Capitolo 59

Ho visto il trailer di “Bastardi senza gloria” di Tarantino e mi ha dato l’idea di essere una bomba, ma soprattutto ho visto il trailer di “I love Radio Rock” e ho già capito che sarà un capolavoro. Più che altro ho deciso che sarà un capolavoro. Purtroppo sapere che bisognerà aspettare il 12 giugno per vederlo in sala mi ha rovinato la settimana.

DISASTRO A HOLLYWOOD (2009): Causa decisione (giusta) presa dalla Medusa per contrastare recenti episodi di pirateria dell’audio italiano durante le proiezioni stampa, il film è stato proiettato in lingua originale senza sottotitoli (non c’era stato tempo per prepararli). Lo ammetto, mi sono perso un buon 30% di battute, causa slang americano al momento per me incomprensibile, ma almeno mi sono gustato un bel De Niro in v.o., vogliamo mettere? Decisamente azzeccata (e apprezzata) l’armonica di “C’era una volta il West”. Bravo Levinson.

NEMICO PUBBLICO N°1 – L’ORA DELLA FUGA (2009): Non pensavo che questa seconda parte potesse essere migliore della prima, ma così è. Mesrine è un personaggio dal fascino incredibile, e Vincent Cassel sembra aver pescato il ruolo perfetto per le sue caratteristiche. Il giorno dopo averlo visto sono andato alla biblioteca francese di Roma per cercare l’autobiografia dal quale è stato tratto il film: 23 euro. L’ho lasciata là, ma l’intenzione c’era.

TUTTA COLPA DI GIUDA (2009): Il cinema italiano ultimamente fa cose di questo genere: film di poliziotti con poliziotti veri (“Sbirri”), film sulla legge Basaglia con veri malati di mente (“Si può fare”) e, come in questo caso, film su un carcere con veri carcerati. L’esperimento è molto carino, Kasia Smutniak è una delle 235 donne della mia vita e questo ha conferito al film un’atmosfera molto carina. Simpatica l’idea del musical sulla passione di Cristo all’interno del carcere, dove nessuno vuole fare l’infame Giuda (ovviamente), ma Kasia non è Mel Gibson (per fortuna o purtroppo, a seconda dei punti di vista). Ad ogni modo, film molto carino.

DUPLICITY (2009): Lui spia, lei spia, gli altri sono multinazionali, lui e lei si mettono insieme e cercano di arricchirsi, dietro il sorriso a 46 denti di Julia Roberts e gli ammiccamenti di Clive Owen. Inoltre non avevo mai fatto caso a Roma alla presenza di circa 12 Vespe ogni 5 metri quadri… Mi sono annoiato a morte, ma i trailer prima del film sono valsi il prezzo del biglietto, decisamente.

STATE OF PLAY (2009): Esce venerdì prossimo, leggerete (se vorrete) la mia recensione, quindi non dirò molto se non confermare quanto detto nello scorso capitolo: adoro vedere film in cui ci sono giornalisti che fanno il proprio lavoro, è una cosa che mi appassiona in modo incredibile. Russel Crowe lo trovo sempre una figura molto rassicurante, vorrei averlo come zio. Va detto che la proiezione era alle 14, ma probabilmente stavano ancora tutti mangiando, visto che alle 14.10 in sala stavamo ancora a guardarci in faccia… Film bellissimo, ma ne riparleremo.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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