Recensione “Blinded By The Light” (2019)

C’è un curioso rapporto tra il cinema e Bruce Springsteen. Il Boss, uno dei cantautori più amati al mondo, aveva partecipato ad un divertente cameo nel film cult “Alta Fedeltà” di Stephen Frears. Prima di allora Sean Penn, nel suo debutto alla regia, aveva basato il suo “Lupo Solitario” interamente sulla canzone “Highway Patrolman” del Boss. In seguito le sue canzoni hanno ispirato splendidi documentari (“Springsteen and I”) o ancora altri film (“Thunder Road”, meravigliosa pellicola indipendente purtroppo inedita in Italia).

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Recensione “The Boys” (2019)

Solitamente tutto ciò che gira intorno ai supereroi mi annoia tremendamente. L’ultima serie di casa Amazon tuttavia fa eccezione, dando nuova linfa ad un filone di cui sono troppo poco competente per fare confronti, paragoni e analisi. Ad ogni modo è una serie riuscitissima, dove dietro ai costumi e ai superpoteri altro non c’è che un enorme specchio della società americana, basata sulla competizione, sul profitto, sull’ipocrisia cattolica e soprattutto, sul capitalismo (senza lasciare in secondo piano temi attuali negli States come i casi di molestie e il movimento “me too”). Inoltre per uno che non ama affatto i supereroi, non c’è niente di meglio che vederli dall’altra parte della barricata, come i veri antagonisti della storia, al tempo stesso però vittime della società privata alla quale appartengono, la Vought, che sfrutta al massimo le loro prestazioni e li condanna ad una vita che non si sono scelti (ma qui entriamo in un discorso molto più ampio e complicato sul ruolo del carnefice, sulle responsabilità di chi rende malvagi gli individui: la natura umana – o sovrumana, in questo caso – o la società in cui sono cresciuti).

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Recensione “Fleabag” (Stagione 1-2)

Nello slang inglese la parola Fleabag indica una persona scorretta e probabilmente non c’è titolo migliore per questa bellissima serie tratta da una piece teatrale scritta dalla protagonista Phoebe Waller-Bridge. In due stagioni (12 puntate in totale) la protagonista, una donna di cui non conosciamo il nome, tenta di sopravvivere alla problematica frenesia della sua vita, tra rapporti complicati con la famiglia, la morte della sua migliore amica e una sfera sessuale e sentimentale piena di fragilità.

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Recensione “L’Ospite” (2019)

Dopo “Orecchie”, uno dei film italiani più interessanti del decennio, Daniele Parisi e Silvia D’Amico tornano in quel che si potrebbe definire una sorta di seguito ideale del film di Alessandro Aronadio. Stavolta alla regia c’è il fiorentino Duccio Chiarini e al centro della storia ci sono coppie in crisi, coppie che scoppiano o in bilico tra diverse possibilità.

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Capitolo 267

Sono tornato a Roma già da poche ore, immerso nella malinconia per una vacanza ormai conclusa: mi muovo con passi incerti tra balle di fieno che rotolano sulla via Trionfale e quella sensazione di vuoto che ogni anno fa somigliare questa città al set di “28 giorni dopo”, almeno così sembra in alcuni momenti. Penso a come riuscirò ad elevare l’Inferno di questo agosto romano in un modesto Purgatorio e già sono all’opera per controllare gli orari dei cinema, le arene estive e tutto ciò che serve a trasformare il nulla in qualcosa di bello. Sarà difficile, soprattutto dopo un mese in Paradiso, ma ci proverò.

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Recensione “Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco” (“Saint Seiya – Knights of the Zodiac”, 2019)

Ricordo bene quel 26 marzo del 1990: ero incollato davanti alla televisione in camera di mia madre, sintonizzata su OdeonTv, per l’inizio di questo nuovo cartone animato tanto pubblicizzato nei giorni precedenti, che basava la sua storia sulle battaglie tra questi incredibili cavalieri, individui dotati di grandi poteri, ognuno simboleggiante una costellazione del cielo. Quello che è stato uno dei più amati anime della storia della tv italiana (e non solo), dopo una serie indefinita di seguiti, spin-off e versioni alternative, è tornato ora su Netflix con un reboot ambizioso, a tal punto da riproporre gran parte dei doppiatori originali della serie.

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Capitolo 266

Più di un mese è passato dall’ultimo capitolo di “Una vita da cinefilo” e tantissime cose sono cambiate: Totti non è più alla Roma, ho traslocato, è cominciata l’estate, sono uscite le nuove stagioni di due delle mie serie tv preferite, sono stato in Grecia per lavoro e ora sono nella mia residenza pugliese, in quella che potremmo definire vacanza (ma con il mio lavoro non posso mai chiamarla davvero vacanza: c’è sempre qualche email da inviare, qualche cosa da aggiornare, qualche immagine a cui lavorare…). Per tutti o quasi tutti questi motivi il tempo per vedere film è stato davvero poco, soltanto cinque film nell’ultimo mese. Ma si sa, è estate, il periodo in cui il tempo è una questione relativa, in cui le ore si dilatano e si restringono a seconda dell’umore, della giornata, del calciomercato e di tantissimi altri fattori. Che la passiate lavorando o in relax, buona estate a tutti voi e a tutte voi.

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Recensione “Stranger Things 3” (2019)

C’è chi cerchia in rosso il giorno in cui andrà in vacanza, chi cerchia in rosso il giorno in cui finirà gli esami e poi ci siamo noi, quelli che hanno cerchiato in rosso il 4 luglio, il giorno in cui è uscita la terza stagione di “Stranger Things”. In questa introduzione, che è senza spoiler, possiamo dire subito una cosa: è una stagione esaltante, bellissima, si ride e ci si commuove, c’è spazio per le emozioni ma anche per qualche brivido di fomento e, bisogna dirlo, dopo una seconda stagione un po’ sottotono (o sottosopra?) ne avevamo proprio bisogno. Ora, vi do il tempo giusto di un gelato, perché dal prossimo paragrafo in poi si entra in una caldissima e pericolosissima zona SPOILER. Siete avvisati.

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Recensione “Dark” – Stagione 2 (2019)

Bentornati a Winden, anche se, come ormai abbiamo compreso, non è importante il dove, ma il quando. La serie tedesca, un cult istantaneo alla sua uscita nel dicembre del 2017, ritorna con una seconda stagione che invece di dissipare i dubbi, li amplifica, in un loop di intermittenze cerebrali che potrebbe quasi far invidia a David Lynch (ho detto quasi, non scaldatevi). Un consiglio: all’inizio di questa seconda stagione non è previsto alcun riassunto della prima, quindi fareste bene a rivedere la stagione precedente se volete minimamente sperare di comprendere qualcosa di questa nuova appena uscita (altrimenti visitate questo sito, creato appositamente da Netflix per aiutare a districarvi). Pronti a saltare nel tempo? Dopo l’immagine della macchina del tempo si entra in una pericolosissima zona Spoiler, quindi siete avvisati. La materia oscura ci sta per avvolgere…

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Recensione “Chernobyl” (2019)

Non è mai facile appiccicare etichette come “capolavoro” o “serie tv dell’anno”, affermazioni che stanno bene sui cartelloni pubblicitari, ma che non sempre possono essere condivise da tutti. Ebbene, sulla nuova serie della HBO (in Italia distribuita da Sky e NowTv), “Chernobyl”, credo che i dubbi siano davvero minimi. Non ho problemi ad affermare che ci troviamo davanti al capolavoro dell’anno, uno dei prodotti più curati, interessanti, coinvolgenti, umani e spaventosi che siano stati realizzati negli ultimi anni. La cosa più incredibile è che pur conoscendo la storia, perché ciò che accadde a Chernobyl lo sappiamo praticamente tutti da sempre, non riusciamo comunque a staccare il naso dallo schermo, catturati da questo caleidoscopio di personaggi, intrighi, segreti e bugie che dura per 5 episodi da oltre un’ora ciascuno.

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