R2D2 (anche se Luke è assente dal poster del film). Quindi ancora scene di guerra, con una scorribanda dell’esercito del metallizzato Capitan Phasma. Poi, attenzione attenzione, c’è qualcosa che potrebbe essere assolutamente uno scoop: vediamo Rey in lacrime per la morte di qualcuno che è sdraiato davanti a lei. Questo qualcuno sembra indossare la cartuccera di Chewbecca: dunque, se così fosse, assisteremo alla morte di Chewbie? Cazzo. Andiamo avanti: ci sono Finn, Chewbecca (proprio lui!) e Han che abbassano le mani che avevano intrecciato dietro la testa. Qualcuno deve essere venuto a salvarli, e loro sembrano i primi ad essere sorpresi. Nel mentre sentiamo la voce di Leila che ci spiega che la Forza sta chiamando… Altro stacco: Poe sta guidando una navetta nel bel mezzo della battaglia, BB-8 è al suo fianco, il pianeta sembra essere quello ghiacciato dove era riunito l’esercito del First Order. Quindi molte altre scene in rapida successione: Rey infuriata spara come se non ci fosse un domani, un caccia colpisce un soldato, Kylo Ren usa la Forza (stessa immagine del secondo teaser), un’esplosione su quella che sembra essere una nave dei ribelli (o almeno così suggerisce la tecnologia anni 70 della sala comandi). Quindi Leila si abbandona affranta tra le braccia di Han (che sarà successo? Le cose si sono messe davvero così male?).

Arriviamo dunque ad una scena che lascia un po’ perplessi: Finn con una spada laser in mano, totalmente incerto contro Ren di spalle, che non indossa più il suo casco. Le domande sono molte: non essendo un Jedi, cosa ci fa Finn con una spada laser? Ren ha perso il suo casco oppure non lo utilizza più visto che la sua identità è stata rivelata? Come farà Finn a salvarsi da uno scontro con un avversario che con la spada sembra molto più a suo agio di lui? Lo scopriremo presto. Il trailer si chiude con la voce di Rey (così sembra) che dice “Lasciala entrare”, in risposta a quel “La Forza ti sta chiamando” affermato da Leila poco prima.

Il 16 dicembre tutto ciò avrà un senso, il 17 probibilmente lo andremo a rivedere per capirlo ancora meglio, e poi anche questo episodio di Guerre Stellari farà parte della Storia. Manca poco, andiamo a rinchiuderci tutti nel congelatore, sperando che fino al 16 non ci succeda niente. La Forza si sta per risvegliare…

“Taxi Teheran” di Jafar Panahi: locandina e trailer

“Taxi Teheran” di Jafar Panahi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino e primo film della nuova distribuzione Cinema di Valerio De Paolis, uscirà il 27 agosto per la riapertura della nuova stagione cinematografica.  Con l’ultimo Festival di Berlino, Jafar Panahi ha rivelato al pubblico “Taxi Teheran”. Il primo film che il regista iraniano ha girato, da solo e in esterni dal 2010, piazzando la telecamera sul cruscotto del suo taxi e mettendosi alla guida, attore, per le vie di Teheran; questo nonostante il divieto di girare imposto dal regime.
“Taxi Teheran” è un film pieno di umorismo, poesia e amore per il cinema, osannato unanimemente dalla critica di tutto il mondo, viene acclamato anche dalla giuria presieduta dal cineasta americano Darren Aronofsky e ottiene l’Orso d’oro oltre al Premio Fipresci che viene consegnato alla piccola Hana Saeidi, nipote del cineasta e interprete del film. «Le restrizioni sono spesso fonte d’ispirazione per un autore poiché gli permettono di superare se stesso. Ma a volte le restrizioni possono essere talmente soffocanti da distruggere un progetto e spesso annientano l’anima dell’artista. Invece di lasciarsi distruggere la mente e lo spirito e di lasciarsi andare, invece di lasciarsi pervadere dalla collera e dalla frustrazione, Jafar Panahi ha scritto una lettera d’amore al cinema. Il suo film è colmo d’amore per la sua arte, la sua comunità, il suo paese e il suo pubblico…» così Darren Aronofsky, Presidente della giuria del Festival di Berlino 2015, in occasione della consegna dell’Orso d’oro a “Taxi Teheran”.

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