Festival di Roma 2011 (Giorno 2): Tra TinTin, tappeti rossi e film francesi

Secondo giorno di Festival e prima giornata veramente ricca di film e proiezioni. Per quanto riguarda la Selezione Ufficiale, questa sera sono stati presentati al pubblico i primi film in concorso: “Poongsan”, un dramma a cavallo tra le due Coree, “Il mio domani” di Marina Spada, accolto un po’ freddamente dalla stampa e il divertente “Hysteria”, del quale abbiamo già parlato ieri. Ci siamo un po’ guardati intorno e abbiamo come l’impressione che non ci sia la ressa da Festival alla quale ci si era abituati gli altri anni, ma è pur vero che siamo soltanto all’inizio, e che i nomi e i titoli di grande richiamo devono ancora arrivare. A proposito di titoli di grande richiamo, oggi pomeriggio sono arrivate al Festival “Le avventure di Tintin”, l’ultimo film di Steven Spielberg, che esce proprio oggi anche nelle sale italiane (motivo per cui me lo sono risparmiato). Ad accompagnare il film un tappeto rosso abbastanza divertente: improvvisamente è arrivato un Tintin in carne ed ossa piuttosto imbolsito (e anche un po’ imbarazzato), accompagnato dal suo fedele cagnolino e da Capitan Haddock (lo ammetto, per alcuni minuti ho pensato si trattasse di Capitan Harlock, e mi sono domandato il perché della sua presenza). Vedere questo curioso Tintin così pienotto ha scatenato un po’ di risate tra gli spettatori e i giornalisti di passaggio all’esterno dell’Auditorium. Per fortuna è arrivato subito dopo Jamie Bell, il vero Tintin cinematografico, che in conferenza stampa ha ammesso di saper ancora ballare (Ricordate Billy Elliot? Beh, è lui), e il film è potuto cominciare, anche senza quell’alone da grande evento con il quale si era cercato di farlo passare.

Tra gli altri film presentati oggi ha riscosso particolari consensi l’australiano “A few best men”: il regista è Stephen Elliott, quello di “Priscilla” e di “Easy Virtue – Matrimonio all’inglese”, e il film sembra essere una sorta di versione australiana di “Una notte da leoni”. Amici e colleghi presenti in sala hanno assicurato che fa ridere di gusto, ve lo dirò domani, quando riuscirò a vederlo. Già perché in tutto ciò abbiamo cominciato il classico “tetris” delle proiezioni: ovvero organizzare un programma giornaliero all’interno del quale incastrare i film più interessanti (o presunti tali) senza accavallare proiezioni, conferenze stampa e il tempo fisiologico per un caffè o un pasto. Motivo per cui gli articoli arrivano a quest’ora di sera, ma cercate di capire: c’è troppo cinema da scoprire e troppa passione per rinunciare alle proiezioni. In fondo ogni film non visto è un viaggio non vissuto…

Oggi mi sono concesso “solo” tre film: il buon francese “La Brindille” in concorso nella sezione “Alice”, il buonissimo “Une vie meilleure” (francese anch’esso, con Guillaume Canet) di Cedric Kahn e l’attesissimo esordio di Pippo Mezzapesa con “Il paese delle spose infelici” (entrambi in concorso). Forse quello di Kahn, regista già presente al Festival nel 2009, è sinora il film più apprezzato tra quelli in concorso, ma è presto per fare pronostici. Ad ogni modo di questi film parleremo tra poco nell’approfondimento quotidiano dedicato alle pellicole, intanto vi lascio con un’anticipazione per domani: arriva Michael Mann e il Festival vivrà il suo momento d’oro.

pubblicato su Livecity


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