Pensieri sparsi dopo il concerto degli Smashing Pumpkins (Rock in Roma 2013)

Tanti anni fa, quando davvero amavo gli Smashing Pumpkins, ero giovane e malinconico. Adesso li amo un po’ meno perché sono meno giovane e un po’ più felice. Però sono comunque andato per la terza volta a sentirli in concerto, perché Billy Corgan è stato uno dei migliori amici della mia adolescenza, e io non dimentico gli amici. È stato strano cantare la rabbia di “Bullet with butterfly wings” senza essere più arrabbiato con il mondo, e ancor più strano urlare le strofe di “Zero” ora che non mi sento più l’ultimo degli stronzi. “Disarm” mi ha ricordato i tempi di Napster e delle prime strimpellate con la chitarra, “Stand inside your love” antichi desideri appassiti da anni e anni. Infine “Tonight, tonight” mi ha riportato indietro a quei meravigliosi e orribili anni 90, che nessuno ci restituirà, anche perché vedere Billy Corgan con la panza è forsa la cosa che più di tutte mi fa sentire vecchio. Ma non così vecchio, in fondo. Erano bei tempi dopotutto, ma anche il presente non è affatto male: ora che sono meno giovane e un po’ più felice posso ascoltare gli Smashing Pumpkins senza preoccuparmi di avere tutto il peso del mondo sulle spalle. E questa è una buona cosa.

Smashing Pumpkins 2013 023


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