Cannes 2014: tutti i film in concorso, l’Italia c’è

Al momento sono 18 i film della selezione ufficiale del Festival di Cannes, che aprirà le danze il 14 maggio e chiuderà il 25. Solo a leggere i nomi dei registi in concorso vengono i brividi: Ken Loach, Jean-Luc Godard, Olivier Assayas, David Cronenberg, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Mike Leigh, Xavier Dolan, Nuri Bilge Ceylan, Tommy Lee Jones, Michel Hazanavicius e molti altri. A sorpresa c’è spazio anche per Alice Rohrwacher con il suo secondo lungometraggio, “Le meraviglie”. Non è meno interessante la sezione Un Certain Regard, che vede in concorso Mathieu Amalric, il film d’esordio di Ryan Gosling, Wim Wenders e l’ultimo film di Asia Argento, “Incompresa”. Quindi, a meno di sorprese (un paio di titoli potrebbero ancora essere aggiunti al concorso), nè Inarritu, nè Malick saranno sulla croisette, così come Woody Allen, Paul Thomas Anderson e Abel Ferrara. Occhio a “Coming Home” di Zhang Ymou, presentato fuori concorso, si parla già di capolavoro. Già dal manifesto, che omaggia l’Italia con una splendida immagine di Marcello Mastroianni, il Festival promette anche quest’anno di essere bellissimo.

Concorso
“Grace of Monaco” (Olivier Dahan)
“Adieu au langage” (Jean-Luc Godard)
“The Captive” (Atom Egoyan)
“Clouds of Sils Maria” (Olivier Assayas)
“Foxcatcher” (Bennett Miller)
“The Homesman” (Tommy Lee Jones)
“Jimmy’s Hall” (Ken Loach)
“La Meraviglie” (Alice Rohrwacher)
“Leviathan” (Andrei Zvyagintsev)
“Maps to the Stars” (David Cronenberg)
“Mommy” (Xavier Dolan)
“Mr. Turner” (Mike Leigh)
“Saint Laurent” (Bertrand Bonello)
“The Search” (Michel Hazanavicius)
“Still the Water” (Naomi Kawase)
“Two Days, One Night” (Jean-Pierre and Luc Dardenne)
“Wild Tales” (Damian Szifron)
“Winter Sleep” (Nuri Bilge Ceylan)

Fuori concorso
“Coming Home” (Zhang Yimou)
“How to Train Your Dragon 2”
“Les Gens du Monde” (Yves Jeuland)

Un Certain Regard
“Amour fou” (Jessica Hausner)
“Bird People” (Pascale Ferran)
“The Blue Room” (Mathieu Amalric)
“Charlie’s Country” (Rolf de Heer)
“Dohee-ya” (July Jung)
“Eleanor Rigby” (Ned Benson)
“Fantasia” (Wang Chao)
“Harcheck mi headro” (Keren Yedaya)
“Hermosa juventud” (Jaime Rosales)
“Incompresa” (Asia Argento)
“Jauja” (Lisandro Alonso)
“Lost River” (Ryan Gosling)
“Party Girl” (Marie Amachoukeli, Claire Burger and Samuel Theis)
“Run” (Philippe Lacote)
“The Salt of the Earth” (Wim Wenders and Juliano Ribeiro Salgado)
“Snow in Paradise” (Andrew Hulme)
“Titli” (Kanu Behl)
“Tourist” (Ruben Ostlund)

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Festival di Roma 2013: voti ai film visti

Anche questo Festival è archiviato. Finita l’avventura all’Auditorium, ci divertiamo a sparare qualche voto ai film che abbiamo avuto modo di vedere. Da questo piccolo gioco si capisce come “Her” sia stato il miglior film del Festival e “Gods behaving badly” il peggiore. La grande sorpresa è “Song ‘e Napule” dei Manetti Bros, accompagnato da “Las brujas de Zugarramurdi” di Alex De La Iglesia. Andiamo a vedere nello specifico, film per film, i nostri giudizi ai film dell’ottava edizione del Festival di Roma.

Another me (Concorso) 4,5
las Brujas de Zugarramurdi (Fuori Concorso) 7,5
Castello Cavalcanti (Fuori Concorso) 7
Dallas Buyers Club (Concorso) 7,5
En solitaire (Alice nella Città) 7
Gods behaving badly (Fuori Concorso) 4
the Green Inferno (Fuori Concorso) 6+
Hard to be a god (Fuori Concorso) 7
Her (Concorso) 8,5
I’m not him (Concorso) 5,5
Je fais le mort (Fuori Concorso) 6
Like father, like son (Alice nella Città) 6,5
Little Feet (CineMaxxi) 6,5
Metegol (Alice nella Città) 7
the Mole Song (Concorso) 7,5
Out of the furnace (Concorso) 5
il Paradiso degli orchi (Fuori Concorso) 7
Patema inverted (Alice nella Città) 7
Quod erat demonstrandum (Concorso) 6,5
Snowpiercer (Fuori Concorso) 6,5
Song ‘e Napule (Fuori Concorso) 7+
Sorrow and Joy (Concorso) 5,5
Tales from the dark A (Fuori Concorso) 6,5
Take five (Concorso) 6,5
Tir (Concorso) 6,5
Who is Dayani Cristal? (Alice nella Città) 6,5
l’Ultima ruota del carro (Fuori Concorso) 5
Volantin cortao (Concorso) 7

Tutto quel che c’è da sapere sull’ottava edizione del Festival di Roma

Ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la seconda per Marco Muller, che dopo le tante polemiche legate alla scorsa edizione vuole accendere nuovamente gli entusiasmi della folla. Più Festa (quindi più divi) e meno Festival (due sale tagliate, meno anteprime mondiali), un passo indietro rispetto a quanto detto lo scorso anno dal direttore, ma un passo in avanti per venire incontro alla partecipazione del pubblico. I nomi di registi di un certo livello non mancano: Spike Jonze, Takashi Miike, Scott Cooper, Alex De La Iglesia, Eli Roth, Jonathan Demme, Tsui Hark, Juan Josè Campanella e molti altri. Andiamo subito a spulciare le varie sezioni del programma.

Concorso. Saranno ben diciotto (più forse un’altra a sorpresa, dal Kazakistan) le pellicole in lizza per il Marc’Aurelio d’oro. I titoli più interessanti sono quelli del già citato Spike Jonze (“Her”, con Joaquin Phoenix), “Out of the furnace” (di Scott Cooper, con Christian Bale e la colonna sonora di Eddie Vedder), “The mole song” (di Takashi Miike). Gli altri film in concorso sono “Another me” (di Isabelle Coixet, con Jonathan Rhys Meyers, Claire Forlani e Rhys Ifans), “I am not him” (del turco Tayfun Pirselimoglu), “Foreign bodies” (di Mirko Locatelli, con Filippo Timi), “Dallas buyers club” (di Jean-Marc Vallée, con Matthew McConaughey e Jared Leto), “Entre nos” (del brasiliano Paulo Morelli), “Gass” (dell’iraniano Kiarash Asadizadeh), “Blue sky bones” (del cinese Jian Cui), “Manto acuifero” (film messicano di Michael Rowe), “Quod erat demonstrandum” (del romeno Andrei Gruzsnickzki), “Seventh code” (del giapponese Kiyoshi Kurosawa), “Sorrow and joy” (del danese Nils Malmros), “Take five” (opera seconda di Guido Lombardi), “Tir” (di Alberto Fasulo), “La vita invisibile” (del portoghese Vitor Gonçalves) e “Volantin Cortao” (dei cileni Diego Ayala e Anibal Jofré).

Fuori concorso. Anche quest’anno saranno molte le pellicole fuori concorso. Ad aprire il Festival ci penserà, un po’ a sorpresa, Giovanni Veronesi con “L’ultima ruota del carro”, commedia con Elio Germano. Già annunciato da tempo anche il secondo film della saga di “Hunger Games”, con il premio Oscar Jennifer Lawrence. A sorpresa il film di Nicolas Bary tratto dal capolavoro di Daniel Pennac, “Il paradiso degli orchi”, e le ultime fatiche di Alex De La Iglesia (“Las brujas de zugarramurdi”) e Eli Roth (“The green inferno”). Da Toronto il primo film di Mark Turtletaub, “Gods behaving badly”, con Christopher Walken, John Turturro, Sharon Stone e Alicia Silverstone. Grande attesa anche per “Snowpiercer” di Joon-Ho Bong, con Chris Evans, Tilda Swinton, Ed Harris, Jamie Bell e John Hurt. Tra gli italiani il nuovo film di Davide Ferrario (“La luna su Torino”) e dei Manetti Bros (“Song’e Napule”). Carlo Carlei porterà al Festival “Romeo and Juliet”, mentre sarà omaggiato Aleksei Jurevic German con la prima mondiale di “È difficile essere un dio”. Tra gli eventi speciali fuori concorso è prevista la prima mondiale di un lavoro di otto minuti di Wes Anderson, “Cavalcanti”.

Altre sezioni. Già annunciato nei giorni scorsi il programma dell’unica sezione totalmente indipendente del Festival, Alice nella Città, che si presenta con dieci film in concorso e una serie di eventi e proiezioni speciali (il nome di richiamo è il film Disney “Planes”, ma scommettiamo sul nuovo lavoro di Juan Josè Campanella, “Metegol”). C’è curiosità anche per la trasposizione cinematografica di uno storico cartone animato, “Belle and Sebastien”, interpretato da attori in carne e ossa.  Per quanto riguarda CinemaXXI il grande nome è quello di Jonathan Demme, che terrà un incontro con il pubblico e presenterà in anteprima mondiale il suo nuovo film, “Fear of falling”. Il film di chiusura sarà il cinese “The white storm” di Benny Chan.

Giurie. Il presidente della giuria internazionale del Concorso sarà James Gray, regista di “Two Lovers”. A presiedere invece la giuria internazionale della sezione CinemaXXI ci sarà Larry Clark, vincitore della scorsa edizione del Festival con il discusso “Marfa Girl”. Gli altri elementi della giuria saranno annunciati in seguito.

Altro. Il premio alla carriera sarà consegnato ai familiari del grande regista russo Aleksej Jurevič German mentre il Maverick Director Award finirà nelle mani del regista di Hong Kong Tsui Hark (che sarà protagonista di una masterclass).  Altra notizia è la presenza di Wes Anderson, che incontrerà il pubblico e presenterà un suo cortometraggio. Da confermare invece l’incontro con Christian Bale e Casey Affleck.  Torna a disposizione del Festival la sala più bella dell’Auditorium, la Santa Cecilia, lo scorso anno occupata nello stesso periodo dal Festival del Jazz. Sono state invece tagliate le due le sale esterne sempre presenti nelle passate edizioni e quindi tutto il Festival si svolgerà all’interno dell’Auditorium (a parte le proiezioni di CinemaXXI, che si svolgeranno al MAXXI, e una serie di repliche al Cinema Barberini). Un taglio necessario per investire di più sui nomi da portare sul tappeto rosso? Staremo a vedere. Ad ogni modo scaldiamo i motori, tra meno di un mese (dall’8 al 17 novembre), tutti all’Auditorium per l’ottava edizione del Festival.

Capitolo 187 (Speciale Festival di Roma 2012)

E anche questo Festival è andato, per la settima volta abbiamo messo le tende all’Auditorium e aperto gli occhi alle pellicole selezionate, non sempre tutte all’altezza delle aspettative. Alcune sorprendenti, alcune deludenti, alcune appassionanti, alcune soporifere: ecco per voi una piccola e breve guida alla settima edizione del Festival di Roma. Tutti i film visti dal sottoscritto dalla A alla Z, o meglio, da “Alì ha gli occhi azzurri” fino a “il Volto di un’altra”. E stavolta diamo anche i numeri, o meglio, i voti.

Alì ha gli occhi azzurri (Concorso) voto 6,5: C’è chi lo definisce una “Haine” all’amatriciana. Fatto sta che si sta sviluppando un nuovo filone di cinema di periferia (vedi il bellissimo “Et in terra pax”), che a modo suo, nonostante il pericoloso sentore di deja-vu, affascina. Bravo Giovannesi.

Animals (Alice nella Città) voto 5: Il “Donnie Darko” spagnolo? Gli piacerebbe. Una scuola, un ragazzo turbato che parla con un orsacchiotto di peluche (che però non è divertente come Ted), e il costante tentativo di voler sorprendere il pubblico, senza riuscirci fino in fondo.

la Bande de jotas (Fuori concorso) voto 6: Marjane Satrapi, dopo “Persepolis” e “Pollo alle prugne”, mette in piedi un film realizzato tanto per divertirsi, basato sull’espediente dello scambio delle valigie, dal quale nasce poi tutta la pellicola. Due innocui giocatori di badminton trasformati in killer. Diverte, ma non troppo.

Blackbird (Alice nella Città) voto 8: Uno dei migliori film visti al Festival. Completo, emozionante, a tratti kafkiano (“Il processo” è un punto di riferimento): un ragazzo viene arrestato con l’accusa di voler programmare una strage nella sua scuola, stile Columbine. Il protagonista si ritrova catapultato ingiustamente in un mondo non suo, in cui dovrà dimostrare la sua innocenza di fronte alla comunità e soprattutto di fronte alla ragazza che ama. Bellissimo

Bullet to the head (Fuori concorso) voto 6,5: Walter Hill rispolvera l’action movie anni 80 e chiama uno dei volti simbolo di quel decennio, l’intramontabile Sylvester Stallone. Un’ora e mezza di ironia, botte, spari, caccia all’uomo, ma soprattutto di intrattenimento. Non si prende mai troppo sul serio, e questa è la sua forza.

il Canone del male (Concorso) voto 7,5: Takashi Miike è un maestro, e qui mette in piedi una giostra di follia dove il mattatore è un professore di liceo, popolarissimo tra gli studenti, insospettabile autore di una strage folle e calcolata. Un film che parte lentamente e aumenta di ritmo con il passare dei minuti, fino allo spettacolare bagno di sangue finale, sulle note di “Mack the Knife” cantata da Ella Fitzgerald.

il Cecchino (Fuori concorso) voto 6,5: Placido espatria e con il suo film francese realizza il classico polar d’oltralpe, con il vecchio poliziotto alla ricerca della verità che cambierà la sua vita. Un bel poliziesco, fa il suo dovere senza infamia, avendo dalla sua un paio di ottimi attori come Daniel Auteuil e Matthew Kassowitz.

le 5 leggende (Fuori concorso) voto 6,5: Il film di Natale della Dreamworks, con i personaggi amati e creduti dai bambini che qui si trasformano in eroi per impedire all’Uomo nero di conquistare le paure dei piccoli e distruggere il mito di Babbo Natale, della fata dei denti, del coniglio pasquale, dell’omino dei sogni e dell’ultimo arrivato, Jack Frost. Tanti buoni sentimenti e qualche bella trovata.

Comme un lion (Alice nella città) voto 6,5: Un ragazzo senegalese viene mandato (dopo un lauto pagamento) in Francia per partecipare a dei provini calcistici. L’ingaggio però si rivela una truffa e il protagonista si ritrova solo, senza soldi, senza amici, in un Paese sconosciuto. Con il suo talento conquisterà la fiducia di un allenatore di periferia, che lo aiuterà come un figlio. Bello, anche se nel finale perde qualcosa.

Drug war (Concorso) voto 6: Talpe, infiltrati, gangster, droga, mafia cinese. Johnnie To è sempre lui, anche se mi aspettavo decisamente di più. Nonostante alcune trovate eccellenti, il film appare poco ispirato, un po’ debole, e alla lunga annoia un po’. Ma lo stile di To riesce sempre a portare i suoi film almeno alla sufficienza, come in questo caso.

E la chiamano estate (Concorso) voto 4: Il peggior film del Festival, presuntuoso, banale, con dialoghi bruttissimi, tempi morti a ripetizione e una fotografia inguardabile. Il regista Paolo Franchi lo ha definito un film coraggioso, non a torto: c’è voluto coraggio a produrre una cosa del genere. Sono stato costretto a lasciare la sala dopo neanche un’ora, non è qualcosa che mi capita spesso. Un insulto per lo spettatore.

un Enfant de toi (Concorso) voto 7: Non capisco perché sia piaciuto soltanto a me e a pochi altri, è un film bellissimo, troppo lungo sicuramente (2 ore e 20), ma bellissimo. Un triangolo amoroso mai banale, dialogato in modo brillante e mai noioso, con una protagonista capace di reggere il film sulle sue spalle, ago della bilancia di una storia simile ad una partita a scacchi: può annoiare, a me ha appassionato.

Eterno ritorno: provini (Concorso) voto 5,5: Film ucraino originalissimo quanto faticoso. Un uomo, innamorato di due donne, ritrova un’amica che non vede da anni e le chiede un consiglio su quale delle due scegliere: la stessa scena è ripetuta praticamente per tutto il film, alternando gli attori, le ambientazioni, il tono. Queneau e i suoi esercizi di stile sono dietro l’angolo. Un film capace di raccontare le infinite possibilità del cinema, ma bisogna avere pazienza. Bellissimo il bianco e nero.

Full Metal Jacket (Evento speciale): Niente voto in questo caso, per manifesta superiorità. Il Festival ha celebrato i 25 anni del capolavoro di Kubrick riproponendo il film su grande schermo. Alle 9 del mattino la sala era gremita di appassionati, e rivedere una pellicola così bella su schermo cinematografico è stata una delle esperienze più memorabili di questa edizione del Festival.

Full Metal Joker (Evento speciale) voto 6,5: Documentario-intervista incentrato su Matthew Modine, protagonista di “Full Metal Jacket”. Oltre ad un curioso quanto affascinante parallelo tra il Marcello de “La dolce vita” e il Joker di Kubrick, quel che ne esce fuori è un bellissimo ritratto di una persona speciale, impegnata nel sociale, che parla di pace nel mondo con una delicatezza ed una passione degna del miglior Gandhi. Lavoro molto interessante.

Gegenwart (Cinemaxxi) voto 5,5: Documentario tedesco incentrato su un forno crematorio. Praticamente senza dialoghi, a parlare sono le immagini fisse (costruite meravigliosamente). Esteticamente impeccabile, ma un po’ troppo freddo, e alla lunga stancante.

a Glimpse inside the mind of Chales Swan III (Concorso) voto 8: Il mio film preferito di questo Festival. Folle, curioso, assurdo, divertente, dolce, con un protagonista eccezionale e quell’allegra pazzia che fa pensare un po’ a Wes Anderson, un po’ ai Coen. E poi quei tre grandi: Charlie Sheen, Bill Murray, Jason Schwarzman. Grandioso.

Ixjana (Concorso) voto 5: Thriller esoterico, onirico, un po’ alla Polanski, un po’ alla Pawlikowski. Sembra che i polacchi facciano solo film strani, e alla lunga quasi incomprensibili. Bella la fotografia, l’atmosfera, e le schitarrate elettriche della sua colonna sonora. Non basta.

Jeunesse (Alice nella Città) voto 6,5: Trasposizione cinematografica della vicenda autobiografica della regista Justine Malle, figlia di Louis, che nel film racconta la storia di una ragazza di vent’anni alle prese con la malattia degenerativa del padre e i palpiti d’amore. “I want you” di Bob Dylan illumina la colonna sonora. Bellino, leggero, come i film francesi sanno essere.

Main dans la main (Concorso) voto 7: Valerie Donzelli torna dopo il bellissimo “La guerra è dichiarata” e stavolta cambia registro, affidandosi ad una commedia romantica e assurda, in cui la sua coppia di personaggi è costretta a stare sempre insieme a causa di un curioso incantesimo. Leggero e dolce, ironico, da amare.

Marfa Girl (Concorso) voto 6,5: Larry Clark racconta lo squallore della provincia americana, ridotta al sesso e alla violenza. Bellissima l’ambientazione texana al confine tra USA e Messico, bellissima la fotografia. Funziona, checché se ne dica.

Mental (Fuori concorso) voto 5,5: Al Festival è stato molto amato, in realtà è una commedia australiana che finge di essere divertente, cerca di essere scorretta a tutti i costi, e mi ha annoiato terribilmente. Toni Collette è bravissima, ma il suo personaggio (una sorta di Mary Poppins scorretta) è insopportabile.

the Motel life (Concorso) voto 6,5: Bello, ma lo stanno osannando un po’ troppo. Classico film americano, si tratta di una storia d’amore fraterno, innevata dalle atmosfere di Reno, povero centro abitato del Nevada. Molto belli gli inserti animati all’interno della pellicola, ottima la colonna sonora (Bob Dylan e Johnny Cash duettano la meravigliosa “Girl from North Country”), bravissimi gli attori.

My sweet orange tree (Alice nella città) voto 7,5: Film brasiliano sorprendente, emozionante. In un piccolo paesino un bambino le combina di tutti i colori. L’amicizia con un uomo solitario gli permetterà di aprire le porte dell’immaginazione e di rendere speciali le loro esistenze, nonostante la mediocrità che li circonda. Film bellissimo.

una Pistola en cada mano (Fuori concorso) voto 6,5: Commedia spagnola ad episodi, in cui al centro delle storie ci sono le difficoltà degli uomini, in un sottofondo di divorzi, tradimenti, problemi di coppia. Da applausi l’incontro cinematografico tra il miglior attore argentino (il grande Ricardo Darin) e uno dei più bravi attori spagnoli (il sempre impeccabile Luis Tosar), protagonisti del terzo episodio, il migliore del film. Diverte e chiude bene il Festival.

Populaire (Fuori concorso) voto 7: Sembra un film statunitense degli anni 50 (guarda caso proprio il periodo in cui è ambientata la pellicola), con una protagonista femminile acconciata e ricalcata sull’immagine di Audrey Hepburn. Diverte, fa sorridere, ma lascia anche grande spazio all’amore, che non manca mai. Anche quando imita quello americano il cinema francese ha un altro passo, c’è poco da fare. Si chiude sulla frase cult “L’America per il business, la Francia per l’amore!”. Con Romain Duris e Berenice Bejo (bellissima quando suona al pianoforte il “Clair de lune” di Debussy…).

Ralph Spaccatutto (Alice nella Città) voto 7: Il film Disney-Pixar di Natale. L’antagonista di un videogioco di trent’anni fa è stufo di essere sempre il cattivo, e invade un altro game della salagiochi nel tentativo di essere eroe. Nasceranno un sacco di guai. Idea geniale, una sorta di “Toy Story” o di “Una notte al museo” in tema di videogames, con comparsate d’eccezione (Ken e Ryu di Street Fighter, il barista Tapper, Sonic, Pacman…) e idee geniali. Sbancherà i botteghini.

Steekspel (Cinemaxxi) voto 7: L’esperimento di Verhoeven è uno dei film più apprezzati a questo Festival, una giostra di amori, tradimenti, truffe, sotterfugi e risate. Film realizzato con una sceneggiatura praticamente scritta dagli utenti del web, che il regista aveva invitato a partecipare dopo aver messo in rete soltanto i primi quattro minuti di film. Da recuperare.

Suspension of disbelief (Cinemaxxi) voto 6: Quando si cerca di fare David Lynch senza essere David Lynch è un po’ un problema. Un film che indaga sulla morte di una ragazza dopo una festa movimentata: l’arrivo di sua sorella gemella nella casa del protagonista, uno sceneggiatore che sta scrivendo la storia del film stesso. All’interno del film, un altro film ancora, che sta interpretando la figlia del protagonista. Arzigogolato, ma a tratti funziona. Pecca un po’ di presunzione, ma ad ogni modo risulta un lavoro interessante.

il Volto di un’altra (Concorso) voto 6,5: Un film italiano diverso dagli standard tradizionali, volutamente sopra le righe, dove piovono tazze del cesso, cacca e un inspiegabile meteorite. Una critica kitsch alla società dell’apparenza, ai meccanismi contorti della televisione, che non smette mai di intrattenere. Non è piaciuto a tutti, ma secondo noi Pappi Corsicato funziona alla grande.

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Cannes 2012: annunciato il programma del Festival, c’è anche Garrone

L’attesa è finita: è stato finalmente annunciato il programma ufficiale del prossimo Festival di Cannes, che quest’anno si svolgerà dal 16 al 27 maggio. Audiard, Haneke, Cronenberg, Garrone, Anderson, Salles, Kiarostami, Loach: sono soltanto alcuni dei nomi che compongono la rosa dei film in concorso, anche quest’anno ricchissima di qualità. L’Italia, oltre al Presidente di Giuria Nanni Moretti, sarà rappresentata da “Reality” di Matteo Garrone (in concorso), “Io e te” di Bernardo Bertolucci e dal “Dracula” di Dario Argento (entrambi fuori dalla competizione). C’è grande attesa per “Amour” di Michael Haneke (che già aveva vinto la Palma d’Oro nel 2009 con “Il nastro bianco”) e tanta curiosità per “Beyond the hills” di Cristian Mungiu (vincitore nel 2007 con “4 mesi 3settimane e 2 giorni”). E poi Vinterberg, Resnais, Miike… Ecco qui di seguito tutto il programma di Cannes 2012.

Concorso
Moonrise Kingdom, di Wes Anderson
De Rouille et d’os, di Jacques Audiard
Holy Motors, di Leos Carax
Cosmopolis, di David Cronenberg
The Paperboy, di Lee Daniels
Killing Them Softly, di Andrew Dominik
Reality, di Matteo Garrone
Amour, di Michael Haneke
Lawless, di John Hillcoat
In Another Country, di Sangsoo Hong
Taste of Money, di Sangsoo Im
Like Someone In Love, di Abbas Kiarostami
The Angels’ Share, di Ken Loach
Beyond the Hills, di Cristian Mungiu
Baad El Mawkeaa, di Yousry Nasrallah
Mud, di Jeff Nichols
Vous n’avez encore rien vu, di Alain Resnais
Post Tenebras Lux, di Carlos Reygadas
On the Road, di Walter Salles
Paradies: Liebe, di Ulrich Seidl
Jagten, di Thomas Vinterberg

Fuori concorso
Io e te, di Bernardo Bertolucci
Une Journee particuliere, di Gilles Jacob e Samuel Faure
Therese Desqueiroux, di Claude Miller
Dario Argento’s Dracula, di Dario Argento
Ai To Makoto, di Takashi Miike
Madagascar 3 – Europe’s Most Wanted, di Eric Darnell e Tom Mcgrath
Hemingway & Gellhorn, di Philip Kaufman

Special Screenings
Der Müll Im Garten Eden, di Faith Akin
Roman Polanski: A Film Memoir, di Laurent Bouzereau
The Central Park Five, di Ken Burns, Sarah Burns e David Mcmahon
Les Invisibles, di Sébastien Lifshitz
Journal De France, di Claudine Nougaret e Raymond Depardon
A musica segundo Tom Jobim, di Nelson Pereira Dos Santos
Villegas, di Gonzalo Tobal
Mekong Hotel, di Apichatpong Weerasethakul

Un Certain Regard
Miss Lovely, di Ashim Ahluwalia
La Playa, di Juan Andrés Arango
Les Chevaux de Dieu, di Nabil Ayouch
Trois Mondes, di Catherine Corsini
Antiviral, di Brandon Cronenberg
7 Dias en La Habana, di B. Del Toro, P. Trapero, J. Medem, E. Suleiman, J. C. Tabio, G. Noe e L. Cantet
Le Grand soir, di Benoit Delepine e Gustave Kervern
Laurence Anyways, di Xavier Dolan
Despues De Lucia, di Michel Franco
Aimer à perdre la raison, di Joachim Lafosse
Mystery, di Lou Ye
Student, di Darezhan Omirbayev
La Pirogue, di Moussa Toure
Elefante Blanco, di Pablo Trapero
Confession of a Child of the Century, di Sylvie Verheyde
11.25 The Day He Chose His Own Fate , di Koji Wakamatsu
Beasts of the Southern Wild, di Benh Zeitlin

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