Festival di Roma 2011 (Giorno 9): Trionfo per “Un cuento chino”

È “Un cuento chino” il trionfatore della sesta edizione del Festival di Roma. Il film di Sebastian Borensztein vince infatti sia il premio ufficiale come miglior film, sia il premio del pubblico, unendo di fatto critica e spettatori, contro ogni previsione. Cadono infatti tutti i pronostici della vigilia, dal bistrattato “Une vie meilleure” (tra i favoritissimi della vigilia), che si è dovuto accontentare del premio al miglior attore, ai film italiani che sembravano certi di contendersi il premio del pubblico. Il premio della giuria è andato a sorpresa al discreto “Voyez comme ils dansent”, mentre un premio speciale della giuria è finito a “The eye of the storm”. Perché non sia stato premiato “Une vie meilleure” è davvero un mistero.

Il miglior attore è Guillaume Canet, uno dei nomi che circolavano alla vigilia, e il suo è un premio meritato (il suo Yann nel film di Cedric Kahn è uno dei migliori personaggi visti in questo Festival). Come attrice, nel dubbio generale della vigilia, l’ha spuntata Noomi Rapace per “Babycall”, ed in fondo è un premio che ci sta, visto che l’attrice (divenuta celebre per “Uomini che odiano le donne”) regge il film praticamente da sola. La giuria, guidata da Ennio Morricone, ha inoltre assegnato un premio speciale per la migliore colonna sonora, vinta da Ralf Wengenmayr per “Hotel Lux”.

Per quanto riguarda le altre sezioni sono stati premiati “Girl Model” per quanto riguarda Extra, “North Sea Texas” e “En el nombre de la hija”. Il Marc’Aurelio Esordienti è stato assegnato invece all’iraniano “Circumstance” e al francese “La brindille”, due tra i film più apprezzati del Festival. Per quanto riguarda i premi collaterali, va sottolineato il Premio Distribuzione Indipendente, vinto dal norvegese “Turn me on, goddamit”, che dunque verrà meritatamente distribuito anche da noi.

“Un cuento chino” è quindi il nome da ricordare: tante risate ed una bellissima storia sull’incontro tra due culture differenti, che riescono ad andare al di là degli ostacoli linguistici dei due protagonisti per raggiungersi in un film che è stato veramente amato da tutti (“Uno di quei film di cui non ci si stanca mai”, abbiamo scritto qualche giorno fa). Chiude dunque qui il Festival di Roma 2011, un festival povero di divi ma con molti film di buon livello, un’alta partecipazione alle proiezioni, e un evento da consegnare ai posteri: l’incontro con Michael Mann. Il diario dal Festival finisce qui, dopo nove giorni e quasi trenta film visti dal sottoscritto. L’appuntamento, se tutto va bene, è per l’anno prossimo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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