Festa del Cinema di Roma 2023: C’è Ancora Domani

GIORNO 1
La Festa del Cinema quest’anno diventa maggiorenne. 18 anni di sveglie al mattino presto, 18 edizioni di film, attori, compagni e compagne d’avventura, 18 ottobrate strappate alla routine, 18 settimane di maledizioni per aver visto film sbagliati ma anche 18 manifestazioni di totale entusiasmo per grandi film o incontri che ti ricordano perché ami così tanto il cinema. 18 anni sono tanti, oh. Soprattutto questa settimana che ho passato i 40 e con la mente torno a quella prima edizione del 2006 con la nostalgia di un nonno che rimpiange i tempi in cui era giovane, pieno di vita, con meno responsabilità e molto più ottimismo. A 18 anni si può votare, si può guidare, si prende pieno possesso della propria vita: così la Festa del Cinema di Roma, ora che ha effettuato il salto nell’età adulta, non ha più scuse. E proprio nell’anno di maggiore responsabilità, saremo giudici ancor più severi, noi che di anni ne abbiamo comunque molti di più, ma anche meno tempo (e stomaco) per muoverci tra proiezioni non sempre eccezionali, caffè bruciati e tramezzini male assortiti.

Dopo una doverosa ouverture di ricordi, torniamo al presente. Per fortuna stamattina la proiezione stampa del film di apertura è alle 11 e non alle 9, questo significa che almeno il primo giorno non mi tocca alzarmi alle 7, ma posso prendermela un po’ più comoda. Non troppo in realtà: devo ancora ritirare il mio badge e so già che mi aspetta una bella coda, anche perché senza il pass non ho i codici per prenotare non solo il posto per il film di stamattina, ma anche per i due di domani e i tre di venerdì: ogni giorno infatti, alle 8 del mattino, è possibile prenotare il posto per tutte le proiezioni dei due giorni successivi (siete confusi? Figuratevi noi). Ad ogni modo, alle 9 in punto monto in sella della mia bicicletta, Pantera, come l’ha denominata il precedente possessore (santo vicino di casa che due anni fa me la regalò in seguito al suo addio a Roma). Attraverso Garbatella, poi l’Ostiense e viale Aventino, Colosseo, i Fori Imperiali, quindi percorro via del Corso, piazza del Popolo e un pezzo di Flaminia fino a giungere all’Auditorium, dal quale manco da un anno e che ogni volta però mi fa sentire a casa. O perlomeno in una delle tante case del cuore. Sono le 9.40 e subito faccio i primi incontri, perché alla fine, tra i tanti modi in cui potrei definire la rassegna cinematografica in questione, c’è anche questo: la Festa del Cinema sono tanti incontri.

Ritiro il badge intorno alle 10.15, nonostante qualcuno in fila dietro di me provi a gettarmi addosso un po’ di ansia ingiustificata: Speriamo di farcela per il film delle 11, sento dire. Ormai ci siamo, tra pochi minuti tocca a noi, replico io. Apprezzo il tuo ottimismo, mi fanno, quando davanti a noi ci sono solo 5 o 6 persone, con 4 sportelli aperti e ancora 40 minuti prima dell’inizio della proiezione, che sarà a 200 metri da dove siamo. D’altronde la Festa del Cinema, come detto, sono tanti incontri, alcuni dei quali piuttosto bizzarri (tipo un compagno di classe delle scuole medie, che non vedevo dal 1995, che mi saluta come se non lo vedessi da una settimana). Ritirato il badge, mi dedico alla prenotazione dei film. Per quello di stamattina trovo un ottimo posto in galleria, anche se tutta la stampa praticamente è in platea: Ti tocca andare in mezzo ai ragazzini, mi dice il buon Giordano di Inglorious Cinephiles, visto che i posti in galleria spesso sono quelli che restano agli studenti di scuole di cinema e università (cioè da chi possiede l’accredito blu, denominato “Cultural”), dopo che la stampa ha riempito le prenotazioni in platea. Salgo le scale della Sinopoli e me ne vado, dall’alto dei miei 42 anni, “in mezzo ai ragazzini”. Per un momento mi sfiora l’idea di lasciare il mio badge con tanto di fototessera proprio nella galleria della Sinopoli, nella speranza che possa invecchiare al posto mio. Poi lascio perdere il remake festivaliero di Dorian Gray e mi godo la vista dall’alto, in attesa dell’inizio del mio primo film di questa mia diciottesima Festa.

C’è Ancora Domani (Paola Cortellesi)
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C’è Ancora Domani, esordio dietro la macchina da presa di Paola Cortellesi, sembra quasi un omaggio ad Anna Magnani a cinquant’anni dalla sua scomparsa. C’è infatti più di un’eco de L’Onorevole Angelina del 1947 e anche qui c’è una forte storia di emancipazione femminile. La regista, anche protagonista, è Delia, madre di tre figli e moglie servile, costretta a rimbalzare tra la difficile condizione economica dovuta alle miserie e ai cocci lasciati dalla Seconda Guerra Mondiale e le botte inflitte da un marito sprezzante e lontano (Valerio Mastandrea, sempre impeccabile). La Cortellesi riesce a dar valore ad un grande cast, confermando la sua bravura nel destreggiarsi nella commedia: quando il film vuole farci ridere, ci riesce perfettamente, quando vuole emozionare invece, si perde un po’ per strada, con un finale condito da un accenno di musical che, personalmente, mi ha fatto storcere il naso (nonostante la sempre splendida A Bocca Chiusa di Daniele Silvestri). La storia alla base del film è convincente, impossibile però da raccontare senza rovinare il finale: basti pensare a una donna prigioniera del focolare domestico, che trova la forza di ritrovare se stessa grazie a una lettera con sopra il suo nome e l’amore nei confronti di una figlia, che si sta per fidanzare con un “buon partito”. Se il finale è molto bello, almeno nelle intenzioni, la struttura del film non lavora abbastanza per prepararci a quello che vediamo alla fine: l’equivoco (il tranello?) nel quale lo spettatore cade è messo in piedi con mestiere, ma l’importanza di quella lettera di cui sopra, a mio avviso, non è sottolineata abbastanza, non veniamo proprio preparati a ciò che vedremo (a meno che non mi sia perso qualcosa? Non vedo l’ora di parlarne con qualcuno domani). Difficile spiegarsi senza fare spoiler, per cui mi fermo qui. Ad ogni modo è un buon film d’apertura, con buone intuizioni di regia e realizzato da un’artista che stimo (oltre a un cast di ottimi interpreti). Vedremo come evolverà la carriera di Paola Cortellesi dietro la macchina da presa: c’è moderato ottimismo. Per quanto riguarda la Festa del Cinema invece, c’è ancora domani (e pure dopodomani e poi un’altra settimana ancora).


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