Recensione “Springsteen on Broadway” (2018)

Qualcuno più bravo di me una volta ha scritto: “La poetica di Springsteen è lì, nell’esplorazione della distanza fra il luogo sognato e quello vissuto. Il suo coraggio è di intravedere, nell’inferno terrestre, una possibilità di luce. Ogni volta che contempla la fine, ci propone una ripartenza”. Non potrebbero esserci parole migliori per definire “Springsteen on Broadway”.

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Recensione “Benvenuti a Marwen” (“Welcome to Marwen”, 2018)

Sarà capitato a molti di noi, in un momento di difficoltà, di trovare consolazione in qualcosa di creativo, o più in generale nell’arte. C’è magari chi, dopo un lutto, si è messo a dipingere, chi, dopo aver rotto con una ragazza, ha cominciato a scrivere un romanzo, oppure semplicemente chi ha trovato rifugio nelle canzoni o nei film per sconfiggere i propri demoni del momento.

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Recensione “Suspiria” (2018)

L’atteso “Suspiria” di Luca Guadagnino è un film che vive di pulsioni e istinto, di angosce e agitazioni. È un remake sorprendente, che probabilmente dividerà i cultori del film originale di Dario Argento, così ben radicato nell’immaginario cinematografico da rendere rischioso e pericoloso qualunque tentativo di riarrangiamento. Guadagnino eppure nell’occhio del ciclone sembra sentirsi a suo agio e riesce a realizzare qualcosa di totalmente nuovo, pur restando fedele al mistero di un film che tutti abbiamo visto e amato.

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Capitolo 254

Dicembre. L’autunno scivola rapidamente verso l’inverno e, con esso, si avvicina anche il Natale. Questo significa che si avvicina il momento di stilare la classica Top 20 e che quindi ho circa due settimane per recuperare tutti i film “papabili” che ancora non ho visto quest’anno (tipo, giusto per citarne alcuni, “Roma”, “A Star is Born”, “Cold War” e soprattutto “Summer”, che probabilmente non riuscirò a vedere). Due settimane e poco più per la classificona di fine anno. Ce la posso fare.

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Recensione “Juliet, Naked” (2018)

Quando si pensa a Nick Hornby la mente va automaticamente a libri come “Febbre a 90°”, “Alta Fedeltà” o “About a Boy”, tutte opere realizzate negli anni Novanta. Purtroppo quella che probabilmente è la sua migliore opera degli ultimi dieci (e forse quindici) anni non ha avuto la stessa fortuna dei romanzi già citati: sto parlando di “Tutta un’altra musica” (“Juliet, Naked” in originale), altro splendido racconto di amore e rock, che viene riproposto adesso in una pellicola di Jesse Peretz con la speranza di restituire al libro di Hornby il successo che merita.

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Recensione “Ride” (2018)

Valerio Mastandrea come attore ormai lo conosciamo tutti e lo abbiamo sempre apprezzato per la sensibilità, per la capacità di entrare in empatia con i personaggi che interpreta: per questo motivo la sua recitazione è così valida. Ora, con tutta l’esperienza accumulata come attore, il nostro Valerio prova il grande salto e si mette dietro la macchina da presa, con ottimi risultati.

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Capitolo 253

Pioggia. Piumone. Pigiama. La lettera P è decisamente la protagonista di questo eccellente novembre cinematografico, ricco di visioni, revisioni e anteprime al cinema, ovvero Proiezioni stampa (tanto per restare in tema con la P). Tuttavia la lista di film da vedere che tengo sulla mia scrivania non tende a scemare, anzi, si rimpolpa giorno dopo giorno, come quell’incantesimo in Harry Potter, che come tocchi una cosa questa si duplica. Con i film succede lo stesso: come ne vedi uno, te ne ritrovi altri tre che vorresti vedere. Meno male che l’inverno sta arrivando…

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Recensione “La Donna Elettrica” (“Kona fer í stríð”, 2018)

Quello che l’uomo, o meglio, un ristretto numero di uomini di potere, sta facendo al nostro pianeta è un crimine, non si potrebbe definire in altro modo. Eppure le nostre battaglie quotidiane (comprese quelle di chi scrive) sono altre, troppo distratti dalle nostre mille, legittime, occupazioni. Non è così per Halla, la tenace protagonista di questo film islandese, spericolata e determinata nelle sue azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua splendida isola.

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Recensione “Un giorno all’improvviso” (2018)

Poche cose mi danno soddisfazione come quando mi trovo davanti ad un esordio cinematografico così ben realizzato, ispirato, girato benissimo e con degli interpreti straordinari. Ancor più bello è quando l’esordio in questione è quello di un regista italiano, in questo caso Ciro D’Emilio, classe 1986, che regala una boccata d’aria fresca ad una cinematografia spesso troppo concentrata nel raccontare le vite dei piani alti della borghesia romana o al contrario quelle di disperati costretti alla criminalità. Il regista è bravo ad allontanarsi dagli scivoloni dei cliché, scegliendo di raccontare una storia d’amore tra madre e figlio, di passione, di vite sì difficili ma al tempo stesso piene di sorrisi.

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