
Festa del Cinema di Roma 2024 – Giorno 8: Una settimana fa, giorno del mio compleanno, mi tiravo su dal letto tutto contento per l’inizio della Festa. Il sole sembrava aggrapparsi ancora al solito prolungamento dell’estate e, anche se con un anno in più, mi sentivo pronto per questa diciannovesima avventura all’Auditorium. Oggi il cielo piange lacrime di pioggia pesanti come piombo, il ticchettio sopra l’ombrello fa pensare a una scorta extra di popcorn e l’ottavo giorno somiglia molto al centotrentesimo.
Stamattina alle 8.30 (assassini!!!) c’è Anora di Sean Baker, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, che per fortuna ho già visto un mese fa in proiezione stampa (potrete leggere la recensione completa domattina, non vi spoilero nulla se non che è bellissimo). Ciò significa che per una volta posso piazzare la sveglia mezzora più tardi, ovvero alle 7.58, in tempo per prenotare le proiezioni di venerdì, a cui si può accedere dalle 8 (come accade ogni maledetta mattina). L’incipit di 1979 degli Smashing Pumpkins, che ho impostato come sveglia, mi sorprende nel sonno come quando nei film americani l’FBI irrompe in casa del ricercato in piena notte. Ci metto 30 secondi a capire chi sono, dove mi trovo e perché faccio ancora queste cose alla mia veneranda età. Poi mi ricordo quella storia di quanto ami vedere i film e torno alla vita, prenoto i film e, molto lentamente, mi alzo dal letto per cominciare un’altra entusiasmante giornata alla Festa del Cinema di Roma.
Nonostante il traffico e la pioggia, riesco a raggiungere l’Auditorium in tempo per la proiezione delle 11.15. Greedy People di Potsy Ponciroli, è la storia di due agenti di polizia che, accidentalmente, uccidono una donna, trovando poi in casa sua un milione di dollari. La strana coppia (dove spicca un bravo Joseph Gordon Levitt) decide di nascondere il bottino e fingere che la donna sia stata uccisa da un rapinatore. Il film funziona abbastanza bene finché indossa gli abiti della dark comedy (sfruttando bene il cosiddetto effetto Rashomon), poi comincia a prendersi un po’ troppo sul serio, facendo uscire tutti i suoi limiti. Carino, ma decisamente dimenticabile, oltre ad essere appena appena didascalico (sono ironico, lo è moltissimo).

Esco dalla sala con un discreto appetito e decido, nonostante secchiate di pioggia, di raggiungere la pizzeria salernitana del Villaggio Olimpico per una bella margherita come si deve, me la merito (credo). Più tardi è il momento del secondo film di giornata: On Falling di Laura Carreira è un’opera prima decisamente promettente, intensa, retta interamente sulle spalle di una protagonista perfetta, Joana Santos (ne sentiremo parlare, spero). La storia si svolge in Scozia: una ragazza portoghese lavora in un magazzino di stoccaggio dove le giornate sono scandite dai bip della pistola che legge i codici a barre e che, se non bastasse, valuta anche la produttività della ragazza, Aurora. La vita si divide tra il magazzino e la casa condivisa con altri lavoratori, in una quotidianità scandita dalla precarietà, dai soldi contati e da un lento, ma costante abbrutimento, che lentamente spegnerà il sorriso luminoso che avevamo visto nelle prime scene, lasciando spazio a malinconia e depressione. Forse l’arco narrativo di Aurora è privo di una catarsi, una svolta, una liberazione in un senso o nell’altro, il film resta però molto bello, con più di un debito con il cinema di Ken Loach (fondatore della casa di produzione che ha finanziato il progetto).
Alla fine della proiezione sono le 17.30. Alle 20.30 avrei un film belga, ma oggi ho preso troppa pioggia e sono troppo stanco per aspettare altre tre ore senza fare nulla, tra l’altro per vedere un film che mi farebbe tornare a casa alle 23. Non ce la posso fare e decido così di andar via: apro l’ombrello e mi allontano dalla Festa, non senza essermi prima imbattuto in Alice Rohrwacher, che mi passa accanto sfiorandomi il gomito. Domani però è un grande giorno: sarà l’ultima volta in cui dovrò stare alle 8 in punto con le antenne puntate sul sito per prenotare le proiezioni. C’è una luce in fondo al tunnel.


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