Capitolo 180

Capitolo 180. Agosto a Roma somiglia tanto ad una lunga serie di domeniche, senza calcio, senza rumori, senza niente da fare: la morte civile. Tutto ciò che resta, a parte il caldo asfissiante e le zanzare, è il cinema. Ben sette film nelle ultime due settimane, quattro al cinema, tre in tv, un dvd comprato (Ken Loach, ma non l’ho ancora visto) e tanti altri che ho voglia di rivedere. E tra Minosse, Ulisse, Scipione, Caronte e il Drago Africano, un po’ di cinema potrebbe essere l’unica cura possibile. E speriamo che questo agosto passi alla svelta…

7 days in Havana (2012): Sette cortometraggi diretti da sette registi diversi raccontano, come da titolo, sette giorni nella capitale cubana, in cui ogni episodio rappresenta un giorno della settimana. In un cinema Quattro Fontane senza aria condizionata è stata un po’ un’esperienza mistica: sprazzi di ottimo cinema alternati a qualche carenza di ritmo o narrativa. A vincere sono i colori, il calore, la musica, la gente di Cuba. Su tutti l’episodio che vede protagonista Emir Kusturica nella parte di se stesso. Voglia di viaggiare.

14 anni vergine (2007): Una stupidotta commedia americana, trovata in tv in una calda mattinata di fine luglio. Curioso il fatto che la canzone portante della pellicola sia “Sloop John B.” dei Beach Boys, che sono andato a vedere in un memorabile concerto proprio la sera dopo aver visto questo film. Un ragazzino arriva nella scuola nuova e per ottenere popolarità comincia a raccontare bugie colossali: uno specchio rotto (!!!) rende reali le sue bugie, rendendo la sua vita un inferno.

La guerra è dichiarata (2011): Uno dei film dell’anno, che sono andato a rivedere con grande piacere (soprattutto nella bellissima cornice dell’arena estiva del Cinema Sacher). Un film praticamente unico nel suo genere, visto che le vicende narrate sono state vissute in prima persona dalla regista, che è anche interprete principale e sceneggiatrice del film. Il furore di vivere. Meraviglioso.

La congiura della pietra nera (2010): Dopo una giornata di mare sarebbe stato perfetto chiudere con un bel film al cinema. Sono un amante di wuxiapian, il genere cappa e spada orientale, e la presenza di Michelle Yeoh (già protagonista de “La tigre e il dragone”) sembrava essere una buona garanzia. In realtà il film si è rivelato piuttosto noioso, penalizzato dal doppiaggio e da una storia che non ha né capo né coda. Brilla in alcune sequenze di combattimento, ma è un po’ poco rispetto agli otto euro e venti regalati all’Uci di Porta di Roma.

Il tempo si è fermato (1948): Domenica mattina. Il caldo e le zanzare mi hanno costretto ad una sveglia anticipata: ero in piedi alle sei e trenta del mattino. Ho acceso la tv nel tentativo di prendere sonno e ho trovato l’inizio di questo thriller d’annata, che ho seguito tutto d’un fiato. Un giornalista criminologo cerca di scoprire chi ha ucciso la donna con cui lui stesso ha passato la serata precedente. Tutti gli indizi sono contro di lui, e non può uscire dal grattacielo in cui lavora. Bellissimo.

Un anno da leoni (2011): In questa torrida estate romana, senza grande scelta di film al cinema, non potevo esimermi dal guardare una commedia con Owen Wilson, Jack Black e Steve Martin. Tre appassionati di birdwatching gareggiano durante l’arco di un anno per vincere il Big Year, il premio a chi riesce a vedere più specie d’uccelli. Non si ride molto, però il film funziona, scivola piacevolmente, e alla fine ci può stare. Simpatica la trovata della colonna sonora, che utilizza canzoni “a tema” come “Surfin Bird” (Trashmen), “I like birds” (Eels) o “Blackbird” (dei Beatles, qui però cantata da Brad Mehldau).

Una lucertola con la pelle di donna (1971): Altro film trovato in tv, stavolta non di mattina, ma a notte fonda. Lucio Fulci è un autore che mi piace molto, i suoi film hanno sempre un che di spiazzante e la sua visione di cinema è qualcosa di cui il cinema italiano di oggi avrebbe certamente bisogno. Una donna sogna di uccidere la sua vicina di casa: il giorno dopo scopre che la vicina è stata veramente uccisa proprio nello stesso modo in cui avveniva nel sogno. Londra appare decadente, quasi vuota, lo stile di Fulci conduce lo spettatore verso verità nascoste, sotterranei claustrofobici, laboratori dove avvengono esperimenti mostruosi. Un film da ritrovare.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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