Cose di Cinema: Foster, Huppert, Robbie e Allen

Secondo episodio del nuovissimo format di Una Vita da Cinefilo, “Cose di Cinema”, dove cerchiamo di proporvi le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo rilasciate dai protagonisti della Settima Arte. Questa volta vi proponiamo le parole di Jodie Foster, Isabelle Huppert, Margot Robbie e Woody Allen. Ma voi ce la vedete la Huppert a guardarsi i film sullo schermo di uno smartphone?

Il cinema supereroistico sta vivendo un periodo di crisi. Jodie Foster ha commentato: “Quella dei film sui supereroi è una fase che è durata un po’ troppo a lungo per me. Speriamo che presto la gente si stufi. Alcuni sono belli, ma non è questo il motivo per cui sono diventata un’attrice. Quei film non mi cambiano la vita, speriamo che ci sia spazio per tutto il resto”.


Isabelle Huppert ha parlato invece di una pericolosa deriva che sta prendendo il cinema, soprattutto quello prodotto da alcune piattaforme: “Guardo spesso i film, non sul mio computer perché non ce l’ho, ho solo il cellulare. Anche se ho sentito che, in certe situazioni, alle persone viene consigliato di fare film in un certo modo per far sì che possano essere guardati bene sui cellulari. È una cosa abbastanza orribile se credi ancora nel cinema”.


Margot Robbie, durante l’incontro con Cillian Murphy, ha parlato dell’eventualità di un secondo film di Barbie. “Un sequel di Barbie? Abbiamo messo tutto in quel primo film, è così bello che ho pensato “oh nooo”, ma allo stesso tempo farei qualsiasi cosa pur di tornare nuovamente su quel set”.


Infine Woody Allen, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che Fa, ha presentato il suo nuovo film, Un Colpo di Fortuna: “Ho un punto di vista molto tragico. La maggior parte dei miei film sono comici, ma ogni tanto, come in Un Colpo di Fortuna, mi viene questa idea di fare film più seri, meno comici. Li faccio e poi, in generale, torno a fare film divertenti”.


Bonus Track: Ci ha lasciato ieri Ryan O’Neal, indimenticabile protagonista, tra gli altri, di Barry Lyndon di Stanley Kubrick, Paper Moon di Peter Bogdanovich e di Driver di Walter Hill. Uno dei volti più indimenticabili del cinema degli anni 70.


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