Oscar 2010: “Avatar” disinnescato da “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow

“The Hurt Locker” stravolge i pronostici della vigilia e disinnesca la bomba “Avatar”, aggiudicandosi ben sei statuette (solo tre premi minori invece per il film campione d’incassi) e consacrandosi come film migliore della scorsa stagione. Chi non ha amato il film di Cameron sghignazza e se la ride sotto i baffi, così come la caparbia Kathryn Bigelow, che i baffi non li ha, passando alla storia come la prima donna a ricevere il premio come miglior regista (annunciata da Barbara Straisand con un eloquente: “il momento è arrivato…”). Il momento più alto della serata? Probabilmente Ben Stiller che entra in scena per presentare l’Oscar al miglior trucco conciato come l’avatar di se stesso, con tanto di pelle blu, occhi gialli e coda penzolante: da applausi.

I musi lunghi, come ogni anno, sono tanti. Ma per il momento soffermiamoci sulle statuette sacrosante (almeno per ciò che ci è stato possibile vedere, motivo per cui non commenteremo l’Oscar all’attrice non protagonista di “Precious”, Mo’nique, e alla sorprendente Sandra Bullock di “The Blind Side”):

– Christoph Waltz, il cattivissimo cacciatore di ebrei di “Bastardi Senza Gloria”, è il migliore attore non protagonista, la statuetta è la consacrazione definitiva dopo i premi analoghi ricevuti a Cannes e ai Golden Globes. Ancora ci sembra di sentirlo, mentre urla nell’assolata campagna francese: “Au revoir, Shoshanna!”.

– “Up” è il miglior film d’animazione, e guai a chi lo tocca: il capolavoro della Pixar era riuscito addirittura nell’impresa di ottenere la nomination per il miglior film in assoluto, di conseguenza era impensabile non assegnargli la statuetta nella categoria dove giocava “in casa”. Con il premio alla colonna sonora di Michael Giacchino, si può parlare davvero di trionfo. Azzardo la sentenza: probabilmente è il miglior film d’animazione dello scorso decennio.

– Jeff Bridges, indimenticabile “Drugo Drughetto Drugantibus” per i Coen, domina la cinquina per il miglior attore protagonista, grazie alla sofferta e sentita interpretazione del cantante country Bad Blake in “Crazy Heart”. Il buon Jeff, con una mano in tasca e con l’altra l’Oscar stretto in pugno, ha fatto spellare dagli applausi le mani di tutti i presenti al Kodak Theatre di Los Angeles. La “sua” canzone “The Weary Kind” raddoppia gli Oscar per il film di Scott Cooper: ce ne rallegriamo.

– Gli effetti visivi di “Avatar” sono stati tra i più imponenti e maestosi mai visti in un film prima d’oggi: non premiarli sarebbe stato un delitto. Delitto scongiurato, almeno per questa categoria.

Si parlava di musi lunghi, e non sono stati affatto pochi: quello del sottoscritto è rimasto scioccato per il mancato riconoscimento a “Il Nastro Bianco” come miglior film straniero, ma procediamo per gradi:

– Quella di “The Hurt Locker” è senz’altro una sceneggiatura di livello, ma il Dio Cinema avrebbe dovuto avere maggior riguardo per Quentin Tarantino: lo script sui suoi bastardi meritava la statuetta, e avrebbe almeno consolato il regista in una notte che ha visto sorridere invece il solo Christoph Waltz. Non volevate premiare Tarantino? Va bene, allora date l’Oscar per la sceneggiatura originale al “Serious Man” dei Coen. Niente da fare.

– Anche la sceneggiatura non originale ci ha lasciati un po’ spiazzati, ma non avendo visto “Precious”, il film vincitore della categoria, non possiamo esprimerci. Il cuore tifava decisamente per Nick Hornby, uno dei migliori scrittori contemporanei.

– Il meraviglioso e raffinato bianco e nero de “Il Nastro Bianco” pensavo non avesse rivali per la migliore fotografia, invece hanno preferito consolare Cameron consegnando il premio al gigante “Avatar”. Ma chi consolerà Michael Haneke per lo scippo dell’Oscar per il miglior film straniero? “Il Nastro Bianco”, già vincitore al Festival di Cannes e ai Golden Globes, è uno dei più grandi capolavori cinematografici del decennio appena trascorso, talmente potente da surclassare anche il meraviglioso “Il Profeta”, in corsa per la stessa categoria. A vincere però è stato l’imprevedibile thriller argentino “El Secreto de sus Ojos”.

– Regia e film a “The Hurt Locker”, Davide sconfigge così il Golia degli incassi, “Avatar”, rimasto a bocca asciutta. Tutti contenti quindi? No, assolutamente no, perché mettere da parte il genio di Quentin Tarantino è stato davvero un peccato, per quanto il film della Bigelow sia indubbiamente un’opera eccellente.

Archiviamo così la notte degli Oscar 2010 e i suoi vincitori: di cosa ci lamenteremo l’anno prossimo? Quale film resterà a mani vuote, come verranno smontate le nostre aspettative? Una cosa è certa: anche tra un anno passeremo la notte davanti al televisore ad osservare l’industria cinematografica americana applaudirsi e autocelebrarsi, il che è un po’ triste: non ci resta dunque che dedicare il testo della canzone premio Oscar “The Weary Kind” a tutti i delusi degli Academy Awards, ricordando che la notte degli Oscar “non è un posto per un cuore affaticato, non è un posto dove perdere la testa, non è un posto per crollare, raccogli il tuo cuore folle e fai un altro tentativo”.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Oscar 2010: “Avatar” disinnescato da “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow

  1. stevemcqueen ha detto:

    Finalmente abbiamo ottenuto un "punto di rottura", speriamo sia l'inizio di una nuova ondata per gli Academy Awards.
    Per il resto sono curioso di vedere il film argentino che ha vinto come miglior film straniero, magari è veramente una bomba, però ho i miei dubbi.
    Il Nastro Bianco meritava l'oro della statuetta, imho.
    Ed ora road to Cannes fra un paio di mesi!
    Byez

  2. Lessio ha detto:

    cannes.. ci sto facendo un pensierino, ma la vedo dura… vedremo

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