Buon Compleanno a Voi (Messaggio per i Lettori)

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Una Vita da Cinefilo nasce ufficialmente nel maggio del 2008, sull’ormai non più esistente piattaforma Splinder. Ai tempi era semplicemente un archivio personale di articoli scritti per altre testate. Tuttavia la sua vera vita è cominciata il 1° dicembre del 2011, sul blog su cui vi trovate in questo momento e, nonostante a maggio sia stato il suo decennale, a noi piace festeggiare l’anniversario in questa data, perché è qui su WordPress che Una Vita da Cinefilo ha preso la sua forma reale, ha smesso di essere un contenitore per diventare un blog vero e proprio, con articoli tutti suoi e tutto ciò che potete constatare quotidianamente.

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“Una Vita da Cinefilo” e l’esplosione dei Cineblogger

Il numero di novembre della rivista “8½”, progetto editoriale realizzato da Cinecittà, è incentrato interamente sul fenomeno dei cineblogger, ovvero la critica cinematografica online. All’interno del magazine, tra gli altri contenuti, troviamo una bella lista con i 10 blog cinematografici “più autorevoli, innovativi, efficaci e originali”. Pensate un po’, il nostro amato “Una Vita da Cinefilo” è all’interno di questo elenco (segue “ooooh” di stupore), al fianco di colleghi molto più illustri come “I 400 calci” o “L’antro atomico del Dr. Manhattan”, per citarne un paio. “Ciò che rende Una Vita da Cinefilo meritevole di una visita è la competenza spontanea e mai accademica del suo autore, amante di Nick Hornby tanto da parafrasare nel titolo un saggio dello scrittore (Una vita da lettore) e da replicarne lo stile genuino e professionale”. In fondo all’articolo il blog è definito “un bar vivace e sereno contro il logorante baccano dei moderni social network”. Nelle immagini la copertina del numero di novembre e l’articolo completo dedicato a “Una Vita da Cinefilo” (cliccateci sopra per leggerlo). Sempre bello vedersi riconosciuto un merito e vedere apprezzati tanti sforzi, ancor di più se a farlo è un professionista stimato e competente come Emanuele Rauco, che ringrazio di cuore. Se vi interessa sfogliare online il numero dedicato ai cineblogger potete farlo a questo link, per il resto questo è l’ultimo post autocelebrativo di questo mese, ve lo prometto. Grazie e, oh, se il baccano dei social network sarà talmente logorante da rovinarvi le Feste, ora sapete dove trovare un po’ di serenità.

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Capitolo 210

Dopo circa due anni e mezzo torna la rubrica che ha dato origine a questo blog, che come qualcuno ricorderà era inizialmente uno spin-off cinematografico personale del portale Livecity, ormai non più attivo da tempo. Lo scopo di questa rubrica era di riassumere in poche parole i film visti nell’ultimo periodo, come si può raccontare ad un amico quando ci domanda: “Hai visto questo film? Com’è?”. Dopo 209 capitoli, che trovate riassunti cliccando sulla categoria UVDC Rubrica, Una Vita da Cinefilo torna per parlarvi in breve delle ultime visioni.

Al di là delle montagne (2015): Tra paesaggi assurdi (le pagode cinesi sullo sfondo delle miniere di carbone o di piccoli paesini con strade non asfaltate) e lampi di emozioni (i ravioli fatti a mano, filo conduttore delle tre parti del film insieme ad una canzone cinese degli anni 90), soffre di alcuni cali di ritmo, ma resta un film davvero molto intenso. Apre e chiude Go West dei Pet Shop Boys…

Belgica (2016): Sarebbe un film molto interessante se non fosse così tremendamente prevedibile dall’inizio alla fine. Due fratelli, molto diversi tra loro, aprono un disco bar che presto si trasforma in un locale alla moda. Secondo voi come andrà a finire? Dal regista di “Alabama Monroe”, una piccola delusione. Visto su Netflix.

Nice Guys (2016): Shane Black di strane coppie ne sa qualcosa. Il film sembra un’avventura alla Hap e Leonard (la coppia protagonista di una fortunata serie di romanzi firmati da Lansdale) nella scena noir losangelina degli anni 70. Funziona e diverte. Pollice in sù.

Dazed and Confused (1993): Il titolo italiano sarebbe “La vita è un sogno”, ma mi rifiuto di scriverlo come titolo principale. Si potrebbe definire l’American Graffiti degli anni 70: gran bella musica, tanti attori affermati agli esordi (Ben Affleck, Matthew McConaughey, Milla Jovovich…) e c’è davvero ben altro oltre le ragazzate. Linklater non sbaglia mai.

Back in time (2015): Come ogni documentario che si occupa di film di culto, è interessante all’inizio, quando intervista gli attori e creatori di Ritorno al Futuro, parlando di come è nato il progetto, come si è sviluppato e tutto il resto. Quando però la palla passa ai collezionisti, ai fan, ai possessori di DeLorean e nerdate del genere, il film collassa. Visto su Netflix.

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